{"id":12375,"date":"2013-09-04T00:00:00","date_gmt":"2013-09-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=12375"},"modified":"2013-09-04T00:00:00","modified_gmt":"2013-09-03T23:00:00","slug":"ai-confini-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/ai-confini-del-mondo\/","title":{"rendered":"Ai confini del mondo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa maestosa semplicit\u00e0 delle pareti in legno della chiesa costruita in onore di San Francisco rappresenta meglio di ogni cosa l\u2019essenza del Cile: dalle sue meraviglie naturali alla genuinit\u00e0 della popolazione. Siamo all\u2019interno della principale delle cento chiese colorate in legno della straordinaria <strong>isola di Chilo\u00e8<\/strong>, dichiarata patrimonio dell\u2019umanit\u00e0. Eretta dall\u2019italiano Eduardo Provasoli un centinaio di anni fa, come tutte le altre chiese dell\u2019isola anche questa \u00e8 realizzata esclusivamente con legname (compresi gli oggetti di culto, gli infissi, il coro spettacolare e perfino i chiodi), eccezion fatta per le grandi vetrate, attraverso cui la luce solare regala ai fedeli suggestive sfumature di colore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa tranquillit\u00e0 del luogo aiuta a riprenderci dopo la fatica del viaggio del giorno prima: quattordici ore e mezza di bus da <strong>Santiago <\/strong>fi no a <strong>Puerto Montt<\/strong>, luogo d\u2019imbarco per i traghetti diretti a Chilo\u00e9. Usciti dalla chiesa facciamo ritorno alla cittadina di <strong>Castro<\/strong>, attraversando i folcloristici mercatini artigianali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019indomani partiamo alla volta di <strong>Ancud<\/strong>, all\u2019estremit\u00e0 settentrionale dell\u2019isola. Ci attende la visita alla <em>Pinguinera <\/em>e, all\u2019ora di pranzo, la degustazione del piatto tipico locale: il <em>Curanto<\/em>. Frutti di mare accompagnati da carne di pollo o di maiale, insaporiti con foglie di rabarbaro e mescolati in un brodo che inizialmente osserviamo con sospetto, salvo poi restarne conquistati dal suo straordinario sapore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl ritorno a Puerto Montt \u00e8 solo momentaneo. Il giorno seguente ci aspetta infatti un\u2019altra nave: l\u2019<em>Evangelistas<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tUn\u2019imbarcazione mercantile adattata al trasporto anche dei turisti, che fa la spola due volte alla settimana con <strong>Puerto Natales<\/strong>. Il viaggio dura tre giorni, nei quali i passeggeri devono adattarsi ad una permanenza a bordo priva di comfort. Io e mia moglie ci ritroviamo in cabina assieme a un turista romano: nello spazio a disposizione ci stanno a malapena i due letti a castello, cos\u00ec la notte dormiamo sempre con la porta aperta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPiccoli disagi che vengono ampiamente ricompensati dalla visione di paesaggi unici regalati dai fiordi che si affacciano maestosi a picco sull\u2019Oceano Pacifico, come il <strong>Fiordo Iceberg<\/strong>, ultima propaggine del <strong>ghiacciaio Tempanos<\/strong>. Per non parlare degli spettacoli che, quotidianamente, il cielo ci regala all\u2019alba e al tramonto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \t\u00c8 invece pieno giorno mentre mi trovo sul ponte della nave in un attimo di relax. L\u2019avviso d\u2019altoparlante giunge improvviso: \u201cBalena a dritta\u201d. \u00c8 un attimo. Mentre con gli occhi cerco di non perderla di vista, provo a recuperare il pi\u00f9 rapidamente possibile la macchina fotografica. Click. Sullo schermo digitale resta solo lo spruzzo prima dell\u2019immersione, ma nella mia testa l\u2019immagine del cetaceo rester\u00e0 indelebile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCos\u00ec come indelebili sono rimaste per secoli le tracce di esseri viventi all\u2019interno della <strong>Cueva del Milodon<\/strong>, un\u2019enorme caverna risalente a pi\u00f9 di 5.000 anni fa, che incontriamo sulla strada che porta al <strong>Parco Nazionale Torres del Paine<\/strong>, a 24 chilometri da Puerto Natales. Il suo nome \u00e8 legato al ritrovamento, nel 1896, dei resti di un bradipo terrestre gigante, denominato <em>Mylodon<\/em>: un erbivoro di grandi dimensioni che si estinse probabilmente alla fine del Pleistocene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl parco di Torres del Paine venne invece creato nel 1959. Addentrandoci lungo strade sterrate, incontriamo prima i <em>Guanaco<\/em>, animali simili ai lama, e poi in lontananza i meravigliosi fenicotteri rosa. Ma a farci perdere il fiato sono i riflessi delle guglie del <strong>Massiccio del Paine <\/strong>sulle placide acque di uno dei tanti laghi del parco: una visione incantevole immaginata fi no a prima solo nelle favole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDopo la meritata notte di riposo, l\u2019indomani ci attende un infinito viaggio di 950 chilometri tra andata e ritorno, con destinazione Argentina: il <strong>ghiacciaio del Perito\u00a0<\/strong><strong>Moreno<\/strong>. Sul furgoncino che sfreccia per ore in mezzo all\u2019isolamento totale della <strong>Pampa <\/strong>siamo in una decina di persone. Mentre vedo scorrere sterminate distese di steppa, con qualche ranch distante l\u2019uno dall\u2019altro alcune ore di automobile, un pensiero si insinua: \u201cSe dovessimo avere un problema in questi luoghi sperduti, cosa ne sarebbe di noi?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tFinalmente giungiamo a <strong>El Calafate<\/strong>, da dove inizia l\u2019escursione verso il ghiacciaio, da cui dista una settantina di chilometri. Ma gi\u00e0 a met\u00e0 strada, il panorama diventa semplicemente straordinario. Siamo arrivati al Mirador e davanti ai nostri occhi lo spettacolo \u00e8 unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tCome la navigazione del sottostante <strong>Lago Argentino<\/strong>. La popolazione locale, infatti, definisce il Perito Moreno \u201cil ghiacciaio che parla\u201d, a causa dei grossi blocchi di ghiaccio che si staccano dalle sue pareti. Come quello che cade a pochi metri dalla nostra nave, provocando onde potenti che l\u2019abile timoniere dell\u2019imbarcazione attutisce affrontandole \u201cdi taglio\u201d. Un po\u2019 di paura, ma lo spettacolo di vedere l\u2019imponente ghiacciaio cos\u00ec da vicino rester\u00e0 un\u2019esperienza indimenticabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tDopo il ritorno a Puerto Natales, l\u2019indomani raggiungiamo il punto di partenza di molte spedizioni in Antartide: <strong>Punta Arenas<\/strong>. Localit\u00e0 di transito per un nuovo ingresso nei confini argentini, verso <strong>Usuhaia<\/strong>: la citt\u00e0 alla fine del mondo. Questa volta viaggiamo su un bus di linea e, in mezzo al nulla, i timori dei giorni precedenti diventano realt\u00e0. Guasto al motore, tutti a terra. Mentre il secondo autista prova a riparare la vettura e la preoccupazione inizia a farsi largo tra tutti i passeggeri, un altro autobus di linea e alcune auto di passaggio si fermano a verificare la situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPer fortuna l\u2019autista in seconda si dimostra ottimo meccanico e il nostro viaggio pu\u00f2 riprendere. Attorno a noi il vento sferza freddo e vigoroso, come dimostrano le strane forme degli alberi modellati dalla sua forza: per fortuna che siamo nella Terra del Fuoco\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tArriviamo a Usuhaia e prenotiamo subito l\u2019escursione del giorno seguente all\u2019<strong>Isola Martillo<\/strong>. Visitarne la <em>Pinguinera <\/em>mette i brividi: centinaia di pinguini si muovono attorno a noi, regalandoci emozioni mai provate prima. Si lasciano fotografare da vicino, quasi divertiti. Attenzione per\u00f2 a non calpestarli per sbaglio: il loro becco lascerebbe infatti un ricordo molto doloroso\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tL\u2019indomani \u00e8 sempre Usuhaia il punto di partenza, ma questa volta la destinazione sono i boschi del <strong>Parco Nazionale della Tierra del Fuego<\/strong>, da raggiungere sulle carrozze del \u201cTren de la fi n del mundo\u201d. Un tragitto che nel secolo scorso veniva percorso dai galeotti costretti a tagliare gli alberi in mezzo alla foresta. Dal finestrino ammiriamo cavalli bellissimi correre liberamente: l\u2019ennesimo spettacolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl terzo ritorno a Usuhaia ci conduce in un locale speciale: l\u2019<em>Estancia <\/em>di un cuoco di origine italiana, dove mangiamo un <em>Asado <\/em>superlativo e veniamo accolti dalle feste del proprietario. Che diventano tripudio quando, al bancone, scopriamo che il cassiere ha sangue friulano nelle vene: il padre era originario di Pordenone. Sono i loro sorrisi che ci accompagnano nel rientro in bus a Punta Arenas prima (dove visitiamo il <strong>Cimitero Monumentale<\/strong>, unico nel suo genere in tutto il Sud America) , e nel volo fi no a Santiago poi. La prima tappa nella capitale \u00e8 il <strong>Santuario dell\u2019Immacolata Concezione<\/strong>, sito su una collina a 870 metri sul livello del mare, da dove \u00e8 possibile ammirare tutta la citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tScrutati dalla maestosa <strong>statua della Madonna<\/strong>, decidiamo di tornare verso il centro a piedi. Lungo il tragitto visitiamo mercatini e negozi, fino ad addentrarci nel <strong>Mercado Central<\/strong>. Qui il vociare di pescivendoli e fruttivendoli ci accompagna tra i locali al cui interno \u00e8 possibile degustare del buon pesce e dell\u2019ottima birra cilena a prezzi convenienti. Dopo il pranzo, il vociare della gente ci sembra pi\u00f9 forte. Da un ristorantino vediamo le immagini trasmesse in tv. \u00c8 il 13 marzo: in Cile e primo pomeriggio, ma nel collegamento con Roma si vede chiaramente che \u00e8 sera inoltrata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tAppare il nuovo Papa appena eletto: attorno a noi tutti fanno festa. Essere in Cile al momento dell\u2019elezione del primo Pontefice sudamericano sembra quasi un segno del destino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tLa nostra camminata per Santiago prosegue per <strong>Plaza de Armas <\/strong>fino alla <strong>Moneda<\/strong>, la residenza del Presidente della Repubblica. Stanchi, ma felici, torniamo all\u2019ostello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl giorno seguente ci rechiamo a <strong>Valparaiso <\/strong>e a <strong>Vi\u00f1a del Mar<\/strong>, dove visitiamo quella che fu la residenza di Pablo Neruda e affrontiamo un suggestivo viaggio in funicolare con vista dall\u2019alto di Valparaiso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tIl giorno seguente, dopo quattro ore di volo da Santiago, atterriamo con l\u2019aereo all\u2019<em>Aereoporto Mataveri<\/em>, sull\u2019<strong>Isola di Pasqua<\/strong>. Troviamo ospitalit\u00e0 presso un camping-ostello gestito da una giovane ragazza; qui affittiamo due mountain bike. L\u2019indomani, per raggiungere l\u2019area del vulcano <strong>Ranu Kau<\/strong>, carichiamo sul cassone del track le nostre bici. Una volta raggiunta la sommit\u00e0 del Rano Kau, visitiamo il villaggio cerimoniale di <strong>Orongo <\/strong>e scrutiamo da un precipizio il cratere del vulcano: luoghi incantevoli per scattare foto. Decidiamo quindi di rientrare alla base: per fortuna la strada \u00e8 tutta in discesa e, lungo il tragitto, scrutiamo gi\u00e0 i primi <strong>Moai<\/strong>. Nulla in confronto a ci\u00f2 che ammireremo nei giorni successivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tNel frattempo facciamo la conoscenza di Hapa Tita, esperta di piante per la cura del diabete, operatrice volontaria presso il locale ospedale. Stringiamo subito amicizia e lei si offre di farci da guida in diversi luoghi. Quello che ci toglie il fiato per l\u2019immensa bellezza \u00e8 <strong>Rano Raraku<\/strong>, dove i 397 Moai presenti offrono uno spettacolo unico al mondo. Da qui proseguiamo fino a <strong>Ahu Tongariki<\/strong>, con il famoso gruppo di quindici Moai rivolti verso l\u2019interno, dove una mandria di cavalli ci regala un rarissimo incontro ravvicinato. L\u2019ultima tappa della giornata \u00e8 la splendida spiaggia di <strong>Anakena<\/strong>, dove, sotto un sole splendente, ci immergiamo in un bagno indimenticabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"ui-droppable\"> \tPrima di lasciare quest\u2019isola paradisiaca, il cui 40% del territorio \u00e8 riconosciuto Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0, accettiamo l\u2019invito di Hapa Tita a visitare l\u2019ospedale. La sera veniamo coinvolti in uno spettacolo folcloristico locale: ci sentiamo stanchi, ma felici. L\u2019indomani prenderemo l\u2019aereo per Santiago e, successivamente, quello per l\u2019Italia. Con la consapevolezza di aver vissuto un\u2019esperienza irripetibile. Come la bellezza incontaminata di questi luoghi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viaggio in Cile<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":12376,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-12375","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",800,455,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",800,455,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",800,455,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1-300x171.webp",300,171,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",640,364,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",300,171,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",500,284,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",474,270,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",391,222,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",300,171,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",800,455,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",800,455,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",800,455,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",800,455,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1.webp",250,142,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2584-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Claudio Pizzin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/pizzin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Viaggio in Cile","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12375","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12375"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12375\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12375"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12375"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12375"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}