{"id":13610,"date":"2014-03-14T00:00:00","date_gmt":"2014-03-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=13610"},"modified":"2014-03-14T00:00:00","modified_gmt":"2014-03-13T23:00:00","slug":"per-spiegare-le-proprie-vele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/per-spiegare-le-proprie-vele\/","title":{"rendered":"Per spiegare le proprie vele"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tSi alza il sipario. Sul palco un faro illumina un ragazzo su una sedia a rotelle. Non c\u2019\u00e8 altro sulla scena. O forse no? Cosa c\u2019\u00e8 oltre quella sedia? Fu questa la domanda che, oltre dieci anni fa, un giovane attore triestino pose al pubblico del suo spettacolo teatrale. Oggi, quella vecchia domanda \u00e8 il nome di un\u2019associazione che nel capoluogo giuliano si adopera per abbattere le ultime barriere fra la societ\u00e0 dei \u2018normali\u2019 e quella di chi ne resta fuori. Ne abbiamo parlato con il referente, Marco Tortul.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Prima di tutto, chi \u00e8 Marco Tortul?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abUn ex animatore, cresciuto nell\u2019ambiente dei Salesiani, ma anche un ex giocatore e poi allenatore di basket: tre esperienze che mi hanno aperto le porte, quasi naturalmente, al teatro sperimentale, dove la parola \u00e8 bandita e il tema dev\u2019essere espresso solamente attraverso il corpo. Terminata la scuola, ho iniziato a lavorare negli enti della disabilit\u00e0, fi sica e intellettiva. Dove ho provato esperienze straordinarie. C\u2019erano persone che non parlavano: ebbene, facendo loro ascoltare della musica, queste riuscivano finalmente a esprimersi, al di l\u00e0 del come. Lo stesso accadeva portandole sul palcoscenico. Nel 2002, dunque, realizzammo uno spettacolo a tema, con una carrozzina al centro della scena e una domanda: cosa c\u2019era \u201coltre quella sedia\u201d? C\u2019erano emozioni sconosciute, passioni inconsapevoli, attitudini ignote: c\u2019era un intero mondo represso dalla disabilit\u00e0, o meglio dal modo \u2018tradizionale\u2019 di viverla, che attendeva solo di essere portato alla ribalta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Com\u2019\u00e8 passato dal teatro all\u2019associazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abPartendo da un\u2019altra domanda: se sul palcoscenico un disabile si esprime con tale naturalezza, perch\u00e9 non dovrebbe farlo anche nella vita quotidiana? Nel 2008 abbiamo cominciato con una stage residenziale di una settimana, sempre legato a un laboratorio teatrale: un esperimento che ha suscitato l\u2019interesse di alcuni responsabili dell\u2019Azienda sanitaria. Abbiamo quindi ideato il progetto <em>La vita che vorrei<\/em>, dal quale \u00e8 emersa la necessit\u00e0 di un luogo\/spazio educativo, separato dalla famiglia, in cui poter far emergere tutte quelle attitudini necessarie a una vita autonoma, liberando i genitori dal pensiero angosciante del \u201cche ne sar\u00e0 di loro dopo di noi?\u201d. Nel 2009 ci siamo costituiti come associazione con il nome di <em>Oltre quella sedia <\/em>e nel 2011 hanno finalmente visto la luce le nostre \u2018case-scuola\u2019, piccole comunit\u00e0 autogestite di persone, stavolta con disabilit\u00e0 intellettiva, non pi\u00f9 fi sica, in cui ogni inquilino, abituato a una vita passiva, deve riuscire a cavarsela da solo. Il fine ultimo \u00e8 quello di dare una prospettiva di vita a ragazzi che, terminata la scuola e congedato l\u2019insegnante di sostegno, si fermano in un limbo immobile, mentre vedono tutti gli altri compagni proseguire il proprio percorso all\u2019universit\u00e0 e poi nel mondo del lavoro. La nostra attivit\u00e0 \u00e8 sostenuta da Regione, Provincia e Comune a livello economico e attraverso collaborazioni e progetti comuni: il contributo di questi enti \u00e8 preziosissimo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Com\u2019\u00e8 strutturata l\u2019associazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abSiamo cinque operatori affiancati da quattro volontari, spesso studenti tirocinanti delle facolt\u00e0 di Psicologia e Scienze della Formazione. L\u2019associazione dispone di due appartamenti, uno per le quattro ragazze e uno per i sei ragazzi. Partiamo dai lavori domestici: fare il letto, preparare da mangiare, pulire. Le famiglie che ci affidano i loro figli hanno sempre pensato a tutto: noi, invece, chiediamo che siano loro a pensarci. Le prime volte commettono errori, ma poi imparano e scoprono talenti nascosti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Ruota tutto intorno al concetto di responsabilit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abCerto, anche nelle cose pi\u00f9 semplici. Mancano sale, olio, latte e caff\u00e8? Se i ragazzi non pensano di andare in supermercato, si troveranno a mangiare cibi insipidi e a rinunciare alla colazione: la volta successiva, per\u00f2, l\u2019\u2018errore\u2019 non verr\u00e0 pi\u00f9 compiuto. Uno ha la stanza in disordine? Se preferisce vivere nella confusione, \u00e8 una scelta sua. Qualcuno potrebbe stupirsi, ma questa \u00e8 esattamente la vita che vivono le persone \u2018normali\u2019: sono le dinamiche che formano, come dice la psicologia, il \u201creale processo evolutivo\u201d di ognuno. Qui non ci sono mamma e pap\u00e0: questa \u00e8 casa loro e qui bisogna diventare se stessi fino in fondo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Quali sono invece le attivit\u00e0 che proponete al di fuori dell\u2019ambito domestico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abCe ne sono molte. C\u2019\u00e8 chi va a fare pulizie alla Caritas e chi, di venerd\u00ec, si reca in un locale al Villaggio del Pescatore per svolgere pescaturismo. Sempre di venerd\u00ec, il pomeriggio, andiamo a preparare i panini per i poveri accolti dalla Comunit\u00e0 di S. Egidio. Questi e altri compiti sviluppano non solo capacit\u00e0, ma anche consapevolezza: sentirsi utili, capire che si pu\u00f2 avere un ruolo importante nella societ\u00e0, come aiutare il prossimo, \u00e8 qualcosa di impagabile. E poi c\u2019\u00e8 il teatro, che ci contraddistingue fi n dalla nascita e che da qualche anno abbiamo portato nelle scuole\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Una vera sfida.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abS\u00ec, perch\u00e9 abbiamo voluto operare con le classi pi\u00f9 difficili, quelle in cui gli insegnanti faticavano a mantenere l\u2019ordine. Non basta cosa si dice: \u00e8 fondamentale il come. Ho visto bambini scalmanati letteralmente rapiti da una ragazza disabile che, solo con il contatto delle mani, riusciva a calmarli e a farsi ascoltare con autorevolezza: le maestre erano incredule\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Per quanto tempo rimangono da voi questi giovani?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abPossono stare poche settimane come alcuni mesi o anche di pi\u00f9: dipende dai loro cambiamenti. Chi fa ritorno alle proprie famiglie, di solito, ha compiuto un percorso impensabile: i genitori si rendono conto di avere di fronte una persona davvero \u2018cresciuta\u2019. Ma il rischio di regredire \u00e8 sempre presente: occorre mantenere la propria indipendenza, continuare sulla strada intrapresa, e per fortuna \u00e8 spesso cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>I vostri ragazzi sanno di essere \u2018diversi\u2019?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abAlcuni no, alcuni s\u00ec\u2026 e in questo caso \u00e8 molto difficile accettarsi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Una domanda delicata: come si manifesta la loro sfera amorosa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00ab\u00c8 un tema difficilissimo. Abbiamo provato ad affrontarlo, tanto che \u00e8 venuta da noi una sessuologa per spiegare questo mondo. Ci sono state delle storie d\u2019amore fra ragazzi e ragazze, ma il loro modo di viverlo meriterebbe molta pi\u00f9 attenzione. Tuttavia le famiglie affidano a noi i loro figli e questo \u00e8 un campo minato: non a caso abbiamo preferito mantenere la separazione degli appartamenti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Come sono state scelte queste case?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abAssieme ai ragazzi! Ancora una volta, partendo dall\u2019affidamento di un incarico di responsabilit\u00e0: aprire la rivista di annunci immobiliari, cercare un\u2019offerta interessante e chiamare il padrone di casa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Pensare che molti di loro, non tanti anni fa, sarebbero finiti in manicomio\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abNoi non ci occupiamo di psichiatria, ma l\u2019esperto che ci segue, Livio Zanello, ha colto subito l\u2019aspetto \u2018basagliano\u2019 della nostra proposta, essendo egli stesso di quella scuola. Dal canto nostro, abbiamo partecipato al grande evento del nuovo viaggio di Marco Cavallo (la statua di cartapesta simbolo della chiusura dei manicomi, ndr) lo scorso autunno, realizzando una performance teatrale nel centro di Trieste: <em>Le vele dell\u2019anima<\/em>. Inoltre, abbiamo partecipato al festival <em>Impazzire si pu\u00f2<\/em>: mentre le donne dell\u2019associazione \u2018L\u2019una e l\u2019altra\u2019 recitavano le loro poesie, noi le mettevamo in scena con il corpo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>So che avete collaborato con la Risiera di San Sabba.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00abIn occasione del Giorno della Memoria, lo scorso anno, abbiamo mostrato ai ragazzi un filmato sull\u2019operazione Aktion T4, per mezzo della quale la Germania nazista elimin\u00f2 quasi 100.000 vite ritenute indegne di essere vissute. Hanno visto, capito e ne hanno parlato fra loro. Crescere significa anche affrontare tutto questo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tOltre quella sedia <em>&#8211; Associazione di promozione sociale onlus. Per conoscere di persona i membri dell\u2019associazione e vederli all\u2019opera, ci si pu\u00f2 recare ogni gioved\u00ec dalle 16.30 alle 18.30 al teatro di via dei Moreri 22 a Trieste. Contatti: info@oltrequellasedia.it <a href=\"http:\/\/www.oltrequellasedia.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.oltrequellasedia.org<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Marco Tortul<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":13611,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-13610","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",800,533,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",800,533,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",800,533,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",640,426,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",800,533,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",800,533,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",800,533,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",800,533,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4593-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Vanni Veronesi","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/veronesi\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Intervista a Marco Tortul","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13610","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13610"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13610\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13611"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13610"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13610"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13610"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}