{"id":13643,"date":"2014-03-19T00:00:00","date_gmt":"2014-03-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=13643"},"modified":"2014-03-19T00:00:00","modified_gmt":"2014-03-18T23:00:00","slug":"una-questione-di-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/una-questione-di-famiglia\/","title":{"rendered":"Una questione di famiglia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn castello dalle origini lontane nei secoli. Una propriet\u00e0 di vaste dimensioni sul Collio goriziano, da dove la vista pu\u00f2 spaziare dal Friuli a Grado, dalla valle del Vipacco alla Slovenia. Una famiglia dalle antiche radici, vissuta in un maniero di frontiera, dalle mura distese ad avvolgere la casa padronale, la chiesa e gli edifici agricoli come il folador, le stalle e i fienili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa tenuta delle <strong>baronesse Tacco di San Floriano <\/strong>\u00e8 da oltre 600 anni \u201cin famiglia\u201d, tramandata di generazione in generazione. Le pietre secolari potrebbero raccontare di amori romantici e tragedie sanguinarie, di passi e spari di soldati che in queste terre di confine hanno combattuto due guerre mondiali, di terremoti che tanto hanno distrutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tOggi per\u00f2 l\u2019azienda agricola di <em>charme<\/em>, acquistata nella seconda met\u00e0 del Seicento dall\u2019avo imperial regio notaio <strong>Carlo Tacco di Corm\u00f2ns<\/strong>, rivive tempi felici e la sua bellezza torna a dominare la piana sottostante. Dal 1995 infatti la propriet\u00e0 \u00e8 passata in eredit\u00e0 alla contessa <strong>Teresa Thun Hohenstein <\/strong>che, con determinazione e grande impegno, ha deciso di cercare, recuperare e ricostruire quello che i secoli e gli uomini avevano distrutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abUn\u2019avventura scaturita da una miscela composta da una buona dose di incosciente pazzia e da un forte attaccamento alla terra e alle radici familiari\u00bb, spiega la nobildonna oggi imprenditrice. \u00abQuando giunsi per la prima volta a San Floriano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tmi sono trovata davanti dei ruderi, avvolti dalla vegetazione. Grazie al sostegno e ai buoni consigli del conte <strong>Michele Formentini<\/strong>, storico e allora delegato del Consorzio dei Castelli storici del Friuli Venezia Giulia, con grande passione e tanto lavoro ho iniziato una missione a dir poco impossibile\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIn circa vent\u2019anni l\u2019azienda agricola, che sorge in localit\u00e0 Dvor &#8211; in sloveno <em>Corte d\u2019Appello <\/em>in quanto di propriet\u00e0 di nobili che amministravano la giustizia &#8211; \u00e8 risorta. I bombardamenti della Prima Guerra Mondiale avevano ridotto a ruderi il castello e costretto le baronesse del Sacro Romano impero, Roberta e Maria Anna, rispettivamente mamma e zia della proprietaria, a lasciare San Floriano. Si erano dunque trasferite nella residenza di citt\u00e0 a Gorizia. Alla fi ne del conflitto, grazie alla frequentazione con <em>Max Fabiani<\/em>, architetto di fama dalle intuizioni rivoluzionarie e committenze importanti a Vienna, Lubiana, Trieste e Gorizia, venne avviato un progetto di restauro, ampliamento e costruzione di una nuova ala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019architetto-artista, celebre in tutta la Mitteleuropa, segu\u00ec i lavori di costruzione di edifici destinati a cantina, fienile e porcilaia. E galeotto fu quel cantiere! Fabiani infatti inizi\u00f2 a frequentare San Floriano non solo per motivi professionali. Ogni gioved\u00ec, alle 17 in punto, amava prendere il t\u00e8, ospite delle baronesse. Fu proprio gustando la <em>british bevanda <\/em>che Cupido scocc\u00f2 la freccia accendendo la passione nel suo cuore di maturo e celebre architetto, per la giovane e affascinante baronessa Roberta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tStoria avvolta da un mistero discreto, proprio come i fatti e i personaggi richiedevano a quel tempo. <em>Liaison <\/em>senza futuro visto che successivamente la ragazza convol\u00f2 a giuste nozze nel 1941 con il capitano e conte <strong>Giorgio Thun Hohenstein<\/strong>. Il giovane infatti era giunto nell\u2019Isontino in quanto osservatore aereo, di stanza durante la guerra all\u2019aeroporto di Gorizia, sede del 4\u00b0 stormo, del quale faceva parte la pattuglia acrobatica italiana, antesignana delle Frecce Tricolori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLunga \u00e8 stata la vita della baronessa Roberta, spentasi all\u2019et\u00e0 di 97 anni a Gorizia, nel 2011. \u00abCon il latte in culla ho assimilato la passione per la terra\u00bb, spiega tra il serio e l\u2019ironico la contessa-imprenditrice Teresa Thun Hohenstein. \u00abNon avevo competenze professionali quando ho iniziato a ripulire e far riaffiorare la cappella, la torre dove era collocata la biblioteca, poi il complesso agricolo e infine la casa padronale. Ma ho tanto voluto imparare, proprio per quel senso morale di dedizione al tramandare il valore della memoria e del legame con la terra, di cui il mio dna \u00e8 assai ricco\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl castello Tacco di San Floriano oggi non \u00e8 pi\u00f9 un rudere ma una splendida <em>location <\/em>dove organizzare feste, banchetti e matrimoni all\u2019aperto sul belvedere dalla vista mozzafiato, o all\u2019interno, nelle sale arredate in stile, a testimoniare 600 anni di storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tenuta Tacco<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":13644,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-13643","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",510,360,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",510,360,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",510,360,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1-300x212.webp",300,212,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",510,360,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",300,212,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",500,353,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",459,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",368,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",300,212,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",510,360,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",510,360,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",510,360,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",510,360,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",510,360,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1.webp",250,176,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4674-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"La tenuta Tacco","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13643","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13643"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13643\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13644"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13643"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13643"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13643"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}