{"id":12211,"date":"2012-10-15T00:00:00","date_gmt":"2012-10-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=12211"},"modified":"2012-10-15T00:00:00","modified_gmt":"2012-10-14T23:00:00","slug":"la-terra-che-tocca-il-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-terra-che-tocca-il-cielo\/","title":{"rendered":"La terra che tocca il cielo"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tDA PARACAS A PUNO.\u00a0 PASSANDO PER NAZCA<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00c8 un paese sospeso fra la terra e il cielo, il Per\u00f9: le Ande ne modellano il paesaggio, ne plasmano lo spirito, ne segnano la storia. Ma \u00e8 la costa rocciosa di Paracas ad accoglierci per prima nel Paese degli Inca: nell\u2019omonima riserva naturale, il deserto svela ovunque fossili marini e si affaccia sull\u2019Oceano Pacifico scendendovi a strapiombo. Imbarcandoci alla volta delle isole Ballestas, il mare riserva grandi emozioni: leoni marini, pinguini, pellicani e cormorani sono i veri padroni di quest\u2019area. Rimaniamo incantati alla vista del Candelabro, un vasto disegno tracciato sulla roccia di 120 m di diametro, parente stretto dei pi\u00f9 famosi geoglifi della vicina Nazca: 13.000 linee, tracciate da una civilt\u00e0 pre-incaica fra il 300 e il 500 d.C., che formano pi\u00f9 di 800 disegni visibili quasi solamente dall\u2019alto.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00c8 impossibile sottrarsi al fascino di questo luogo mitico. Dagli anni Trenta, quando furono riscoperte (gi\u00e0 gli Spagnoli le avevano segnalate in alcuni libri), le domande, ancora senza risposta, sono sempre le stesse: chi ha disegnato queste linee? Perch\u00e9? Con quale tecnica? Com\u2019\u00e8 possibile che siano cos\u00ec millimetricamente precise? Cosa significano quelle figure, alcune zoomorfe, altre geometriche? L\u2019archeologa Maria Reiche ha dedicato la sua lunga vita allo studio di queste linee. Sono stati scomodati persino gli alieni, sulla base della leggenda indigena che identifica gli autori dei geoglifi in una razza di semidei arrivata da lontano: al di l\u00e0 di queste fantasie, il mistero resta insoluto&#8230; e forse \u00e8 bello cos\u00ec. Perch\u00e9 almeno si pu\u00f2 volare con la fantasia, come abbiamo fatto noi, che abbiamo anche volato&#8230; letteralmente! Dall\u2019alto del Cesna, lo spettacolo toglie il fiato: ecco il celebre ragno di 45 m, la lucertola di 180, il condor, la balena, il pappagallo, il colibr\u00ec&#8230; Sbalorditivo! Tornati sulla terraferma siamo ancora increduli: eppure \u00e8 tutto vero.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLa tappa successiva \u00e8 la splendida Arequipa con i suoi monumenti, la campagna circostante e il pezzo forte conservato nel museo locale: scoperta nel 1995, la mummia Juanita si \u00e8 conservata perfettamente per 500 anni grazie al congelamento dovuto all\u2019involucro di ghiaccio in cui era inserita. Da Arequipa, con un pulmino che trasporta\u00a0 15 persone, attraverso una strada piena di buche\u00a0 saliamo fino al Mirador de los Andes (4850m) in mezzo ad alpaca, lama e vigogne in un paesaggio sulle Ande che ha dell\u2019incredibile. Da qui raggiungiamo Chivay per ripartire il giorno dopo verso la nostra meta, il Canyon del Colca, il pi\u00f9 profondo del mondo con i suoi abissi di oltre 4000 m. Un luogo imperdibile, cos\u00ec come la Cruz del Condor, dove sfrecciano maestosi gli uccelli che le danno il nome. A Chivay ci fermiamo nel colorato mercatino, prima di raggiungere la grande citt\u00e0 di Puno, da cui partiremo per vedere il lago Titicaca, uno dei momenti pi\u00f9 attesi del nostro viaggio peruviano.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIL LAGO TITICACA<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl tour inizia dalle isole Uros: saranno pure \u2018turistiche\u2019, ma che spettacolo! Siamo inebriati dalla vastit\u00e0 di questo lago, grande come un mare, ma anche dall\u2019azzurro cangiante del cielo e dagli abiti sgargianti della gente. Ad Amantani, dove arriviamo dopo tre ore di navigazione, ogni coppia di turisti viene affidata a una donna del luogo: l\u2019ospitalit\u00e0, da queste parti, \u00e8 sacra. La casa della nostra \u2018mama\u2019 Catalina, che vive con il marito e tre figli molto piccoli, \u00e8 povera: mattoni di fango, tetto di paglia, il bagno ricavato da un gabbiotto di lamiera (e lo \u2018scarico\u2019 \u00e8 un secchio d\u2019acqua), senza corrente elettrica. Pranziamo con zuppa di quinoa, patate, tuberi lessi e formaggio; \u2018mama\u2019 ci riempie continuamente i piatti, ma io mangio a fatica e non riesco a finire tutto: speriamo non si siano offesi! Conversare con loro \u00e8 impossibile, comunichiamo a gesti e con quel poco di spagnolo che entrambi conosciamo: i locali parlano solo quechua, la vecchia lingua degli inca, ma l\u2019ancestrale linguaggio dei gesti funziona sempre. Nel pomeriggio, quella che doveva essere una \u2018passeggiata\u2019 fino a Phachamama, antico luogo di sacrifici alla madre terra, si rivela pi\u00f9 faticosa del previsto: del resto siamo a 4000 metri, l\u2019aria \u00e8 rarefatta e tutto \u00e8 pi\u00f9 faticoso. Ma gli sforzi sono ben ripagati: da qui assistiamo a un tramonto indimenticabile. Torniamo dalla nostra famiglia: ceniamo con zuppa, riso e patate. Sull\u2019isola non c\u2019\u00e8 acqua potabile: a tavola beviamo acqua bollita nella quale \u2018mama\u2019 tiene in infusione alcune erbe. La sera andiamo a una festa, in un centro polifunzionale: si ascolta musica dal vivo eseguita dai ragazzini del luogo che suonano ad orecchio sempre lo stesso brano e ci fanno ascoltare armonie andine da ballare a ritmo frenetico. La gente del luogo ci invita caldamente a unirci alle danze: vestiti con gli abiti tipici, a quell\u2019altitudine siamo impediti nei movimenti. Dopo tre giri di pista siamo ko\u2026 mama e le sue amiche continuano invece instancabili, invitando i turisti a partecipare! Ritorniamo in pista ma dopo un po\u2019 ci arrendiamo.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tCala la notte ad Amantani e lo spettacolo \u00e8 sublime: l\u2019assenza totale di luci ci regala un cielo stellato come si pu\u00f2 immaginare solo nelle fiabe. La mattina dopo, colazione con pancake, tisana e marmellata (che qui viene comprata solo per i turisti). Mama ci accompagna al porto e si ricorda di un piccolo debito di 10 soles che le avevamo prestato il giorno prima: decidiamo di lasciarglieli per ringraziarla della calorosa ospitalit\u00e0. Per lei sono importanti, per noi una cifra risibile. Ci salutiamo con un abbraccio che non riesce a celare la nostra tristezza.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl viaggio riprende verso la riva meridionale del lago, a Tiahuanaco, dove una civilt\u00e0 pre-incaica si stanzi\u00f2 fin dal 1500 a.C., lasciando splendide vestigia in tempi diversi: la celebre Porta del Sole, i monoliti e la piramide Acapana ci parlano di un passato remotissimo, che qualcuno ha messo in relazione con la mitica civilt\u00e0 di Atlantide. Il Titicaca, dunque, sarebbe l\u2019enorme specchio d\u2019acqua in cui la citt\u00e0 sarebbe sprofondata? Comunque sia, ci piace pensare che qui si celi qualcosa di straordinario: l\u2019atmosfera del luogo \u00e8 magica. La stessa magia aleggia nelle localit\u00e0 delle altre rive: Copacabana, Isla del Sol, Pilko Caima, Horca del Inca, Sillustani, Taquile, Amantani.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tMACHU PICCHU<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tLa visita a Cusco, capitale del regno Inca, ci prepara al viaggio pi\u00f9 atteso: la scalata al monte dove, a 2340 m, sorge Machu Picchu. Sin dal tragitto si percepisce un senso di assoluto: la strada s\u2019inerpica nella fitta foresta, fra il silenzio pi\u00f9 totale, mentre il sole &#8211; \u00e8 ancora mattino presto &#8211; si cela dietro le montagne, in un cielo rosato senza nuvole. Prima di entrare ammiriamo le vallate avvolte dalla nebbia: qualcosa di unico.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tUna volta entrati, come la maggior parte dei turisti ci dirigiamo verso Huayna Picchu, il monte che sovrasta la citt\u00e0, consentendo una spettacolare visione dall\u2019alto. Dopo una faticosa passeggiata raggiungiamo la cima. Ci\u00f2 che si mostra ai nostri occhi ci lascia senza parole: non abbiamo mai visto niente di simile, \u00e8 un emozione indescrivibile e basta un attimo per capire come tutto quanto si \u00e8 gi\u00e0 visto in tv su Machu Picchu sia nulla in confronto alla realt\u00e0. Riscendiamo stanchi ma felici, e iniziamo a visitare Macchu Picchu. La luce si diffonde sulle rovine e sembra di essere in un sogno: le parole non riescono a descrivere ci\u00f2 che si prova ed \u00e8 bellissimo, nonostante i tanti turisti, ritrovarsi quasi soli al ponte Inca. Terminiamo la visita verso le 11, dirigendoci verso l\u2019uscita. Con gli occhi lucidi diciamo addio a Machu Picchu. Ma una parte del nostro cuore rimarr\u00e0 per sempre fra queste montagne.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tULTIME METE<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tIl nostro tour fra le meraviglie archeologiche del Per\u00f9 continua: di nuovo Cusco, poi Lima, capitale amministrativa del Paese, e i centri di Sipan (per la visita alla tomba del Signore di Sipan), Chiclayo, Chan Chan\u00a0\u00a0 e la magnifica e \u201clinda\u201d Trujillo, fondata nel 1535 da Francisco Pizzarro, dalla quale si parte per assistere allo spettacolo-esibizione di Marinera e del caballo de paso peruano.\u00a0 Da qui torniamo a Lima, dove ci aspetta il decollo verso l\u2019Italia. Con la gioia di aver ammirato la terra che tocca il cielo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Per\u00f9 e le sue meraviglie naturali<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":12212,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-12211","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",350,260,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",350,260,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",350,260,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1-300x223.webp",300,223,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",350,260,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",300,223,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",350,260,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",350,260,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",350,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",300,223,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",350,260,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",350,260,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",350,260,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",350,260,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",350,260,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1.webp",250,186,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/716-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Claudio Pizzin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/pizzin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Il Per\u00f9 e le sue meraviglie naturali","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12211","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12211"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12211\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12212"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12211"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12211"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12211"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}