{"id":73858,"date":"2026-05-07T16:48:04","date_gmt":"2026-05-07T14:48:04","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=73858"},"modified":"2026-05-07T16:48:04","modified_gmt":"2026-05-07T14:48:04","slug":"il-mito-del-pianoforte-in-concerto-a-udine","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/il-mito-del-pianoforte-in-concerto-a-udine\/","title":{"rendered":"Il mito del pianoforte in concerto a Udine"},"content":{"rendered":"<h6>Ivo Pogorelic (\u00a9 Andrej Grilc)<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da oltre quarant\u2019anni il nome infiamma le platee di tutto il mondo: con le sue memorabili interpretazioni, il pianista <strong>Ivo Pogorelich<\/strong> ha costruito attorno a s\u00e9 un&#8217;aura leggendaria, rendendo ogni suo concerto un appuntamento imperdibile.<\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 13 maggio alle 20.30<\/strong> l\u2019artista, celebre per la sua tecnica straordinaria e per l\u2019approccio innovativo all\u2019interpretazione, sar\u00e0 ospite per la prima volta al <strong>Teatro Nuovo Giovanni da Udine<\/strong> con una delle orchestre pi\u00f9 rappresentative d\u2019Europa, la magiara <strong>Savaria Symphony<\/strong> <strong>Orchestra <\/strong>diretta da <strong>Zsolt Hamar<\/strong>.<\/p>\n<p>Il programma si aprir\u00e0 con l&#8217;<strong>Ouverture<\/strong> di <strong><em>Der Freisch\u00fctz<\/em><\/strong> (<em>Il franco cacciatore<\/em>) di <strong>Carl Maria von Weber<\/strong>, opera che sin dal suo debutto a Berlino nel 1821 fu salutata come il vero manifesto del teatro musicale romantico tedesco.<\/p>\n<p>Proseguiremo poi con il <strong>Concerto n. 2 in Fa minore op. 21<\/strong> di <strong>Fryderyk Chopin<\/strong>, composto tra il 1829 e il 1830, che appartiene alla giovinezza polacca dell&#8217;autore, per continuare con la <strong>Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 <\/strong>di<strong> Felix Mendelssohn<\/strong>, nota come <strong><em>Italiana<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Composta nel 1833 e da lui stesso definita come la sua partitura pi\u00f9 riuscita, irradiata da una luce mediterranea e da un&#8217;esuberante gioia di vivere, \u00e8 il frutto del viaggio che il compositore tedesco comp\u00ec nel nostro Paese tra il 1830 e il 1831.<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;estetica romantica, qui rappresentata da tre dei suoi massimi esponenti, non si esaurisce in una semplice contrapposizione tra opposti, ma si configura come un\u2019ampia esplorazione dell&#8217;interiorit\u00e0, del rapporto con la natura e del sentimento di appartenenza nazionale \u2013 sottolinea il direttore artistico del Giovanni da Udine, <strong>Paolo Cascio<\/strong> \u2013. Attraverso le partiture di Weber, Chopin e Mendelssohn, cogliamo quell\u2019anelito all\u2019ineffabile che la musica del XIX secolo ha saputo tradurre in suoni\u201d.<\/p>\n<p>Costituitasi alla fine dell\u2019800, la <strong>Savaria Symphony Orchestra<\/strong> \u00e8 una delle compagini pi\u00f9 prestigiose dell\u2019Ungheria. Il suo repertorio comprende musica classica, romantica e del ventesimo secolo. L\u2019orchestra \u00e8 inoltre nota per le sue esecuzioni del repertorio contemporaneo. Oltre alla regolare attivit\u00e0 sinfonica nella Bart\u00f3k Hall di Szombathely, un\u2019antica sinagoga, l\u2019orchestra si esibisce regolarmente nei principali festival ungheresi, come il Bart\u00f3k Festival di Budapest e in numerosi festival internazionali.<\/p>\n<p>In Austria ha una presenza stabile e si \u00e8 esibita anche in Francia, Italia, Germania, Svizzera, Lussemburgo. Nel corso della sua storia l\u2019Orchestra ha collaborato con illustri direttori e solisti di fama mondiale come Kobayashi Ken-Ichiro, John Cage, Tam\u00e1s V\u00e1s\u00e1ry, Colman Pierce, P\u00e9ter E\u00f6tv\u00f6s, L\u00e1szl\u00f3 Somogyi, J\u00e1nos Ferencsik, Lajos Rajter, Gidon Kremer, John Ogdon, Dimitri Alexejev, Istv\u00e1n Ruha, Gy\u00f6rgy Seb\u0151k, Carlo Zardo, Pavel Kogan, Natalia Gutman, Mikl\u00f3s Per\u00e9nyi, Csaba Onczay, Zolt\u00e1n Kocsis, Sylvia Sass, Jen\u0151 Jand\u00f3, Istv\u00e1n Matuz, Vilmos Szabadi, e molti altri.<\/p>\n<p>Nato a Budapest nel 1968, <strong>Zsolt Hamar<\/strong> ha iniziato lo studio del pianoforte in giovane et\u00e0, proseguendo poi con composizione e direzione d\u2019orchestra. Vincitore di importanti concorsi internazionali, tra cui l\u20198\u00b0 Concorso della Televisione Ungherese, il concorso della European Broadcasting Union e il Concorso Antonio Pedrotti di Trento, si \u00e8 affermato rapidamente sulla scena internazionale.<\/p>\n<p>Nel 1997, su indicazione di Zolt\u00e1n Kocsis, \u00e8 diventato il primo direttore principale permanente della Filarmonica Nazionale Ungherese. Ha ricoperto incarichi di rilievo, tra cui direttore principale e artistico della Filarmonica Pannonica di P\u00e9cs (2000\u20132009), primo direttore ospite dell\u2019Orchestra di Padova e del Veneto (2002\u20132007) e Direttore Musicale Generale del Teatro di Stato dell\u2019Assia a Wiesbaden (2012\u20132016). Dal 2022 \u00e8 Direttore Principale della Filarmonica di Moravia.<\/p>\n<p>Ha collaborato con numerose orchestre internazionali e diretto in importanti teatri d\u2019opera europei. Attivo anche nella formazione, insegna all\u2019Universit\u00e0 di Szeged e guida progetti dedicati ai giovani direttori. \u00c8 stato insignito della Croce di Cavaliere e del Premio Ferenc Liszt<\/p>\n<p>Nato a Belgrado nel 1958, figlio di un musicista, <strong>Ivo Pogorelich<\/strong> inizia lo studio del pianoforte a 7 anni e debutta come solista a 10. Nel 1970 si trasferisce a Mosca, dove studia alla Scuola speciale di Musica \u010cajkovskij e al Conservatorio.<\/p>\n<p>L\u2019incontro nel 1976 con la pianista Alisa Kezeradze segna una svolta decisiva nella sua formazione, legata alla tradizione pianistica russa. Nel 1980 vince il Concorso Internazionale di Montreal e si impone all\u2019attenzione mondiale al Concorso Chopin di Varsavia, nonostante la controversa esclusione dalla finale, che suscita grande clamore.<\/p>\n<p>Da allora intraprende una brillante carriera internazionale, esibendosi nelle pi\u00f9 importanti sale e con orchestre di primo piano in Europa, America, Asia e Australia. La sua prestigiosa carriera lo vede impegnato ad eseguire sui palcoscenici dell\u2019Europa, dell\u2019America del Nord, dell\u2019America del Sud e dell\u2019Estremo Oriente, le pietre miliari della letteratura pianistica per solista e dei concerti.<\/p>\n<p>Il suo straordinario repertorio si \u00e8 focalizzato negli ultimi anni sui cicli di Schumann, Brahms, Debussy, Ravel, Rachmaninov e Stravinskij, nonch\u00e9 i concerti di Chopin, Schumann e Rachmaninov. Pogorelich affianca all\u2019attivit\u00e0 concertistica un forte impegno umanitario e di sostegno ai giovani musicisti. \u00c8 Ambasciatore di buona volont\u00e0 UNESCO dal 1988. \u00a0Accanto ai concerti, ha realizzato incisioni di grande successo, inizialmente per Deutsche Grammophon e pi\u00f9 recentemente per Sony Classical. Il suo repertorio spazia dai classici al Novecento, con particolare attenzione a Schumann, Brahms, Ravel, Rachmaninov e Chopin.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ivo Pogorelich nel segno del Romanticismo: con la Savaria Symphony Orchestra diretta da Zsolt Hamar<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":73859,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[861,261,826,469,101],"mec_category":[99],"class_list":["post-73858","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-concerti","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-pianoforte","tag-udine","mec_category-music"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/73858","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73858"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73859"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73858"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=73858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}