{"id":14937,"date":"2014-10-14T00:00:00","date_gmt":"2014-10-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=14937"},"modified":"2014-10-14T00:00:00","modified_gmt":"2014-10-13T23:00:00","slug":"ritorni-di-fiamma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/ritorni-di-fiamma\/","title":{"rendered":"Ritorni di fiamma"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u201cCerti amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano\u2026\u201d. Cos\u00ec cantava Antonello Venditti in una famosa, romantica canzone. E questo \u00e8 il caso di <strong>Annalisa\u00a0<\/strong><strong>Colautti<\/strong>, monfalconese doc, e lo judo, un amore sbocciato gi\u00e0 in tenera et\u00e0.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abHo cominciato judo a nove anni \u2013 racconta \u2013. Prima ero stata indotta, magari anche per ambizione genitoriale, a praticare un po\u2019 di tutto: dalla danza al nuoto, dall\u2019atletica al pattinaggio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Ma la passione non sbocci\u00f2\u2026<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abA me piace l\u2019agonismo, forse perch\u00e9 fin da bambina ho sempre avuto parametri muscolari \u2018importanti\u2019. In quinta elementare, assieme a un mio compagno di classe, vinsi tutte le gare di atletica della scuola. Competere \u00e8 quindi il mio ambiente naturale. Infatti andai a fare judo per non essere da meno di mio fratello e l\u00ec, una volta sul tatami, mi sono sentita a casa\u00bb.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>E partendo dalle sfide adolescenziali, di incontro in incontro, la carriera agonistica si snoda fino alla Nazionale\u2026<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abDopo due anni di judo arrivai seconda al campionato nazionale esordienti, e dopo altri due anni ho preso, per risultato e non per esame, la cintura nera\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Come and\u00f2?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abAvevo quattordici anni e all\u2019epoca c\u2019era un circuito composto da particolari \u2018Interfasi\u2019 che si tenevano in varie parti d\u2019Italia. Al primo classificato di ogni competizione venivano dati cento punti, al secondo sessanta e cos\u00ec via. Per fare la \u2018nera\u2019 bisognava totalizzare almeno centosessanta punti nelle quattro manifestazioni. Io partecipai solo a due\u2026\u00bb<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>E totalizz\u00f2 duecento punti\u2026<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abProprio cos\u00ec. Da allora entrai nel giro della Nazionale giovanile. Raggiungere quella maggiore non fu invece semplice\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Cosa successe?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abMio padre lavorava spesso all\u2019estero (ho vissuto la mia prima infanzia in Brasile) e accett\u00f2 di andare a lavorare in Uzbekistan: nel 1980 era un altro mondo. Potevamo uscire solo per le necessit\u00e0 e l\u00ec lo judo veniva vissuto in modo molto diverso da qui: botte da orbi! E cos\u00ec frequentare i corsi di preparazione scolastica forniti ai figli dei tecnici e sostenere in Italia un duro esame da privatista per il secondo anno di scuola superiore, per non perdere l\u2019anno scolastico, fu l\u2019obiettivo massimo raggiungibile\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Ma al ritorno dall\u2019Est si riprese il posto che le spettava. Rientr\u00f2 nell\u2019orbita della Nazionale e nel 1983 sbaragli\u00f2 tutti divenendo campionessa italiana assoluta. Le venne offerto un gruppo sportivo?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abS\u00ec, ma il mio grande sogno era muovermi, insegnare ginnastica, atletica, per trasmettere la carica che sento dentro, e non indossare una divisa. Declinai l\u2019invito e decisi di tentare l\u2019ingresso all\u2019ISEF. Al terzo tentativo fui ammessa all\u2019ISEF della Universit\u00e0 Cattolica di Milano e la mia vita divenne ancora pi\u00f9 intensa.\u00bb<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Il suo allievo Cristian Picciotto dice che risale a quel periodo il soprannome con cui lei \u00e8 conosciuta in tutta Italia: <em>America<\/em>. Perch\u00e9 la chiamano cos\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abHo il diploma di perito commerciale corrispondente in lingue estere; all\u2019epoca conoscevo bene inglese e tedesco cos\u00ec fungevo spesso da interprete della Nazionale. Era una responsabilit\u00e0, ma lo facevo volentieri. I compagni dicevano che, con i miei modi, davo l\u2019idea di una straniera, di un\u2019americana&#8230;\u00bb<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Cosa provoc\u00f2 l\u2019ennesimo distacco dal Dojo (luogo dove si svolgono gli allenamenti alle arti marziali, ndr)?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abCupido si mise in mezzo fra me e lo judo. Mettere su famiglia era un mio sogno e per questo, all\u2019et\u00e0 di 28 anni, mollai tutto per tornare in Bisiacaria con marito al seguito. Tentai di partecipare agli allenamenti collegiali locali, ma rispetto a Milano &#8211; dove un allenamento collegiale significava cento cinture nere tutte insieme &#8211; qui, anche per questione demografica, non era la stessa cosa. Poi mi sono sempre dovuta inventare il lavoro, lasciando poche energie per il resto. Il problema di tanti bravi atleti di \u2018sport minori\u2019\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Che lavori ha fatto?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abHo cercato di mettere a frutto la laurea ISEF, facendo l\u2019istruttrice di un po\u2019 di tutto, dal nuoto fino al fitness, con grandi soddisfazioni sia personali che professionali\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Fino al ritorno di fiamma con lo judo\u2026<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abGi\u00e0, e questo mentre l\u2019altro amore se ne andava. Penso di essere state una delle poche, se non l\u2019unica in Italia, a sostenere l\u2019esame, nel 2007, dopo anni di allontanamento, per la \u2018Riammissione\u2019 ai Quadri di allenatore dello judo. Dell\u2019esame ho un ricordo che ancora oggi mi accompagna; alla fine della prova il Maestro Palmiro Gaio mi disse: \u201cBentornata fra noi!\u201d. Mi sono risentita a casa\u00bb.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Come \u00e8 giunta alla presidenza del suo team Isao Okano?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abHo un nipote, classe \u201999, che mi chiese di praticare judo, allora andammo assieme al palazzetto dello sport di Monfalcone e cominciammo l\u00ec. Poi assieme ad altri, tra i quali Emilio Bosazzi in qualit\u00e0 di vice presidente, ci siamo ritrovati a portare avanti le sorti del sodalizio, spronati anche dal fatto di aver ereditato dalla gestione precedente un gruppo di ragazzi che ci gratificano con il loro impegno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Gestire un sodalizio, di questi tempi, non \u00e8 impresa facile.<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abIo voglio trasmettere la mia \u2018verve agonistica\u2019 a questi ragazzi, e credo anche nelle sinergie. \u00c8 vero che siamo un piccolo gruppo, ma abbiamo attivato una specie di \u2018gemellaggio\u2019 con il team udinese del maestro Gigi Girardi, cos\u00ec possiamo partecipare assieme a loro a stage e seminari e avere pi\u00f9 opportunit\u00e0 di crescita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Domanda secca: cos\u2019\u00e8 per lei lo judo?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abLo judo \u00e8 il mio modo di esprimermi. Io arrivo diretta, inattesa come gli eventi della vita che ti colpiscono senza mandarti il preavviso di quindici giorni, sincera come la forza dell\u2019avversario che evidenzia le tue debolezze, e do risposte senza fronzoli, come la reazione che devi usare per uscire da una presa. In questo ambiente ho trovato persone simili, amici fidati, come la pluricampionessa italiana e mondiale Maria Teresa la Motta, contro la quale, ai tempi della Nazionale, ho combattuto incontri per me memorabili, e Cristina Fiorentini, con la quale ho diviso la stanza per anni creando un legame di \u2018fratellanza per libera scelta\u2019, del quale vado fiera\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>L\u2019ultima: chi \u00e8 lo sportivo che l\u2019ha colpita di pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abNeil Adams, pi\u00f9 volte campione mondiale di judo degli anni Ottanta, specialista del \u2018ne-waza\u2019, la lotta a terra. Ho avuto varie occasioni di confronto con lui e mi ha colpito in tutto, dalle sue qualit\u00e0 atletiche a quelle tecniche e umane. E poi \u00e8 anche un bell\u2019uomo!\u00bb<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tL\u2019energia che Annalisa emana l\u2019avrete percepita anche voi attraverso queste righe, perci\u00f2 che dire ancora? Solo una cosa: Neil Adams, hai tutta la mia invidia, e non solo per l\u2019oro mondiale!\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Annalisa Colautti<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":14938,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-14937","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",450,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",450,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",450,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",450,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",450,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",450,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",450,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",450,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",450,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",450,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",450,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7368-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele D'Urso","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/durso\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"Annalisa Colautti","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14937","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14937"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14937\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14938"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14937"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14937"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14937"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}