{"id":14246,"date":"2014-06-05T00:00:00","date_gmt":"2014-06-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=14246"},"modified":"2014-06-05T00:00:00","modified_gmt":"2014-06-04T23:00:00","slug":"lo-spreco-alimentare-inquina-lambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/lo-spreco-alimentare-inquina-lambiente\/","title":{"rendered":"Lo spreco alimentare? Inquina l&#8217;ambiente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIn occasione dell\u2019odierna <strong>Giornata Mondiale dell\u2019Ambiente <\/strong>arriva un decalogo prezioso per battere lo spreco in Italia: \u00e8 lo screening realizzato nell\u2019ambito del <strong>PINPAS, il Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare<\/strong> avviato dal <strong>Ministero dell\u2019Ambiente<\/strong>, a quattro mesi dalla <strong>Giornata PINPAS<\/strong> che, lo scorso febbraio, aveva riunito a Roma gli \u2018Stati generali\u2019 della filiera agroalimentare italiana per una sorta di \u2018censimento\u2019 delle buone pratiche e dei provvedimenti da adottare e integrare nell\u2019immediato per ridurre lo spreco di cibo nel Paese. <strong>Spreco di cibo e tutela dell\u2019ambiente sono un binomio interdipendente:<\/strong> il cibo sprecato brucia letteralmente risorse economiche ed ecologiche, consumando percentuali di Pil, ettari di suolo, metri cubi di acqua, tonnellate equivalenti di anidride carbonica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Ma gli italiani sembrano ancora non rendersene conto:<\/strong> lo ha verificato l\u2019ultima inchiesta di <strong>Waste Watcher, l\u2019Osservatorio nazionale sugli sprechi avviato da Last Minute Market con Swg<\/strong>. Il 52% degli intervistati sostiene che lo spreco di cibo incide solo \u2018in misura marginale\u2019 sulla qualit\u00e0 dell\u2019ambiente e il 5% che incide \u2018in una qualche misura\u2019. Solo il 43% degli italiani giudica che ci sia una connessione \u2018elevata\u2019 fra spreco alimentare e ambiente. Questo vuol dire che 6 italiani su 10 non mettono in relazione ai danni ambientali lo spreco di cibo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tI <strong>dati<\/strong> dell\u2019inchiesta <strong>Waste Watcher<\/strong> per la Giornata mondiale dell\u2019Ambiente 2014 e il <strong>decalogo di indicazioni PINPAS per battere lo spreco in Italia<\/strong> sono stati presentati oggi a Roma dal Ministro dell\u2019Ambiente <strong>Gian Luca Galletti<\/strong> e dal coordinatore PINPAS <strong>Andrea Segr\u00e8<\/strong>, presidente di Last Minute Market.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u201cLa lotta agli sprechi alimentari e il rispetto dell\u2019Ambiente \u2013 osserva il ministro Galletti \u2013\u00a0 sono un binomio inscindibile: per questo abbiamo voluto celebrare la Giornata Mondiale dell\u2019Ambiente con una forte caratterizzazione sullo spreco del cibo. In una societ\u00e0 colpita duramente dalla crisi economica, in cui la carenza di alimenti arriva a riguardare strati sociali impensabili fino a qualche tempo fa, lo spreco \u00e8 una pratica ancor pi\u00f9 ingiustificabile e insopportabile. C\u2019\u00e8 una questione morale, prima ancora di quella economica, che riguarda tutti: dai grandi produttori a ogni singolo cittadino nel suo comportamento quotidiano. Dobbiamo passare dalla logica perversa dello spreco alla cultura del riutilizzo, partendo dall\u2019educazione ambientale nelle scuole e da regole chiare per tutti i cittadini. Il Semestre Europeo e l\u2019Expo 2015 saranno due occasioni fondamentali per dimostrare l\u2019impegno del governo su un tema decisivo per la tutela dell\u2019Ambiente e per lo sviluppo del Paese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u201cC\u2019\u00e8 un intervento davvero urgente \u2013 afferma il coordinatore PINPAS Segr\u00e8 \u2013\u00a0 ed \u00e8 la richiesta di introduzione dell\u2019educazione alimentare e ambientale come materie obbligatorie di insegnamento scolastico. Un intervento da unire a quello che il Governo prevede a favore dell\u2019edilizia scolastica, per legare il contenuto al contenitore.\u00a0 L\u201981% del campione di italiani intervistato testa la qualit\u00e0 degli alimenti anche dopo la scadenza, ma \u00e8 molto confuso sulla sicurezza alimentare. Il 93% riconosce che lo spreco alimentare pu\u00f2 essere ridotto pi\u00f9 attraverso un\u2019azione culturale che mediante l\u2019introduzione di regole e leggi ed\u00a0 il 77% \u00e8 convinto che l\u2019intervento pi\u00f9 efficace passi, appunto, per l\u2019educazione scolastica. Del resto, sempre dalla stessa indagine emerge che i giovani (18-24) sono davvero poco attenti e sensibili alle questioni legate allo spreco alimentare e ambientale, sono sempre meno interessati al cibo. Da qui, dunque, bisogna ripartire, a un anno esatto dal primo forte richiamo del Papa sullo spreco alimentare. Nel 2015, anno dell&#8217;Expo, vogliamo che nelle scuole di ogni ordine e grado si insegni a dare valore al cibo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNon a caso la Giornata Mondiale dell\u2019Ambiente 2014 si celebra con una forte caratterizzazione dedicata allo spreco alimentare: ingenti sono i costi ambientali, direttamente conseguenti allo spreco di cibo in Italia e nel mondo. Ma ci sono anche costi economici, tanto pi\u00f9 ingenti e gravosi\u00a0 in questi anni di recessione. Prendendo in considerazione il solo spreco domestico in Italia (stima WW: 8,7 miliardi annui in Italia), quasi met\u00e0 degli 80 euro di aumento mensile varato dal Governo si gettano ogni mese nella spazzatura. Lo spreco mensile medio a famiglia per cibo gettato \u00e8 infatti di circa 30 euro. E complessivamente, nella filiera a monte che include la\u00a0 produzione agricola e industriale e la catena della distribuzione, si buttano in Italia ben \u20ac 3.554.969.445 di cibo all\u2019anno. Dei quali, \u20ac704.865.492 per il settore agricolo, \u20ac1.266.591.807 nel comparto industriale ed \u20ac1.583.512.147 nella catena distributiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAllo spreco gli italiani anche reagiscono. Come? Per esempio smettendo di credere\u00a0 ciecamente alla data di scadenza impressa sui prodotti alimentari. I dati Waste Watcher del maggio 2014 attestano che 4 consumatori su 5 (81% degli intervistati) non gettano pi\u00f9 il cibo scaduto e lo assaggiano per verificare se \u00e8 ancora buono. Solo 4 mesi fa la percentuale per la stessa domanda del sondaggio Waste Watcher era del 63%. In linea con questo comportamento \u00e8 dunque la richiesta da parte del 61% degli italiani di liberalizzare le date di scadenza impresse sui prodotti alimentari, come accorgimento utile a ridurre effettivamente lo spreco. E una percentuale quasi unanime, ben il 93% degli italiani, afferma che la sensibilizzazione allo spreco deve passare attraverso un\u2019azione culturale anzich\u00e9 attraverso norme e leggi. Nel frattempo il 54% degli italiani &#8211; pi\u00f9 di uno su due &#8211; sostiene di organizzarsi con una lista della spesa prima di entrare al supermercato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentato a Roma un piano nazionale<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":14247,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-14246","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",350,261,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",350,261,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",350,261,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1-300x224.webp",300,224,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",350,261,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",300,224,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",350,261,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",350,261,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",349,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",300,224,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",350,261,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",350,261,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",350,261,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",350,261,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",350,261,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1.webp",250,186,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5890-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Presentato a Roma un piano nazionale","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14246"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14246\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14247"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}