{"id":15041,"date":"2014-11-05T00:00:00","date_gmt":"2014-11-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=15041"},"modified":"2014-11-05T00:00:00","modified_gmt":"2014-11-04T23:00:00","slug":"udine-guarda-a-torino-per-definire-il-proprio-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/udine-guarda-a-torino-per-definire-il-proprio-futuro\/","title":{"rendered":"Udine guarda a Torino per definire il proprio futuro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNell\u2019immaginare e definire il futuro della propria citt\u00e0, bisogna usare strumenti nuovi: non pi\u00f9 una pianificazione \u201cpolverosa\u201d dal sapore passato, n\u00e9, di converso, un\u2019utopia irrealizzabile, ma grande visione e forte programmazione, capaci anche di governare ci\u00f2 che oggi non \u00e8 ancora prevedibile. Alla strategia deve seguire una chiara visione di alcuni assi fondamentali di investimento, a partire dal trasporto pubblico e dalle modalit\u00e0 di accesso e collegamento della citt\u00e0 con il resto del mondo, prima sfida che una comunit\u00e0 ha oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tQuesto il concetto che <strong>Fulvio Irace<\/strong>\u00a0e <strong>Matteo Robiglio<\/strong>, docenti di architettura al Politecnico di Torino, hanno espresso al Future Forum di Udine, utilizzando come esempio quanto \u00e8 stato realizzato nel capoluogo piemontese,\u00a0per contribuire al lavoro partecipato di riflessione e definizione di azioni e progetti da mettere in campo nei prossimi 10 anni, affinch\u00e9 Udine e il suo territorio possano diventare un luogo che costruisce il proprio sviluppo e migliora il proprio posizionamento, economico e in termini di qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abPianificare il futuro \u00e8 anche affrancamento dalle gerarchie e appartenenze del passato \u2013 ha evidenziato Robiglio \u2013. Su questi criteri, partendo da situazioni di crisi, Torino ha trovato a pi\u00f9 riprese occasioni per ripartire, fondando alleanze nuove\u00bb. Robiglio ha parlato dei due primi piani strategici che hanno caratterizzato Torino, dalle crisi degli anni \u201980. \u00abIl primo piano strategico, ad esempio, \u00a0non \u201csapeva\u201d ancora che sarebbe sorto, attorno al movimento <em>Slow Food<\/em>, un nuovo nucleo propulsivo per la citt\u00e0 e la regione legato al cibo e all\u2019agricoltura di qualit\u00e0, n\u00e9 sapeva ancora delle Olimpiadi. \u00abLa rete di soggetti che nascono attorno ai Tavoli della pianificazione strategica deve dunque essere capace di accogliere gli imprevisti \u2013 ha affermato Robiglio \u2013. Oggi stiamo realizzando il terzo piano strategico, con una portata pi\u00f9 ampia: sar\u00e0 partecipato dal basso e terr\u00e0 conto anche delle nuove visioni che ci stanno trasformando, nel contempo prevedendo una flessibilit\u00e0 elevata, la capacit\u00e0 di adattarsi ai cambiamenti che si verificheranno lungo il cammino\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn concetto che ha sposato quello espresso da Irace: sapere prevedere la flessibilit\u00e0 nel pianificare lo sviluppo. \u00abL&#8217;imprevisto \u00e8 il vero tema del cambiamento oggi che tutto muta rapidamente \u2013 ha detto Irace \u2013. Bisogna essere capaci di una reattivit\u00e0 immediata, avvolgente, di una rinascita e reinvenzione forti da opporre alla crisi. Per questo bisogna avere la capacita di giocare con fattori che oggi non sono ancora chiaramente visibili o identificabili, come da noi \u00e8 stato Slow Food, per esempio. Dobbiamo abbandonare l\u2019idea che se i metodi di pianificazione urbana tradizionali hanno funzionato finora funzioneranno anche in futuro. Al contrario, lo sviluppo di una citt\u00e0 richiede nuovi strumenti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tE in questo il web aiuta, \u00abperch\u00e9 consente velocit\u00e0 dei processi di progettazione e controllo e capacit\u00e0 di governare moli di dati in un mondo in cui il cambiamento \u00e8 estremamente complesso\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli architetti Irace e Robiglio al Future Forum<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":15042,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-15041","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",489,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",489,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",489,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1-300x184.webp",300,184,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",489,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",300,184,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",489,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",474,291,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",391,240,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",300,184,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",489,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",489,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",489,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",489,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",489,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1.webp",250,153,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7599-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Gli architetti Irace e Robiglio al Future Forum","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15041"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15041\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15042"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}