{"id":13349,"date":"2014-01-10T00:00:00","date_gmt":"2014-01-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=13349"},"modified":"2014-01-10T00:00:00","modified_gmt":"2014-01-09T23:00:00","slug":"in-coda-per-un-sogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/in-coda-per-un-sogno\/","title":{"rendered":"&#8220;In coda per un sogno&#8221;"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \tQuasi 1.000 partecipanti: sono i numeri record del provino tenuto ieri a Trieste, alla Casa del Cinema di Piazza Duca degli Abruzzi, per la serie tv <em>I Borgia<\/em>, cooproduzione italo-franco-tedesca ambientata nel torbido Cinquecento romano, record di ascolti su Sky grazie anche alla curiosit\u00e0 venutasi a creare per le polemiche sui contenuti, da alcuni giudicati troppo violenti e morbosi. Forte dello strepitoso successo delle prime due edizioni, <em>I Borgia<\/em> sbarcano in Friuli Venezia Giulia per un ciclo di riprese che coinvolgeranno, a fine mese, vari luoghi della regione, fra cui il Castello di Gorizia e quello di Villalta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \tIl casting, organizzato dalla goriziana Galaxia Film, prevede tre appuntamenti: quello di ieri a Trieste, uno quest&#8217;oggi al Primorski tehnolo\u0161ki park di \u0160empeter pri Gorici (Slovenia) e l&#8217;ultimo domani a Gorizia, presso Palazzo Attems. Si ricercano 300 comparse, nonch\u00e9 un neonato maschio e bambini da 1 ai 2 anni per il ruolo di uno dei figli di Lucrezia Borgia: selezione, quest&#8217;ultima, che averr\u00e0 unicamente via mail, tramite l&#8217;invio dei dati del bimbo, dei genitori e di due fotografie all\u2019indirizzo casting@galaxiafilm.it.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \tQuello che segue \u00e8 il racconto di una ragazza che ieri ha partecipato al provino: ha voluto firmarsi <em>F 112<\/em>, il suo numero nel registro del casting.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Trieste, 9 gennaio 2014<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Sveglia ore 7.30, 20 minuti persi a capire come vestirsi. Casual: una parola che vuol dire tutto e niente, cos\u00ec il rischio d\u2019andare nel panico \u00e8 molto vicino.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Partiamo alla volta della stazione ferroviaria in direzione Trieste con due fotocopie di carta identit\u00e0 e codice fiscale in mano (e io pure un curriculum&#8230; che non si sa mai!).<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Arriviamo nel luogo previsto, civico 3 di piazzale degli Abruzzi alle 10: l\u00ec vediamo gi\u00e0 due ragazze aggirarsi fuori dall\u2019edificio, ma decidiamo di fare due passi e tornare pi\u00f9 tardi. Dopo un caff\u00e8 e un giretto torniamo alle 11.35 e troviamo gi\u00e0 un cospicuo numero di persone: riusciamo a entrare, ma le persone sono gi\u00e0 in coda lungo i tre piani di scale che portano alla stanza dei casting. Tempo due minuti, ci giriamo e dietro di noi si \u00e8 gi\u00e0 formata una lunga fila fino fuori l\u2019edificio. Vedo alcuni permessi di soggiorno in mano: il casting \u00e8 rivolto anche a stranieri, purch\u00e9 domiciliati in Friuli o Slovenia. Alcune ragazze arrivano con le fotocopie appena fatte, altre escono, lasciano l\u2019amico a tener la fila e vanno a farle. Alcune dicono \u00abmia sorella \u00e8 qui da stamattina dalle 9.30 ed \u00e8 la quarta\u00bb, e cos\u00ec scopriamo che in realt\u00e0 avremmo potuto entrare alle dieci: bastava suonare e saremmo entrate nel palazzo, ma avremmo aspettato due ore sulle scale, senza bere nemmeno un capo in b. <\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Ore 12.00: la fila comincia a muoversi. Passa un foglio per segnare l\u2019ordine degli arrivi, uno femminile e uno maschile: bisogna scrivere nome, cognome e numero. Io sono la numero 108, mia mamma la 109. Anche lei ha voluto provare l\u2019ebbrezza dei casting per i figuranti, cos\u00ec per scherzo, ma io le dico che forse ha pi\u00f9 probabilit\u00e0 di me: infatti, di ragazze alte, magre, more con i capelli lunghi, ce n&#8217;\u00e8 a bizzeffe. Invece di donne diciamo &#8220;mature&#8221; ci sono poche. Ma, a ben vedere, c\u2019\u00e8 un po\u2019 di tutto in giro: studentesse carine, ragazzi giovani, donne e uomini in pensione. Si respira curiosit\u00e0, apprensione, desiderio di farsi valere, sogni di celebrit\u00e0. E la foga di arrivare in cima alle scale provoca strane reazioni: non appena ti muovi un centimetro per stiracchiarti un po\u2019, subito quello dietro di te avanza non lasciandoti pi\u00f9 spazio vitale per muoverti <\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Scende il primo signore fermandosi a salutare amici qua e l\u00e0 (sembra quasi un eroe!): sento che dice ad alcune persone che \u00e8 qui dalle nove, ma quando arriva vicino a me e io gli chiedo, con molta cortesia, da che ora si trova l\u00ec, risponde: \u00abBeh, dalle 12.00 come voi altri\u00bb e se ne va ridacchiando. <\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Molti di quelli che scendono, terminato il provino, hanno una faccia trionfale come se avessero conquistato la luna, ma tanti scendono con l\u2019ascensore: cos\u00ec, alle volte, quando la fila sale ma non si vede scendere nessuno, ci si chiede dove vada a finire tutta questa gente.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Ore 12.35: conquistiamo il primo piano.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Qui inizio a parlare con una ragazza che viene da Udine; dice di essere al suo terzo tentativo, ma non l\u2019hanno mai presa. Passa un fotografo a fare delle foto: la sua faccia denuncia lo stupore per la enorme affluenza.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Ore 12.56: passa una ragazza consegnando dei volantini bianchi e rosa che sponsorizzano un bar qui sotto dove fanno panini per il pranzo (tutti si ingegnano per sfruttare l\u2019evento). Al secondo piano, intanto, conquistiamo la macchinetta del caff\u00e8.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Un ragazzo in fila dice \u00absembra un girone dantesco\u00bb, ed effettivamente affacciandomi sulla tromba delle scale pare proprio cos\u00ec: da l\u00ec non si capisce dove inizi e dove finisca la coda.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Altri due ragazzi mi dicono che sono al loro secondo lavoro in questo settore. La prima volta, sei anni fa, avevano lavorato per l\u2019agenzia che esisteva prima della Galaxia, la Castelli. <\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Adesso \u00e8 il turno della telecamera di una tv locale: una giovane giornalista passa qua e l\u00e0 ad intervistare la gente. Si ferma proprio quattro persone prima di me. <\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>\u00abCosa si aspetta dalla giornata di oggi?\u00bb La ragazza interpellata, non molto alta e dai capelli raccolti in una coda, risponde \u00abboh!\u00bb. Poi continua dichiarando che spera d\u2019esser presa: dice di lavorare solitamente in un ristorante e che non \u00e8 la prima volta che prende parte a dei casting; afferma di aver gi\u00e0 lavorato con la Galaxia e sento nominare la serie <\/em>Rebecca &#8211; La prima moglie<em>. <\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Cos\u00ec, distratti un po\u2019 dall\u2019intervista, ci ritroviamo finalmente al fatidico terzo piano: sono le 13.59&#8230; ma non \u00e8 ancora finita! Arrivati sul pianerottolo del terzo piano, vediamo uscire una ragazza con il numero 50: io sono la numero 108.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Sulla destra, dietro la porta c\u2019\u00e8 un corridoio abbastanza lungo: in fondo, la stanza del casting.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Prima di varcare la soglia passano ancora venti minuti; sulla porta c\u2019\u00e8 una ragazza graziosa, caschetto nero, occhiali e accento sloveno, che fa entrare un po\u2019 di donne e uomini alla volta: sei uomini e sei donne, sei uomini e sei donne.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Entriamo finalmente anche noi nel corridoio della speranza: \u00aba sinistra le donne, a destra gli uomini\u00bb. In mezzo c\u2019\u00e8 un\u2019altra ragazza seduta a un banchetto, capelli lunghi e scuri, che consegna i moduli da compilare. Nei moduli c\u2019\u00e8 un numero, che ovviamente non corrisponde a quello di prima: in teoria io sarei stata la 108, ma ora al 112, e mia madre al 113 (pronte per l\u2019emergenza, insomma!). Significa che qualcuno \u00e8 passato davanti facendo lo gnorri, magari salendo con l\u2019ascensore: quell\u2019ascensore che avrebbe dovuto servire solo per scendere&#8230; ma si sa, siamo in Italia.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Entriamo cos\u00ec in una saletta dove ci sediamo, finalmente, a compilare il modulo (sembra facile!), dopodich\u00e9 ci rimettiamo in coda nel corridoio: donne a sinistra, uomini a destra.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Arriva una signora, sui settantanni, forse qualcuno in pi\u00f9, con un trucco molto pesante che si dirige verso la ragazza dall\u2019accento sloveno dicendo: \u00abMi go da passar per prima, go gi\u00e0 dito alla Antonela che gavevo un impegno e quindi go da passar per prima\u00bb; sul petto ha il numero 153. Un&#8217;altra persona passa cos\u00ec davanti a me.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Finalmente entriamo. La signora Antonella ci apre la porta e fa accomodare cinque donne e cinque uomini, questa volta donne a destra e uomini a sinistra. Ci appende il nostro numero sul petto: F 112 a me, F113 a mia madre. Una alla volta andiamo davanti a uno schermo chiaro, dove un\u2019altra ragazza ci fa delle foto: un primo piano e una figura intera, desumo. Quelle, di solito, sono le foto peggiori, dove fai la faccia peggiore che puoi fare perch\u00e9 ti senti un po\u2019 cretina.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>E in un attimo, \u00e8 tutto finito: ore e ore di attesa che si risolvono in pochi minuti di fotografie. Ma per il cinema, questo e altro! Salutiamo e usciamo: sono le 15.15.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" class=\"ui-droppable\"> \t<em>Decidiamo di prendere l\u2019ascensore, ma non arriva mai: dunque, un bel respiro e via, si scende. Le scale sono ancora pi\u00f9 piene di gente: si vedono personaggi di tutti i tipi, giovani, vecchi, studenti, pensionati, disoccupati, addirittura una madre con un bambino piccolo in braccio. Usciamo e vediamo che ora la fila arriva fino al molo dove c\u2019\u00e8 l\u2019ingresso della capitaneria di porto, ma non so quanti riusciranno a entrare: per essere ammessi bisogno firmare il modulo prima delle 18.30&#8230; e il modulo si trova in cima alle scale. Ma noi c\u2019\u00e8 l\u2019abbiamo fatta, e ora vediamo come andr\u00e0 a finire la nostra avventura.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Casting cinematografico a Trieste. 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