{"id":14711,"date":"2014-09-03T00:00:00","date_gmt":"2014-09-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=14711"},"modified":"2014-09-03T00:00:00","modified_gmt":"2014-09-02T23:00:00","slug":"lambasciatore-del-gusto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/lambasciatore-del-gusto\/","title":{"rendered":"L&#8217;ambasciatore del gusto"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIncontro <strong>Joe Bastianich <\/strong>a <strong>Gagliano di Cividale<\/strong>, in uno dei pochi giorni veramente caldi di questa bizzarra estate. Al ristorante <strong><em>Orsone<\/em><\/strong>, immerso fra i vigneti dell\u2019azienda, siamo in molti ad attenderlo: con la sua band, i <em>The Ramps<\/em>, lo stesso Bastianich si esibir\u00e0 in serata assieme ad altri musicisti per festeggiare il primo compleanno del locale. Fra un servizio fotografico, un <em>selfie <\/em>con dei ragazzi e un esercito di strumentisti da sfamare, l\u2019immagine del \u2018cattivo\u2019 giudice di <em>Masterchef\u00a0<\/em>\u2013 \u00absono solo severo, vista la posta in gioco\u00bb, replica ogni volta \u2013, \u00e8 lontanissima dalla simpatia e dalla cordialit\u00e0 che tutti riscontriamo. Terminato il giro delle foto e dei saluti, rimango l\u2019unico in attesa. Ed \u00e8 cos\u00ec che Joe Bastianich mi indica una sedia e mi invita a sedermi vicino a lui: in un attimo mi trovo accanto a uno dei <em>restaurant man <\/em>\u2013 come recita il titolo della sua autobiografi a \u2013 pi\u00f9 famosi del mondo, di fronte a una tavolata di musicisti intenti a divorare il pranzo.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>\u00c8 vero che lei, da piccolo, quasi si vergognava di dire che i suoi genitori erano ristoratori?<\/strong><\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abS\u00ec, perch\u00e9 negli anni Settanta, a New York, la ristorazione era un lavoro di immigrati, dunque molto povero. La mia famiglia se n\u2019\u00e8 andata dall\u2019Istria dopo la Seconda Guerra Mondiale e mio padre ha iniziato a lavorare in America come cameriere; era un\u2019epoca molto diversa da oggi, dove questo genere di business \u00e8 spinto dalla televisione e dal giornalismo. Quello dei miei genitori, invece, era prima di tutto un lavoro di servizio: il ristoratore serviva i clienti. Ora \u00e8 cambiato completamente\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>E come potr\u00e0 cambiare ancora?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abQualcosa di ancora pi\u00f9 mediatico rispetto a oggi, sinceramente, credo non possa esistere. Rientrare di pi\u00f9 nell\u2019ottica \u2018antica\u2019, a mio parere, sar\u00e0 la tendenza dei prossimi anni: credo che siamo andati un po\u2019 troppo oltre l\u2019estremo e che il ristoratore debba tornare, semplicemente, a servire i clienti, com\u2019\u00e8 sempre stato. Anche nelle cose pi\u00f9 elementari: del resto, \u2018ristorante\u2019 deriva dal \u2018ristoro\u2019 che il locale dovrebbe garantire alle persone. Un concetto sano, che deve vivere nuovamente\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Lei ha tre figli: \u00e8 la terza generazione di italoamericani. Quanto \u00e8 vivo ancora, in loro, il senso dell\u2019italianit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abHanno vissuto una realt\u00e0 diversa dalla mia. Io sono cresciuto con i miei nonni in casa, che parlavano solamente dialetto triestino, mentre mia moglie \u00e8 prettamente americana, anche se pure lei di origine italiana, e in casa nostra si parla inglese. Tuttavia hanno vissuto la realt\u00e0 friulana con le mie aziende vinicole, crescendo molto in Italia. Sicuramente il suono della lingua, la cultura, le persone ci entrano nell\u2019anima e nel cuore; finora non hanno ancora fatto il salto del \u2018diventare italiani\u2019, ma credo che in futuro questo desiderio arriver\u00e0. Il dato culturale d\u2019origine, alla fine, ritorna sempre: cos\u00ec \u00e8 stato anche per me\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Perch\u00e9 molti ristoratori se ne vanno dall\u2019Italia?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abIn questo momento di crisi l\u2019Italia sta perdendo moltissime risorse umane, con il loro talento quasi naturale: i cuochi si spostano nel mondo e approdano dove ci sono maggiori opportunit\u00e0. Questo Paese dovrebbe trovare una soluzione per gestire meglio l\u2019economia, alleggerendo la burocrazia, riducendo le tasse sul lavoro, lasciando che i ristoranti guadagnino un po\u2019 di pi\u00f9. Naturalmente la situazione economica non la risolviamo noi due, ma dovr\u00e0 essere risolta in tempo: torner\u00e0 il sereno, non sar\u00e0 tutto cos\u00ec difficile per sempre, ma perdere queste persone \u00e8 un gran peccato. Speriamo che ritornino\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Cosa significa perdere un simile capitale umano?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abSignifica impoverire un\u2019intera nazione, perch\u00e9 il grande tesoro dell\u2019Italia sono i contadini e gli artigiani: sono due categorie che da sempre rappresentano il meglio nel mondo, con i loro cibi e i loro prodotti. E in qualche maniera i cuochi sono degli artigiani\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>A proposito di qualit\u00e0 e produzioni locali, lei crede che saremo in grado di reggere l\u2019urto della globalizzazione?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abS\u00ec, se gli Italiani torneranno a girare il mondo come veri \u2018ambasciatori\u2019 del loro Paese e della loro cultura, trasmettendola in una maniera intelligente. Spero davvero che l\u2019Italia non perda il grande tesoro della ristorazione: penso che non accadr\u00e0 mai, ma bisogna essere consapevoli del suo reale valore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Come mai ha scelto proprio Cividale per aprire il suo primo ristorante in Italia?<\/strong><\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abVengo da una famiglia di origini istriane, quindi non propriamente friulana, per\u00f2 ho fatto mia questa terra. Ho iniziato a frequentare il Friuli gi\u00e0 da bambino, con i miei genitori. Quando poi ci sono tornato, molti anni dopo, per impiantare un\u2019azienda vinicola, ho ritrovato il calore di quei tempi. I friulani mi hanno adottato come un figlio: sono molto felice di essere qui\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Cos\u2019\u00e8 per lei il vino?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abHo capito che volevo dedicarmi al vino quand\u2019ero in Piemonte, ma sono venuto a produrlo proprio qui in Friuli, nel 1997. Per me \u00e8 molto pi\u00f9 che una bevanda: \u00e8 la storia stessa della mia famiglia. Ma \u00e8 anche una delle massime espressioni dell\u2019identit\u00e0 di una terra. Qui in Friuli, in particolare, il legame fra vino, persone e territorio \u00e8 strettissimo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>In Italia, com\u2019\u00e8 noto, ci sono sessanta milioni di allenatori di calcio e sessanta milioni di esperti in cucina\u2026<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00ab\u2026s\u00ec, e non si sa bene se siano di pi\u00f9 gli allenatori o gli chef!\u00bb<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Appunto. Quindi, quanto \u00e8 difficile la ristorazione in Italia rispetto agli USA, per esempio, o ad altri Paesi nel mondo?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00ab\u00c8 pi\u00f9 difficile soprattutto per i soliti motivi legati alla burocrazia e alle tasse, anche se pure in America la situazione non \u00e8 sempre buona: vent\u2019anni fa, negli USA, era tutto pi\u00f9 semplice. Certo, \u00e8 vero che il cliente italiano ha una maggiore cultura gastronomica: gli chef sono sotto esame continuo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Lei gestisce una trentina di ristoranti in tutto il mondo: come riesce a seguire tutto?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abNon da solo: ho molti collaboratori al mio fianco. In America \u00e8 normale affidare ad altre persone questo tipo di responsabilit\u00e0: c\u2019\u00e8 una cultura molto diversa del business. Io posso essere qui, ora, oppure a <em>Masterchef <\/em>in televisione, oppure a suonare con la mia band, perch\u00e9 so che ci sono ragazzi che s\u2019impegnano a gestire il ristorante come se fosse di loro propriet\u00e0: il coinvolgimento \u00e8 autentico, vero. \u00c8 un meccanismo molto americano, che funziona\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Quante proposte di lavoro le arrivano mediamente?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abDipende dal periodo e dalla situazione, ma sono molte. Attualmente ho circa 3.000 dipendenti e gli spazi di lavoro sono ancora aperti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Come sceglie le persone giuste?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abAbbiamo la fortuna di lavorare nella cultura italiana del cibo: per gli stranieri \u00e8 ormai un cult. Le persone giuste sono quelle che si appassionano per davvero a questo mondo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Dovesse dare un consiglio a un giovane che voglia intraprendere questa strada?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abLascia perdere la ricerca del denaro: avvicinati alle persone pi\u00f9 brave che puoi trovare e lavora con loro. I soldi arrivano dopo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista esclusiva a Joe Bastianich<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":14712,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-14711","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",671,600,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",671,600,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",671,600,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1-300x268.webp",300,268,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",640,572,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",300,268,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",500,447,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",362,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",291,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",300,268,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",671,600,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",671,600,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",671,600,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",671,600,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1-671x380.webp",671,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1.webp",235,210,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6986-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Vanni Veronesi","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/veronesi\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Intervista esclusiva a Joe Bastianich","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14711","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14711"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14711\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14712"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14711"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14711"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14711"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}