{"id":73710,"date":"2026-05-04T13:21:35","date_gmt":"2026-05-04T11:21:35","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=73710"},"modified":"2026-05-04T14:42:42","modified_gmt":"2026-05-04T12:42:42","slug":"i-12-violoncelli-dei-berliner-philharmoniker-a-pordenone","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/i-12-violoncelli-dei-berliner-philharmoniker-a-pordenone\/","title":{"rendered":"I 12 Violoncelli dei Berliner Philharmoniker a Pordenone"},"content":{"rendered":"<p><strong>Marted\u00ec 5 maggio<\/strong>, alle <strong>20.30<\/strong>, il palcoscenico pordenonese accoglier\u00e0 in <strong>esclusiva<\/strong> uno dei complessi pi\u00f9 straordinari e celebrati della scena musicale internazionale, <strong>I 12 Violoncelli dei Berliner Philharmoniker<\/strong>.<\/p>\n<p>Sono unici, e non \u00e8 un modo di dire. Nati quasi per caso nel <strong>1972<\/strong> da una produzione radiofonica dell\u2019<em>Hymnus<\/em> di Julius Klengel, <strong>I 12 Violoncelli dei Berliner Philharmoniker<\/strong> si sono progressivamente affermati come una vera e propria <strong>leggenda della musica<\/strong>, una \u201corchestra nell\u2019orchestra\u201d capace di ridefinire i confini espressivi del proprio strumento.<\/p>\n<p>Oltre <strong>cinquant\u2019anni di attivit\u00e0<\/strong>, <em>tourn\u00e9e<\/em> nei cinque continenti, riconoscimenti prestigiosi come l\u2019<strong>Echo Klassik<\/strong> e una presenza costante nei pi\u00f9 importanti <strong>contesti istituzionali e concertistici<\/strong> \u2013 fino a esibirsi davanti a capi di Stato e alle pi\u00f9 alte cariche internazionali \u2013 raccontano una storia di eccellenza assoluta e di continua evoluzione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che rende questa formazione cos\u00ec speciale \u00e8 una combinazione rara di <strong>perfezione tecnica<\/strong>, <strong>profondit\u00e0 timbrica<\/strong> e <strong>libert\u00e0 creativa<\/strong>. I loro concerti non sono semplici esecuzioni, ma autentici <strong>viaggi sonori<\/strong>, esperienze immersive in cui il violoncello si moltiplica, si trasfigura, diventa orchestra sinfonica, ensemble cameristico, perfino big band. Un <strong>caleidoscopio di colori e suggestioni<\/strong> che attraversa i generi in un <em>cross over<\/em> che accosta con sorprendente naturalezza <strong>repertorio classico e contaminazioni jazz, il tango e le colonne sonore<\/strong>, in un dialogo continuo tra tradizione e invenzione che conquista ascoltatori di ogni et\u00e0.<\/p>\n<p>Il programma scelto per la serata pordenonese \u00e8, in questo senso, un vero manifesto della loro straordinaria versatilit\u00e0. Si apre con le <strong>Bachianas Brasileiras n. 1<\/strong> di <strong>Heitor Villa-Lobos<\/strong>, pagine che fondono la lezione di Bach con il respiro ritmico della musica brasiliana, per poi approdare alla dimensione sospesa e contemplativa di <strong>Fratres<\/strong> di <strong>Arvo P\u00e4rt<\/strong>. Accanto a questi capolavori, trovano spazio incursioni nella chanson francese con <strong>Sous les ponts de Paris<\/strong> e <strong>Fleur de Paris<\/strong>, restituite con eleganza e spirito, prima di un secondo tempo che amplia ulteriormente l\u2019orizzonte espressivo: dai ritmi brillanti e leggeri di <strong>Tea for Two<\/strong> alle suggestioni del grande cinema firmate da <strong>Nino Rota<\/strong> ed <strong>Ennio Morricone<\/strong>, fino alla poesia impressionista di <strong>Clair de lune<\/strong> di <strong>Claude Debussy<\/strong>.<\/p>\n<p>Gran finale affidato all\u2019intensit\u00e0 e alla malinconia del tango di <strong>Astor Piazzolla<\/strong>, per un percorso musicale che attraversa epoche e linguaggi con sorprendente coerenza.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questa capacit\u00e0 di reinventare la musica, di darle nuova vita attraverso una formazione inusuale e affascinante, a rendere <strong>I 12 Violoncelli dei Berliner Philharmoniker<\/strong> un fenomeno unico nel panorama internazionale. Un ensemble che unisce <strong>rigore e libert\u00e0<\/strong>, <strong>virtuosismo e leggerezza<\/strong>, <strong>profondit\u00e0 e ironia<\/strong>, mantenendo sempre una straordinaria qualit\u00e0 del suono e una sensibilit\u00e0 interpretativa fuori dal comune. Il <strong>Teatro Verdi di Pordenone<\/strong>, ancora una volta, si conferma crocevia privilegiato della grande musica, capace di portare sul proprio palcoscenico artisti e formazioni di assoluto rilievo mondiale.<\/p>\n<p>E se il <strong>sold out<\/strong> preannunciato \u00e8 il segnale pi\u00f9 evidente dell\u2019attesa, sar\u00e0 l\u2019atmosfera stessa della sala, densa di attenzione e partecipazione, a restituire fino in fondo la portata di un evento che si annuncia gi\u00e0 <strong>memorabile<\/strong>, destinato a lasciare un\u2019impronta profonda nella programmazione musicale del Verdi e nella memoria del pubblico. Sul palco Ludwig Quandt, Uladzimir Sinkevich, Sol\u00e8ne Kermarrec, Nikolaus R\u00f6misch, Christoph Igelbrink, Olaf Maninger, Martin Menking, Knut Weber, Stephan Koncz, David Riniker, Moritz Huemer, Martin L\u00f6hr.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle pi\u00f9 celebrate compagini orchestrali al mondo protagonista di un concerto memorabile che spazi dalla classica al jazz al tango<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":73711,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[861,261,826,55,275],"mec_category":[99],"class_list":["post-73710","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-concerti","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-musica","tag-pordenone","mec_category-music"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/73710","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73710"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73711"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73710"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73710"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=73710"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}