{"id":14070,"date":"2014-05-14T00:00:00","date_gmt":"2014-05-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=14070"},"modified":"2014-05-14T00:00:00","modified_gmt":"2014-05-13T23:00:00","slug":"bulli-solo-in-gruppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/bulli-solo-in-gruppo\/","title":{"rendered":"Bulli? Solo in gruppo"},"content":{"rendered":"<p> \tC\u2019era una volta il bullo. Solitamente era un giovane che viveva una situazione sociale e familiare svantaggiata. Sovente emarginato, ritrovava nei gesti di prevaricazione verso l\u2019altro un senso di affermazione che la vita gli aveva negato.<\/p>\n<p> \tC\u2019era poi il bullismo. Un insieme di prepotenze perpetrate nei confronti dei pi\u00f9 deboli. La maggior parte delle volte in contesti codificati nel tempo: il bullismo verso le matricole a scuola o quello verso le reclute nell\u2019esercito, per fare due esempi. Comportamenti deprecabili, talvolta per\u00f2 istituzionalizzati dalla consuetudine: \u2018\u00e8 sempre stato cos\u00ec, una volta tocca a me essere la vittima, fra un anno sar\u00f2 io il carnefice\u2019.<\/p>\n<p> \tQuesti scenari \u2013 su cui ampiamente si \u00e8 dibattuto \u2013 hanno subito mutamenti inimmaginabili fino a pochi anni fa, seguendo un\u2019evoluzione della societ\u00e0 spesso difficile da comprendere in tempi rapidi, ma che le nuove generazioni stanno facendo propria, con pericolosi effetti collaterali.<\/p>\n<p> \t<strong>Caos di gruppo<\/strong><\/p>\n<p> \tAnalizzando la quotidianit\u00e0 in ambito adolescenziale, tra gli esperti dei Servizi sanitari si sta facendo largo in modo sempre pi\u00f9 nitido una convinzione: il bullo come lo abbiamo inteso per anni non esiste pi\u00f9. Il concetto di prevaricazione verso qualcuno \u201ccatalogato\u201d come inferiore ha lasciato posto al gusto di commettere atti di violenza in qualsiasi contesto. Purch\u00e9 sostenuti dall\u2019azione di gruppo.<\/p>\n<p> \tCi\u00f2 che infatti emerge \u00e8 una realt\u00e0 dalla doppia sfaccettatura che coinvolge i nostri giovani: quella di ragazzi che, presi singolarmente, trascorrono il proprio tempo libero isolati davanti ai computer, quasi dissociati dal mondo circostante; una volta in gruppo, invece, quegli stessi ragazzi diventano incontenibili, come se lo stare assieme avesse un senso solo per commettere eccessi.<\/p>\n<p> \t<strong>Consapevolezza di nulla<\/strong><\/p>\n<p> \tIl problema principale, tuttavia, appare un altro. Le manifestazioni di questi eccessi sono sempre pi\u00f9 precoci, e trovano il proprio fulcro nella fascia di et\u00e0 di coloro che frequentano le scuole medie. Si tratta della prima fase adolescenziale: un periodo molto delicato nella vita di un giovane, in cui spesso i ragazzini non hanno ancora sviluppato un senso della morale o una capacit\u00e0 critica sulle proprie azioni.<\/p>\n<p> \tSuccede cos\u00ec che a scuola sempre pi\u00f9 frequentemente, di fronte alla domanda \u201cTi rendi conto di ci\u00f2 che hai fatto?\u201d posta dall\u2019insegnante, i ragazzi reagiscano in modo spaesato. Come se il misfatto commesso rientrasse nei modelli di normalit\u00e0 che loro assorbono dal quotidiano. E, purtroppo, hanno ragione.<\/p>\n<p> \t<strong>Esempio e fermezza<\/strong><\/p>\n<p> \t\u201cIn gruppo i ragazzi sono ingestibili. Cosa possiamo fare?\u201d. Non \u00e8 un luogo comune, ma una delle domande pi\u00f9 frequenti che gli insegnanti pongono ai referenti dei Servizi sociosanitari. La risposta abbraccia due sfere diverse della nostra societ\u00e0. La prima riguarda gli esempi negativi che quotidianamente i nostri giovani assorbono attraverso i mezzi di comunicazione.<\/p>\n<p> \tDal settore dell\u2019informazione a quello dell\u2019intrattenimento, la violenza e le tragedie vengono propinate al pubblico (e quindi anche ai ragazzi che sono i principali utilizzatori delle nuove tecnologie) senza soluzione di continuit\u00e0. Inevitabile che immagini e concetti propinati ogni giorno entrino a far parte del bagaglio esperienziale dei giovani.<\/p>\n<p> \tContesto che rende ancora pi\u00f9 gravoso, ma al tempo stesso ancora pi\u00f9 indispensabile, un atteggiamento inflessibile da parte degli adulti di riferimento. E se da un lato prevenire \u00e8 sempre meglio che curare, dall\u2019altro lato diviene necessario prevedere una pena da scontare in caso di comportamenti violenti o illegali. Perch\u00e9 non si pu\u00f2 continuare a permettere ogni cosa. Nonostante tutto, infatti, la pena ha una forte valenza educativa. Anche a costo di scelte impopolari, come potrebbe rappresentare per la realt\u00e0 scolastica la sospensione di numerosi studenti.<\/p>\n<p> \tConcludo con un\u2019esperienza personale. Di fronte a questo mio pensiero, una volta un\u2019insegnate mi disse che assegnare pene non \u00e8 un modo efficace di educare. Io replicai con un quesito: \u201cEducare senza far rispettare la legge e le regole non \u00e8 forse un controsenso?\u201d. Anche su questa risposta si gioca il futuro dei nostri adolescenti e della nostra societ\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovani ed eccessi<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-14070","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"Andrea Fiore","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/fiore\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Giovani ed eccessi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14070","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14070"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14070\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14070"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14070"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14070"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}