{"id":12209,"date":"2012-08-14T00:00:00","date_gmt":"2012-08-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=12209"},"modified":"2012-08-14T00:00:00","modified_gmt":"2012-08-13T23:00:00","slug":"azzardo-di-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/azzardo-di-stato\/","title":{"rendered":"Azzardo di Stato"},"content":{"rendered":"<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tL\u2019Associazione degli ex giocatori d\u2019azzardo e delle loro famiglie (AGITA), con sede a Campoformido, ha recentemente presentato alla Regione Friuli Venezia Giulia un approfondito documento sulla dipendenza da gioco d\u2019azzardo, tenendo conto dell\u2019esperienza maturata sul campo in 15 anni di attivit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abCi\u00f2 che emerge nei nostri gruppi di terapia \u2013 spiega il vicepresidente di AGITA, Maurizio Cechet \u2013 sono storie legate ai giochi di fortuna: pratiche n\u00e9 utili n\u00e9 produttive, bens\u00ec inseparabili dal rischio e dalla pura perdita. Giochi d\u2019azzardo che non creano abilit\u00e0, ma distruggono i delicati equilibri della vita, accecando le persone con la speranza di vincite che rivoluzionino la loro esistenza\u00bb. Si tratta di una realt\u00e0 drammatica, ma fortemente presente nel nostro Paese; dalle ultime indagini condotte sul gioco in Italia, infatti, emerge come oltre l\u201980% della popolazione vi dedichi una qualche attenzione (la speranza di arricchirsi con il gioco riguarda in particolare quasi la met\u00e0 delle famiglie con redditi al di sotto della media e pi\u00f9 della met\u00e0 dei disoccupati) e come l\u2019incidenza del gioco d\u2019azzardo patologico interessi all\u2019incirca il 1% della popolazione adulta. Si rileva inoltre un costante aumento nella quantit\u00e0 di denaro investita dagli italiani in questa attivit\u00e0: nel solo 2011 il giro d\u2019affari, rende noto l\u2019AGITA, \u00e8 stato di circa 80 miliardi di euro.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tSi tratta di cifre impressionanti, che dimostrano come il gioco d\u2019azzardo sia uno dei pochi settori (se non l\u2019unico) a non risentire dell\u2019attuale crisi economica e che anzi, nel corso del 2011 e negli anni precedenti, se ne sia consistentemente avvantaggiato, coinvolgendo tutti gli strati sociali. \u00abQuesta pericolosa illusione \u2013 sottolinea Cechet \u2013 nella maggior parte dei casi conduce all\u2019indebitamento, fino alle conseguenze estreme dell\u2019usura. Da un calcolo approssimativo emerge come in Italia il numero di \u201cdipendenti dall\u2019azzardo\u201d si aggiri tra i 700.000 e gli 800.000. Inoltre, dal momento che il problema non pu\u00f2 essere ricondotto esclusivamente al singolo giocatore ma va esteso quantomeno al nucleo familiare, ci troviamo di fronte a un pesante incremento della quantit\u00e0 di persone direttamente e indirettamente coinvolte, tale da costituire nel nostro Paese (e non soltanto), una vera e propria emergenza sociale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tMa come si \u00e8 giunti a questa situazione drammatica? \u00abL\u2019evolversi dei costumi e il crescente bisogno di trasgressione e libert\u00e0 \u2013 prosegue Cechet \u2013 hanno trasformato l\u2019azzardo, agli occhi dell\u2019uomo comune, in un diversivo molto accattivante, fino a renderlo un bene di consumo promosso e pubblicizzato come occasione di scambio sociale, con regole semplici e promesse di vincite facili e cospicue. Di conseguenza, le varie offerte di gioco si fanno sempre pi\u00f9 aggressive e istituzionalizzate: esso non \u00e8 pi\u00f9 legato a un momento della settimana o a un luogo specifico, ma entra nella quotidianit\u00e0 delle persone (\u00e8 possibile giocare ovunque, dal bar sotto casa alla tabaccheria pi\u00f9 vicina, e per una fascia oraria estesa); \u00e8 alla portata di tutti (le nuove forme di gioco si rivolgono a un pubblico vastissimo di \u201cconsumatori\u201d che include le famiglie); \u00e8 facilmente fruibile (i luoghi in cui \u00e8 possibile giocare d\u2019azzardo vengono aperti in zone della citt\u00e0 in cui c\u2019\u00e8 un grosso transito di gente, ad esempio in prossimit\u00e0 di centri commerciali, secondo una mirata politica di marketing)\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tE lo Stato come si comporta? \u00abLa politica finanziaria del nostro Paese \u2013 precisa il vicepresidente di AGITA \u2013 ha un ruolo determinante in tutto questo; basti pensare al via libera dato dallo Stato alle slot machine, all\u2019aumento del numero di estrazioni del Lotto e ancora alle scommesse sportive, alle sale Bingo e all\u2019avvento dei gratta e vinci. Per finire, si \u00e8 aperta una nuova autostrada virtuale che porter\u00e0 l\u2019azzardo in milioni di case: il gioco on line, da effettuarsi mediante carte prepagate sotto il controllo del monopolio statale\u00bb. Ma dal documento redatto dall\u2019AGITA emergono altre delicate questioni. Esaminando la situazione economica italiana dalla met\u00e0 degli anni Novanta fino al 2004, infatti, si rileva un rapporto di proporzionalit\u00e0 inversa tra l\u2019andamento dell\u2019economia del gioco e quella del Paese. In altre parole, a una domanda decrescente di beni e consumi, lo Stato ha risposto con un incremento di offerta di azzardo, provocando un dirottamento della domanda di beni verso la dissipazione di capitali.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tDati e analisi che, da soli, non tengono conto delle conseguenze sociali del fenomeno. \u00abA livello individuale \u2013 testimonia \u00a0Cechet \u2013 notiamo che il giocatore d\u2019azzardo patologico dedica la maggior parte del tempo al gioco investendo quantit\u00e0 sempre crescenti di denaro, ed \u00e8 quindi fortemente indebitato. Spesso si trova a perdere il lavoro, arriva a compiere frodi e falsificazioni e, nei casi estremi, tenta il suicidio. A livello familiare, riesce a nascondere per lungo tempo i suoi problemi connessi al gioco; tuttavia, le sempre pi\u00f9 frequenti \u201cassenze\u201d da casa lo allontanano dalle responsabilit\u00e0 del suo ruolo, che devono necessariamente venire compensate dagli altri familiari (ad esempio, per un padre assente ci sar\u00e0 una madre che dovr\u00e0 accollarsi anche la funzione paterna o un figlio, alle volte ancora adolescente, che dovr\u00e0 assumere il ruolo di capofamiglia). Tutto questo, nel contesto di una disastrosa situazione finanziaria che porta a un crollo nella qualit\u00e0 di vita dell\u2019intero nucleo familiare e a cambiamenti determinanti nei progetti e nelle prospettive di vita futura dei singoli membri (non \u00e8 infrequente, ad esempio, l\u2019avvio prematuro al lavoro dei figli, che si trovano a dover assumere responsabilit\u00e0 eccessive per la loro et\u00e0). A livello sociale, infine, notiamo una ridotta o azzerata attivit\u00e0 produttiva, quasi sempre situazioni di forte indebitamento\u00a0 e gravi fallimenti finanziari cui corrisponde, come unico \u201cvantaggio\u201d, un notevole introito economico per i gestori delle case da gioco e per lo Stato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tDi fronte ad uno scenario cos\u00ec desolante, c\u2019\u00e8 un modo per intervenire? \u00abSi pu\u00f2 affermare con decisione \u2013 conclude Cechet \u2013 che nulla finora \u00e8 stato fatto per frenare o moderare il fenomeno del gioco d\u2019azzardo; al contrario, \u00e8 doveroso sottolineare e condannare la propaganda sempre crescente e le vere e proprie speculazioni economiche che lo Stato opera su questo fenomeno. Alcuni tra i provvedimenti auspicabili potrebbero consistere nella riduzione dell\u2019offerta di azzardo, nell\u2019eliminazione della pubblicit\u00e0, nell\u2019incremento dell\u2019informazione al pubblico sui pericoli della dipendenza e nell\u2019attivazione di servizi finalizzati a eliminare l\u2019abitudine di giocare d\u2019azzardo: tutti aspetti preventivi indispensabili, di cui tuttavia ancora nessuno d\u00e0 l\u2019impressione di volersi occupare seriamente\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \tAndrea Riccardi, 62 anni, \u00e8 il Ministro per la Cooperazione internazionale e l\u2019integrazione, con deleghe alla politiche per la famiglia, giovent\u00f9, politiche antidroga, servizio civile, adozioni internazionali, antidiscriminazione razziale. Di fatto \u00e8 il principale esponente del governo Monti chiamato a confrontarsi con le problematiche sociali legate alle dipendenze da gioco d\u2019azzardo.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Ministro Riccardi, la piaga del gioco d\u2019azzardo in Italia raggiunge ogni anno nuovi record, sia per il giro di denaro sia per il numero di cittadini coinvolti. Lo Stato cosa pu\u00f2 fare per invertire questa tendenza?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abCredo che lo Stato possa fare molto perch\u00e9 ci troviamo davanti ad uno scenario totalmente diverso da quello cui eravamo abituati. Negli ultimi anni, infatti, l\u2019azzardo si \u00e8 inserito in ogni spazio della quotidianit\u00e0: radio, televisioni, edicole, bar, per strada, ma anche nelle nostre stesse case. Si pu\u00f2 dire che abbiamo assistito ad uno dei pi\u00f9 incredibili processi espansivi dell\u2019azzardo, davvero una rivoluzione senza precedenti nel nostro Paese. Tutto ci\u00f2 ha generato un cambiamento culturale notevole: il gioco d\u2019azzardo \u00e8 ormai un fatto esibito ed accettato. L\u2019azzardo sembra assumere\u00a0 una veste buona: dispensa fortune a chi non ha nulla, \u00e8 come un re-distributore di ricchezza. Etienne Marique, Presidente della Commissione Parlamentare a Bruxelles sul gioco d\u2019azzardo, ha fatto osservare che nel gioco ci sono vari attori. C\u2019\u00e8 l\u2019industria del gioco, che ovviamente ha come obiettivo l\u2019aumento del proprio fatturato, e c\u2019\u00e8 lo Stato che deve garantire la trasparenza sulle politiche relative al gioco ed ha la responsabilit\u00e0 di tutelare i cittadini attraverso l\u2019emanazione di leggi congrue con tale finalit\u00e0 e con l\u2019aiuto e l\u2019assistenza per chi vive una dipendenza dal gioco d\u2019azzardo. Insomma, non devono essere confusi i piani. Questo mi sembra un punto nodale e gi\u00e0 in questo pu\u00f2 esservi una netta inversione di tendenza\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Sar\u00e0, ma intanto dati alla mano sempre pi\u00f9 italiani spendono il proprio denaro nei giochi a premi promossi dai Monopoli di Stato (Superenalotto, Win for Life, e via dicendo\u2026). Molti sociologi e psicoterapeuti parlano apertamente di \u201cAzzardo di Stato\u201d. Lei cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00ab\u00c8 vero, il gioco non \u00e8 pi\u00f9 una dimensione marginale che coinvolge pochi. Gli italiani giocano soldi sempre di pi\u00f9: il gioco \u00e8 ormai un mercato in crescita che coinvolge milioni di persone, una vera e propria industria che sta assumendo dimensioni sempre pi\u00f9 ampie che arrivano ad investire ogni sfera della vita familiare. Non si tratta di criminalizzare il gioco di per s\u00e9. Sono rimasto molto colpito dalle tante lettere che mi sono arrivate, al momento del conferimento delle deleghe: sono storie drammatiche di famiglie, distrutte dal gioco d\u2019azzardo, segni di un piccolo ma devastante\u00a0 terremoto che ha messo in ginocchio famiglie intere, anziani, giovani. In tutte c\u2019era la richiesta di fare qualcosa. Per questo ho chiesto ai miei uffici di studiare il problema che \u00e8 piuttosto complesso. Lei parla di \u201cAzzardo di Stato\u201d. Qualcun altro ha coniato un termine ancora pi\u00f9 duro: \u201cStato croupier\u201d. A me sembra come se in questa \u201ccorsa all\u2019azzardo\u201d non ci si sia lasciati interrogare sugli effetti che la pratica pu\u00f2 avere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Si spieghi meglio.<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abParlo evidentemente dei problemi che la diffusione dell\u2019azzardo avrebbe portato con s\u00e9: la dipendenza, l\u2019estensione delle attivit\u00e0 della criminalit\u00e0 organizzata, i problemi che poteva suscitare, soprattutto nella popolazione giovanile. Certo, c\u2019\u00e8 un colpevole ritardo che l\u2019Unione Europea ci ha fatto notare, nel contrastare l\u2019azzardo. Autorevoli voci si sono levate, penso a quella del cardinal Angelo Bagnasco che, in qualche modo, si \u00e8 fatto portavoce di una sofferenza che tante associazioni avevano gi\u00e0 evidenziato, ma di fronte alle quali poco si era fatto. Ma vedo segnali incoraggianti di una presa in carico dei problemi, da parte delle istituzioni preposte\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Lo Stato per ora si \u00e8 limitato a inserire lo slogan \u201cGioca responsabile\u201d in tutte le pubblicit\u00e0 inerenti i giochi a premi di cui sopra. Lo ritiene un modo per lavarsi la coscienza?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abNel nostro Paese l\u2019industria del gioco si colloca al terzo posto. Lei prima parlava di record: abbiamo il primato mondiale per quanto attiene alla spesa pro-capite: si \u00e8 calcolato che ogni italiano spenda per il gioco, mediamente, 1.260 l\u2019euro l\u2019anno. La spesa per il gioco \u00e8 aumentata in maniera considerevole negli ultimi anni e per lo Stato il ricavato rappresenta, ormai, quasi il 4% del P.I.L. (prodotto interno lordo, ndr): un fatturato notevole, circa 16 volte il business annuale di tutta Las Vegas. In Italia abbiamo 450 mila slot machine, una ogni 150 abitanti, e si calcola che il 30% dei giocatori sia rappresentato da minorenni, pi\u00f9 di 3 milioni. Di fronte a questo fatto viene detto a tutti: \u201cGioca responsabile\u201d. Ci sarebbe molto da dire anche sull\u2019utilizzo dei termini. Il gioco ha, per suo statuto, una valenza sociale che si coniuga con aspetti quali la gratuit\u00e0, la libert\u00e0, lo svago. Si pu\u00f2 smettere di giocare quando si vuole. La responsabilit\u00e0, e penso soprattutto ai giovani, non \u00e8 un valore innato, come diceva bene Vittorio Bachelet, \u201cbisogna educare alla responsabilit\u00e0, alla saggezza, e soprattutto alla prudenza\u201d. Aggiungerei anche educare alla verit\u00e0. Insomma, credo sia giusto dire \u201cgioca responsabile\u201d ma andrebbe visto l\u2019effetto che fa. A me sembra troppo poco, quasi una sorta di segnale incompleto, a cui occorre aggiungere altri segnali ben pi\u00f9 chiari\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Restiamo in tema di segnali, allora. Cosa pensa della sovraesposizione di spot televisivi e radiofonici nelle cosiddette fasce orarie protette? Perch\u00e9 i minori non vengono tutelati in tal senso?\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abOvviamente non posso che essere contrario a tale sovraesposizione. C\u2019\u00e8 bisogno di nuove norme che ribadiscano l\u2019eliminazione di ogni pubblicit\u00e0 televisiva, messaggi promozionali o spot nelle fasce orarie protette. So che sono gi\u00e0 state presentate alcune proposte in tal senso e dobbiamo, al pi\u00f9 presto, arrivare ad una forma di regolamentazione, simile a quella presente, ad esempio, per la pubblicit\u00e0 per gli alcolici. I dati sono veramente allarmanti: i giovanissimi sono una fascia di popolazione tra le pi\u00f9 sensibili alle sirene dell\u2019azzardo. Io sono molto preoccupato delle conseguenze, che ancora non sono al momento visibili: per quanti di loro si aprir\u00e0 la strada ad una nuova dipendenza? Noi dobbiamo tornare a parlare alle giovani generazioni, ad intercettare le loro paure e quel senso di impotenza che sembra lasciare pi\u00f9 soli senza poter costruire un futuro certo. Dobbiamo, con la massima chiarezza, dire a loro e a tutti che l\u2019unica strada per garantirsi un futuro non \u00e8 attraverso l\u2019azzardo\u00bb.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t<strong>Ma lo Stato pu\u00f2 permetterselo? L\u2019erario incassa annualmente decine di miliardi di euro grazie ai giochi a premi: a suo avviso \u00e8 realistico immaginare che abbia un minimo interesse a porre un freno all\u2019 \u201cAzzardo di Stato\u201d?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\" style=\"text-align: justify;\"> \t\u00abNon voglio disconoscere il ricavo che ne viene per lo Stato. Ma facciamo un discorso sui costi. In un interessante dossier dell\u2019associazione Libera ho potuto apprendere che attorno al gioco d\u2019azzardo ruotano in Italia ben 41 clan mafiosi. Le varie mafie hanno fiutato l\u2019affare e secondo il recente Rapporto Antimafia vi sono ormai infiltrazioni quasi dappertutto. Con l\u2019azzardo prolifera anche l\u2019usura, e il gioco d\u2019azzardo patologico porta con s\u00e9 un indotto criminale. Conviene allo Stato non intervenire per porre freno all\u2019azzardo? Senza parlare poi dei costi sanitari: quanti possibili malati d\u2019azzardo ci saranno in futuro? La ludopatia ha un costo sociale altissimo. Senza scordare i costi per le famiglie. Per quanto riguarda poi le entrate per lo Stato andrebbero fatti bene i conti. A fronte del boom incredibile di giochi di ogni tipo, il gettito fiscale \u00e8 sceso? Ci troviamo davanti ad un paradosso: le entrate per l\u2019erario sono scese sensibilmente, passando da 9 miliardi e 58 milioni a 8 miliardi e 640 milioni. Per questo condivido le preoccupazioni dei sociologi<br \/>\nuando dicono che con l\u2019azzardo perdono un po\u2019 tutti: calano i consumi e si deprime l\u2019economia\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erario e giochi a premi<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":12210,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-12209","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",326,425,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",326,425,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",326,425,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1-230x300.webp",230,300,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",326,425,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",230,300,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",326,425,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",249,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",199,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",300,391,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",326,425,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",326,425,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",326,425,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",326,425,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1-326x380.webp",326,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1.webp",161,210,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/534-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Erario e giochi a premi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12209","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12209"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12209\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12210"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}