{"id":14833,"date":"2014-09-25T00:00:00","date_gmt":"2014-09-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=14833"},"modified":"2014-09-25T00:00:00","modified_gmt":"2014-09-24T23:00:00","slug":"pordenone-ritornano-le-giornate-del-cinema-muto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/pordenone-ritornano-le-giornate-del-cinema-muto\/","title":{"rendered":"Pordenone, ritornano le Giornate del Cinema Muto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00c8 la spettacolarit\u00e0 l\u2019elemento che caratterizza la 33<sup>a<\/sup> edizione delle Giornate del Cinema Muto, al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone dal 4 all\u201911 ottobre prossimo (con replica dell\u2019evento con l\u2019orchestra domenica 12 ottobre).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDifficilmente il pubblico potr\u00e0 resistere al desiderio di vedere sul grande schermo attori leggendari come <strong>John Barrymore, Chaplin <\/strong>o<strong> Douglas Fairbanks<\/strong>. O film mitici come <strong><em>Ben Hur<\/em>, <em>I Nibelunghi<\/em> <\/strong>o<strong> <em>Il pirata nero<\/em><\/strong>, kolossal che ancora oggi sorprendono per la ricchezza dei \u00a0mezzi utilizzati per la loro realizzazione. Una ricchezza non disgiunta dalla ricerca tecnica e dal rigore stilistico, come nel caso dei <em>Nibelunghi<\/em> di <strong>Fritz Lang<\/strong>, che a Pordenone viene presentato \u2013 nell\u2019ambito della sezione dedicata al \u201cCanone rivisitato\u201d \u2013 nella versione integrale restaurata. Cinque ore di grande cinema, divise in due parti, <strong><em>Sigfrido<\/em><\/strong> e <strong><em>La vendetta di Crimilde<\/em><\/strong>, ispirate alla pi\u00f9 famosa saga della letteratura tedesca e che si discostano parecchio dalla visione teatrale e musicale di Wagner.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSi \u00e8 pi\u00f9 volte notato lo sviluppo tecnico prodigioso che la settima arte era riuscita a compiere in meno di trent\u2019anni, dalla sua nascita alla fine dell\u2019Ottocento, ai capolavori degli anni \u201820 come appunto <em>Ben Hur<\/em> e <em>I Nibelunghi<\/em>. Ed \u00e8 senz\u2019altro prerogativa di un\u2019istituzione ormai consolidata e celebrata anche oltreoceano come le Giornate, quest\u2019anno pure sotto <strong>il<\/strong> <strong>patrocinio della Presidenza Italiana del Consiglio dell\u2019Unione Europea<\/strong>, la possibilit\u00e0 di presentare in un unico palinsesto la produzione di quei tre decenni. In questo contesto \u00e8 significativo l\u2019inserimento nel programma delle prime serate dell\u2019omaggio all\u2019<strong>AIRSC<\/strong>, l\u2019Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema, nel cinquantenario della sua fondazione. Verranno presentate 11 pellicole di datazione compresa tra il 1905 e il 1915, conservate per l\u2019AIRSC alla Cineteca Nazionale di Roma e provenienti dal Fondo Josef Joye, una raccolta molto ampia di film delle origini. \u00c8 anche un modo di rendere omaggio a colui che di questa collezione si era occupato per primo, favorendone la preservazione: il grande amico, nume tutelare e primo direttore delle Giornate del Cinema Muto <strong>Davide Turconi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tEntrando nel vivo delle proposte, i protagonisti della principale rassegna di questa edizione del festival sono <strong>i Barrymore<\/strong>, la pi\u00f9 grande dinastia dello spettacolo d&#8217;America, dominatori della scena sin dall&#8217;Ottocento, passati dal teatro allo schermo con uguale successo. Sono stati la famiglia reale di Broadway e la famiglia reale di Hollywood fino ai giorni nostri con l&#8217;ultima discendente, <strong>Drew Barrymore<\/strong>. A Pordenone si vedranno le\u00a0pellicole del periodo d&#8217;oro di <strong>Lionel, Ethel<\/strong> e soprattutto di <strong>John Barrymore<\/strong>, divo assoluto per la straordinaria presenza scenica e per l\u2019avvenenza, dalla vita tumultuosa e sregolata. Sar\u00e0 proprio John Barrymore nel ruolo del Cavaliere des Grieux, a fianco della splendida\u00a0<strong>Dolores Costello<\/strong>, sua futura moglie (entrambi sono i nonni di Drew), a inaugurare il festival con il film <strong><em>When a Man Loves<\/em><\/strong> (Per amore di una donna), versione cinematografica di <strong>Alan Crosland<\/strong> della <em>Manon Lescaut<\/em>. La serata \u2013 realizzata con il sostegno della Fondazione CRUP \u2013 ripropone tale e quale la prima di New York del 3 febbraio 1927, con la colonna sonora Vitaphone composta da Henry Kimball Hadley, considerato all\u2019epoca uno dei maggiori compositori americani. Perfettamente integrata con le immagini e i personaggi, \u00e8 una delle migliori sincronizzazioni che ci arriva dagli albori del sonoro. Completano il programma alcuni cortometraggi canori Vitaphone \u2013 due con <strong>Beniamino Gigli, Giuseppe De Luca, Marion Talley <\/strong>e <strong>Charles Hackett<\/strong> in alcuni estratti da <em>Rigoletto<\/em>. Saranno distribuiti al pubblico, in facsimile, i programmi di sala originali del 1927.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCome il resto del mondo, anche le Giornate del Cinema Muto dirette da <strong>David Robinson<\/strong>, biografo ufficiale di Chaplin, festeggiano il centenario di Charlot, apparso per la prima volta sullo schermo nel gennaio 1914. A lui \u00e8 dedicato l\u2019evento speciale di chiusura, l\u2019immortale capolavoro <strong><em>City Lights<\/em><\/strong> (<em>Luci della citt\u00e0<\/em>, 1931) accompagnato dal vivo con la partitura dello stesso Chaplin restaurata da <strong>Timothy Brock<\/strong> ed eseguita dall\u2019<strong>Orchestra San Marco di Pordenone <\/strong>diretta da <strong>G\u00fcnter Buchwald<\/strong>. Lo spettacolo, che sar\u00e0 replicato al Teatro Verdi domenica 12 ottobre, \u00e8 realizzato grazie al sostegno della Banca Popolare FriulAdria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn altro momento legato a Chaplin sar\u00e0 la performance di <strong>Ichiro Kataoka<\/strong>, la star benshi giapponese che torna alle Giornate dopo lo scorso anno. L\u2019arte del benshi \u2013 l\u2019attore che accompagnava i film muti in Giappone, commentando lo sviluppo della vicenda e dando voce a tutti i personaggi \u2013 \u00e8 stata tramandata di generazione in generazione, e Kataoka-san \u00e8 l\u2019erede diretto di cento anni di tradizione. Oltre a un classico giapponese, il film storico <em>Kenka Yasubei<\/em> (tr. it. L\u2019irascibile Yasubei), commenter\u00e0 e animer\u00e0 quattro corti di Chaplin \u2013 dimostrando la vastit\u00e0 del repertorio, anche internazionale, su cui erano tenuti a lavorare i benshi e allo stesso tempo l&#8217;universalit\u00e0 di Charlie Chaplin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn\u2019ampia rassegna con trenta film completi e alcuni significativi estratti a colori celebrano il centenario della <strong>Technicolor<\/strong>. Fra i titoli pi\u00f9 noti, che saranno proposti in due prime serate, la brillante commedia avventurosa <strong><em>The Black Pirate<\/em><\/strong> (<em>Il pirata nero<\/em>) in cui <strong>Douglas Fairbanks<\/strong> sfoggia alcune delle sue pi\u00f9 spericolate prodezze acrobatiche, e il leggendario <strong><em>Ben-Hur<\/em><\/strong> con <strong>Ramon Novarro<\/strong>, prodotto dalla MGM e diretto da <strong>Fred Niblo<\/strong>. C\u2019era gi\u00e0 stato un film muto ispirato alla stessa storia nel 1907, ma il grande successo internazionale arriva con questa versione del 1925, anticipando quello del film di <strong>William Wyler<\/strong> che alla fine degli anni \u201850 far\u00e0 incetta di Oscar e decreter\u00e0 il trionfo della breve stagione della Hollywood sul Tevere. La storia intorno al film di Fred Niblo (fra i cui assistenti figura anche il giovane Wyler) \u00e8 ricchissima di aneddoti, come la partecipazione non accreditata del gotha hollywoodiano: Gary Cooper, John e Lionel Barrymore, Joan Crawford, Marion Davies, Douglas Fairbanks, Harold Lloyd, Mary Pickford, Lillian Gish, Carole Lombard, Fay Wray e tanti altri ancora. Partecipazioni probabilmente dovute al grande feeling che il regista aveva con le star. Era stato lui a dirigere Rodolfo Valentino e sar\u00e0 sempre lui a dirigere Greta Garbo. Con il protagonista di <em>Ben Hur<\/em>, Ramon Novarro, tenter\u00e0 ancora di riproporre il mito maschile alla Valentino, ma il successo e l\u2019interesse del film va ben oltre il protagonista e risiede principalmente nelle grandi scene d\u2019azione molte delle quali girate in Italia, a Roma, Anzio e Livorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa messe di proposte di questa edizione delle Giornate include la rassegna <strong>\u201cRisate russe&#8221;<\/strong> a cura di Peter Bagrov del Gosfilmofond di Mosca, che quest\u2019anno porta a Pordenone le commedie di <strong>Yakov Protazanov<\/strong>. Da Kiev arriva una piccola ma significativa selezione di film di <strong>animazione ucraina<\/strong>. L\u2019annuale selezione di Paolo Cherchi Usai per il <strong>\u201cCanone rivisitato\u201d<\/strong> include &#8211; insieme ai <em>Nibelunghi &#8211;<\/em> <em>Regeneration <\/em>di <strong>Raoul Walsh<\/strong>, <em>Herr Arnes Pengar<\/em> (Il tesoro di Arne) di <strong>Mauritz Stiller<\/strong>, <em>Die Liebe der Jeanne Ney<\/em> (Il giglio delle tenebre) di <strong>G.W. Pabst<\/strong> e <em>Tempeste sull\u2019Asia<\/em> di <strong>Pudovkin<\/strong>. Ampio spazio sar\u00e0 dato come sempre al cinema delle origini. Oltre che nell\u2019omaggio all\u2019AIRSC, i primi anni del cinema saranno degnamente celebrati con quattro pellicole di <strong>Georges M\u00e9li\u00e8s<\/strong> con colorazione a mano di squisita fattura e con i film dei pionieri <strong>Paul Nadar<\/strong> e <strong>Frank Ormiston-Smith<\/strong>. Dalla collezione dell\u2019Universit\u00e0 di Waseda arriva inoltre una selezione di titoli <strong>giapponesi<\/strong> risalenti agli anni 1909-1916, pochissimi dei quali sono stati visti in Europa, mentre dall\u2019inesauribile <strong>collezione Desmet<\/strong> dell\u2019EYE Filmmuseum di Amsterdam provengono alcuni film dedicati alla rivoluzione sociale e culturale seguita all\u2019avvento dell\u2019automobile in epoca prebellica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tA conferma dell\u2019attenzione che le Giornate dedicano quest\u2019anno all\u2019incontro fra il cinema muto e il sonoro, una delle presentazioni pi\u00f9 emozionanti e per certi versi pi\u00f9 sorprendenti &#8211; resa possibile dal ritrovamento a Vienna dei dischi originali &#8211; \u00e8 la <strong>versione sonorizzata del 1930 della<\/strong><em> <strong>Corazzata Pot\u00ebmkin<\/strong><\/em>, realizzata in Germania con la partitura orchestrale originale del viennese Edmund Meisel, supervisionata dallo stesso compositore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tGrazie all\u2019incessante lavoro degli archivi di tutto il mondo, non \u00e8 mai stata cos\u00ec nutrita la schiera dei nuovi ritrovamenti e restauri, fra cui spiccano il mitico adattamento di <strong>Conrad Wiene<\/strong> di <strong><em>La potenza delle tenebre<\/em><\/strong> di <strong>Tolstoj<\/strong> \u2013 ancora dalle collezioni della Waseda University di Tokyo \u2013 e la commedia drammatica a lungo considerata perduta,<strong><em> Synthetic Sin<\/em><\/strong> con <strong>Colleen Moore<\/strong>, un altro dei primi film hollywoodiani sincronizzati, ora restaurato grazie alla collaborazione fra la Cineteca Italiana di Milano e la Warner Bros.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentata la 33^ 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