{"id":12337,"date":"2013-07-05T00:00:00","date_gmt":"2013-07-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=12337"},"modified":"2013-07-05T00:00:00","modified_gmt":"2013-07-04T23:00:00","slug":"fantasie-di-avanguardia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/fantasie-di-avanguardia\/","title":{"rendered":"Fantasie di avanguardia"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Da Trieste a Parigi e ritorno<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Trieste, 9 marzo 1908<\/strong>. In una <strong>Filarmonica <\/strong>gremita di pubblico, un ancora poco noto <strong>Filippo Tommaso Marinetti <\/strong>recita un\u2019opera autografa: l\u2019<em>Inno all\u2019automobile<\/em>. \u00c8 la prima grande celebrazione della tecnologia nella letteratura; l\u2019autore arriva a riprodurre il suono della macchina nella forma stessa dei versi:<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<em>Veemente dio d\u2019una razza d\u2019acciaio, \/ automobile <\/em><strong><em>ebbrrra <\/em><\/strong><em>di spazio!, \/ che scalpiti e <\/em><strong><em>frrremi <\/em><\/strong><em>d\u2019angoscia \/rodendo il morso con striduli denti&#8230; \/ Formidabile mostro giapponese, \/ dagli occhi di fucina, \/ nutrito di fiamma \/ e d\u2019oli minerali, \/ avido d\u2019orizzonti e di prede siderali&#8230; \/ io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,\/ scateno i tuoi giganteschi pneumatici, \/ per la danza che tu sai danzare \/ via per le bianche strade di tutto il mondo!<\/em><\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNel dicembre dello stesso anno ritorna a Trieste in un clima tesissimo: si stanno celebrando i funerali della madre di Guglielmo Oberdan, l\u2019irredentista impiccato nel 1882 per il tentato assassinio di Francesco Giuseppe. Marinetti depone una corona rossa sulla bara e lo stesso giorno tiene un discorso alla <strong>Societ\u00e0 Ginnastica Triestina<\/strong>: solo un mese prima, un folto gruppo di studenti italiani aveva manifestato a Vienna per chiedere l\u2019apertura di un\u2019universit\u00e0 italiana a Trieste, lasciando sul terreno anche alcuni morti. Il poeta esalta il loro coraggio e dichiara che anche la citt\u00e0 giuliana avr\u00e0 la sua Universit\u00e0, a dispetto dell\u2019arretratezza asburgica: scoppiano dei tafferugli con le guardie austriache e Marinetti viene arrestato.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLa sua voce torna a farsi sentire il <strong>10 febbraio 1909 <\/strong>sul <em>Piccolo della Sera<\/em>, con alcuni stralci di uno scritto che dieci giorni dopo apparir\u00e0 per intero su <em>Le Figar\u00f2 <\/em>di Parigi: il <strong><em>Manifesto del Futurismo<\/em><\/strong>. Rivelatore l\u2019art. 11: \u00abNoi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorti fi li dei loro fumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l\u2019orizzonte, le locomotive dall\u2019ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d\u2019acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl <em>Manifesto <\/em>sconquassa e divampa ovunque, ma \u00e8 a Trieste che Marinetti ha cominciato la sua ascesa ed \u00e8 qui che torna il 12 gennaio 1910 per la prima delle \u2018Serate futuriste\u2019. A declamare versi al Politeama Rossetti ci sono lui, Armando Mazza e il grande <strong>Aldo Palazzeschi<\/strong>. Abbiamo recuperato le recensioni dell\u2019epoca e la pi\u00f9 entusiasta \u00e8 quella de <em>L\u2019Osservatore Triestino<\/em>: \u00abFu vittoria? Si tratta di futurismo e si lasci ai&#8230; posteri pi\u00f9 o meno vicini di giudicare. Ad ogni modo, anche la musica di Wagner fu detta dell\u2019avvenire, ma \u00e8 ormai di tutti i tempi\u00bb. Di certo fu una serata tumultuosa, come ricorda Marinetti nel suo <em>Rapporto sulla vittoria futurista di Trieste<\/em>, prefazione alla raccolta poetica di Palazzeschi <strong><em>L\u2019incendiario <\/em><\/strong>(un nome, un programma): \u00abScoppia un gran baccano e s\u2019accende un parapiglia infernale. Si urla allo scandalo; mani di spettatori naufraganti si aggrappano alle poltrone; altre stringono disperatamente rotonde calvizie, come se abbrancassero il mondo per salvarlo. Occhi moribondi cercano ansiosamente dei crocifissi introvabili. Cresce il tumultuare della calca: \u00e8 la grande insurrezione delle mummie. [&#8230;] Ma la possente giovent\u00f9 trionfa. Tutti i maschi sono in piedi, e coi pugni, con gli scoppi della voce, costringono i morti a ricoricarsi nei loro scranni tombali\u00bb. La serata prosegu\u00ec folle al <strong>Caff\u00e8 Milano<\/strong>, che nei decenni successivi ospit\u00f2 vari artisti e letterati, fra cui Umberto Saba: oggi \u00e8 una sala slot e la tristezza ci assale.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Pittura, scultura, architettura, musica, fotografia: il Futurismo dilaga<\/strong><\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tDal 1910 al 1914 il Futurismo diventa il pi\u00f9 importante movimento culturale europeo e dilaga in ogni campo dell\u2019arte. Per la pittura, punto di partenza \u00e8 il divisionismo, in cui le forme vengono scomposte in tante virgole colorate: sta poi all\u2019occhio dello spettatore ricomporre a distanza l\u2019immagine. Questa tecnica, influenzata dagli studi di ottica, nasce alla fine dell\u2019Ottocento grazie a Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo e <strong>Gaetano Previati<\/strong>, che possiamo ammirare al <strong>Museo Revoltella <\/strong>di Trieste con <em>Il giorno che sveglia la notte<\/em>. Allo stile divisionista i futuristi sommano la moltiplicazione delle forme, per dare l\u2019idea del movimento: una sfida estesa alla fotografia, dove i fratelli <strong>Arturo<\/strong>, <strong>Carlo <\/strong>e <strong>Anton Giulio Bragaglia <\/strong>danno vita al <strong><em>fotodinamismo<\/em><\/strong>. C\u2019\u00e8 chi tenta, inoltre, di riprodurre sulla tela suoni e odori: \u00e8 il caso del quadro <strong><em>Il profumo <\/em><\/strong>di <strong>Luigi Russolo<\/strong>, nato a Portogruaro ma d\u2019origini latisanesi, attivo anche in ambito musicale dove inventa gli <strong><em>intonarumori<\/em><\/strong>, presentati la prima volta il 2 giugno 1913 al Teatro Storchi di Modena.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00c8 lo stesso Russolo a spiegare di cosa si tratta nell\u2019<em>Arte dei rumori <\/em>(1916): \u00abGl\u2019intonarumori hanno esternamente la forma d\u2019una scatola [&#8230;] rettangolare. Dal lato anteriore esce una tromba che serve a raccogliere e rafforzare il suono-rumore. Posteriormente hanno una manovella per dare il movimento che determina la produzione della eccitazione rumoristica. Sulla parte superiore, c\u2019\u00e8 una leva con una lancetta che si muove sopra una scala graduata in toni e semitoni e frazioni di tono. [&#8230;] Gli intonarumori si suonano impugnando con la mano sinistra la leva e con la destra facendo girare la manovella o premendo il bottone\u00bb per mettere in moto, all\u2019interno della scatola, una serie di ingranaggi, lastre e corde di metallo. Variandone la struttura, Russolo crea <em>ululatori, rombatori, crepitatori, stropicciatori, scoppiatori, gorgogliatori, ronzatori, sibilatori <\/em>per riprodurre la \u2018musica\u2019 della modernit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tEd ecco, dunque, <strong><em>Risveglio di una citt\u00e0<\/em><\/strong>, dove i rumori di fabbriche, officine e metropoli brulicanti esplodono in una struttura musicale che anticipa le sperimentazioni di Karlheinz Stockhausen e John Cage, padri della musica contemporanea e ispiratori di gruppi come i Pink Floyd, maestri nell\u2019inserire rumori nei loro brani (si pensi al registratore di cassa in <em>Money <\/em>e all\u2019intera <em>Welcome to the Machine<\/em>): proprio Cage riconoscer\u00e0 la grande importanza de <em>L\u2019arte dei rumori <\/em>di Russolo.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>La Grande Guerra e il Fascismo<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNella met\u00e0 degli anni Venti, un\u2019altra composizione musicale irrompe sulla scena: creata dal triestino <strong>Silvio Mix<\/strong>, la splendida <strong><em>Angoscia delle macchine <\/em><\/strong>denuncia fin dal titolo un cambio di rotta e di atmosfera. Cos\u2019\u00e8 successo? \u00c8 successo che solo quattro anni dopo lo spensierato Manifesto l\u2019Europa si \u00e8 suicidata nella Grande Guerra: 14 milioni di vittime.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tPer una parte del Futurismo \u00e8 la campana della morte: artisti che si erano convertiti alla causa di Marinetti si schierano ora per un \u2018ritorno all\u2019ordine\u2019, senza contare che molti di loro, in guerra, sono morti per davvero. Come <strong>Antonio Sant\u2019Elia<\/strong>, geniale architetto caduto presso Monfalcone nel 1916, e come <strong>Umberto Boccioni<\/strong>, che dopo aver combattuto pure in Friuli muore vicino Verona cadendo dalla propria cavalla: una morte in movimento, quasi un destino segnato per l\u2019autore della scultura <em>Forme uniche nella continuit\u00e0 dello spazio <\/em>che oggi campeggia sulle monete da 20 cent. Il Futurismo, dunque, perde alcuni protagonisti, mentre il Fascismo provveder\u00e0 a emarginarne altri, avversi alla dittatura.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tMarinetti, invece, diventa amico di Mussolini e il Futurismo s\u2019impone come arte ufficiale, da un lato perdendo il suo slancio rivoluzionario, dall\u2019altro trovando nuova linfa in artisti di grande creativit\u00e0. Il contributo maggiore viene proprio da nostri corregionali: sulla scia della passione per l\u2019aviazione, <strong>Tullio Crali <\/strong>inventa l\u2019<em>aeropittura <\/em>(<strong><em>Incuneandosi nell\u2019abitato <\/em><\/strong>ne \u00e8 un esempio formidabile), mentre <strong>Bruno Sanzin <\/strong>sviluppa l\u2019<em>aeropoesia<\/em>; il Movimento Futurista Giuliano si riunisce attorno ad <strong><em>Aurora<\/em><\/strong>, \u00abrivista mensile di arte e di vita\u00bb diretta da <strong>Sofronio Pocarini <\/strong>e impreziosita dai disegni di <strong>Giorgio Carmelich<\/strong>; da Gradisca, <strong>Luigi Spazzapan <\/strong>parte per un\u2019avventura pittorica fra le pi\u00f9 esaltanti del \u2018900; a Trieste, nella mostra di fotografia futurista del \u201832, <strong>Wanda Wulz <\/strong>s\u2019impone con il fotomontaggio <strong><em>Io pi\u00f9 gatto<\/em><\/strong>, icona del secolo scorso.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>La fine di un\u2019epoca e la sua eredit\u00e0: il caso Torviscosa<\/strong><\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIntanto, l\u2019Italia fascista corre verso la catastrofe e il Futurismo muore definitivamente sotto le macerie della Seconda Guerra Mondiale: questa storia, per\u00f2, ha un lieto fine. Nel 1948, un giovanissimo <strong>Michelangelo Antonioni <\/strong>arriva con le cineprese in una citt\u00e0 simbolo del Ventennio: <strong>Torviscosa<\/strong>, edificata nel 1937 dopo le bonifiche. Qui, all\u2019interno degli stabilimenti della SNIA, gira un documentario intitolato <strong><em>Sette canne un vestito<\/em><\/strong>: la \u00abfavola del raion\u00bb, fibra tessile ricavata dalla cellulosa, viene raccontata dal regista celebrando la \u00abpotenza suprema delle macchine\u00bb e dell\u2019ingegno umano. Uno dei futuri campioni del cinema italiano, rinato con il Neorealismo antifascista, si esprime come un autore futurista; chiss\u00e0 se Antonioni sapeva che proprio Marinetti aveva composto il <strong><em>Poema di Torre Viscosa <\/em><\/strong>per cantare la neonata citt\u00e0 futurista e la trasformazione della cellulosa in tessuto:<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<em>Ingoiamento e digrignare delle tagliere tronfi o masticare metallico \/ Fiato fiato fiato e tutto s\u2019innalza in un immenso fiato nelle bocche prone degli alti silos \/ Poi gi\u00f9 trituratissima miscela stridulante d\u2019agonie gi\u00f9 nei bollitori rossi ostentati ventri d\u2019acciaio \/ nella trasparente cattedralica torre Colori odori rumori di insolenza guerriera<\/em><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abParole in libert\u00e0\u00bb era il sottotitolo. Comunque le si giudichi, parole come queste hanno cambiato la cultura del \u2019900.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Futurismo in FVG<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":12338,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-12337","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",350,275,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",350,275,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",350,275,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1-300x236.webp",300,236,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",350,275,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",300,236,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",350,275,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",350,275,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",331,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",300,236,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",350,275,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",350,275,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",350,275,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",350,275,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",350,275,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1.webp",250,196,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2309-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Vanni Veronesi","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/veronesi\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Futurismo in FVG","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12337","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12337"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12337\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12338"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}