{"id":74545,"date":"2026-05-28T16:58:13","date_gmt":"2026-05-28T14:58:13","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=74545"},"modified":"2026-05-28T16:58:13","modified_gmt":"2026-05-28T14:58:13","slug":"ila-beka-fotoni","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/ila-beka-fotoni\/","title":{"rendered":"Ila B\u00eaka: FOTONI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dal 27 giugno all\u201911 ottobre <\/strong>2026 il <strong>Magazzino delle Idee di Trieste<\/strong> presenta <strong><em>FOTONI<\/em><\/strong>, la prima personale, a cura di <strong>Barbara Casavecchia<\/strong>, che rivela al pubblico la ricerca fotografica di <strong>Ila B\u00eaka<\/strong>, artista e regista friulano riconosciuto a livello internazionale per il lavoro filmico sviluppato insieme a <strong>Louise Lemoine<\/strong>.<\/p>\n<p>Prodotta e organizzata <strong>dall\u2019Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia \u2013 ERPAC<\/strong>, la mostra raccoglie per la prima volta una selezione di 300 fotografie provenienti dall\u2019ampio e inedito archivio personale di Ila B\u00eaka, composto da circa 300.000 immagini realizzate nell\u2019arco di quarant\u2019anni di pratica artistica.<\/p>\n<p>Il titolo <em>FOTONI <\/em>rimanda alla passione di Ila B\u00eaka per la meccanica quantistica e alle particelle di luce al centro delle ricerche di Albert Einstein.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di un secolo fa, il fisico formul\u00f2 l\u2019ipotesi che l\u2019energia di un raggio luminoso non si distribuisse in modo continuo nello spazio, ma fosse composta da \u201cquanti\u201d localizzati e in movimento, successivamente denominati fotoni. Una volta riflessi dalla materia, questi vengono percepiti e interpretati dal nostro cervello. Da qui il titolo della mostra, che l\u2019artista sintetizza cos\u00ec: \u201c<em>Vedere significa tradurre i fotoni in esperienza<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Come spiega Carlo Rovelli, la fisica quantistica ci invita a vedere il mondo come una rete di relazioni, in cui gli oggetti non hanno propriet\u00e0 assolute, ma le acquisiscono attraverso le interazioni. Tutto ci\u00f2 che ci circonda emette, riflette o trasmette luce.<\/p>\n<p>Quando la luce entra nei nostri occhi, la retina la trasforma in segnali nervosi, e il cervello li interpreta come forme e colori.<\/p>\n<p>La parola \u201cfotoni\u201d suggerisce anche una sottile dose di autoironia dell\u2019artista per la scala di grande formato che alcune fotografie assumono in mostra, rispetto alla dimensione tascabile del repertorio d\u2019immagini da lui scattate in maggior parte con il suo cellulare.<\/p>\n<p>Per Ila B\u00eaka, infatti, il cellulare assume la funzione di un taccuino di schizzi e annotazioni, uno strumento spesso in uso dagli artisti per sviluppare e affinare la propria grammatica del guardare, ancor prima del raffigurare. Vagando per le strade l\u2019artista registra attese, piccoli eventi e il suo sguardo si cala nella quotidianit\u00e0, rimanendo vigile e curioso, senza imporsi l\u2019obbligo della perfezione formale o della completezza.<\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo <\/strong>ripercorre un arco di quarant\u2019anni di pratica artistica senza seguire un ordine cronologico. Le fotografie si susseguono liberamente, seguendo associazioni, intuizioni, emozioni e ricordi, come fossero pensieri in libert\u00e0 dello stesso artista, spesso accompagnate da sue brevi annotazioni, simili a frammenti tratti dal suo diario.<\/p>\n<p><strong>Affiorano in mostra due grandi filoni<\/strong>: <strong>il corpo<\/strong> e <strong>la luce<\/strong>. La tematica del <strong>corpo<\/strong> s\u2019incontra nelle serie fotografiche emerse dall\u2019adolescenza a Latisana (dove Ila \u2013 all\u2019anagrafe Filippo Clericuzio \u2013 \u00e8 nato nel 1967) e dalla vicina spiaggia di Lignano Sabbiadoro, dove le inquadrature giocano con i volumi dei corpi dei bagnanti.<\/p>\n<p>La <strong>luce<\/strong>, invece, \u00e8 il <em>fil rouge<\/em> che unisce la selezione di immagini pi\u00f9 astratte e rarefatte, incentrate su di essa come materia primaria della visione e delle nostre esperienze percettive. Buio, tenebre, riflessi, baluginii diventano simili ad apparizioni \u201c\u2026<em>capaci di riempirci dello stesso stupore che, da piccoli, ci ha colti nello scoprire un raggio di luce che danza tra la polvere, o un micro arcobaleno che s\u2019imprime sul palmo aperto<\/em>\u201d, scrive nel suo testo critico la curatrice.<\/p>\n<p>Molte delle fotografie esposte prendono corpo qui per la prima volta, stampate su carta fotografica. Le immagini non sono pensate secondo dimensioni prestabilite, ma possono assumere forme e formati diversi, cos\u00ec come sono tanti e diversi i possibili mondi simultanei ipotizzati dalla fisica quantistica.<\/p>\n<p>Anche per questo, come osserva Barbara Casavecchia, <em>FOTONI <\/em>\u00e8 \u201c<em>una delle tante mostre che avrebbero potuto emergere da quel ricchissimo e assai intimo archivio personale, fin qui inedito<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>La selezione delle opere esposte al pubblico nasce, nelle parole di B\u00eaka, \u201c<em>dalla volont\u00e0 di capire, all\u2019interno di questo flusso di immagini, quali siano in grado di riattivare <\/em><em>lo <\/em><em>sguardo e far emergere nuove percezioni<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019analogia pi\u00f9 efficace per raccontare questo processo \u00e8 suggerita da Louise Lemoine: un montaggio cinematografico, capace di far nascere un racconto dalla massa informe del girato. Anche nei film di B\u00eaka &amp; Lemoine il racconto non si fonda su una sceneggiatura strutturata, ma resta sempre aperto all\u2019esperienza emotiva e all\u2019incontro.<\/p>\n<p>Proprio questa speciale sensibilit\u00e0 ha portato nel 2016 all\u2019acquisizione da parte del MoMA di New York dell\u2019intera opera prodotta dal duo fino a quella data, oggi parte della collezione permanente del museo.<\/p>\n<h3><strong>Ila B\u00eaka<\/strong><\/h3>\n<p>Ila B\u00eaka \u00e8 nato a Latisana nel 1967. Si \u00e8 diplomato in Architettura all\u2019IUAV di Venezia e ha studiato all\u2019\u00c9cole Nationale Sup\u00e9rieure d\u2019Architecture de Paris-Belleville. Artista, regista, produttore ed editore, opera all\u2019incrocio tra arti visive, cinema documentaristico e architettura.<\/p>\n<p>Nell\u2019arco di quarant\u2019anni ha sviluppato un lavoro fotografico che costituisce oggi un archivio inedito di oltre 300.000 immagini, di cui oltre 300 sono presentate al pubblico per la prima volta in occasione della mostra <em>FOTONI <\/em>al Magazzino delle Idee di Trieste.<\/p>\n<p>Come regista, ha cominciato realizzando una serie di 168 microfilm, i <em>Millimetraggi<\/em>, con i quali ha vinto il Festival du Film Tr\u00e8s Court di Parigi, il Premio Massimo Troisi e il festival Maremetraggio di Trieste. Da vent\u2019anni collabora con Louise Lemoine nel duo B\u00eaka &amp; Lemoine. Insieme sperimentano nuove forme narrative e cinematografiche per esplorare come le persone vivono, percepiscono e si relazionano con lo spazio da un punto di vista emotivo, sociale, politico e culturale.<\/p>\n<p>Nel 2016, il MoMA, Museum of Modern Art di New York ha acquisito per la sua collezione permanente l\u2019intera opera del duo prodotta fino a quella data. B\u00eaka e Lemoine hanno realizzato oltre quaranta film, tra cui l\u2019odissea in quindici capitoli <em>Homo Urbanus<\/em> (2017\u2013in corso); tra i pi\u00f9 recenti <em>The World in a Square<\/em> (2026) e <em>Mundo Fr\u00e1gil <\/em>(2026, in uscita in autunno), e gli ormai classici <em>Moriyama-San<\/em> (2017), Tokyo Ride (2020) e <em>Koolhaas Houselife <\/em>(2008). Sono regolarmente invitati a tenere corsi e conferenze presso universit\u00e0 come la GSD\/Harvard University (USA), la GSAPP Columbia University (New York, USA), l\u2019Accademia di Architettura di Mendrisio (Svizzera) e l\u2019Architectural Association School di Londra (Regno Unito). Nel 2023 hanno pubblicato il libro <em>The Emotional Power of Space<\/em> (B&amp;P ed.).<\/p>\n<p>Accompagna la mostra il\u00a0<strong>volume <em>FOTONI<\/em><\/strong>, edito dalla casa editrice Miracoli, che comprende un testo critico di Barbara Casavecchia e tre conversazioni distinte fra\u00a0Ila B\u00eaka e Barbara Casavecchia, Luca<strong>\u00a0<\/strong>Galofaro e Louise Lemoine.<\/p>\n<h3><strong>INFORMAZIONI<\/strong><\/h3>\n<p><strong><em>Ila B\u00eaka FOTONI<\/em><\/strong><\/p>\n<p>A cura di Barbara Casavecchia<\/p>\n<p>27 giugno \u2013 11 ottobre 2026<\/p>\n<p>Magazzino delle Idee<br \/>\nCorso Cavour, 2 | Trieste<\/p>\n<p>Inaugurazione: venerd\u00ec 26 giugno 2026 ore 18.00<\/p>\n<p><strong>Orari<\/strong><\/p>\n<p>Tutte le informazioni sono aggiornate al sito:<\/p>\n<p>www.magazzinodelleidee.it<\/p>\n<p>info@magazzinodelleidee.it | T +39 040 3774783<\/p>\n<p><strong>Biglietti<\/strong><\/p>\n<p>Intero \u20ac 8,00<\/p>\n<p>Ridotto \u20ac 5,00 (65+; ragazzi 12\u201318; studenti fino a 26; persone con disabilit\u00e0; soci TCI; FVG Card)<\/p>\n<p>Omaggio (bambini fino a 11 anni; accompagnatori gruppi; insegnanti in visita con studenti; un accompagnatore per disabile; giornalisti con tessera dell&#8217;Ordine; tessera ICOM)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Trieste per la prima volta in mostra una selezione di oltre 300 fotografie tratte dall\u2019archivio personale e inedito dell\u2019artista, composto da circa 300.000 scatti<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[186,261,826,60,65],"mec_category":[59],"class_list":["post-74545","mec-events","type-mec-events","status-publish","hentry","tag-erpac","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-mostre","tag-trieste","mec_category-meeting"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/74545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74545"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74545"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=74545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}