{"id":14782,"date":"2014-09-17T00:00:00","date_gmt":"2014-09-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=14782"},"modified":"2014-09-17T00:00:00","modified_gmt":"2014-09-16T23:00:00","slug":"ricercatori-friulani-ritrovano-lantica-grecia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/ricercatori-friulani-ritrovano-lantica-grecia\/","title":{"rendered":"Ricercatori friulani ritrovano l&#8217;antica Grecia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSepolture micenee intatte, databili tra XV e XIV secolo a.C., con corredi di ceramica e attrezzi in metallo, e una sorta di altare funerario per rituali come libagioni e offerte di culto su cui venne deposto un defunto. Sono le principali scoperte della quinta campagna di scavi presso Eghion, in Grecia, condotta dagli archeologi coordinati da <strong>Elisabetta Borgna<\/strong>, docente di Archeologia egea all\u2019Universit\u00e0 di Udine, nell\u2019ambito di un progetto internazionale del Ministero greco della Cultura, diretto da <strong>Andreas Vordos<\/strong>. I ritrovamenti sono avvenuti nel sito protostorico della Trapez\u00e0, nella regione dell\u2019Acaia (Peloponneso occidentale), durante l\u2019esplorazione della necropoli di 3500 anni fa individuata dalla missione dell\u2019Ateneo friulano negli anni scorsi. Quest\u2019anno sono state portate completamente alla luce due delle tombe identificate nel corso delle precedenti campagne. Si tratta di tombe a camera che i micenei scavavano nei pendii delle colline e usavano continuativamente, o a intervalli, per molte generazioni. Nel caso della necropoli della Trapez\u00e0 l\u2019uso continu\u00f2 dal XV all\u2019XI secolo a.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00c8 proprio una delle tombe collettive scavate degli studiosi ad aver restituito la serie di inumazioni primarie inviolate con tanto di corredi come anfore, vari tipi di vasi, attrezzi, ornamenti e oggetti personali. Dopo l\u2019ultima deposizione funeraria, infatti, la camera funeraria non venne pi\u00f9 visitata. E questo bench\u00e9 la sua presenza continuasse ad essere segnalata nel corridoio antistante da una serie di offerte di culto tributate agli antenati, a partire dal XII secolo a.C. e fino all\u2019et\u00e0 ellenistica. L\u2019altro significativo ritrovamento \u00e8 una specie di piattaforma, costruito con una quantit\u00e0 di ossa di precedenti inumati (\u201cantenati\u201d), sulla quale vennero svolti riti di libazione e di offerta e dove, infine, fu deposto il corpo di un defunto: una testimonianza singolare e di estrema rilevanza, degna di essere studiata nel dettaglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl gruppo di archeologi impegnato nelle ricerche ha cos\u00ec conseguito un\u2019altra serie di risultati che fin d\u2019ora appaiono di primaria importanza per la ricostruzione storica e l\u2019interpretazione culturale della necropoli micenea. In particolare, il filo rosso che permette di seguire l\u2019evoluzione del sito \u00e8 costituito dai riti e dai culti svolti nelle tombe e presso le tombe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abGli indizi emersi \u2013 sottolinea Borgna \u2013 hanno suggestivi riscontri nelle informazioni tramandate dall\u2019epica omerica e questo \u00e8 un elemento di particolare rilievo per la definizione storico-culturale della necropoli della Trapez\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSono molte le tombe micenee conosciute attraverso i loro preziosi corredi, ma le circostanze del rinvenimento \u2013 scavi di emergenza o attivit\u00e0 clandestine \u2013 raramente consentono di ricostruire le modalit\u00e0 di frequentazione e uso delle strutture funerarie e di riconoscere l\u2019atteggiamento che gli antichi progenitori dei Greci avevano nei confronti del passato e degli antenati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00ab\u00c8 opinione comune che, nel rioccupare tombe gi\u00f9 utilizzate \u2013 spiega la professoressa Borgna \u2013, i Micenei fossero soliti mettere da parte con scarso riguardo, ai margini delle camere funerarie, le ossa dei precedenti defunti per far posto ai morti pi\u00f9 recenti. Questa opinione potrebbe essere ora smentita proprio dagli scavi di Eghion\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019opportunit\u00e0 di studiare i contesti funerari con gli strumenti dello scavo stratigrafico sistematico consente infatti di recuperare gli indizi di molteplici e complesse pratiche rituali che venivano svolte in occasione di successive frequentazioni delle tombe. Rituali che implicavano frequentemente manipolazioni e rideposizioni dei resti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAgli scavi di quest\u2019anno nel sito della Trapez\u00e0 hanno partecipato anche studenti e dottorandi dell\u2019Universit\u00e0 di Udine e del corso di laurea magistrale interateneo Udine-Trieste in Scienze dell\u2019antichit\u00e0. Le campagna \u00e8 stata condotta grazie al sostegno dell\u2019ateneo friulano e del Ministero degli Affari esteri, con il supporto dell\u2019Institute for Aegean Prehistory di Philadelphia (Stati Uniti), della Fondazione Crup e del gruppo Monte Mare di Grado.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abL\u2019eccezionale interesse delle ricerche \u2013 sottolinea Borgna \u2013 induce ora a elaborare per il 2015 un programma denso di iniziative, che non solo prevedono lo studio dei materiali e dei contesti recuperati, ma anche ulteriori esplorazioni, la cui attuazione dipender\u00e0 naturalmente dai fondi disponibili\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tOltre a ulteriori ricognizioni nell\u2019area del sito funerario, gli archeologi intendono infatti avviare saggi esplorativi nella zona dell\u2019insediamento per studiare la vita quotidiana delle popolazioni che seppellivano i propri morti nell\u2019adiacente necropoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Campagna archeologica nella necropoli della Trapez\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":14783,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-14782","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",400,300,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",400,300,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",400,300,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",400,300,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",400,300,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",400,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",347,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",400,300,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",400,300,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",400,300,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",400,300,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",400,300,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7108-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Campagna archeologica nella necropoli della Trapez\u00e0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14782","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14782"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14782\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14783"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14782"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14782"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14782"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}