{"id":13566,"date":"2014-03-10T00:00:00","date_gmt":"2014-03-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=13566"},"modified":"2014-03-10T00:00:00","modified_gmt":"2014-03-09T23:00:00","slug":"la-gemma-pietrosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-gemma-pietrosa\/","title":{"rendered":"La gemma pietrosa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tC\u2019\u00e8 un brano dell\u2019Odissea, nei quali Eumeo, il fedele mandriano di Laerte, sollecitato da Ulisse, apparsogli sotto mentite spoglie, narra le vicende della sua vita travagliata. E mentre egli racconta, gli occhi si riempiono di pianto, e la sua anima si sente presa da una marea travolgente di nostalgie per la Patria lontana, e per la terra, che, ancora fanciulletto, fu costretto ad abbandonare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tQuesta terra \u00e8 Siro, la gemma pietrosa, che si leva alta nel mare Egeo, quasi ad ammonire i naviganti e a indicare loro la strada, dalla quale \u00e8 agevole scorgere le acrobazie del sole, che gli antichi pensavano rincorresse l\u2019ora del tramonto. Secondo la tradizione, il primo abitante di Siro fu Coeranus, il cui nome vorrebbe dire \u201cluce\u201d, che arriv\u00f2 su quest\u2019isola a dorso di un delfino, dopo che la sua nave era affondata nel mare l\u00ec attorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIn epoca ellenistica la popolazione registr\u00f2 una progressiva crescita e i siriani &#8211; cos\u00ec comunemente chiamati &#8211; trascorrevano il loro tempo lavorando nei campi, accudendo le capre, adorando gli dei e commerciando merci con i fenici, arrivati d\u2019oltremare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl contesto era di una bellezza incredibile: lo sfondo paradisiaco del mare lambiva il cielo, i gabbiani in volo scolpivano l\u2019aria come una prora e le onde si infrangevano su spiagge di color ocra in una natura che, come Venere Anadiomene, sembrava emergere dalla spuma del mare. Tutto era avvolto in una dimensione incantata, quasi a rispecchiare il mito di Atlantide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDi quel mondo leggendario poco \u00e8 rimasto. Oggi Ermoupoli, centro principale di <strong>Syros<\/strong>, <strong>capitale delle Cicladi<\/strong>, \u00e8 una bella citt\u00e0, con numerose residenze neoclassiche, incastonata a cornice della grande baia, che ha ospitato fi no all\u2019Ottocento il porto pi\u00f9 grande dell\u2019Egeo. La <strong>\u201cCitt\u00e0 di Ermes\u201d <\/strong>\u00e8 il centro culturale pi\u00f9 importante delle isole Cicladi, con il suo grande museo archeologico, il <strong>teatro Apollo<\/strong>, da molti considerato un modello in miniatura della Scala di Milano, <strong>le bellissime cattedrali di Agios Dimitrios e Agios Nikolaos<\/strong>, e il centro storico medioevale, <strong>Ano Syros <\/strong>(citt\u00e0 alta), arroccato dentro l\u2019abitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tGli edifici dell\u2019epoca veneziana e altri in stile neoclassico rendono l\u2019isola una delle pi\u00f9 belle dell\u2019Egeo. Una terra di diverse religioni, che lascia traspirare l\u2019essenza dello spirito in un\u2019elettrizzante atmosfera mistica. Cattolici e ortodossi vivono in armonia in un mondo erede di culture e ideologie eterogenee. A Ermoupoli si trova il vescovato cattolico (fondato addirittura nel 1207), il pi\u00f9 famoso della cristianit\u00e0 greca. Da qui proviene la maggior percentuale degli aspiranti prelati dell\u2019intera Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCome tutte le altre isole delle Cicladi, ha subito l\u2019influsso di molte civilt\u00e0: in particolare i Veneziani, intorno al XIII secolo,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \thanno lasciato le tracce pi\u00f9 evidenti. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne occupata perfino dagli Italiani, oltre che dai Tedeschi, e il ricordo di entrambi non \u00e8 certo positivo. Il dopoguerra non comport\u00f2 una ricrescita economica, in una Grecia alle prese con il conflitto civile seguito dal repressivo regime dei Colonnelli: si dovettero cos\u00ec attendere lustri pi\u00f9 recenti per il suo sviluppo economico. Dopo la crisi greca del 2009, si pu\u00f2 affermare che alcune isole dell\u2019Egeo, fra cui Syros, sono da annoverarsi fra le aree pi\u00f9 ricche della nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00c8 questo il contesto della mia avventura. Ma facciamo un passo indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl mio continuo desiderio di viaggiare mi ha portato quasi per caso sull\u2019isola di Syros. Avevo conosciuto Marta, donna dal cuore friulano nonostante la sua discendenza matrilineare greca, che, con grande generosit\u00e0, mi aveva invitato nella sua casa, dinanzi alla <strong>baia di Vari<\/strong>. Con il mio inseparabile zaino non mi restava che salpare per un\u2019ennesima avventura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tA <strong>Mykonos<\/strong>, capitale della trasgressione e della movida, la notte sulla panchina \u00e8 lunga da passare: \u00e8 un via vai continuo di uomini che fuoriescono dai colorati locali del centro. La musica \u00e8 assordante. Il popolo della notte si accende e si agita fino al sorgere del sole. Finalmente riesco a prendere sonno, ma \u00e8 gi\u00e0 l\u2019ora dell\u2019aurora. Mi accorgo di essere sotto le pale dei mulini a vento di Mykonos e familiarizzo con due uomini in luna di miele. Insieme a loro scorgo l\u2019alba sul mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNonostante la notte all\u2019addiaccio, il tempo \u00e8 passato. Al porto nuovo, m\u2019imbarco su uno dei tanti traghetti che vanno al <strong>Pireo<\/strong>. Al <strong>porto di Tinos<\/strong>, i pellegrini della Madonna dell\u2019Annunciazione, dopo il rituale liturgico, assalgono la nave come locuste. Sembra un esercito impazzito di lanzichenecchi. Ognuno si arrangia come pu\u00f2, conquistando ogni angolo di nave e razziando le poche sedie disponibili. Qualcuno approfitta dei dormiveglia e sottrae le poltrone, mentre i pi\u00f9 violenti se le danno di santa ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00c8 proprio il caos, e per di pi\u00f9 anche il mare \u00e8 in burrasca. Ma nel marasma vi \u00e8 ancora qualche speranza. Eccoli arrivare i salvatori della navigazione, i famosi venditori di <em>lukumi <\/em>(\u03bb\u03bf\u03c5\u03ba\u03bf\u03c5\u03bc\u03b9 &#8211; dolciumi) e <em>calvadopites <\/em>(\u03c7\u03b1\u03bb\u03b2\u03b1\u03b4\u03cc\u03c0\u03b9\u03c4\u03b5 &#8211; torroni) che placano a gran voce i pellegrini. Sembra un viaggio senza fine, ma per fortuna arrivo al porto di Ermoupoli e trovo Marta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Eccomi a Syros<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAttrae e seduce questo gioiello dell\u2019Egeo, modellato come un grande ferro di cavallo, dove spuntano qua e l\u00e0 villaggi coloratissimi a pelo d\u2019acqua, rocce e anfratti che al tramonto si tingono di rosa purpureo, mentre sullo sfondo compaiono acque limpide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00c8 un susseguirsi di anfratti silenziosi di inusitata bellezza. Lidi di borotalco e bagnasciuga dalle sfumature sorprendenti. Le spiagge variano dalle sabbiose bianche, che ricordano i Caraibi, ai piccoli golfi scavati nella roccia. Proprio nelle vicinanze di Vari, nel comune di Mega Gialos, vi \u00e8 una minuscola baia, da raggiungere con pinne e maschera. \u00c8 un angolo di paradiso, vi sono degli alberi di tamerici e si possono osservare degli antichi muretti a secco, testimonianze del glorioso passato isolano. Questo e altro \u00e8 Syros, la gemma pietrosa, illuminata e scaldata da un sole intenso che splende per buona parte dell\u2019anno, rinfrescata da una brezza estiva (<em>meltemi<\/em>), che talvolta fa imprecare i turisti. Scenari che hanno incantato non solo artisti, ma anche i militari italiani impiegati nella campagna di Grecia e poi del Dodecanneso, durante la Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tProprio il padre di Marta, il carabiniere reale <strong>Ernesto Piccin<\/strong>, \u00e8 al centro di una lunga e travagliata storia che lo lega inevitabilmente al destino dell\u2019isola. Un racconto dal lieto fine imperniato sul profondo sentimento per la bella isolana Agnese Macrionitu. Un calvario dalle mille peripezie, per un amore troppo lontano, mai dimenticato. Un sentimento che non conosce distanze, che approda alla ricetta segreta dell\u2019amore. Un legame dalle emozioni forti, che sfocia nel matrimonio diversi anni dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tQualcuno mi disse \u201cChi torna da un viaggio non \u00e8 mai la stessa persona che \u00e8 partita\u201d. La vita del Piccin cambi\u00f2 radicalmente dopo quell\u2019esperienza imposta dalla guerra. Ernesto Piccin (classe 1920), carabiniere a piedi dell\u2019Arma, part\u00ec il 25 ottobre 1940 per il fronte greco-albanese. L\u2019Italia pretendeva di occupare una serie di luoghi strategici per \u201cgarantire la neutralit\u00e0 della Grecia\u201d. Le forze italiane erano schierate dal mare Adriatico verso l\u2019entroterra greco. Sul confine greco-albanese penetravano gli schieramenti della 6^ Divisione fanteria \u201cCuneo\u201d supportata dalla 17^ sezione Mista Carabinieri. Il Carabiniere Piccin, mobilitato nella 17^ sezione Mista Carabinieri, part\u00ec dal porto di Brindisi il 27 dicembre 1940, raggiungendo il porto di Valona (Albania) il 3 gennaio 1941. Come motociclista porta ordini, esplet\u00f2 incarichi molto delicati sullo scacchiere greco, fino a quando, nel luglio 1941, venne trasferito nell\u2019isola di Syros, in uno degli ultimi territori conquistati del regime del Littorio. Infatti, i tedeschi con una blitzkrieg (guerra lampo) avevano costretto le forze greche alla definitiva capitolazione, cosicch\u00e9 l\u2019Italia allarg\u00f2 la propria egemonia sull\u2019Egeo, visto che gi\u00e0 dal 1912 possedeva l\u2019<strong>isola\u00a0<\/strong><strong>di Rodi <\/strong>e altre Sporadi meridionali, conquistate in una brillante operazione tattica, che la storia militare italiana definisce l\u2019unico grande sbarco mai realizzato dalle nostre forze armate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCos\u00ec Ernesto Piccin raggiunse Ermoupoli, chiamato a presidiare una inutile isoletta greca, priva di alcuna importanza strategica. Tuttavia quella sperduta destinazione non era completamente da buttare, visto che, fra il sole e il mare, non esistevano nemici e la guerra rimaneva lontana. L\u2019isola era bella, la gente divertente, il sole caldo e il vino buono, per non parlare delle donne greche cos\u00ec belle e seducenti. Con una lettura a posteriori, sembrerebbe quasi di rivivere le scene del premio Oscar <em>Mediterraneo <\/em>di Gabriele Salvatores.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tEd \u00e8 in questo contesto che nacque la parte romantica della storia: Ernesto in compagnia di un amico camerata, passando per Vari, scrut\u00f2 una donna che, in segno di disprezzo, gli mostr\u00f2 la lingua. Il gesto scaten\u00f2 dapprima l\u2019ira del carabiniere, subito placata dall\u2019imprevedibile \u201ccolpo di fulmine\u201d per quella donna. Ernesto riusc\u00ec a conquistarla, pur sapendo pronunciare solo la parola <em>S\u2019agap\u00f2 <\/em>(<em>ti amo <\/em>in greco), promettendosi suo sposo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tMa le insidie erano dietro l\u2019angolo e il cammino per consacrare quel matrimonio si complic\u00f2 vistosamente. A seguito dell\u2019armistizio di Cassibile dell\u20198 settembre 1943, Ernesto venne colto dalla malasorte. I tedeschi, che consideravano tutti gli italiani traditori, provvidero ad arrestarlo, internandolo in un campo di prigionia. Ma Ernesto, spinto dalla voglia di rivedere Agnese, riusc\u00ec a fuggire sulle alture di <strong>Cashi\u00e0<\/strong>, in un\u2019area partigiana, nei pressi di Atene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLe avversit\u00e0 per\u00f2 non erano finite. Nell\u2019ottobre del 1944, dopo quasi un mese di latitanza, Ernesto venne nuovamente catturato, questa volta dagli inglesi, e trasportato nel campo di Gudy. Da qui la deportazione nel campo di Geneifa e poi in quello di Suez in Egitto. Nonostante la prigionia, l\u2019amore non si infranse e continu\u00f2 in un bellissimo rapporto epistolare, fino a quando, a guerra conclusa, Ernesto rimpatri\u00f2 (21 luglio 1946) coronando la sua promessa. Spos\u00f2 Agnese per procura, fino a quando, nel 1951, decisero di celebrare anche l\u2019unione religiosa, dando suggello definitivo alla loro storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Il viaggio che ho effettuato si \u00e8 svolto nell\u2019agosto 2013.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong><em>Fonti:<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Il Giornale delle Cicladi anno 1941; Wikipedia l\u2019enciclopedia libera; <a href=\"http:\/\/www.dodecaneso.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.dodecaneso.org<\/a>; Biblioteca Comunale di Ermoupoli; Testimonianza di Marta Piccin.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong><em>Ringraziamenti:<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Marta Piccin, Biblioteca Comunale di Ermoupoli<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;isola di Syros<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":13567,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-13566","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",800,451,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",800,451,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",800,451,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1-300x169.webp",300,169,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",640,361,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",300,169,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",500,282,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",474,267,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",391,220,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",300,169,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",800,451,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",800,451,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",800,451,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",800,451,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1.webp",250,141,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4479-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"L'isola di Syros","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13566","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13566"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13566\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}