{"id":14860,"date":"2014-09-30T00:00:00","date_gmt":"2014-09-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=14860"},"modified":"2014-09-30T00:00:00","modified_gmt":"2014-09-29T23:00:00","slug":"siamo-quello-che-mangiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/siamo-quello-che-mangiamo\/","title":{"rendered":"Siamo quello che mangiamo"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl filosofo <strong>Ludwig Feuerbach <\/strong>lo aveva compreso gi\u00e0 pi\u00f9 di cento anni fa, quando la sua celebre asserzione \u201cNoi siamo quello che mangiamo\u201d rimase impressa per l\u2019eternit\u00e0. Ma, probabilmente, anche lasciata cadere nel dimenticatoio. Perch\u00e9 oltre un secolo dopo quel prezioso insegnamento, la realt\u00e0 dei fatti appare sempre pi\u00f9 a tinte fosche.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Generazione di eccessi<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tSenza per forza parafrasare Feuerbach, \u00e8 evidente a tutti come ciascun essere umano faccia parte di una catena alimentare: quello che mangiamo lo ritroviamo dentro di noi. Di fatto, diventa parte di noi. Un\u2019alimentazione sana, pertanto, \u00e8 elemento imprescindibile per la buona salute di ciascuno di noi. Tuttavia, tra la teoria e la pratica la quotidianit\u00e0 di tutti i giorni evidenzia una distanza ancora difficile da colmare.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNegli ultimi anni, infatti, appare evidente un aumento dell\u2019estremismo alimentare tra i giovani: da un lato l\u2019incremento dei casi di obesit\u00e0 tra i ragazzi dovuto in primo luogo a un eccesso di assunzione di cibo; dall\u2019altro l\u2019incremento di giovani, in particolare ragazze, che scelgono di alimentarsi in modo scarso.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Conoscere per capire<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tEppure, nonostante la gravit\u00e0 potenziale del problema, molto poco si muove. A parte rari casi di poche (eroiche) scuole, una seria educazione alimentare nel nostro Paese (e purtroppo non solo nel nostro) non \u00e8 mai stata proposta. N\u00e9 in ambito scolastico, n\u00e9 altrove. Anzi, a parte rari spot fini a se stessi di qualche Ministero, i messaggi che l\u2019odierna societ\u00e0 trasmette in materia vanno in tutt\u2019altra direzione: dalla promozione di prodotti alimentari al limite dell\u2019indecenza, alla proposizione di modelli culturali in cui le ragazze ideali sono sempre pi\u00f9 magre.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tProprio l\u2019influenza dei mass media in questo campo rischia di divenire pericolosamente ingannevole. Come successo negli Stati Uniti negli anni \u201960 del secolo scorso, quando per combattere i cibi grassi sono stati promossi alimenti ricchi di zuccheri che hanno provocato un aumento vertiginoso dei casi di diabete.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Attenzione ai danni irreparabili<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tAncora oggi, tuttavia, la diffusione di modelli alimentari sbagliati prosegue su larga scala, con la promozione senza soluzione di continuit\u00e0 di cibi industrializzati e poco salutari in grado di causare nei nostri giovani gravi problemi. Studi e ricerche mediche alla mano, infatti, dimostrano che gli scompensi alimentari nei ragazzi di oggi contribuiranno ad aumentare il numero delle patologie negli adulti di domani (dal diabete alle malattie circolatorie).<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl tutto, aggravato dalla crisi economica. Perch\u00e9 l\u2019aumento dei prezzi dei cibi con ingredienti genuini e prodotti di qualit\u00e0 sta diventando una pericolosa spada di Damocle sulla salute delle nuove generazioni. In pratica la sana alimentazione se la potranno permettere sempre di pi\u00f9 solo le persone abbienti, mentre la povera gente dovr\u00e0 accontentarsi dei prodotti ingeribili a norma di legge, ma non certo \u201cassolutamente sani\u201d. E la differenza (leggere le etichette per credere) non \u00e8 di poco conto.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Intervenire. Ma come?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tPer provare a invertire la rotta, si deve tornare al punto di partenza. La necessit\u00e0 cio\u00e8 di una corretta educazione alimentare tra la popolazione. A partire dai medici. Pu\u00f2 sembrare assurdo, eppure un medico diviene tale senza aver mai trattato nel suo percorso formativo in modo completo e dettagliato le tematiche dell\u2019alimentazione e delle patologie correlate.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tAnche il mondo politico dovrebbe fare la sua parte: finora mai nessun esecutivo ha voluto affrontare il problema a 360 gradi coinvolgendo i diversi ministeri (Salute, Sport, Cultura, Istruzione, Attivit\u00e0 produttive\u2026) in un progetto ad ampio respiro in favore dei cittadini. Solo interventi parziali.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tE in questa Babele, in mancanza di una direzione chiara, scuola e famiglie si scoprono disarmate. Spesso impotenti di fronte alle problematiche serie che i disturbi alimentari provocano nei nostri giovani. Di cosa si tratta, ne parleremo sul prossimo numero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovani e alimentazione<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":14861,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-14860","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",423,325,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",423,325,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",423,325,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1-300x230.webp",300,230,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",423,325,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",300,230,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",423,325,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",422,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",338,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",300,230,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",423,325,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",423,325,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",423,325,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",423,325,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",423,325,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1.webp",250,192,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7226-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Andrea Fiore","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/fiore\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Giovani e alimentazione","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14860","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14860"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14860\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14861"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14860"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}