{"id":13422,"date":"2014-02-03T00:00:00","date_gmt":"2014-02-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=13422"},"modified":"2014-02-03T00:00:00","modified_gmt":"2014-02-02T23:00:00","slug":"fvg-esempio-per-il-resto-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/fvg-esempio-per-il-resto-ditalia\/","title":{"rendered":"FVG esempio per il resto d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u201cAttivare un progetto pilota nazionale da realizzarsi in Friuli Venezia Giulia che incentivi ulteriori collaborazioni e intese territoriali tre le universit\u00e0, innervandosi in una politica premiale che il Ministero ha gi\u00e0 avviato verso gli atenei\u201d. Il rettore dell\u2019universit\u00e0 di Udine,\u00a0<strong>Alberto Felice De Toni<\/strong>, lancia questa proposta al ministro dell\u2019Universit\u00e0 Carrozza nel suo discorso di inaugurazione dell\u2019anno accademico 2013-2014 dell\u2019Universit\u00e0 di Udine. A 36 anni dalla sua nascita, forte di risultati che dimostrano l\u2019eccellenza della sua ricerca e della didattica, l\u2019ateneo friulano (formato da una comunit\u00e0 universitaria di 18 mila persone, 16 mila iscritti, 14 dipartimenti, 35 corsi di laurea triennale e altrettanti magistrale e 12 corsi di dottorato) deve fare i conti con la costante diminuzione di risorse economiche e con l\u2019esigenza di un rilancio, che passa anche attraverso una maggiore collaborazione con gli atenei regionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Il progetto pilota delle universit\u00e0 del Fvg.<\/strong>\u00a0\u201cIl Friuli Venezia Giulia \u00e8 l\u2019unica regione italiana dove dal 2013 \u00e8 attivo un Tavolo Tecnico Permanente di Coordinamento tra tutte le realt\u00e0 universitarie presenti \u2013 ha ricordato De Toni -, istituito con l\u2019accordo di programma che regola i rapporti di cooperazione tra le Universit\u00e0 di Udine e di Trieste, e della Sissa\u201d. Una collaborazione che si \u00e8 consolidata con l\u2019attivazione di 6 corsi di laurea magistrale e di 6 dottorati di ricerca interateneo, oltre alla collaborazione nelle lauree sanitarie gi\u00e0 attiva con una triennale. Il percorso intrapreso, \u201csegno di un terreno fertile su cui coltivare nuove iniziative\u201d, rientrano \u201cnel solco di una politica del Paese volta a sfruttare le sinergie territoriali del sistema universitario nazionale. Inoltre \u2013 ha continuato De Toni &#8211; in Friuli Venezia Giulia sono presenti numerosi e qualificati enti di ricerca ministeriale, condizione necessaria per testare e favorire processi di osmosi tra il sistema dell\u2019universit\u00e0 e quello della ricerca. La proposta, nel quadro dei principi guida del nuovo Piano Nazionale della ricerca 2014-2020, vuole aprire nuovi spazi di accesso ai fondi europei Horizon 2020 e favorire anche intese pubblico-private per mobilitare nuovi fondi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa risposta non si \u00e8 fatta attendere da parte del\u00a0<strong>ministro dell\u2019Universit\u00e0 Maria Chiara Carrozza<\/strong>\u00a0, soddisfatta di poter inaugurare l\u2019anno accademico oggi a Udine e a Trieste, \u201caccompagnando l\u2019ateneo friulano nel viaggio che ha intrapreso di sempre maggiore collaborazione e, quindi, potenziamento del sistema universitario a livello regionale\u201d. In che modo? \u201cBisogna guardare a un orizzonte ampio di attrazione dei cervelli e ci si deve alleare con gli enti di ricerca del territorio oltre che con le altre universit\u00e0 \u2013 ha detto Carrozza -. \u00c8 opportuno avere un piano strategico regionale in cui le universit\u00e0 e gli enti di ricerca esistenti sul territorio si parlino e diano un segnale importante\u201d. Il ministro ha richiamato l\u2019universit\u00e0 ad un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0. \u201cChiedo la massima collaborazione da parte dell\u2019\u00e9lite intellettuale di questo Paese, che \u00e8 rimasta marginalizzata, \u00e8 stata poco ascoltata e si \u00e8 fatta poco sentire. Voglio partire \u2013 ha concluso Carrozza &#8211; dall\u2019ottimismo che affida alla ricerca e all\u2019universit\u00e0, legate alla cultura, la capacit\u00e0 di poter far rinascere questo Paese\u201d. Tra le sfide, la formazione dei futuri insegnanti, che deve essere una delle priorit\u00e0 degli atenei. \u201cLa comunit\u00e0 accademica dovr\u00e0 decidere una volte per tutte dove, come e quali competenze devono avere i professori, come si formano e progrediscono in carriera gli insegnanti\u201d. \u00c8 poi l\u2019organizzazione accademica: \u201cl\u2019organizzazione dei saperi deve stabilire con precisione i ruoli dei corsi di laurea in corrispondenza con un mercato del lavoro che \u00e8 cambiato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa risposta non si \u00e8 fatta attendere nemmeno da parte del\u00a0<strong>presidente della Regione Fvg, Debora Serracchiani<\/strong>. Quest\u2019ultima, parafrasando la prolusione di Angelo Vianello, ha sottolineato \u201cconvenga cooperare tutti pi\u00f9 che continuare a competere tra di noi\u201d. Un chiaro invito dunque ad \u201cuna sempre maggiore integrazione e collaborazione tra atenei\u201d, sottolineando come \u201cuniversit\u00e0, cultura, alta formazione, ricerca sono le punte avanzate sulle quali ogni societ\u00e0 mette alla prova le sue capacit\u00e0 di entrare nel futuro da protagonista, oppure da gregario\u201d. Parlando della crisi che stiamo attraversando, \u201cnon solo di matrice economico-finanziaria ma anche sociale, culturale, politica ed etica\u201d, Serracchiani ha confermato non solo quanto sia \u201ccentrale il ruolo del proprio sistema universitario (Udine, Trieste, Sissa) come motore dello sviluppo socio-economico del territorio\u201d, ma anche quanto la Regione consideri \u201cle straordinarie competenze del sistema universitario come un formidabile propulsore per migliorare la qualit\u00e0 della vita dei cittadini del Friuli Venezia Giulia, per favorire la coesione sociale, affiancando queste competenze alle politiche regionali, pur consapevoli \u2013 ha concluso la governatrice del Fvg \u2013 che gli interventi dovrebbero essere di altra dimensione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>L\u2019esigenza di un rilancio.<\/strong>\u00a0Il rettore De Toni, nel suo discorso, ha poi affrontato il tema dei finanziamenti.L\u2019Ateneo friulano sconta da oltre 20 anni un pesante\u00a0<strong>sottofinanziamento<\/strong>\u00a0(ben 94 milioni di euro soltanto dal 2001 al 2008), perch\u00e9 le regole ministeriali stabiliscono finanziamenti basati sulle dimensioni degli atenei nel 1993, quando l\u2019ateneo friulano contava soltanto 9.200 studenti. Oggi ne ha oltre 16 mila e nemmeno la\u00a0<strong>quota premiale<\/strong>, basata sui risultati di ricerca e didattica e introdotta dal 2009, \u00e8 riuscita a compensare del tutto i tagli che tutte le universit\u00e0 subiscono ogni anno dopo l\u2019entrata in vigore legge Tremonti. Nel 2013 l\u2019universit\u00e0 di Udine si \u00e8 posizionata al 6\u00b0 posto su 54 atenei, piazzandosi davanti ad atenei pi\u00f9 consolidati quali l\u2019Universit\u00e0 di Bologna e i Politecnici di Milano e Torino. \u201cLa logica \u00e8 chiara &#8211; spiega De Toni &#8211; chi va bene subisce meno tagli\u201d. Ma se la quota premiale venisse calcolata sull\u2019intero finanziamento, nel 2013 l\u2019ateneo avrebbe avuto diritto a ben 14 milioni di euro in pi\u00f9. \u201cI numeri positivi non possono comunque cancellare un ridimensionamento che la crisi del Paese e la conseguente riduzione del Fondo di funzionamento ordinario (Ffo) ha comportato anche per il nostro ateneo negli ultimi anni\u201d ha sottolineato il rettore, snocciolando una serie di cifre che dimostrano l\u2019esigenza di un rilancio. Il finanziamento ordinario statale (Ffo) \u00e8 diminuito di 6,7 milioni di euro in 5 anni passando da 78 milioni di euro nel 2009 ai 71,3 del 2013. Negli ultimi sei anni l\u2019universit\u00e0 di Udine ha perso 77 docenti di ruolo, 55 unit\u00e0 di personale tecnico-amministrativo non di ruolo, 9 corsi di laurea triennale, 14 lauree magistrali,13 master e 8 corsi di dottorato. Gli iscritti sono passati da quasi 18mila ai 16mila. \u201cDi fronte a questa situazione storica di sbilanciamento dei finanziamenti nazionali, il Consiglio Regionale del Fvg ha riconosciuto, con la legge regionale 2 del 2011 sul finanziamento del sistema regionale universitario, la necessit\u00e0 di interventi perequativi. Rimaniamo in fiduciosa attesa del regolamento attuativo di questa legge regionale\u201d, ha detto De Toni, ringraziando\u00a0<strong>la Regione<\/strong>\u00a0per i 5,7 milioni di finanziamenti annuali, ma segnalando anche che l\u2019ateneo ne versa ogni anno 7,5 milioni tra imposta regionale Irap, addizionale regionale e Iva regionale. \u201cIn questa partita di giro tra fondi regionali e fondi statali io reputo che ci sia lo\u00a0<strong>spazio per un maggior sostegno al sistema universitario<\/strong>\u201d ha sottolineato De Toni, rimarcando anche quanto sia \u201c<strong>sempre pi\u00f9 necessario essere competitivi nell\u2019attrazione dei fondi europei ed efficaci nel saper spendere bene le risorse ottenute<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>La dimensione ottimale degli atenei.<\/strong>\u00a0Un sistema universitario sempre pi\u00f9 lontano dai parametri europei, come ha detto il rettore, ricordando che l\u2019Italia investe soltanto 109 euro per abitante sul finanziamento al sistema universitario, mentre la Gran Bretagna \u00e8 a quota 156 euro, la Spagna a 157, la Francia a 303, la Svezia a 660 e la Norvegia a 731, e che le migliori dieci universit\u00e0 al mondo (tra cui Harvard, Stanford, Oxford, Cambridge, Berkeley, MIT ecc.) hanno un numero di studenti medi per ateneo pari a 16mila e di docenti medi pari a 2.300 con un rapporto medio di 7 studenti per docente. Udine rientra gi\u00e0 in questi parametri come numero di studenti, mentre ha 3,5 volte in meno il numero di docenti degli atenei migliori del mondo. \u201cL\u2019auspicio \u2013 ha detto il rettore al ministro \u2013 \u00e8 che oltre ai costi standard per studente si apra una riflessione sulle \u201cdimensioni ottime\u201d di un ateneo, che secondo alcuni studi \u00e8 di circa 20mila studenti\u201d. Circa le\u00a0<strong>sedi decentrate<\/strong>\u00a0dell\u2019ateneo friulano, De Toni ha ricordato che \u201cla loro esistenza \u00e8 condizionata da un lato dal rispetto dei requisiti minimi imposti dal Miur e dall\u2019altro dal sostegno finanziario da parte del territorio\u201d. Sul tavolo, un\u2019azione per rilanciare della sede di Pordenone con \u201cun progetto congiunto il Consorzio di Pordenone come attore promotore, il nostro Ateneo e la Regione con quote di cofinanziamento su base annua rispettivamente del 14%, 56% e 30%. Dichiariamo la nostra disponibilit\u00e0 \u2013 ha concluso il rettore &#8211; a collaborare anche in questo progetto con l\u2019Ateneo di Trieste nella medesima logica di cofinanziamento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Il centro culturale dell\u2019identit\u00e0 friulana.<\/strong>\u00a0Il rilancio dell\u2019ateneo passa dalla ricerca e dall\u2019internazionalizzazione, temi cardine, di cui il rettore ha ricordato i numerosi risultati raggiunti e i progetti futuri. \u201cMa la strategia dell\u2019internazionalizzazione del nostro Ateneo potrebbe incrociarsi con la strada dell\u2019emigrazione percorsa da molti friulani vari decenni fa \u2013 ha proposto De Toni -. Immagino qui nel centro storico di Udine una nuova grande biblioteca universitaria che sia anche un centro culturale di identit\u00e0 friulana e dove si ospitano anche eventi artistici. Un edificio di architettura moderna che dia il segno concreto della novit\u00e0 che l\u2019Universit\u00e0 ha rappresentato per il Friuli. Immagino molti dei nostri studenti impegnati all\u2019estero per fare stage, tirocini, tesi ed esperienze lavorative presso universit\u00e0, enti, associazioni professionali e imprese in cui i nostri corregionali operano \u2013 ha continuato il rettore. Un snodo di una rete di relazioni sparse nel mondo. Un polo attrattore che leghi tradizione e innovazione, vecchi e giovani, identit\u00e0 e diversit\u00e0, friulani all\u2019estero e friulani in patria, cultura ed economia, arte e tecnologia, imprese locali e opportunit\u00e0 commerciali internazionali. Un luogo che possa diventare il punto di incontro, fisico e simbolico, tra il Friuli del passato, del presente e del futuro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t<strong>Universit\u00e0 come modello di buone pratiche.<\/strong>\u00a0Infine, ricordando i risultati gi\u00e0 raggiunti nel settore del risparmio energetico (primo utente della rete di teleriscaldamento della citt\u00e0), della sicurezza (primi in Italia ad avere un centro intersettoriale di studi e di ricerche in materia di sicurezza), del bilancio (primi in Italia ad aver certificato il bilancio nello stesso anno in cui si \u00e8 passati alla contabilit\u00e0 economico-patrimoniale), De Toni ha delineato un\u2019universit\u00e0 del futuro che sia sempre di pi\u00f9 un luogo per sviluppare e diffondere buone pratiche. \u201cIl nostro desiderio \u2013 ha detto &#8211; \u00e8 di rendere il nostro Ateneo non solo il luogo dove si svolge la ricerca e lo sviluppo, ma anche il luogo elettivo di pratica dei migliori risultati della ricerca, in tutti gli ambiti: dalle energie rinnovabili alla digitalizzazione degli archivi cartacei, dal marketing alla comunicazione. Un luogo dove le innovazioni tecnologiche, organizzative, manageriali, normative non siano messe a punto solo sul piano teorico, ma anche su quello applicativo. Un luogo di riferimento esemplare per studenti, imprese, enti, pubblica amministrazione. Una universit\u00e0 dove si possa dire: vieni a vedere dove il nasce il futuro. O, come direbbero i latini, hic sunt futura\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tI temi del merito, della precariet\u00e0, del diritto allo studio, del sottofinanziamento cronico delle universit\u00e0 pubbliche, con un particolare riferimento alla situazione dei laureati dell\u2019area sanitaria e ai futuri insegnanti alle prese con il Tirocinio formativo attivo (Tfa) e con i Percorsi abilitanti speciali (Pas), sono stati al centro dell\u2019intervento della\u00a0<strong>presidente del Consiglio degli studenti, Alice Buosi<\/strong>. \u201cSiamo una generazione esclusa dalla possibilit\u00e0 di contribuire al progresso del proprio Paese \u2013 ha detto &#8211; il perpetuarsi di politiche di governo poco lungimiranti non potr\u00e0 che portare all\u2019allontanamento dei giovani, alla perdita di fiducia della popolazione nei confronti del sistema universitario nazionale e a un calo di credibilit\u00e0 dell\u2019istruzione pubblica e istituzionale nel nostro Paese\u201d. Dopo aver apprezzato l\u2019impegno del rettore a non aumentare le tasse per il secondo anno di fila, Buosi ha sottolineato come dovrebbe essere lo Stato a non \u201cporre le universit\u00e0 nella condizione di non supplire la taglio ministeriale con la tassazione studentesca\u201d. In caso contrario, si diffonderebbe \u201cl\u2019idea che la cultura non sia pi\u00f9 un bene e una fonte di progresso per l\u2019intera societ\u00e0, bens\u00ec appannaggio di quei pochi che se lo possono permettere\u201d. In questo senso la presidente ha messo in discussione anche il sistema del merito: \u201cnon significa negare il giusto riconoscimento e supporto alle eccellenze, tuttavia, solo laddove a tutti sia concesso di potersi formare, di poter competere e, infine, di eccellere, allora s\u00ec, sar\u00e0 inequivocabilmente merito e non privilegio sociale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLe criticit\u00e0 del personale tecnico e amministrativo sono state elencate dalla\u00a0<strong>rappresentante Carla Rigon<\/strong>che ha sottolineato innanzitutto quanto sia pesato il problema del precariato nell\u2019ateneo negli ultimi anni: nonostante dal 2008 pi\u00f9 di 50 precari siano stati stabilizzati, \u201ccirca 60 persone che lavoravano a tempo determinato, alcune anche da molti anni, sono state escluse dal sistema. Ci auguriamo \u2013 ha detto la rappresentante &#8211; che questa emorragia si fermi e che a breve si possa riprendere nuovamente a reclutare personale a tempo indeterminato\u201d, mentre \u201cper i colleghi che prestano da vari anni servizio all\u2019universit\u00e0 auspichiamo che si possa percorrere un iter di proroga ulteriore e di stabilizzazione\u201d. Rigon ha evidenziato al ministro quanto il personale lavori in un contesto penalizzante per vari motivi, tra taglio delle risorse ministeriali, difficolt\u00e0 nella contrattazione integrativa, blocco totale delle progressioni di carriera, impossibilit\u00e0 ad aumentare il fondo accessorio di ateneo che potrebbe almeno ovviare in parte al fatto che le retribuzioni sono ferme al 2008 e sono tra le pi\u00f9 basse del pubblico impiego. Senza contare lo stallo del turn over e l\u2019allungamento della vita lavorativa che non favoriscono i ricambi generazionali, oltre all\u2019eccesso di burocrazia. Al rettore invece il personale ha chiesto di essere presente anche nel Cda e di ampliare il valore del voto per l\u2019elezione del rettore, oltre che di partecipare in maniera pi\u00f9 attiva alle decisioni della riorganizzazione dell\u2019ateneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tChiaro anche l\u2019appello lanciato ai governi da parte di\u00a0<strong>Stefano Paleari<\/strong>. \u201cMi farebbe piacere che si candida alla guida del nostro Paese o delle nostre Regioni chiarisse quale posto occupa l\u2019universit\u00e0 nel suo programma di governo\u201d ha<br \/>\netto il\u00a0<strong>presidente della Crui<\/strong>, sottolineando quanto le scelte politiche degli ultimi anni abbiano inciso sulle universit\u00e0 italiane: \u201cil combinato disposto di minori risorse e minore autonomia ha portato non solo al ridimensionamento del sistema ma lo ha anche privato della sua capacit\u00e0 progettuale, trasformandolo in un comparto puramente esecutivo della pubblica amministrazione\u201d. Un ridimensionamento evidente dai numeri: \u201cdiritto allo studio largamente insufficiente, riduzione del personale di ruolo di oltre il 15% con la perdita di 10mila ricercatori costretti a bussare alle porte delle universit\u00e0 straniere dopo essersi formati nel nostro Paese, risorse pari a un terzo di quelle di Francia e Germania a parit\u00e0 di abitanti, una stratificazione legislativa\u00a0e normativa che nemmeno gli esperti di diritto riescono pi\u00f9 a ricomporre\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tMolto apprezzata, infine, la\u00a0<strong>prolusione di Angelo Vianello,<\/strong>\u00a0<strong>prorettore vicario e professore ordinario di Biochimica vegetale<\/strong>, intitolata \u2018L\u2019evoluzione della vita sulla terra: una storia di competizione e cooperazione\u2019 ha spiegato non soltanto come la competizione, uno dei motori della storia della vita, sia stata fatta degenerare dall\u2019uomo, trasformandola in uno strumento per la conquista di un potere spesso \ufb01ne a se stesso, con il rischio di un suicidio collettivo, ma ha anche illustrato il modo in cui l\u2019uomo possa ritrovare il senso profondo della cooperazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugurazione Anno accademico<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":13423,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-13422","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",700,467,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",700,467,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",700,467,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",500,334,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",700,467,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",700,467,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",700,467,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",700,467,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1-700x380.webp",700,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3947-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Inaugurazione Anno accademico","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13422"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13422\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13423"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}