{"id":13577,"date":"2014-03-11T00:00:00","date_gmt":"2014-03-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=13577"},"modified":"2014-03-11T00:00:00","modified_gmt":"2014-03-10T23:00:00","slug":"hong-kong-chiama-udine-risponde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/hong-kong-chiama-udine-risponde\/","title":{"rendered":"Hong Kong chiama, Udine risponde"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tMentre il conto alla rovescia ha gi\u00e0 iniziato a ticchettare, l\u2019edizione\u00a0<strong>numero 16<\/strong>\u00a0del\u00a0<strong>Far East Film Festival<\/strong>\u00a0\u2013 attesa,\u00a0<strong>a Udine<\/strong>,\u00a0<strong>dal 25 aprile al 3 maggio\u00a0<\/strong>\u2013 anticipa uno dei suoi punti chiave: la\u00a0<strong>stretta connessione<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>Hong Kong<\/strong>. Una connessione artistica e culturale che si rinnova felicemente di anno in anno, ma questa volta \u00e8 il suo stesso significato\u00a0ad avere una sfumatura diversa:\u00a0<strong>a 16 anni dalla riunificazione con la Cina<\/strong>, infatti, l\u2019ex colonia britannica non \u00e8 mai stata cos\u00ec orgogliosamente\u00a0<strong><em>hongkonghese<\/em><\/strong>. E non lo \u00e8 mai stato nemmeno il suo cinema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Hong Kong calling<\/strong>, insomma, e il\u00a0<strong>grande festival udinese<\/strong>\u00a0\u00e8 prontissimo a raccogliere la <em>chiamata<\/em>: tra gli\u00a0<strong>ospiti d\u2019onore<\/strong>\u00a0ci sar\u00e0 mister\u00a0<strong>Fruit Chan<\/strong>, il pi\u00f9\u00a0<em>indie<\/em>\u00a0dei registi from HK, e presenter\u00e0 al pubblico il suo ultimo geniale lavoro cinematografico\u00a0<strong><em>The Midnight After\u00a0<\/em><\/strong>(il talk di approfondimento, poi, vedr\u00e0 impegnato\u00a0<strong>Marco M\u00fcller grande conoscitore del cinema di Fruit Chan<\/strong>). Un\u2019eccentrica e assurda\u00a0<strong>commedia horror-surreale<\/strong>\u00a0che racconta, metaforicamente, la grande ossessione di Hong Kong per la\u00a0<strong>\u201cdata di scadenza\u201d<\/strong>. Ossessione connaturata alla sua paura di scomparire\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCos\u00ec come\u00a0Los Angeles attende il Big One, 16 anni fa\u00a0HK attendeva preoccupata di ricongiungersi con Cina. Allora la data di scadenza era una, una soltanto, senza proroghe:\u00a0<strong>1 luglio 1997<\/strong>. Oggi, invece, le scadenze sembrano essersi moltiplicate: nella vita come nei film, la lingua cantonese appare superata da quella ufficiale mandarina; l\u2019industria cinematografica locale non \u00e8 pi\u00f9 la stessa, perch\u00e9 deve confrontarsi con le regole (anzi: gli obblighi) del mercato della madrepatria; gli abitanti della citt\u00e0, portatori sani della cultura cantonese e delle sue tradizioni, abbandonano i luoghi storici della metropoli per rifugiarsi in periferia o all\u2019estero. E qui, del resto, gli affitti sono i pi\u00f9 costosi del mondo: si vendono appartamenti anche per 100mila euro al metro quadro! Lingua e cultura in scadenza? Case in scadenza? HK \u00e8 una citt\u00e0 in scadenza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIn\u00a0<strong><em>The Midnight After<\/em><\/strong>\u00a0(a Udine sar\u00e0 proiettata la\u00a0<strong>versione definitiva<\/strong>, dopo il passaggio al Festival di Berlino), HK appare incredibilmente deserta. Nel cuore della notte e a bordo di un classico mini-bus cittadino, 16 persone, rappresentanti dei tradizionali abitanti della citt\u00e0, uscendo dal noto Lion Rock Tunnel e procedendo a Nord verso i Nuovi Territori, saranno folgorati da una visione di Tai Po, quartiere tra i pi\u00f9 popolati al mondo, che prima d\u2019ora non avrebbero mai ritenuto possibile. Auto sparite, insegne spente, negozi chiusi, porte serrate. Sulle strade non c\u2019\u00e8 anima viva: l\u2019altra citt\u00e0 che non dorme mai sembra avvolta da un incredibile mistero dal sapore fatalmente apocalittico. Unico segnale un suono che vaga nell\u2019etere, che esce dai cellulari impazziti, forse il messaggio di un extraterrestre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tEd \u00e8 cos\u00ec che la sbigottita combriccola guidata da un driver grassoccio (<strong>Lam Suet<\/strong>), animata da un gangster tirato a lucido (<strong>Simon Yam<\/strong>), scortata da una veggente e da un nerd dai capelli lunghi cercher\u00e0 di scoprire l\u2019arcano, di mettere ordine in una situazione inaspettata con il consueto ottimismo e la proverbiale \u201cpraticit\u00e0\u201d degli hongkonghesi. I 16 passeggeri chiameranno invano la torre di controllo, come il Maggiore Tom di\u00a0<em>Space Oddity<\/em>, ma anche loro si ritroveranno persi nella notte, \u00abseduti su un barattolo di latta, lontano sopra il mondo, senza nulla che possano fare\u00bb. Il pezzo di Bowie sottolinea perfettamente i temi dell&#8217;esilio e della morte, catturando l&#8217;estraniazione che i residenti di Hong Kong sentono nella loro patria in rapida evoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Fruit Chan\u00a0<\/strong>ci ha raccontato la dissoluzione dei valori fondamentali della citt\u00e0 sin dal suo ritorno alla Cina, con\u00a0<strong><em>Made In Hong Kong<\/em><\/strong>\u00a0(1997) e\u00a0<strong><em>Durian Durian<\/em>\u00a0<\/strong>(2000), e\u00a0<strong><em>The Midnight After<\/em><\/strong>\u00a0non rappresenta solo il terzo, travolgente, capitolo, ma simboleggia anche la\u00a0<strong>ritrovata consapevolezza del cinema di Hong Kong<\/strong>. Un\u00a0<strong>fiero e potente senso d\u2019identit\u00e0<\/strong>\u00a0che va di pari passo con la volont\u00e0 di tutti gli hongkonghesi: poter richiedere per il 2017 l\u2019elezione diretta del sindaco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conto alla rovescia per il Far East Film Festival<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":13578,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-13577","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",800,533,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",800,533,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",800,533,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",640,426,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",800,533,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",800,533,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",800,533,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",800,533,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4500-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Conto alla rovescia per il Far East Film Festival","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13577","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13577"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13577\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13578"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13577"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13577"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13577"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}