{"id":13671,"date":"2014-03-24T00:00:00","date_gmt":"2014-03-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=13671"},"modified":"2014-03-24T00:00:00","modified_gmt":"2014-03-23T23:00:00","slug":"ricerca-gli-anticolesterolo-possono-fermare-il-cancro-al-seno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/ricerca-gli-anticolesterolo-possono-fermare-il-cancro-al-seno\/","title":{"rendered":"Ricerca: gli anticolesterolo possono fermare il cancro al seno"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tColesterolo e cancro, un\u2019associazione non nuova. Svariate evidenze negli ultimi anni, infatti, hanno messo in luce diversi aspetti di un legame, tutto ancora da approfondire, tra le malattie tumorali e questa molecola, non solo quando \u00e8 presente in eccesso nel sangue.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tOltre a essere assunto attraverso la dieta, il colesterolo, che non sempre \u00e8 un pericoloso nemico, \u00e8 anche prodotto dalle nostre stesse cellule. Queste ne hanno bisogno per costruire le proprie membrane e sono capaci, all\u2019occorrenza, di mettere in atto una serie di reazioni chimiche che, attraverso diverse tappe e prodotti intermedi, giungono infine a sintetizzarlo.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNel cancro questi processi vengono spesso sovvertiti e dirottati a vantaggio del tumore. In che modo, per\u00f2, non era chiaro fino a oggi. A scoprirlo \u00e8 stato un team di scienziati coordinato da <strong>Giannino Del Sal<\/strong>, professore ordinario di biologia applicata dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste e capo dell\u2019unit\u00e0 di oncologia molecolare del Laboratorio Nazionale CIB di Area Science Park a Trieste.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNel lavoro pubblicato oggi online dall\u2019autorevole rivista scientifica <em>Nature Cell Biology<\/em> i ricercatori italiani mostrano per la prima volta come intorno alla via metabolica che produce colesterolo si intreccino i destini e le azioni di alcuni attori chiave della trasformazione tumorale, della propensione dei tumori alla mammella a dare metastasi e della resistenza alla chemioterapia: i fattori YAP\/TAZ. Alcune sostanze prodotte nelle tappe intermedie di questa via, infatti, servono non solo per sintetizzare colesterolo ma vengono impiegate anche nei processi volti a rendere sempre attivi e senza freni YAP\/TAZ. Spingere la cellula a produrre colesterolo, quindi, significa anche spingerla ad accendere questi potenti fattori. A spingere le cellule tumorali della mammella in questa direzione \u00e8 un altro ben noto alleato dei tumori, la proteina p53 mutata, uno dei principali acceleratori della trasformazione e progressione maligna.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abScoprendo quest\u2019associazione\u00bb afferma Del Sal, che ha coordinato lo studio e che \u00e8 anche direttore del Dipartimento di Scienze della Vita dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste \u00ababbiamo chiuso un cerchio \u2013 e aperto la strada a nuove ricerche \u2013 mettendo in relazione, attraverso la via metabolica del colesterolo, due tra i principali assi molecolari che determinano i comportamenti pi\u00f9 aggressivi di diverse forme tumorali\u00bb. \u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tI ricercatori sono arrivati a scoprire e collegare tutto questo partendo da lontano. \u00abNegli ultimi anni abbiamo capito che YAP\/TAZ rappresentano bersagli che sarebbe cruciale colpire nei tumori \u2013 spiega uno degli autori del lavoro, <strong>Stefano Piccolo<\/strong>, professore ordinario di biologia molecolare dell\u2019Universit\u00e0 di Padova \u2013 arrivare a loro per\u00f2 non \u00e8 semplice\u00bb. La strategie seguita dal team si pu\u00f2 riassumere in \u2018trovare nuovi meccanismi d\u2019azione di vecchi farmaci\u2019. Un approccio questo che offre un grande vantaggio: \u00abSe un vecchio farmaco pu\u00f2 essere impiegato per nuovi scopi, i tempi per l\u2019utilizzo nei pazienti si accorciano moltissimo. Sulla base di quest\u2019idea, abbiamo testato molecole gi\u00e0 approvate per l\u2019uso nell\u2019uomo per scoprire quali tra questi farmaci fossero anche attivi nel bloccare o inattivare l\u2019azione di YAP\/TAZ nelle cellule tumorali della mammella\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tPi\u00f9 efficaci, tra un centinaio di agenti terapeutici testati, si sono rivelate le statine, i ben noti farmaci utilizzati contro l\u2019ipercolesterolemia. Da qui i ricercatori sono andati a fondo investigando i dettagli biologici e gli aspetti molecolari di quest\u2019azione.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tDa un punto di vista clinico questa scoperta ha una grande rilevanza. \u00abAnche se esistono gi\u00e0 alcune evidenze circa un possibile ruolo antitumorale delle statine, abbiamo ora, per la prima volta, una solida base biologica per aspettarci che le statine \u2013 o altri farmaci in grado di colpire la via metabolica che porta alla sintesi del colesterolo \u2013 possano contrastare efficacemente i tumori mammari, in particolare quelli pi\u00f9 aggressivi. Su queste basi potremo disegnare in modo accurato una sperimentazione clinica che permetta di verificarlo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLo studio in breve<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Chi sono YAP\/TAZ<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tSi tratta di molecole molto simili tra loro, capaci di guidare la trascrizione di altri geni e per questo di guidare comportamento delle cellule. YAP e TAZ servono per far crescere gli organi durante lo sviluppo embrionale e, nell\u2019adulto, alla rigenerazione e al normale rinnovo dei tessuti. Nei tumori YAP e TAZ fuggono ai rigidi controlli ai quali solitamente vengono sottoposti, riprogrammano le cellule rendendole pi\u00f9 maligne e capaci di formare metastasi.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Chi \u00e8 p53 mutata<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tp53 \u00e8 una proteina che normalmente svolge una funzione cruciale: salvaguardare l\u2019integrit\u00e0 del patrimonio genetico cellulare, impedendo che il genoma accumuli mutazioni, ovvero alterazioni pericolose che possono indurre la cellula alla trasformazione maligna. Spesso nei tumori p53 viene persa e molto frequentemente si ritrova in forma mutata. Da guardiano buono, p53 mutata si trasforma in pericoloso acceleratore della trasformazione e progressione tumorale.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>La scoperta<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNei tumori alla mammella YAP e TAZ sono regolati dal metabolismo del colesterolo, a sua volta regolato da p53 mutata.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Cosa fanno le statine<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tBloccando la via metabolica (detta via del mevalonato) attraverso cui si arriva alla sintesi di colesterolo, ma anche di una serie di prodotti intermedi, non si producono pi\u00f9 quelle molecole che servono a YAP\/TAZ per rimanere accesi. YAP\/TAZ cos\u00ec vengono inattivati e degradati, il tumore perde alcuni dei suoi pi\u00f9 potenti determinanti, si indebolisce ed \u00e8 pi\u00f9 facile estirparlo.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studio nazionale coordinato dall&#8217;Universit\u00e0 di Trieste<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-13671","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Studio nazionale coordinato dall'Universit\u00e0 di Trieste","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13671","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13671"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13671\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}