{"id":75618,"date":"2026-07-22T15:47:31","date_gmt":"2026-07-22T13:47:31","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=75618"},"modified":"2026-07-22T15:47:31","modified_gmt":"2026-07-22T13:47:31","slug":"larte-triestina-al-femminile","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/larte-triestina-al-femminile\/","title":{"rendered":"L&#8217;arte triestina al femminile"},"content":{"rendered":"<p>Cinque protagoniste, cinque personalit\u00e0 straordinarie che, partendo da Trieste, hanno contribuito a rinnovare l&#8217;arte, il design, la moda, il teatro e l&#8217;editoria del Novecento, conquistando un posto di rilievo nella cultura italiana ed europea.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il cuore de <strong><em>L&#8217;arte triestina al femminile nel &#8216;900 d&#8217;avanguardia italiano ed europeo<\/em><\/strong>, la grande mostra ideata, curata e progettata da <strong>Marianna Accerboni<\/strong>, promossa dall&#8217;<strong>Associazione Foemina APS<\/strong> in collaborazione con il <strong>Comune di Trieste \u2013 Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo<\/strong>, in programma <strong>dal 23 luglio al 27 settembre 2026<\/strong> al <strong>Magazzino 26 \u2013 Sala Carlo Sbis\u00e0<\/strong> del Porto Vecchio di Trieste.<\/p>\n<p>Con <strong>oltre 220 opere<\/strong> \u2013 tra dipinti, disegni, bozzetti teatrali e di moda, ceramiche, fotografie, lettere, documenti, libri, abiti, gioielli, accessori, profumi e materiali d&#8217;archivio \u2013 la mostra racconta il percorso artistico e umano di <strong>Leonor Fini<\/strong>,<strong> Maria Lupieri<\/strong>,<strong> Maria Melan<\/strong>,<strong> Anita Pittoni <\/strong>e<strong> Miela Reina<\/strong>.<\/p>\n<p>La mostra, dopo essere stata ospitata nel 2024 all&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, ripropone il progetto articolato in <strong>cinque percorsi monografici<\/strong>, vere e proprie <em>&#8220;mostre nella mostra&#8221;<\/em>, che accompagnano il visitatore alla scoperta dell&#8217;universo creativo di ciascuna artista attraverso opere, fotografie, lettere, documenti, video e materiali d&#8217;epoca. L\u2019esposizione proseguir\u00e0 con nuove tappe internazionali, tra cui <strong>Parigi<\/strong> e <strong>Berlino<\/strong>.<\/p>\n<p>Accanto ai capolavori pi\u00f9 noti, il pubblico potr\u00e0 scoprire numerose opere <strong>inedite<\/strong> o raramente esposte, molte delle quali presentate <strong>per la prima volta a Trieste<\/strong>, tra cui il prezioso carteggio tra <strong>Leonor Fini<\/strong> e l&#8217;amico triestino Giorgio Cociani, fotografie e documenti d&#8217;archivio, insieme a materiali che restituiscono aspetti poco conosciuti della vita e della ricerca delle cinque protagoniste.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che una semplice cornice, <strong>Trieste<\/strong> \u00e8 il filo conduttore dell&#8217;intero progetto. Citt\u00e0 mitteleuropea, porto dell&#8217;Impero asburgico e crocevia di culture, tra la fine dell&#8217;Ottocento e il Novecento rappresent\u00f2 uno dei pi\u00f9 vivaci laboratori della modernit\u00e0 europea. Un ambiente aperto al confronto internazionale, capace di accogliere e rielaborare i fermenti provenienti da Vienna, Monaco, Berlino e Parigi, dove arte, letteratura, architettura e musica dialogavano in modo naturale.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che matur\u00f2 il talento delle cinque artiste, accomunate dalla capacit\u00e0 di superare i confini disciplinari e di costruire linguaggi originali, profondamente moderni. Infatti, molto prima che si parlasse di interdisciplinarit\u00e0, queste artiste intrecciavano pittura, design, moda, teatro, editoria e arti applicate, anticipando temi e sensibilit\u00e0 che ancora oggi dialogano con la contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>Il progetto espositivo \u00e8 arricchito da video inediti che trasformano la visita in un&#8217;esperienza immersiva tra memoria, arte e storia. Tra queste opere in particolare vi \u00e8 quella realizzata da Marianna Accerboni, che restituisce ricordi, racconti e testimonianze di chi ha conosciuto personalmente Leonor Fini.<\/p>\n<p>Ad accompagnare il visitatore in mostra in filodiffusione sar\u00e0 il flauto del Maestro<strong> Roberto Fabbriciani<\/strong>, tra i maggiori interpreti della musica contemporanea.<\/p>\n<p>In occasione dell\u2019inaugurazione, inoltre, il celebre flautista, eseguir\u00e0 un intervento musicale live ispirato alle artiste, mentre per il finissage si chiuder\u00e0 con la musica di di <strong>Paolo Cervi Kervischer<\/strong> (sax) e <strong>Daniele Mastronuzzi<\/strong> (live eletronics).<\/p>\n<p>L\u2019esposizione sar\u00e0 accompagnata da incontri, visite guidate, presentazioni editoriali e momenti di approfondimento dedicati alle artiste, coinvolgendo studiosi, scrittori, familiari e protagonisti della cultura italiana ed europea.<\/p>\n<p>Le opere esposte provengono dal Civico Museo Revoltella di Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, Biblioteca Civica <em>A. Hortis <\/em>(Fondo Anita Pittoni) di Trieste, Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte del Comune di Trieste, Universit\u00e0 degli Studi di Trieste, Fondazione CRTrieste, La Wolfsoniana &#8211; Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova e da vari collezionisti privati soprattutto triestini, tra cui Maurizio Zanei, importante collezionista e detentore, tra l\u2019altro, della pi\u00f9 ampia collezione esistente del pittore Zoran Music. Le opere di Miela Reina, di Maria Lupieri e di Maria Melan sono state scelte di concerto con le rispettive famiglie che le hanno ereditate, tra le pi\u00f9 significative prodotte dalle artiste al fine di offrire un quadro sintetico ma esaustivo della loro creativit\u00e0.<\/p>\n<h3><strong>LE ARTISTE <\/strong><\/h3>\n<p>La mostra accompagna il visitatore in un percorso che restituisce la straordinaria ricchezza e variet\u00e0 della ricerca di ciascuna protagonista, mettendo in luce linguaggi, sensibilit\u00e0 e percorsi creativi profondamente diversi, ma accomunati da una costante tensione verso l&#8217;innovazione.<\/p>\n<p><strong>Leonor Fini<\/strong>\u00a0(Buenos Aires 1907 \u2013 Parigi 1996), pittrice, costumista, scenografa, illustratrice, disegnatrice e scrittrice triestina. Voce solista del Surrealismo francese e internazionale, che seppe originalmente modulare attraverso varie tematiche, si form\u00f2 nel contesto dell\u2019eccezionale milieu multietnico e multiculturale della Trieste del primo \u2018900, a stretto contatto con personalit\u00e0 quali Umberto Saba, Italo Svevo, Bobi Bazlen, Gillo Dorfles, Leo Castelli, Arturo Nathan, e a Milano, dove assimil\u00f2 l\u2019influenza novecentista a contatto con il classicismo di Achille Funi e il tonalismo di Carlo Carr\u00e0 e Arturo Tosi. Linguaggio che abbandon\u00f2 per il Surrealismo, quando nel 1931 si trasfer\u00ec a Parigi, dove intraprese, da autentica self made women, una brillante carriera artistica internazionale, che la port\u00f2 a esporre in sedi di grande prestigio quali, tra le altre, la Julien levi Gallery, il MoMA di New York e diverse Biennali veneziane. Autodidatta, indipendente, molto colta, originale, misteriosa, poliedrica ed esoterica, fu autrice fin da giovanissima di ritratti d\u2019eccezione. Condusse per decenni un menage a trois con l\u2019importante intellettuale polacco Costantin Jelenski e con il pittore ed ex diplomatico Stanislao Lepri, accanto ai quali \u00e8 sepolta nel piccolo cimitero di Saint-Dy\u00e9-sur-Loire.<\/p>\n<p><strong>Maria Lupieri <\/strong>(Trieste 1901 \u2013 Roma 1961), pittrice e scenografa triestina. Formatasi nell\u2019elevato milieu artistico culturale della Trieste del primo \u2018900, fu in contatto con Gabriele D\u2019Annunzio e amica, tra gli altri, fin da giovanissima di Eugenio Montale, Carlo Levi, Umberto Saba e la figlia Linuccia, Arturo Nathan, Leonor Fini, Anita Pittoni, Virgilio Giotti, Gillo Dorfles e poi di Maria Pospisilova, pittrice surrealista cecoslovacca, rivelatasi molto importante per la sua formazione. Gi\u00e0 nel 1927 fu scenografa al Teatro alla Scala di Milano. Influenzata dalle avanguardie coeve, si avvicin\u00f2 al Futurismo e, a partire dal 1930, espose in molte mostre di rilievo, tra cui le Triennali milanesi, le Quadriennali di Roma e la Biennale di Venezia. Infaticabile sperimentatrice, dagli interessi esoterici, colse gli afflati del suo tempo, tra cui il Surrealismo e la pittura organica, capace di transitare da un\u2019intensa rappresentazione narrativa (nature morte di fiori, intensi paesaggi e ritratti), condotta sul filo dell\u2019Espressionismo figurativo, a esiti astratti e informali, esplicitati attraverso una forte sensibilit\u00e0 per la luce e il colore.<\/p>\n<p><strong>Maria Melan\u00a0<\/strong>(Gorizia 1923 \u2013 Bruxelles 2023), architetto, pittrice, illustratrice, grafica pubblicitaria, docente e atelierista triestina. Di antica e nobile famiglia triestina, temperamento riservato, visse nel capoluogo giuliano fin dall\u2019infanzia, trasferendosi quindi a Bruxelles. Laureata in Architettura a Venezia, fu per anni collaboratrice del grande architetto Carlo Scarpa. Vicina alla poetica di Bruno Munari e Riccardo Dalisi, fu cofondatrice del Gruppo Immagine e del MiniMu &#8211; Museo dei Bambini di Trieste. I suoi lavori testimoniano una grande freschezza d\u2019inventiva, un modo armonico ed equilibrato di tener conto del pensiero delle avanguardie del Novecento senza tuttavia citarle, ma redigendo un proprio alfabeto di accostamenti raffinati e un po\u2019 giocosi che alludono alla memoria futurista e costruttivista. Ha operato ed esposto ripetutamente in sedi e spazi urbani di prestigio in Toscana, a Trieste e a Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>Anita Pittoni\u00a0<\/strong>(Trieste 1901 \u2013 1982), stilista, costumista teatrale, pittrice, poetessa, scrittrice ed editrice triestina. Animo indipendente e combattivo, temperamento irrequieto non facile, artista poliedrica, fond\u00f2 a Trieste, con una filiale a Milano nell\u2019atelier dell\u2019architetto Agnoldomenico Pica, il suo Studio d\u2019Arte decorativa, importante casa di alta moda femminile e maschile e di arredi tessili d\u2019avanguardia, che faceva uso di tessuti innovativi quali per esempio il filo di ginestra e creava modelli antesignani per tipologia ed essenzialit\u00e0. Come costumista teatrale lavor\u00f2, tra gli altri, per il regista Anton Giulio Bragaglia e, apprezzata da Gio Ponti, scrisse su Domus. Espose, tra l\u2019altro, a Parigi, Berlino, Buenos Aires e New York, Medaglia d\u2019oro nel 1936 alla Triennale di Milano, e nel \u201937 Gran Prix all\u2019Esposizione universale di Parigi. Dopo il secondo conflitto mondiale, chiuse l\u2019atelier e fond\u00f2, con il sostegno di scrittori e poeti quali Umberto Saba, Giani Stuparich, Virgilio Giotti, Pier Antonio Quarantotti Gambini e Luciano Budigna, la Casa editrice Lo Zibaldone e un importante salotto letterario.<\/p>\n<p><strong>Miela Reina<\/strong>\u00a0(Trieste 1935 \u2013 Udine 1972), pittrice, grafica, fumettista, scenografa e scultrice triestina. Laureata all\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, grande viaggiatrice, fu molto apprezzata da Gillo Dorfles e una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 importanti e significative dell\u2019arte triestina del secondo Novecento.<\/p>\n<p>Artista originale e fantastica, capace di divertire, far riflettere e sognare attraverso invenzioni antesignane e ludiche, connotate dalla freschezza dell\u2019intuizione e da una genialit\u00e0 lieve e profonda, rimase molto legata alla Sicilia, regione d\u2019origine del padre, da cui aveva tratto, nella sua prima fase creativa, ispirazione, dipingendo, nell\u2019ambito dell\u2019espressionismo figurativo, personaggi e ambientazioni emblematici e, pi\u00f9 avanti, magma materici che tendevano a sganciarsi dalla figurazione. Per poi passare a un\u2019inclinazione pi\u00f9 visionaria, che dal \u201967 si trasform\u00f2 in un segno netto.<\/p>\n<p>Ide\u00f2 anche originali storie a fumetti e ardite, poetiche sperimentazioni per il teatro, per la scuola e l\u2019happening, decorazioni di edifici pubblici e motonavi. Punta di diamante, coraggiosa e sorprendente, dell\u2019avanguardia triestina, attenta anche ai venti culturali dell&#8217;Est, partecip\u00f2 per esempio pi\u00f9 volte alla Biennale Musica di Zagabria: qui cre\u00f2 insieme al musicista Carlo de Incontrera una serie di lavori teatrali, dove, nel momento stesso dell\u2019accadimento musicale, inventava in diretta sul palcoscenico fatti visivi particolarmente affascinanti. Al suo raffinato eclettismo e alla sua arte indipendente Trieste ha dedicato un teatro d\u2019avanguardia che porta il suo nome e una scuola.<\/p>\n<p><strong>Titolo mostra<\/strong>: L\u2019ARTE TRIESTINA AL FEMMINILE NEL \u2018300 D\u2019AVANGUARDIA ITALIANO ED EUROPEO<\/p>\n<p><strong>A cura di<\/strong>: Marianna Accerboni<\/p>\n<p><strong>Promossa da<\/strong>: Associazione Foemina APS di Trieste. Realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste<\/p>\n<p><strong>Dove<\/strong>: Magazzino 26 del Polo museale del Porto Vecchio di Trieste (COME ARRIVARE: autobus linea 19, fermata Porto Vivo Porto Vecchio &#8211; Generali Convention Center)<\/p>\n<p><strong>\u01eauando<\/strong>: 24 luglio \/ 27 settembre 2026<\/p>\n<p><strong>Orario<\/strong>: gioved\u00ec dalle 16:00 alle 20:00 \/ venerd\u00ec sabato domenica (e festivi) dalle 11:00 alle 20:00<\/p>\n<p><strong>Biglietti<\/strong>: \u20ac 5,00<\/p>\n<p><strong>Info<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.triestecultura.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.triestecultura.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Info e prenotazioni<\/strong> +39 335 6750946 \/ <a href=\"mailto:marianna.accerboni@gmail.com\">marianna.accerboni@gmail.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel &#8216;900 d&#8217;avanguardia italiano ed europeo: oltre 220 opere raccontano il percorso di cinque artiste: Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":75619,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[165,261,826,60,65],"mec_category":[59],"class_list":["post-75618","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-arte","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-mostre","tag-trieste","mec_category-meeting"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/75618","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75618"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/75619"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75618"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=75618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}