{"id":12238,"date":"2013-03-08T00:00:00","date_gmt":"2013-03-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=12238"},"modified":"2013-03-08T00:00:00","modified_gmt":"2013-03-07T23:00:00","slug":"tana-delle-tigri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/tana-delle-tigri\/","title":{"rendered":"Tana delle Tigri"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tDiciamolo: chi fra noi, ragazzi negli \u2018anta\u2019, nella sua infanzia o adolescenza non ha mai visto almeno una puntata del cartoon <em>L\u2019Uomo Tigre<\/em>? Io s\u00ec e ricordo addirittura il nome del protagonista, Naoto Date, o qualcosa di simile. Sono a Pasian di Prato per intervistare l\u2019insegnante di arti marziali <strong>Paolo Migliorin<\/strong>, il quale, assieme ad altri maestri e istruttori, gestisce, oltre alla palestra annessa, un piccolo <em>fight club<\/em>. E il suo volto mi ricorda molto i lineamenti dei lottatori del cartoon; una leggera cicatrice sulla guancia destra, pizzetto sfuggente, portamento austero e un sorriso che definirei, se non beffardo, almeno ironico: \u00abMaestro, mi sembra di essere a \u2018Tana delle Tigri\u2019!\u00bb. Il maestro, per tutta risposta, va nel suo ufficio a prendere un modellino di tigre alata (il simbolo di \u2018Tana delle Tigri\u2019). \u00abCerto che si trova proprio a \u2018Tana delle Tigri\u2019, ma io non sono maestro, non sono titolato, per cui mi chiami Paolo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Quando \u00e8 cominciata la sua avventura di emulazione dell\u2019Uomo Tigre?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abLa passione per le arti marziali ce l\u2019ho nel sangue; anche senza il famoso cartoon sarebbero state la mia vita. Ho cominciato karate appena adolescente con i maestri Aldo Sodero e Roberto Ruberti. Il <em>dojo <\/em>(luogo di allenamento alle arti marziali) era in via Scrosoppi; uno scantinato buio e fetido che se pensavi di essere a \u2018Tana delle Tigri\u2019 capivi che eri nella parte dei servizi igienici&#8230; L\u00ec, neanche maggiorenne, sono diventato cintura nera conquistandomi l\u2019ambito grado nel kumite, ovvero in combattimento. Poi mi sono arruolato nella Polizia Penitenziaria e ho girato l\u2019Italia allenandomi quando potevo. L\u2019esperienza nelle carceri \u00e8 stata comunque profonda e mi ha fatto apprezzare ancora di pi\u00f9 i valori che vengono insegnati nei vari <em>dojo<\/em>. Alla fine, dopo cinque anni di servizio, ho deciso di cambiare lavoro e, soprattutto, di tornare a Udine, la mia amata citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>E qui ha cambiato disciplina passando dal karate al kung fu: come mai?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abAvevo bisogno di nuovi stimoli; una specie di nuovo inizio. Ho frequentato un paio di mesi la palestra di via Caccia, ma quando ho conosciuto il Sen Sei Claudio Battistoni mi sono innamorato sia del Kung fu Sanda (la forma di combattimento di quest\u2019arte marziale), sia della grandezza di Claudio. Reputo Battistoni un mito e il mio modello ideale di maestro e di uomo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Potrebbe indicarmi le qualit\u00e0 che dovrebbe avere un maestro?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abPrima di tutto ci vuole una maturit\u00e0 a 360 gradi, che abbraccia ogni campo dell\u2019esistenza. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 essere in relazione con tutto e avere il giusto punto di vista sulle situazioni che affrontiamo quotidianamente, dal rapporto con il vicino a quello con i colleghi a quello con il coniuge e i figli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Dal suo rapporto con il maestro Battistoni sono nati tanti successi sportivi&#8230;<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abLa costituzione di \u2018Tana delle Tigri\u2019 \u00e8 avvenuta solo dopo l\u2019inserimento del maestro Antonio Zarrillo nei nostri ranghi. \u00c8 stato lui l\u2019artefice della creazione del gruppo con il quale, a met\u00e0 della prima decina del secolo, abbiamo dominato il panorama nazionale vincendo tanti titoli italiani. A Lignano Sabbiadoro, nel 2006, abbiamo sbaragliato la concorrenza, riuscendo a piazzare un atleta vincente in quasi tutte le categorie. Abbiamo smesso, o quasi, perch\u00e9 la carta di identit\u00e0 parla chiaro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Non ci sono nuove leve?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abPochissimi, e anche non completamente motivati. Sfornare un campione \u00e8 dura. Prima di arrivare a salire sul tatami o sul ring ci vogliono anni di preparazione\u2026 invece oggi vogliamo tutto subito\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Quando sono arrivato ho atteso che lei finisse una lezione con i bambini. Forse il futuro porter\u00e0 qualcosa di buono\u2026<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abQuelli che ha visto uscire erano bambini autistici: i miei piccoli angioletti. Da qualche tempo collaboriamo con un istituto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Ottengono benefici apprendendo tecniche di combattimento?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abL\u2019arte marziale non \u00e8 solo il combattimento. L\u2019arte marziale \u00e8 movimento, anzi, conoscenza approfondita del movimento e dell\u2019animo umano. Sono stato sottoposto a un test da parte di una educatrice, la quale ha sancito che le nostre tecniche di preparazione psico-fisica sono idonee per il miglioramento della condizione dei bambini. E questo mi inorgoglisce pi\u00f9 di tanti titoli vinti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>A proposito di vittorie: qual era il suo punto di forza durante i combattimenti?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abNon ho mai eccelso in nulla. Non avevo n\u00e9 calci spettacolari, n\u00e9 salti prodigiosi, n\u00e9 potenze soverchianti. Dico che i miei punti di forza sono stati l\u2019equilibrio fra le tecniche e, soprattutto, la percezione. Dei miei avversari sono in grado di prevedere le tecniche che applicheranno. Ovvio che le tecniche non sono come le visualizzo io, ma come le portano loro. Nessuno \u00e8 infallibile; le ho date, ma le ho anche prese\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Quindi percepire \u00e8 condizione fondamentale per essere un buon combattente. Ma cosa ci impedisce di farlo?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abL\u2019indifferenza agli stimoli esterni resta ancora il problema principale per ogni fighter, come per ogni essere umano. Quando si raggiunge un alto grado di controllo di se stessi, percepire diventa pi\u00f9 facile. La cosa pi\u00f9 bella che contraddistingue i combattimenti eccelsi \u00e8 l\u2019abbraccio finale con l\u2019avversario; se anche lui percepisce, sar\u00e0 difficile colpirlo e allora entrambi si rendono conto di essere bravi. L\u2019abbraccio finale \u00e8 un atto di stima reciproca\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>La sua filosofia per raggiungere tale meta?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abPraticare, praticare, praticare. L\u2019arte marziale \u00e8 un\u2019arte a tutti gli effetti. Come uno scultore dice che la statua era gi\u00e0 nella materia e che lui non ha fatto altro che togliere lo strato che la ricopriva, allo stesso modo una tecnica marziale ha bisogno della pratica per essere ripulita ed evidenziata, cos\u00ec da diventare pi\u00f9 efficace\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Questo \u00e8 in accordo con il concetto di Sen Sei, di Maestro, delle arti marziali cinesi?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abUn maestro pratica per anni per poi trasmettere all\u2019allievo una tecnica pulita ed efficace che l\u2019allievo, a sua volta, pu\u00f2 ancora migliorare. E cos\u00ec via di generazione in generazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Alla fine di tutto, si considera fortunato?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abAssolutamente fortunato!\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tVeniamo interrotti da un vocio stridulo e gioioso. Sta per cominciare l\u2019ora del Kung fu bambini. La lezione \u00e8 tenuta da un collega del \u2018maestro\u2019 Migliorin, che ogni tanto lo sostituisce. Quasi tutti i bambini alla sua vista esultano e gli corrono incontro per abbracciarlo. I genitori sorridono. La grande umanit\u00e0 del maestro \u00e8 ben evidenziata quando lui va ad abbracciare l\u2019allievo pi\u00f9 timido, che era rimasto un po\u2019 in disparte. Ora tutto \u00e8 in armonia. Anche il mio animo. Forse non sono stato a \u2018Tana delle Tigri\u2019, ma di tigrotti allegri, sani e vispi, ne ho visti. E questo mi basta per avere speranze verso il futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo Migliorin<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":12239,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-12238","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",377,260,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",377,260,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",377,260,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1-300x207.webp",300,207,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",377,260,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",300,207,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",377,260,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",377,260,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",377,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",300,207,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",377,260,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",377,260,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",377,260,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",377,260,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",377,260,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1.webp",250,172,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1787-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele D'Urso","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/durso\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"Paolo Migliorin","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12238","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12238"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12238\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12239"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12238"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12238"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}