{"id":12321,"date":"2013-06-27T00:00:00","date_gmt":"2013-06-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=12321"},"modified":"2013-06-27T00:00:00","modified_gmt":"2013-06-26T23:00:00","slug":"ballando-sul-titanic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/ballando-sul-titanic\/","title":{"rendered":"Ballando sul Titanic"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLe notizie sullo stato dell\u2019economia dell\u2019Eurozona continuano ad assomigliare a bollettini di guerra o, se preferite, ai bollettini meteorologici della recente primavera mancata. L\u2019estate, anche se in ritardo, arriver\u00e0 comunque, mentre per l\u2019agognata ripresa bisogner\u00e0 attendere.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tQuanto? Nel mese di aprile la depressione economica che attanaglia la maggior parte d\u2019Europa ha fatto registrare un tasso di disoccupazione salito al 12,2%, il livello pi\u00f9 alto mai riscontrato. Un anno fa, il tasso di disoccupazione era gi\u00e0 un disastroso 11,2% e il fatto che sia salito da allora mostra come le cose stiano andando di male in peggio. Un punto percentuale di aumento del tasso di disoccupazione della Zona Euro nel corso dell\u2019ultimo anno \u00e8 un ulteriore segno che la sua economia non mostra segni di stabilizzazione, per non parlare di svolta verso la ripresa.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tQuesta \u00e8 la prova, se mai ce ne fosse bisogno, del fallimento delle politiche economiche e della Banca Centrale Europea. In Italia nel primo trimestre del 2013 il tasso di disoccupazione \u00e8 balzato al 12,8%. Considerando i confronti tendenziali, \u00e8 il livello pi\u00f9 alto dal primo trimestre del 1977. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni \u00e8 salito al dato record del 41,9%.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tSi deve notare che il \u201cfreno a mano tirato\u201d della politica monetaria della BCE \u00e8 solo una parte del problema. Forse ancora pi\u00f9 significativa \u00e8 l\u2019impostazione delle politiche fi scali, che hanno visto tagli orizzontali alla spesa pubblica e aumenti della pressione fi scale in una situazione di recessione generalizzata. \u00c8 assurdo vedere il settore pubblico (che nella maggior parte dei Paesi della Zona Euro rappresenta tra un quarto e un terzo del PIL mentre in Italia ne rappresenta oltre il 50%) mettere la retromarcia nel senso unico dell\u2019austerit\u00e0 fi scale in un momento in cui la residua vitalit\u00e0 del settore privato viene frustrata dalla stretta bancaria e dalla flessione del mercato immobiliare.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Il ballo sul Titanic<\/strong><\/p>\n<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tSe l\u2019economia reale soffre come non mai, le Borse festeggiano brindando alla festa della liquidit\u00e0. Si balla sul Titanic.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tPu\u00f2 sembrare difficile da credere, data la situazione economica complessiva, ma il mercato rialzista degli ultimi mesi \u00e8 storicamente uno dei maggiori mai realizzati. Da marzo 2009 a oggi l\u2019indice S&#038;P500 delle azioni americane \u00e8 aumentato di oltre il 130%. Persino l\u2019indice MSCI Euro, per quanto pi\u00f9 contenuto a causa dei problemi specifici del Vecchio Continente, \u00e8 risalito nello stesso periodo del 60%. E record storico \u00e8 anche per il <em>Dax<\/em> di Francoforte, mentre il <em>Nikkei<\/em> giapponese \u00e8 ai massimi degli ultimi anni. Anche il FTSE MIB di Milano \u00e8 cresciuto, recuperando le perdite di inizio anno.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tE i mercati hanno premiato pure le obbligazioni. Sono cresciuti i prezzi dei titoli di Stato, sia di quelli considerati pi\u00f9 sicuri (<em>Treasury <\/em>americani e <em>Bund <\/em>tedeschi) sia di quelli a rischio fi no a un anno fa (tutti quelli dei Paesi PIIGS \u2013 Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna). Anche i conti di deposito, sempre pi\u00f9 lenti ad adeguarsi al trend del mercato, hanno visto diversi tagli nei tassi di interesse.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00c8 importante capire le motivazioni di questa euforia. Perch\u00e9 in una situazione di crisi, i mercati finanziari crescono? La \u00a0ragione principale \u00e8 la liquidit\u00e0 immessa sui mercati dalle banche centrali \u201coccidentali\u201d. Le autorit\u00e0 dei Paesi sviluppati (Usa, Gran Bretagna, Ue e Giappone) stanno infatti, chi pi\u00f9 chi meno, cercando di fronteggiare la crisi economica stampando soldi, e sperando che questi attivino un circolo virtuoso. Ma queste politiche non possono durare se non sono sostenute dalla crescita reale.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tI prezzi degli <em>asset <\/em>(attivit\u00e0) finanziari sono infatti \u201cdrogati\u201d dagli interventi monetari e non rappresentano i fondamentali reali, mentre la loro volatilit\u00e0 \u00e8 tornata ai livelli del 2006-2007. Dopo anni in cui il mantra era porre attenzione sulla gestione del rischio e sulla sicurezza, adesso sembra essere sulla ricerca di maggiori rendimenti. In aggiunta, oltre alla crescente divaricazione tra economia reale debole e quotazioni azionarie esuberanti, sui mercati pende la possibilit\u00e0 che la banche centrali procedano gradualmente a rimuovere l\u2019eccezionale stimolo monetario sin qui praticato.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tDobbiamo abituarci a convivere con queste dinamiche? Enormi impulsi di liquidit\u00e0, iniettati nel sistema finanziario per contrastare il rischio di collasso, alimentano nuove forme di \u201cesuberanza\u201d pi\u00f9 o meno razionale delle quotazioni, sino al momento in cui accade un evento che fa scoppiare la bolla. A seconda dell\u2019entit\u00e0 del crollo, le banche centrali accorrono in soccorso dei mercati, rimangiandosi l\u2019ipotesi di rimuovere gli stimoli monetari o fornendone di nuovi, e il ciclo ricomincia.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tPer rispondere alla domanda vorrei utilizzare un aneddoto.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Tra l\u2019inflazione dei mercati finanziari e la deflazione di quelli reali: una via pericolosa<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<em>Immaginiamo che Piero, vista la riduzione dei tassi di policy (il tasso della BCE) e il parallelo aumento dei corsi dei mercati azionari e obbligazionari, decida di investire una parte dei soldi che teneva in un conto corrente (remunerato sempre meno per le stesse cause) in azioni e titoli di Stato. Il suo obiettivo \u00e8 di trovare dei rendimenti che integrino parzialmente il suo reddito, ormai fermo da qualche anno. Diciamo che investa 1.000 euro in azioni e 4.000 euro in obbligazioni.<\/em><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<em>La settimana seguente il valore dei titoli acquistati rimane pressoch\u00e9 invariato, ma nel frattempo \u00e8 cambiato qualcosa. Il suo amico John, che aveva fatto lo stesso investimento consigliandolo anche a Piero, ha conosciuto un bravissimo falsario e ora pu\u00f2 destinare all\u2019acquisto di titoli altri 5.000 euro falsi.<\/em><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<em>E cos\u00ec all\u2019apertura del mercato John acquista subito 5.000 euro di titoli. Quando il giorno dopo Piero vorrebbe investire gli altri 5.000 euro che teneva sul conto corrente, i prezzi sono aumentati rispettivamente del 3% per le azioni e dell\u20191% per le obbligazioni. Piero decide cos\u00ec di temporeggiare, aspettando una flessione dei prezzi. Nei giorni seguenti John ragiona tra s\u00e9 e s\u00e9: \u201cPoich\u00e9 non ho altri risparmi da investire posso provare a realizzare il 50% dei titoli acquistati a un prezzo del 4% superiore\u201d.<\/em><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<em>Trova subito un compratore, Mario, che investe 5.200 euro per la stessa quantit\u00e0 di titoli. Anche Piero lo segue, vendendo il 50% di quanto inizialmente investito a Jos\u00e8 per 2.600 euro. Essendo titoli ad alto rendimento e quindi merce tendenzialmente scarsa, nel mercato inizia una fase di rialzi che contagia altri titoli simili, ingenerando ulteriori aspettative di crescita.<\/em><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tChe cosa ci insegna questo breve aneddoto esemplificativo?<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t&#8211; I primi a ricevere la moneta nuova incrementano il loro reddito a spese di chi la moneta non la riceve: John riesce in un primo tempo ad acquistare i prodotti al \u201cprezzo vecchio\u201d, Piero dopo l\u2019adeguamento dei prezzi pu\u00f2 vendere e ricomprare pi\u00f9 titoli di quanto riuscisse a fare in partenza, il tutto a spese Mario e Jos\u00e8, che comunque hanno aspettative future positive.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t&#8211; Il prezzo aumenta in seguito a un incremento della domanda. Il mercato non \u00e8 un operatore cattivo e speculatore ma lo diventa in seguito a un aumento della domanda innescata dai 5.000 euro falsi di John.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t&#8211; I prezzi vengono adeguati in modo istantaneo e pervasivo. Quando tutti cominciano a essere ottimisti, di solito vuol dire che si crede in migliori opportunit\u00e0 future: l\u2019euforia pu\u00f2 durare per mesi e combattere contro di essa \u00e8 un processo molto difficile.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNei mercati dell\u2019economia reale invece trascorre del tempo tra l\u2019introduzione della moneta nuova e l\u2019impatto sui prezzi, i quali per\u00f2 in un contesto di recessione e di eccesso di offerta si muovono in modo lento ma inesorabile verso il basso.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tVediamo perch\u00e9.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<em>Siamo sempre al \u201cmercato\u201d, ma stavolta ci occupiamo di Laura, proprietaria di un negozio di elettrodomestici. I prezzi di questi beni negli ultimi anni non sono aumentati e spesso sono diminuiti per effetto di una domanda che langue, di una domanda di sola sostituzione e di un\u2019offerta concorrenziale da parte di catene distributive aggressive e di prodotti provenienti dal Far East. Laura in questi anni si \u00e8 dovuta indebitare per mantenere le scorte di elettrodomestici invenduti in magazzino e\u00a0<\/em><em>per acquistarne di nuovi per aggiornare la gamma. Aveva gi\u00e0 acceso un mutuo per ammodernare la zona del negozio\u00a0<\/em><em>dedicata all\u2019informatica.<\/em><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<em>John destina il suo guadagno all\u2019acquisto di un nuovo forno a microonde, ma gli altri tre investitori ritengono di rinviare la spesa per approfittare del mercato toro (termine che indica un periodo di rialzo dei mercati) in borsa e della tendenza al ribasso dei prezzi di beni semi durevoli come gli elettrodomestici. Pensano eventualmente di uscire dal mercato azionario al momento giusto per tesaurizzare i guadagni a scopo precauzionale, perch\u00e9 il futuro dell\u2019economia reale non \u00e8 roseo\u2026<\/em><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<em>Le entrate di Laura si riducono significativamente, mentre il peso dei debiti aumenta: ha preso a prestito 10.000 euro e, anche se gli interessi non aumentano, deve restituirli con un reddito ridotto del 40%.<\/em><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tCol passare del tempo, man mano che la nuova moneta \u201cnon circola\u201d nell\u2019economia reale rimanendo \u201cintrappolata\u201d nell\u2019economia finanziaria, vi \u00e8 la tendenza ad adeguamenti al ribasso nei prezzi di tutti i beni (ed eventualmente anche nei salari). L\u2019effetto globale \u00e8 proprio quello di una riduzione continua e generalizzata dei prezzi e dei salari accompagnato da un trasferimento di ricchezza reale dagli ultimi a \u201cricevere la moneta nuova\u201d (i salariati, le imprese) ai primi a utilizzarla.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tDobbiamo abituarci a convivere con queste dinamiche?<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tCredo proprio di no, se non vogliamo peggiorare ulteriormente le prospettive delle nuove generazioni, minando alla base perfino le fondamenta dei valori su cui si fondano le democrazie.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>La via di mezzo<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tChe cosa pensano i nostri governanti quando vedono il tasso di disoccupazione in Grecia al 27% e al 26,8% in Spagna? O quando altri 12 Paesi su 27 dell\u2019Unione europea hanno un tasso di disoccupazione superiore al 10%? Altri tagli alla spesa? Aumenti delle tasse? Tagli ai salari, ai servizi, al lavoro come politiche per rimediare ai mali economici dell\u2019Europa?<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tNonostante in questi ultimi mesi ci sia stata qualche piccola tregua nel fervore con cui tagli di bilancio e aumenti delle tasse sono stati realizzati, il settore pubblico continuer\u00e0 a deprime la crescita del PIL in Europa almeno fi no al 2015. Ci\u00f2 potrebbe portare il tasso di disoccupazione sopra 12,5% se il settore privato non si riprende.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tParte di questo accanimento terapeutico \u00e8 legato al timore di una ripresa del fenomeno inflazionistico. Ma come ho cercato di illustrare nell\u2019aneddoto, tale timore sembra essere una fobia assurda date le condizioni economiche depresse e la disinflazione che si presenta con sempre maggiore regolarit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tOltre ai dati sulla disoccupazione, l\u2019Eurostat ha pubblicato i dati sull\u2019inflazione di aprile che hanno confermato un\u2019inflazione annuale all\u20191,4% nella Zona Euro nel suo complesso e all\u20191,2% per l\u2019Italia (a marzo era dell\u20191,6%). Questo basso tasso di inflazione non dovrebbe essere una sorpresa dato che l\u2019Europa ha registrato sei trimestri di fi la di crescita negativa del PIL, con condizioni di recessione e deflazione in molti Paesi. Anche quando la zona euro stava registrando una crescita decente prima della crisi, l\u2019inflazione \u00e8 sempre stata contenuta intorno al 2%.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tVa bene restare vigili contro l\u2019inflazione, come tutti i buoni banchieri centrali devono essere, ma sembra di difficile comprensione una cos\u00ec distorta lettura dei rischi di inflazione quando l\u2019economia sta affondando nelle sabbie mobili.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tC\u2019\u00e8 una convinzione difficile da scardinare nelle elaborazioni e nelle prassi dell\u2019ortodossia economica. Si dice che l\u2019inflazione cronica somiglia al fumo: una volta che si supera una soglia minima, \u00e8 molto difficile sfuggire a una dipendenza che tende ad aumentare progressivamente.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tOggi per\u00f2 l\u2019economia \u00e8 drogata da altre politiche \u201cstupefacenti\u201d. Serve una manovra coerente e integrata sia di stimoli \u201ckeynesiani\u201d alla domanda che di riforme dal lato dell\u2019offerta (mercati del lavoro, politiche della concorrenza), superando le dispute ideologiche e autoreferenziali tra keynesiani e \u201coffertisti\u201d. Ci\u00f2 che si richiede a una <em>governance <\/em>politica italiana ed europea responsabile \u00e8 di intraprendere la strada delle nuove possibilit\u00e0, una via di mezzo tra deflazione e inflazione. Una moderata infl azione al 4% pu\u00f2 ridare fiato e fiducia all\u2019economia, superando il tab\u00f9 del 2% come obiettivo. Forse passare da 2 a 4 bicchieri di vino alla settimana ci farebbe diventare tutti alcolisti?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Crisi ed economia<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-12321","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Crisi ed economia","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12321","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12321"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12321\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}