{"id":76362,"date":"2026-08-31T16:21:21","date_gmt":"2026-08-31T14:21:21","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=76362"},"modified":"2026-08-31T16:21:21","modified_gmt":"2026-08-31T14:21:21","slug":"guido-cecere-wunderkammer","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/guido-cecere-wunderkammer\/","title":{"rendered":"Guido Cecere. Wunderkammer"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Un\u00a0<strong>grande evento espositivo<\/strong>, capace di\u00a0<strong>ridefinire i confini tra fotografia commerciale, linguaggi storici della Pop Art, erudizione visiva contemporanea<\/strong>. Al tempo stesso,\u00a0<strong>l\u2019omaggio all&#8217;intuizione pionieristica di Guido Cecere<\/strong>, un intellettuale visivo che ha saputo fondere il rigore geometrico della grande grafica editoriale all&#8217;immediatezza \u201cdemocratica\u201d dell&#8217;immaginario di massa:\u00a0<strong>da venerd\u00ec 12 settembre e fino al 28 novembre 2026, la Galleria Sagittaria di Pordenone<\/strong>, sede espositiva di\u00a0<strong>Casa Zanussi Centro Cultura Pordenone<\/strong>, ospita\u00a0<strong><em>Guido Cecere. Wunderkammer<\/em><\/strong>, la 517\u00aa mostra promossa dal\u00a0<strong>Centro Iniziative Culturali Pordenone<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Curata a sei mani da\u00a0<strong>Angelo Bertani, Walter Criscuoli e Fulvio Dell\u2019Agnese<\/strong>, la mostra \u00e8\u00a0realizzata in\u00a0collaborazione con il\u00a0<strong>Comune di Pordenone,\u00a0<\/strong><strong>ed \u00e8 tra i progetti selezionati dal Comune di Pordenone nell\u2019ambito dell\u2019Avviso pubblico \u201cVerso Pordenone 2027\u201d,\u00a0<\/strong>dedicato alle iniziative che contribuiscono a sviluppare i temi e le progettualit\u00e0 delineati nel dossier di candidatura di Pordenone a Capitale italiana della Cultura 2027.\u00a0Sostengono l\u2019iniziativa anche la\u00a0<strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Unione Artigiani della provincia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il percorso espositivo si focalizza\u00a0<\/strong><strong>sulle originali modalit\u00e0 di costruzione dello scatto fotografico che valsero a Cecere anche il Premio per il miglior Calendario fotografico europeo, alla Fiera del Libro di Francoforte del 199<\/strong>4: ovvero,\u00a0<strong>quell\u2019attenta regia visiva simile a una camera delle meraviglie, la\u00a0<em>Wunderkammer<\/em><\/strong>\u00a0appunto. Ma la personalit\u00e0 dell\u2019artista \u00e8 sempre strettamente connessa anche al suo\u00a0<strong>inesauribile spirito di collezionista<\/strong>: e la mostra permette di apprezzare questa cifra identitaria, nella consapevolezza che la catalogica narrazione della realt\u00e0 &#8211; orchestrata da miriadi di cartoline e materiali pubblicitari, insegne e pupazzi con fotocamera sul treppiede o a tracolla \u2013 abbia costantemente nutrito la creativit\u00e0 di Guido Cecere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>A sette anni dalla scomparsa del Maestro, avvenuta nel 2019, la mostra scavalca la dimensione del mero \u201ctributo\u201d,<\/strong>\u00a0per imporsi all&#8217;attenzione della critica e della stampa\u00a0nazionale\u00a0<strong>analizzando, per la prima volta in modo sistematico, il genio teorico e pratico dell\u2019autore<\/strong>, titolare della cattedra di fotografia all&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia, stimato docente a Urbino e Roma,\u00a0<strong>capace di trasformare la fotografia promozionale e industriale in un sofisticato territorio di indagine filosofica, meta-iconografica e di pura sperimentazione formale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Formatosi al celebre Corso Superiore di Arte Grafica di Urbino\u00a0<strong>sotto la guida di giganti della comunicazione del Novecento come Albe Steiner e Michele Provinciali<\/strong>, e successivamente\u00a0<strong>specializzatosi in fotografia creativa al London College of Printing con Jorge Lewinsk<\/strong>i, Guido Cecere ha attinto la lezione dirompente della\u00a0<strong>Pop Art britannica<\/strong>\u00a0direttamente sul campo, frequentando nei primi anni Settanta i mercati storici di Camden e Portobello.\u00a0<strong>\u00c8 in quell&#8217;humus culturale che l&#8217;autore ha compreso come l\u2019oggetto di consumo e il frammento della civilt\u00e0 industriale potessero farsi veicolo di una comunicazione universale e transgenerazionale<\/strong>. Il percorso espositivo della Galleria Sagittaria evidenzia come la sua intera produzione abbia sistematicamente e ironicamente scardinato la rigida distinzione accademica tra cultura elitaria e sottocultura pop.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Come sottolinea Fulvio Dell\u2019Agnese, storico dell&#8217;arte e Presidente del Centro Iniziative Culturali Pordenone, Guido Cecere ha orchestrato un &#8220;sorridente catalogo del visibile&#8221;,<\/strong>\u00a0una vera e propria\u00a0<strong>archeologia narrativa<\/strong>\u00a0in cui l&#8217;inquadratura non consuma n\u00e9 sciupa la realt\u00e0, ma la eleva a un grado superiore di meraviglia. Nei cassetti del suo studio e della sua abitazione, trasformata in una vera e propria camera delle meraviglie che d\u00e0 il titolo alla mostra, Cecere ha accumulato e catalogato con amorevole precisione migliaia di cartoline analogiche, insegne d&#8217;epoca e giocattoli iconici a tema fotografico. Questa imponente collezione di modernariato pop, che spazia dalle preziose ceramiche di Limoges ai gadget degli ovetti Kinder, non costituiva un semplice accumulo collezionistico, bens\u00ec la linfa vitale e il repertorio iconografico da cui il fotografo attingeva per reinventare la sintassi delle immagini.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La sezione centrale della mostra documenta la straordinaria rivoluzione applicata da Cecere al mondo della committenza aziendale<\/strong>, con un focus approfondito sui celebri\u00a0<strong>Calendari d&#8217;autore<\/strong>\u00a0<strong>realizzati a partire dagli anni Ottanta<\/strong>, tra cui spicca lo storico, fecondo e quarantennale sodalizio con Ceramica Dolomite che gli valse il Premio per il miglior calendario fotografico europeo alla Fiera del Libro di Francoforte del 1994.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il critico d&#8217;arte Aldo Iori analizza \u00ablo specifico\u00a0<em>modus imaginis<\/em>\u00a0codificato da Cecere per questi supporti di larga diffusione, trasformati da semplici oggetti promozionali in opere d&#8217;arte autonome<\/strong>\u00a0attraverso una straordinaria intuizione tecnica e concettuale: la stampa in rapporto uno a uno. Sfidando la tradizionale e didascalica fotografia industriale del tempo,\u00a0<strong>Cecere sceglieva di riprodurre gli elementi vegetali, le sezioni macroscopiche di frutti o gli oggetti di modernariato nelle loro esatte dimensioni reali, annullando ogni mediazione di scala e generando un potente effetto\u00a0<em>trompe l&#8217;oeil<\/em><\/strong>\u00a0che instaurava un legame empatico e immediato con lo spettatore sulla parete di casa o dell&#8217;ufficio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per ottenere questa assoluta precisione geometrica, l&#8217;autore utilizzava magistralmente il banco ottico operando complessi scatti zenitali: posizionava gli oggetti in orizzontale sul piano di lavoro e compieva poi un radicale ribaltamento prospettico nel momento in cui l&#8217;immagine veniva presentata in modo frontale e verticale sulla parete del calendario. Questi &#8220;<strong>Wunderquadrate<\/strong>&#8221; (quadrati delle meraviglie) si configurano come raffinati dispositivi spaziotemporali di straordinaria efficacia visuale, dove la rigorosa composizione geometrica e l&#8217;intenzionalit\u00e0 dell&#8217;inquadratura isolano la forma dal caos della societ\u00e0 dei consumi, elevando il banale quotidiano a dignit\u00e0 artistica assoluta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il genio di Cecere risiede anche nella sua capacit\u00e0 di inserire complessi contenuti ontologici e riflessioni sulla temporalit\u00e0 sotto la superficie di immagini apparentemente leggere<\/strong>, solari e commerciali. Il co-curatore della mostra\u00a0<strong>Angelo Bertani evidenzia come l&#8217;approccio scientifico di Cecere fosse profondamente influenzato dal metodo stratigrafico del nonno materno Michele Gervasio<\/strong>, celebre archeologo e storico direttore del Museo Archeologico di Bari.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abApplicando l&#8217;archeologia al mondo moderno,\u00a0<strong>Cecere ha saputo raccogliere i reperti visuali del territorio dei consumi, trasformando gli oggetti d&#8217;uso comune in &#8220;cose&#8221; cariche di echi emotivi e soggettivi,<\/strong>\u00a0secondo la celebre teorizzazione filosofica di Remo Bodei. Nelle serie delle sovrimpressioni e nelle indagini visive dedicate alla\u00a0<strong>costruzione mitologica del simulacro di Marilyn Monroe<\/strong>, Cecere\u00a0<strong>esplora con lucidit\u00e0 la fragilit\u00e0, l&#8217;ambiguit\u00e0 e la precariet\u00e0 della bellezza massificata<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si tratta di\u00a0<strong>una fotografia profondamente umanistica<\/strong>\u00a0e legata al controllo fisico e intellettuale delle tecniche analogiche, che oggi si pone\u00a0<strong>in aperta e lucida antitesi rispetto alle contemporanee derive algoritmiche della creativit\u00e0 generata dall&#8217;intelligenza artificiale<\/strong>.\u00a0<strong>Come ricorda il giornalista e critico Michele Smargiassi, Guido Cecere concepiva l&#8217;arte principalmente come relazione e scambio tra esseri umani, rifiutando la noia accademica per abbracciare una storia della fotografia non convenzionale<\/strong>, &#8220;non vasariana&#8221;, intesa come una parata festosa ed entusiastica del saper vedere. Le sue composizioni erano\u00a0<strong>sofisticate sfide all&#8217;entropia del mondo<\/strong>, esperimenti di arte combinatoria in cui ogni frammento trovava una propria nicchia spaziale armonica,\u00a0<strong>ricordandoci che l&#8217;immagine \u00e8 fatta della stessa materia dei giochi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ad arricchire la portata del progetto espositivo,\u00a0<strong>il Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia (CRAF) di Spilimbergo, in stretta sinergia con il Centro Iniziative Culturali Pordenone, firma un cartellone di quattro eventi culturali<\/strong>\u00a0ospiti della Sala Appi di Casa Zanussi Centro Cultura Pordenone (alle ore 18). Il programma si aprir\u00e0\u00a0<strong>venerd\u00ec 18 settembre nell\u2019ambito del festival pordenonelegge<\/strong>, con un focus intitolato\u00a0&#8220;<strong>Guido Cecere. Wunderkammer<\/strong>&#8220;,\u00a0protagonista Michele\u00a0<strong>Smargiassi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gli approfondimenti critici proseguiranno nel mese di\u00a0<strong>ottobre: gioved\u00ec 15<\/strong>, i curatori\u00a0<strong>Angelo Bertani<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Walter Criscuoli<\/strong>\u00a0presenteranno l&#8217;intervento &#8220;<strong>Sulle tracce di Guido<\/strong>&#8220;, analizzando il legame tra l&#8217;oggetto ritrovato e il pensiero critico;\u00a0<strong>gioved\u00ec 22<\/strong>\u00a0i grandi maestri della fotografia\u00a0<strong>Elio Ciol<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Stefano Ciol<\/strong>\u00a0<strong>dialogheranno<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>Alvise Rampini<\/strong>\u00a0nell&#8217;appuntamento &#8220;<strong>Firmato Ciol<\/strong>&#8220;, che connetter\u00e0 la memoria degli scambi dei due fotografi con Cecere ai\u00a0<strong>futuri progetti dei Ciol\u00a0<\/strong>nel contesto\u00a0<strong>di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027.<\/strong>\u00a0infine,\u00a0<strong>gioved\u00ec 29 ottobre<\/strong>,\u00a0<strong>Leonardo Fabris<\/strong>\u00a0condurr\u00e0 l&#8217;incontro &#8220;<strong>Un giovane fotografo e l\u2019importanza di un maestro<\/strong>&#8220;, incentrato sul fondamentale ruolo didattico svolto da Cecere nelle accademie italiane.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La mostra &#8220;<strong>Guido Cecere. Wunderkammer<\/strong>&#8221; rester\u00e0\u00a0<strong>aperta al pubblico con ingresso libero<\/strong>\u00a0dal luned\u00ec al sabato, dalle ore 10:00 alle ore 19:00, offrendo ai media nazionali e al pubblico internazionale l&#8217;occasione irripetibile di riscoprire un pioniere assoluto della cultura visuale contemporanea.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sede della mostra: Galleria Sagittaria, Casa Zanussi Centro Cultura Pordenone,\u00a0Via Concordia 7, Pordenone\u00a0\/\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.centroculturapordenone.it\/\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/www.centroculturapordenone.it&amp;source=gmail&amp;ust=1788250237168000&amp;usg=AOvVaw35D6BipYWQ7D2im7VztB0z\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.centroculturapordenone.it<\/a><\/span>\u00a0\/\u00a0<a href=\"mailto:cicp@centroculturapordenone.it\">cicp@centroculturapordenone.it<\/a>\u00a0\/ tel 04341751570<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Periodo di apertura: 12 settembre \u2013 28 novembre 2026<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Orari di apertura: Da luned\u00ec a sabato, ore 10:00 &#8211; 19:00 (Ingresso gratuito)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pordenone celebra l&#8217;eredit\u00e0 visiva del fotografo e art director: un focus espositivo di rilievo nazionale sui celebri Calendari d&#8217;autore stampati in scala reale 1:1 e sul ribaltamento zenitale del banco ottico<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":76363,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[261,826,293,60,275],"mec_category":[59],"class_list":["post-76362","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-fotografia","tag-mostre","tag-pordenone","mec_category-meeting"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/76362","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76362"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76363"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76362"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76362"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=76362"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}