{"id":74965,"date":"2026-06-19T12:35:42","date_gmt":"2026-06-19T10:35:42","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=74965"},"modified":"2026-06-19T12:35:42","modified_gmt":"2026-06-19T10:35:42","slug":"italia-settanta-304","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/italia-settanta-304\/","title":{"rendered":"FVG Settanta"},"content":{"rendered":"<p>Dal 27 giugno, le sale di <strong>Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia<\/strong> tornano a farsi scenario di un viaggio ravvicinato nella memoria visiva del nostro Paese con l\u2019apertura della mostra\u00a0<strong>\u201c<\/strong><strong><em>Italia Settanta. La creativit\u00e0 come antidoto. Arte Moda Design<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;esposizione, promossa dell\u2019<strong>Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia \u2013 ERPAC FVG<\/strong>, rappresenta il nuovo, attesissimo tassello di un articolato percorso che, dopo il successo dei precedenti appuntamenti dedicati agli anni Cinquanta e Sessanta, continua a documentare le profonde trasformazioni della societ\u00e0 italiana del secondo dopoguerra.<\/p>\n<p>In stretto collegamento con la mostra goriziana, a <strong>Gradisca d\u2019Isonzo<\/strong>, il progetto\u00a0<strong>\u201c<\/strong><em><strong>FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni \u201970<\/strong><\/em><strong>\u201d<\/strong>\u00a0della <strong>Galleria Regionale d\u2019Arte Contemporanea \u201cLuigi Spazzapan\u201d<\/strong> riaccender\u00e0 i riflettori su un territorio \u2014 da Trieste a Udine, da Pordenone fino all&#8217;Isontino \u2014 che storicamente \u00e8 stato un crocevia fondamentale di avanguardie artistiche.<\/p>\n<p>Il fulcro dell&#8217;indagine della mostra di Gorizia, curata da Raffaella Sgubin, Carla Cerutti, Lorenzo Michelli ed Enrico Minio Capucci e allestita dallo studio Roberto Festi, rimane l&#8217;affascinante e fitto dialogo tra i diversi linguaggi creativi \u2014 Arte, Moda e Design, appunto \u2014 mettendone in luce le affinit\u00e0 e le reciproche influenze sullo sfondo di un&#8217;epoca segnata da radicali mutamenti economici, politici e culturali.<\/p>\n<p>In questa nuova tappa, le arti visive affiancano gli altri ambiti assumendo valenza critica rispetto alle urgenze del periodo.<\/p>\n<p>Gli anni Settanta si distinguono infatti per la straordinaria pluralit\u00e0 dei linguaggi artistici e per il venir meno di una direzione unitaria della ricerca. Accanto alle esperienze concettuali, che privilegiano il progetto e l\u2019idea, si sviluppano pratiche che analizzano criticamente i fondamenti della pittura, mentre altre invadono lo spazio attraverso installazioni e interventi ambientali. Tra memoria e sperimentazione, citazione e innovazione, il decennio ridefinisce profondamente i modelli del fare artistico.<\/p>\n<p>La selezione espositiva di arti visive \u2013 strutturata a partire dalle ambientazioni di moda e design \u2013 mette in relazione esperienze eterogenee: dagli echi della stagione Pop e delle ricerche degli anni Sessanta fino a pratiche che anticipano le sensibilit\u00e0 degli anni Ottanta, evidenziando continuit\u00e0 e trasformazioni all\u2019interno di un quadro non lineare. Cos\u00ec, accanto a figure di riferimento come <strong>Alberto Burri<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Afro<\/strong>, la sezione presenta protagonisti della ricerca pittorica e concettuale quali\u00a0<strong>Gino De Dominicis<\/strong>,\u00a0<strong>Giorgio Griffa<\/strong>,\u00a0<strong>Rodolfo Aric\u00f2, Marco Gastini, Getulio Alviani, Carlo Ciussi\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0Lucio Saffaro<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel corpo della mostra non poteva mancare\u00a0<strong>Ugo Nespolo<\/strong>, con la sua linea dinamico\/futurista e per questo citazionista, insieme a un&#8217;installazione di\u00a0<strong>Michelangelo Pistoletto<\/strong>, che apre alla dimensione ambientale e relazionale dell\u2019opera. Questa sezione evidenzia chiaramente il rapporto tra le arti visive e le altre discipline: mentre design e moda si concentrano sulla dimensione della quotidianit\u00e0 e della funzione, l\u2019arte sviluppa percorsi orientati alla sperimentazione di nuovi linguaggi e alla definizione di modelli espressivi in costante mutamento.<\/p>\n<p>Il mondo della moda vive nel medesimo decennio una rivoluzione epocale legata alla definitiva industrializzazione del settore. L&#8217;alto artigianato cede il passo al pr\u00eat-\u00e0-porter e la figura del sarto d&#8217;atelier viene sostituita da quella, modernissima, dello &#8220;stilista&#8221; termine coniato a definire\u00a0<strong>Walter Albini<\/strong>.<\/p>\n<p>Milano si consacra come nuova capitale della moda e i grandi interpreti del Made in Italy dimostrano la capacit\u00e0 straordinaria di elevare la produzione di tipo industriale a livelli qualitativi eccelsi. La metamorfosi del costume si riflette in creazioni straordinarie, sospese tra moda e arte concettuale: ne \u00e8 un esempio il cappotto-scultura\u00a0<em>Cretto<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Roberto Capucci<\/strong>, che recepisce gli stimoli materici delle arti visive applicando elementi naturali insoliti sul tessuto come sassi, corda e bamb\u00f9.<\/p>\n<p>Accanto alle geometrie e ai celebri accostamenti cromatici dei capi in maglieria firmati da\u00a0<strong>Missoni<\/strong>, il guardaroba quotidiano si ridefinisce attraverso i generi e le forme, trovando nella giacca destrutturata di\u00a0<strong>Giorgio Armani<\/strong>\u00a0il simbolo intramontabile di una nuova eleganza urbana e fluida. Questa spinta al rinnovamento intercetta anche le istanze dei pi\u00f9 giovani e della cultura underground grazie allo stile pop e dirompente di\u00a0<strong>Elio Fiorucci<\/strong>, capace di trasformare i jeans e l&#8217;abbigliamento unisex in un fenomeno di costume globale.<\/p>\n<p><strong>Il design,\u00a0<\/strong>dal canto suo, attraversa una stagione di eccezionale vitalit\u00e0 formale. Sulla scia delle grandi riflessioni sul nuovo panorama domestico, la produzione industriale sperimenta con audacia le materie plastiche, lasciando spazio a ironiche intuizioni visive. Emblematica di questa libert\u00e0 espressiva \u00e8 la monumentale poltrona\u00a0<em>Joe<\/em>\u00a0del trio\u00a0<strong>De Pas-D&#8217;Urbino-Lomazzi<\/strong>, una seduta scultorea a forma di guantone da baseball che contesta apertamente il rigore del mobile tradizionale.<\/p>\n<p>Questa spinta iconoclasta convive con il design industriale pi\u00f9 puro e rigoroso, attento alla tecnologia e alla funzionalit\u00e0 dell&#8217;ufficio e della casa, magistralmente interpretato dalla calcolatrice portatile\u00a0<em>Divisumma 18<\/em>\u00a0disegnata da\u00a0<strong>Mario Bellini per Olivetti<\/strong>, avvolta nella sua caratteristica e morbida membrana di gomma flessibile. Se la lampada\u00a0<em>Valigia<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Ettore Sottsass jr<\/strong>\u00a0esprime con la sua estetica geometrica l&#8217;idea di un design ironico e &#8220;nomade&#8221;, pronto a seguire le evoluzioni degli spazi abitativi, la produzione industriale milanese si conferma il cuore pulsante del settore grazie a protagonisti del calibro di Joe Colombo, Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Richard Sapper e Gae Aulenti.<\/p>\n<p>In contrapposizione a questa dimensione industriale, si palesa il desiderio di un ritorno alla natura, all\u2019autoproduzione e all\u2019uso di materiali poveri, come testimoniano i progetti di\u00a0<strong>Enzo Mari<\/strong>\u00a0e i mobili scultorei di\u00a0<strong>Mario Ceroli<\/strong>. Un caso a parte \u00e8 costituito dall\u2019attivit\u00e0 di\u00a0<strong>Gabriella Crespi<\/strong>, creatrice di arredi sofisticati d\u2019alto artigianato apprezzati da una ristretta clientela internazionale e oggi oggetto di grande riscoperta da parte dei collezionisti. La fine del decennio segna infine la transizione verso le provocazioni postmoderne: una stagione dominata dalla figura di\u00a0<strong>Alessandro Mendini<\/strong>\u00a0e dallo\u00a0<strong>Studio Alchimia<\/strong>\u00a0(fondato a Milano nel 1976 da Alessandro e Adriana Guerriero), che aprir\u00e0 la strada alla straordinaria avventura del gruppo\u00a0<strong>Memphis<\/strong>, creato da Ettore Sottsass nel 1981.<\/p>\n<p>Con questo ricco intreccio di storie, visioni e oggetti indimenticabili, la mostra a Palazzo Attems Petzenstein si propone non solo come un esercizio di memoria storica, ma come una chiave di lettura fondamentale per comprendere le radici della nostra contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>Il progetto \u201c<strong>FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni \u201970<\/strong>\u201d, a Gradisca d\u2019Isonzo, si articoler\u00e0 parallelamente attraverso mostre, incontri, dialoghi, momenti di approfondimento e pubblicazioni. Si configura come un percorso articolato di ricerca, valorizzazione e divulgazione dedicato alla ricostruzione del panorama artistico regionale e nasce da un&#8217;approfondita attivit\u00e0 di ricerca archivistica condotta presso fondi\u00a0pubblici e privati conservati in diverse istituzioni culturali del territorio, tra cui la Galleria Regionale d&#8217;Arte contemporanea &#8220;Luigi Spazzapan&#8221;, il Museo Revoltella, Casa Zanussi &#8211; Centro Cultura Pordenone, nonch\u00e9 gli archivi di importanti realt\u00e0 espositive private quali la Galleria Plurima e lo Studio Tommaseo.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 riportare alla luce protagonisti, artisti, mostre, eventi, reti\/relazioni e progettualit\u00e0 culturali che hanno contribuito a definire l&#8217;identit\u00e0 artistica del Friuli Venezia Giulia negli anni Settanta, evidenziando il ruolo svolto dalla nostra regione all&#8217;interno dei pi\u00f9 ampi processi di rinnovamento artistico e culturale di quegli anni.<\/p>\n<p>Si apre con \u201c<strong>Per una nuova Galleria<\/strong>\u201d (27 giugno \u2013 20 luglio), dedicata alle origini della Galleria Regionale d\u2019Arte Contemporanea \u201cLuigi Spazzapan\u201d, con opere provenienti dalle prime acquisizioni, materiali d\u2019archivio digitalizzati e un video introduttivo sul progetto. Prosegue con \u201c<strong>Nuovi modelli di ricerca<\/strong>\u201d (23 luglio \u2013 29 novembre), che ricostruisce le principali esperienze artistiche regionali attraverso opere, documenti e archivi organizzati per nuclei geografici e tematici, trasformando la Galleria in un centro di memoria visiva degli anni Settanta.<\/p>\n<p>Tra gli appuntamenti collegati rientra la presentazione della\u00a0<strong>donazione di Sergio Pausig<\/strong>\u00a0(11 settembre \u2013 11 ottobre), composta da opere realizzate negli anni Settanta e da lavori successivi destinati a ERPAC, cui si affiancher\u00e0 un ciclo di eventi collaterali e conferenze (settembre 2026 \u2013 gennaio 2027) dedicati ai temi emersi dalla ricerca. Il percorso culminer\u00e0 infine il 15 gennaio 2027 con un evento conclusivo in occasione del\u00a0<strong>50\u00b0 anniversario della fondazione della Galleria Spazzapan<\/strong>, in dialogo con il progetto\u00a0<strong>Together<\/strong>, quale momento di incontro tra studiosi, istituzioni, artisti e comunit\u00e0 per valorizzare oltre cinquant\u2019anni di ricerca e sperimentazione nell\u2019arte contemporanea del Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<h3><strong>Informazioni utili<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Mostra:<\/strong>\u00a0Italia Settanta. La creativit\u00e0 come antidoto. Arte Moda Design.<\/p>\n<p><strong>Sede:<\/strong>\u00a0Palazzo Attems Petzenstein, Piazza Edmondo De Amicis, 2 \u2013 Gorizia<\/p>\n<p><strong>Periodo:<\/strong>\u00a0Dal 27 giugno al 29 novembre<\/p>\n<p><strong>Catalogo:\u00a0<\/strong>Antiga Edizioni<\/p>\n<p><strong>Allestimento:\u00a0<\/strong>Studio Roberto Festi<\/p>\n<p><strong>Grafica:<\/strong>\u00a0Studio Polo 1116 \u2013 Sergio Brugiolo e Chiara Romanelli<\/p>\n<p><strong>Orari:<\/strong> lun &#8211; dom 9-19 e gioved\u00ec 9-22<\/p>\n<p><strong>Contatti:<\/strong>\u00a0<a href=\"mailto:didatticamusei.erpac@regione.fvg.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">didatticamusei.erpac@regione.<wbr \/>fvg.it<\/a>\u00a0\/ 0481 285335<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mostra:<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni \u201970<\/p>\n<p><strong>Sede:<\/strong>\u00a0Galleria Regionale di Arte contemporanea Luigi Spazzapan, Via Marziano Ciotti, 51 \u2013 Gradisca d\u2019Isonzo (GO)<\/p>\n<p><strong>Periodo:<\/strong>\u00a0Dal 27 giugno al 29 novembre<\/p>\n<p><strong>Catalogo:\u00a0<\/strong>Antiga Edizioni<\/p>\n<p><strong>Grafica:<\/strong>\u00a0Studio Polo 1116 \u2013 Sergio Brugiolo e Chiara Romanelli<\/p>\n<p><strong>Orari:<\/strong> mer &#8211; dom 10-13\/15-19<\/p>\n<p><strong>Contatti:<\/strong>\u00a0<a href=\"mailto:galleriaspazzapan@regione.fvg.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">galleriaspazzapan@regione.fvg.<wbr \/>it<\/a>\u00a0\/ 0481 960816<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni \u201970: a Gorizia e Gradisca il racconto di un decennio rivoluzionario<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":74964,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[186,261,826,43,254,60],"mec_category":[59],"class_list":["post-74965","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-erpac","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-gorizia","tag-gradisca","tag-mostre","mec_category-meeting"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/74965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74965"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74964"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74965"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=74965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}