{"id":14398,"date":"2014-06-25T00:00:00","date_gmt":"2014-06-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=14398"},"modified":"2014-06-25T00:00:00","modified_gmt":"2014-06-24T23:00:00","slug":"presentata-la-nuova-edizione-di-mittelfest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/presentata-la-nuova-edizione-di-mittelfest\/","title":{"rendered":"Presentata la nuova edizione di Mittelfest"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUna forte connotazione internazionale, con la presenza di oltre 10 Paesi dell\u2019area centro europea (Austria, Croazia, Germania, Repubblica Ceca, Serbia Slovenia, Svizzera fino a Paesi Bassi e Kazakistan), produzioni e ospitalit\u00e0 italiane, anche in anteprima assoluta, ed alcune eccellenze artistiche del Friuli Venezia Giulia, delineano l\u2019edizione 2014 di <strong>Mittelfest<\/strong>, di scena quest\u2019anno dal <strong>19 al 27 luglio nel consueto scenario di Cividale del Friuli<\/strong>, sotto la rinnovata Presidenza di <strong>Federico Rossi<\/strong> e la Direzione Artistica di <strong>Franco Calabretto<\/strong>, con la consulenza sul settore Teatro di <strong>Rita Maffei<\/strong>, per il CSS-Teatro Stabile d\u2019Innovazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSi profila come uno degli eventi pi\u00f9 attesi della stagione, il prologo internazionale che anticipa lo svolgimento di Mittelfest 2014 e ne segna l\u2019avvio ufficiale. <strong>Domenica 6 luglio<\/strong> nel maestoso scenario del <strong>Sacrario di Redipuglia<\/strong> il M\u00b0 <strong>Riccardo Muti<\/strong> diriger\u00e0 la <strong><em>Messa da Requiem<\/em><\/strong> di Giuseppe Verdi, <strong>per le vittime di tutte le guerre<\/strong>, una coproduzione Ravenna Festival e Mittelfest, reso possibile grazie anche alla Regione. Attesa la presenza del <strong>Presidente Napolitano<\/strong>, oltre ai capi di Stato di altri Paesi coinvolti, per un evento di portata internazionale che sar\u00e0 <strong>trasmesso in diretta su Rai 3<\/strong> e il 1 agosto su Rai Uno. Il M\u00b0 Riccardo Muti diriger\u00e0 circa 400 artisti, tra Orchestra e Coro, provenienti da tutti i Paesi che hanno combattuto nel primo grande conflitto. Sul palco l\u2019Orchestra Giovanile <strong>Luigi Cherubini<\/strong>, la European Spirit of <strong>Youth Orchestra<\/strong>, il <strong>Coro<\/strong> del <strong>Friuli Venezia Giulia<\/strong> cui si uniscono artisti del Coro del Teatro Verdi di <strong>Trieste<\/strong> e delle Accademie Musicali di <strong>Zagabria<\/strong>, <strong>Ljubljana<\/strong>, <strong>Budapest<\/strong>, sotto il coordinamento del maestro Cristiano Dell\u2019Oste. Alle due formazioni giovanili si aggiungeranno musicisti provenienti da sette prestigiose orchestre di altrettante nazioni coinvolte nella Prima Guerra Mondiale (Wiener Philharmoniker, Berliner Philharmoniker, Orchestre National de France, Philharmonia Orchestra di Londra, Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, Orchestre Symphonique du Th\u00e9\u00e2tre Royal de la Monnaie, Chicago Shymphony Orchestra e l\u2019Orchestra del Teatro \u201cGiuseppe Verdi\u201d di Trieste). Solisti di canto saranno alcuni tra i pi\u00f9 prestigiosi interpreti internazionali, quali il soprano <strong>Tatiana Serjan<\/strong> il mezzosoprano <strong>Daniela Barcellona<\/strong>, il tenore <strong>Saimir Pirgiu<\/strong>, il basso <strong>Riccardo Zanellato<\/strong> (vedi scheda artistica e info logistiche).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Segnali. Cartografia della bellezza inquieta<\/strong> \u00e8 il <strong>titolo-guida<\/strong> di questa edizione, che non poteva prescindere dai turbamenti che percorrono oggi l\u2019Europa, a cent\u2019anni esatti dall\u2019esplosione della Prima Guerra Mondiale. Da pi\u00f9 di vent\u2019anni Mittelfest registra le trasformazioni e le tensioni che hanno attraversato l\u2019Europa, raccontando i molteplici aspetti dell\u2019inquietudine contemporanea. Come un atlante internazionale, collezione di mappe di una geografia d\u2019arte, Mittelfest 2014 ha voluto riconoscere ed esprimere i molteplici <strong>segnali di una bellezza fragile e inquieta<\/strong>, seguendoli in molti diversi Paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPiace per\u00f2 pensare che una grazia pi\u00f9 duratura, si possa scorgere in controluce nelle proposte rivolte al pubblico quest\u2019anno. Come se non venisse mai meno il desiderio di <strong>una pi\u00f9 grande bellezza<\/strong>.. Molteplici le declinazioni dei <strong>Segnali<\/strong> suggeriti dal festival con sette percorsi articolati nel calendario di <strong>Musica, Danza, Teatro,<\/strong> <strong>Cinema, Marionette &#038; Burattini<\/strong>, per un cartellone che toccher\u00e0 tutte le forme d\u2019arte storicamente rappresentate da Mittelfest<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Segnali a Sud-Est<\/strong> \u00e8 il percorso che identifica, geograficamente e artisticamente, alcune delle presenze internazionali di quest\u2019anno, a partire dal ritorno a Cividale della compagnia di Lubiana <strong>Slovensko mladinsko gledali\u0161\u010de <\/strong>con uno spettacolo firmato da <strong>Oliver Frlji\u0107<\/strong>, uno dei pi\u00f9 interessanti e insieme controversi rappresentanti della nuova generazione di registi croati. <strong><em>Dannato sia il traditore della patria sua<\/em><\/strong>, recentissima produzione in scena nella <strong>prima giornata<\/strong> del festival, prende a prestito per il titolo l\u2019ultimo verso dell\u2019inno nazionale di un paese chiamato Jugoslavia, e non ha paura di richiamare in scena le ferite sparse ancora su quel territorio. Ulteriore, importante momento teatrale, \u00e8 affidato ad uno tra i registi pi\u00f9 applauditi del centro Europa: <strong>Ivica Buljan<\/strong> porta in scena <strong><em>Una tomba per Boris Davidovi\u010d<\/em><\/strong>, tratto da uno dei romanzi pi\u00f9 noti del grande scrittore serbo <strong>Danilo Ki\u0161<\/strong>: una grande co-produzione transnazionale serbo-sloveno-croata che ben incarna l\u2019orizzonte delle terre balcaniche. Nello stessa giornata (luned\u00ec 21 luglio), si potr\u00e0 apprezzare l\u2019 ethno-jazz, swing balcanico dalle atmosfere gitane del <strong>Trio Balkan Strings<\/strong>: pi\u00f9 che un trio di chitarre, una sfida di sei mani che si esprimono su una chitarra sola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl tema della \u201c<em>grande bellezza<\/em>\u201d si impone nel percorso <strong>Segnali per la Bellezza<\/strong> dove spiccano due importanti espressioni della migliore <strong>danza<\/strong> europea. A chiusura della prima giornata (sabato 19 luglio), la centrale Piazza Duomo accoglier\u00e0 il gala di danza <strong><em>Le souffle de l\u2019esprit<\/em><\/strong>, protagonisti <strong>Ji\u0159\u00ed e Otto Buben\u00ed\u010dek<\/strong>: discendenti da un\u2019antica famiglia del circo, i gemelli della Repubblica Ceca, che hanno spesso affiancato il danzatore Roberto Bolle, trasformano la potenza atletica in coreografia, con una forza e un rigore sublimi, esprimendo una complicit\u00e0 artistica unica, che ha portato i loro nomi nel mondo della danza mondiale. A suggellare il festival attesa, domenica 27 luglio, la compagnia di Rotterdam <strong>Scapino Ballet<\/strong> che con il <strong>Combattimento Consort<\/strong> di Amsterdam porta in scena <strong><em>Pearl<\/em><\/strong>, su musiche di Vivaldi, de Vis\u00e9e e Merula eseguite dal vivo: esemplare dimostrazione di come il 21\u00b0 secolo interpreta gli splendori e i chiaroscuri del mondo barocco. <strong><em>Wiener klassik und moderne<\/em><\/strong> \u00e8 il concerto su musiche di Mozart, Haydn, Schubert, Sch\u00f6nberg, Webern che unisce sul palco di Cividale la <strong>Camerata<\/strong><strong> Salzburg<\/strong>, imprescindibile riferimento internazionale, con il violoncello di <strong>Enrico Bronzi<\/strong>, che la dirige per l\u2019occasione. <strong><em>Little Nemo<\/em><\/strong> e <strong><em>Atto Bianco<\/em><\/strong> \u00e8 il duplice appuntamento con <strong>l\u2019acrobazia coreografica di Danza Verticale<\/strong>, le performer della compagnia Il Posto danzano in verticale, appese alle funi, sfidando la forza di gravit\u00e0, coreografando muri e facciate sulle musiche eseguite dal vivo da Marco Castelli. In collaborazione con la rivista musicale <em>Amadeus<\/em>, approda a Mittelfest in prima assoluta un itinerario di rivelazioni tra le pagine di <strong>Federigo Fiorillo<\/strong> (1755-1825), violinista e compositore che ha rappresentato lo spirito e l\u2019essenza della musica europea del suo tempo. <strong>L\u2019Accademia d&#8217;Archi Arrigoni<\/strong> lo celebra nel concerto <strong><em>Un italiano alle corti d\u2019europa<\/em><\/strong> che diviene anche un CD con brani inediti. A Cividale anche l\u2019eccezionale presenza della compositrice <strong>Sofija Gubajdulina<\/strong>, una delle figure chiave della composizione musicale contemporanea: in collaborazione con Mittelfest, la <strong>Filarmonica<\/strong> <strong>del Regio di Torino<\/strong>, diretta da Andres Mustonen presenta un programma su musiche di Johann Sebastian Bach, completato dall\u2019esecuzione della nuova composizione per flauto, flauto basso, clarinetto, clarinetto basso e archi Sofija Asgatovna Gubajdulina, ospite anche di un incontro pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong><em>Dal cuore dell\u2019Europa<\/em><\/strong> \u00e8 il titolo del concerto in prima italiana del <strong>Joseph Suk Piano Quartet<\/strong>, ensamble vincitore del &#8220;Premio Trio di Trieste&#8221; 2013, che ha scelto di evocare nel nome il talento del violoncellista ceco Josef Suk. <strong><em>Le maghe e l\u2019isola meravigliosa<\/em><\/strong> \u00e8 il concerto dell\u2019<strong>ensemble barocco Cafebaum<\/strong> che raccoglie elementi della tradizione popolare e li intreccia ad arie tratte dalle composizioni epico-cavalleresche di H\u00e4ndel. A fare da interessante contrappunto l\u2019inserimento di <em>Ryoanji, <\/em>una composizione di John Cage del 1985, e la voce narrante di <strong>Vanni De Lucia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIn <strong>prima assoluta<\/strong> una produzione Mittelfest che unisce sul palco due artisti regionali, ormai di fama internazionale. Il recente romanzo del poeta friulano <strong>Pierluigi Cappello, <em>Questa libert\u00e0 <\/em><\/strong>(alla sua prima prova narrativa e recente vincitore del Premio Tiziano Terzani), diventa una suite firmata dal noto pianista jazz <strong>Glauco Venier<\/strong>. L\u2019ispirazione al compositore \u00e8 giunta direttamente dal concetto che di <em>libert\u00e0<\/em> d\u00e0 lo stesso Cappello, eccezionalmente presente in scena per porgere personalmente al pubblico le parole del suo romanzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCompleta la sezione il concerto <strong><em>Bollani solo<\/em><\/strong>, dove <strong>Stefano Bollani<\/strong> ricompone un puzzle di musica, simpatia, improvvisazione. Un concerto che si dipana come un viaggio nella sua musica interiore, passando dal Brasile alla canzone degli anni &#8217;40, fino al mondo classico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tMa quella di <strong>Stefano Bollani<\/strong> al festival sar\u00e0 una presenza in duplice veste: al volto pi\u00f9 noto di pianista jazz, affiancher\u00e0 la sua prima, attesa prova da <strong>autore teatrale<\/strong>. L\u2019anteprima assoluta dello spettacolo <strong><em>La Regina Dada<\/em><\/strong> &#8211; scritto con l\u2019attrice <strong>Valentina Cenni<\/strong>, che ne \u00e8 anche protagonista in scena &#8211; suggeller\u00e0 il cartellone di Mittelfest, domenica 27 luglio, all\u2019interno del percorso <strong>Segnali d\u2019Oggi.<\/strong> Il panorama sonoro creato da Francesco Giomi, i robot di Matteo Suzzi, le musiche di Bollani, la grazia e la fisicit\u00e0 di Valentina Cenni, sono il terreno perfetto per questo inedito viaggio di una regina di fiaba che si inoltra nel bosco delle avanguardie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDal dramma \u201c<em>FaustIn &#038; Out<\/em>\u201d, serrato confronto tra il Faust di Goethe e un feroce caso di cronaca austriaco firmato nel 2010 dal Premio Nobel per la letteratura <strong>Elfride Jelinek<\/strong>, trae origine il progetto dell\u2019Accademia degli Artefatti <strong><em>Sketches<\/em><\/strong>, diretto da <strong>Fabrizio Arcuri<\/strong>, al debutto in <strong>prima assoluta<\/strong> a Mittelfest domenica 20 luglio. \u201cQuello di Elfriede Jelinek \u00e8 stato definito un \u2018dramma secondario\u2019 \u2013 spiega il regista &#8211; una specie di commentario teatrale all\u2019opera di Ghoete: quello che proviamo a fare ora \u00e8 invertire le parti, ripiegare la Storia su se stessa: il <em>Faust<\/em> originale diventa commentario del testo della drammaturga austriaca\u201d. Lo spettacolo sar\u00e0 preceduto da una conversazione con il regista Claudio Longhi <strong>Elfriede Jelinek sulle scene italiane. Problemi di regia e traduzione,<\/strong> a cura del germanista Luigi Reitani. Una presenza internazionale d\u2019eccezione, spicca poi nel percorso <strong>Segnali d\u2019Oggi<\/strong>: per la prima volta, approda a Mittelfest uno spettacolo del geniale e sempre sorprendente regista belga <strong>Jan Fabre<\/strong>, con l\u2019assolo <strong><em>Attends, attends, attends&#8230;\u00a0 (pour mon p\u00e8re)<\/em><\/strong>, creato appositamente per <strong>C\u00e9dric Charron<\/strong> performer con cui ha spesso lavorato e che diviene protagonista di un\u2019appassionata indagine sul rapporto tra un padre e un figlio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUlteriore proposta quella di uno dei maestri del teatro contemporaneo italiano come <strong>Gabriele Vacis<\/strong> che dialoga con una compagnia di giovani attrici italiane, polacche, macedoni e bulgare in <strong><em>La parola padre<\/em><\/strong>. Al centro il tema dell\u2019appartenenza, segnali di memoria e di identit\u00e0 su cui ci si interroga. Cos\u00ec come accade anche nello spettacolo della giovane e scatenata <strong>Compagnia nO (Dance first. Think later)<\/strong>, che mette in scena un <strong><em>Treno fermo a Katzelmacher<\/em><\/strong>, cantato e danzato come un musical neomelodico del sud Italia. <strong><em>T<\/em><\/strong><strong><em>he old testament<\/em><\/strong> <strong>(<\/strong><strong>according to The Loose Collective)<\/strong> \u00e8 lo spettacolare gioco di scena\u00a0 che trasforma un testo canonico e sacro come il Vecchio Testamento in un musical cubista, costellato da cori neobarocchi e incursioni di beat-boxing.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAncora danza per la suite coreografica di Simona Bertozzi e Marcello Briguglio <strong><em>Oratori-ae<\/em><\/strong>: al centro del concept uno spazio, che sia l\u2019oratorio, il cortile, il giardino: dentro il perimetro dei muretti, si gioca, si dettano nuove regole, si d\u00e0 corpo alle visioni e alla coralit\u00e0 dei corpi. Una coreografia del giovane <strong>Tommaso Monza<\/strong> \u00e8 al centro della produzione internazionale <strong>Alma-Ata<\/strong>, ovvero Almaty, capitale del Kazachistan. E\u2019 anche una danza ruvida e spigolosa, nata dopo un viaggio e adesso in bilico tra Asia ed Europa, alla ricerca di un comune futuro. <strong><em>Tre solo<\/em><\/strong>, \u00e8 un trittico di eccellenze coreografiche del Friuli Venezia Giulia: Collavino, Grenga e Gava Leonarduzzi sono giovani artisti cresciuti nel clima fervido che caratterizza da qualche anno la danza contemporanea in FVG. Nella sezione anche l\u2019attesa perfomance <strong><em>Moving sound<\/em><\/strong> musica intuitiva e composizioni di <strong>Markus Stockhausen<\/strong> (tromba, flicorno) e Tara Bouman (clarinetto): all\u2019opposto del padre Karlheinz &#8211; un faro nella musica del \u2018900 &#8211; Markus punta su sonorit\u00e0 ambientali, che si intrecciano con gli spazi e il e le vibrazioni che trasmette il luogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIdeale prosecuzione dell\u2019apertura del festival, avviato nel segno del ricordo, \u00e8 il percorso <strong>Segnali di Memoria,<\/strong> con recital, videoinstallazioni, spettacoli di teatro, musicali e di danza. I Solisti dell\u2019Orchestra del Teatro Verdi di Trieste propongono una versione de l\u2019<strong><em>Histoire du soldat<\/em><\/strong> con la voce recitante dell\u2019attore <strong>Massimo Somaglino<\/strong>, mentre una coreografia firmata da <strong>Marta Bevilacqua<\/strong> ci porta con <strong><em>Ruedis_ruote di confine<\/em><\/strong>, ad attraversare il 1914 -18 su due ruote, con sei danzatori, tre musicisti e nove biciclette in un percorso di ricordi da seguire nel dedalo degli spazi urbani cividalesi. Ancora, domenica 20 luglio, la commedia musicale <strong><em>Sciantose, eccentriche e dive del microfono<\/em> (<em>Storia di canzonette e di guerre mondiali)<\/em><\/strong> scritto e diretto da Giorgio Umberto Bozzo, una prima assoluta che unisce in scena l\u2019attrice <strong>Ariella Reggio<\/strong> con il trio delle <strong>Sorelle Marinetti<\/strong>: uno spettacolo che racconta lo stato d\u2019animo degli italiani nel primo \u2019900 attraverso la canzonetta leggera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn gruppo di giovani attori della Civica Accademia \u201cN<br \/>\nco Pepe\u201d di Udine viviseziona, invece, la guerra in <strong><em>Mort \u00e0 vendre<\/em><\/strong>, sotto il coordinamento artistico di Claudio de Maglio. Si compone di tre recital letterari il progetto a cura di <strong>Annalisa Cosentino e Luigi Reitani<\/strong> per il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine. L\u2019attore <strong>Paolo Fagiolo<\/strong> curer\u00e0 regia e adattamento della sua personale lettura de <strong><em>Le<\/em><\/strong><em> <strong>avventure del bravo soldato <\/strong><strong>\u0160vejk<\/strong><\/em>, dal capolavoro di Jaroslav Ha\u0161ek, con il supporto delle proiezioni di Massimo Mucchiut. La lettura scenica de <strong><em>Il sale della terra<\/em><\/strong> dal romanzo di J\u00f3zef Wittlin vede, invece, la regia di <strong>Andrea Collavino<\/strong>, in scena con Stefano Rota. Ancora, in coproduzione con Mittelfest, il recital di <strong>Emanuele <\/strong><strong>Carucci Viterbi,<\/strong> <strong><em>Mentre le granate cantavano orribilmente<\/em><\/strong><strong>, poesie della Grande Guerra su testi di Alvaro, Apollinaire, D&#8217;Annunzio, Owen, Stramm, Trakl, Ungaretti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Nel centenario della sua fondazione, Mittelfest festeggia il Teatro dei <\/strong><strong>Piccoli di Podrecca<\/strong><strong> in <\/strong><strong><em>Dai 3 ai 93. <\/em><\/strong><strong><em>Una meravigliosa invenzione<\/em><\/strong><strong>. Le marionette di Vittorio Podrecca <\/strong>sono state uno degli esperimenti d\u2019arte pi\u00f9 innovativi e generosi del Novecento: Barbara Della Polla e Ennio Guerrato fanno rivivere la magia di <em>Piccoli<\/em> proprio nella citt\u00e0 di nascita del loro ideatore. La produzione CSS &#8211; Teatro Stabile di Innovazione del FVG <strong><em>Tr\u00ea zovini\u2019<\/em><\/strong>, diretta da Massimo <strong>Somaglino<\/strong>, ci riporta, invece, al mondo antico, duro, austero, ma potente della scrittrice friulana <strong>Novella Cantarutti<\/strong>, scomparsa 5 anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tA suggellare questo percorso, sabato 26 luglio, un appuntamento che rinnova la collaborazione tra <strong>Mittelfest e il Festival dei Due Mondi di Spoleto<\/strong> nello spettacolo firmato da <strong>Luca Ronconi<\/strong> <strong><em>Danza Macabra<\/em><\/strong>, di <strong>August Strindberg, <\/strong>con una straordinaria<strong> Adriana Asti<\/strong>: formidabile triangolazione tra un drammaturgo misogino, una potentissima attrice e un penetrante maestro della regia. Da segnalare anche un prezioso contributo artistico dato dall\u2019installazione multivideo firmato da Alfredo <strong>Lacosegliaz<\/strong> (in programma venerd\u00ec 25 e sabato 26), <strong>L\u2019insostenibile arte della guerra<\/strong>, un \u201cvideo- carillon\u201d di immagini e suoni, una lanterna magica che smaschera il cinismo, la mostruosit\u00e0, ma anche il ridicolo, della potente Macchina della Guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSi rinnova in questa edizione anche la collaborazione con il <strong>DAMS dell\u2019Universit\u00e0 di Udine<\/strong> nel percorso <em>musical cinematografico<\/em> firmato da Roberto Calabretto <strong>Segnali di Cinema<\/strong> che ripropone in cinque appuntamenti le nozze tra grande cinema e musica dal vivo. Forti del successo ottenuto lo scorso anno con esibizioni itineranti e piccoli concerti incastonati nelle nicchie pi\u00f9 suggestive di Cividale, gli allievi del Conservatorio Tomadini di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUdine e del Tartini di Trieste propongono un nuovo cartellone di appuntamenti nella sezione <strong>Innovatori_conservatori<\/strong>: dai sublimi maestri del \u2019700 e dell\u2019800 europeo al panorama stellato del jazz contemporaneo. Ritorna al festival anche il programma di <strong>Mittel-Figura<\/strong>, realizzato in collaborazione con il CTA \u2013 Centro Teatro di Animazione e Figura che per molti anni ha accompagnato il programma di Mittelfest. Le sue marionette, i burattini, i pupazzi sono il controcanto gioioso dei temi pi\u00f9 impegnativi affrontati durante il festival, per un programma di otto spettacoli che si muove tra tradizione e innovazione. <strong>Mittel_Museo<\/strong> completa il cartellone del festival con una serie di visite guidate e di conferenze che offrono al pubblico &#8211; oltre la bellezza degli spettacoli &#8211; una conoscenza viva delle risorse storiche e turistiche che ancora oggi il territorio conserva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Cividale dal 19 al 27 luglio<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":14399,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-14398","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",359,260,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",359,260,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",359,260,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1-300x217.webp",300,217,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",359,260,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",300,217,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",359,260,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",359,260,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",359,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",300,217,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",359,260,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",359,260,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",359,260,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",359,260,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",359,260,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1.webp",250,181,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/6173-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"A Cividale dal 19 al 27 luglio","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14398"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14398\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14399"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}