{"id":73397,"date":"2026-04-23T11:10:31","date_gmt":"2026-04-23T09:10:31","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=73397"},"modified":"2026-04-24T10:35:49","modified_gmt":"2026-04-24T08:35:49","slug":"via-per-le-strade","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/via-per-le-strade\/","title":{"rendered":"Via per le strade"},"content":{"rendered":"<h6>Paolo Gasparini &#8211; San Salvador de Paul, miniera di diamanti, Stato Bolivar, Venezuela<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Venerd\u00ec\u00a0<strong>24 aprile 2026<\/strong>\u00a0alle ore\u00a0<strong>18<\/strong>, a <strong>Gorizia<\/strong>, negli spazi di\u00a0<strong>Casa Morassi<\/strong>\u00a0(Borgo Castello 20), sar\u00e0 inaugurata la mostra di Paolo Gasparini\u00a0<strong>\u201c<em>Via per le strade<\/em>\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione, aperta <strong>dal<\/strong>\u00a0<strong>25 aprile al 27 settembre 2026 <\/strong>(orario 9-19), presenta una nuova e inedita installazione composta da un trittico sviluppato attraverso il linguaggio del fotomurale, una forma espressiva che trasforma la fotografia in una composizione di grande scala.<\/p>\n<p>I temi affrontati nel progetto riguardano le radici culturali e identitarie di chi ha trascorso un\u2019intera esistenza lontano dal luogo di origine con\u00a0<strong>\u201c<em>Dov\u2019\u00e8 la mia Patria<\/em>\u201d<\/strong>, il viaggio \u2014 inteso sia come conseguenza di questa condizione sia come unica possibilit\u00e0 di sopravvivenza per una parte significativa dell\u2019umanit\u00e0 \u2014 con\u00a0<strong>\u201c<em>Via per le strade<\/em>\u201d<\/strong>\u00a0e la responsabilit\u00e0 degli adulti nei confronti dei bambini, il cui futuro viene oggi profondamente condizionato con\u00a0<strong>\u201c<em>I bambini ci guardano<\/em>\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>A fare da contrappunto alla nuova installazione vi \u00e8 un celebre fotomurale dell\u2019autore,<strong> \u201c<em>La pasion sacrificada<\/em>\u201d<\/strong>, presentato nel padiglione del Venezuela alla\u00a0<strong>Biennale di Venezia<\/strong>\u00a0del 1995.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo curato dallo storico dell\u2019arte e della fotografia\u00a0<strong>Italo Zannier<\/strong>\u00a0e dal direttore del\u00a0Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia<strong> Alvise Rampini<\/strong>, con progetto grafico di\u00a0<strong>Roberto Duse<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Irene Simiz<\/strong>\u00a0e testi di\u00a0<strong>Eliseo Sierra<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Cristina Feresin<\/strong>.<\/p>\n<p>Promossa e sostenuta dall\u2019<strong>Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia \u2013 ERPAC FVG<\/strong>\u00a0e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il\u00a0<strong>CRAF<\/strong>\u00a0di Spilimbergo, \u201cVia per le strade\u201d segna il ritorno a Gorizia di uno dei grandi maestri della fotografia contemporanea, nella citt\u00e0 in cui \u00e8 nato e dalla quale part\u00ec nel 1954 per il Venezuela, dove si \u00e8 affermato come uno dei principali autori della sua generazione.<\/p>\n<p>Nell\u2019esposizione \u00e8 inoltre presente un\u2019ampia sezione iconografica curata dallo\u00a0<strong>studio Faganel<\/strong>, autore anche del progetto di allestimento, con numerose pubblicazioni di Paolo Gasparini, alcune oggi oggetto di ricerca da parte degli appassionati. Lo sguardo di Gasparini, autore classe 1934, si conferma capace di interrogare il presente attraverso la forza dell\u2019evidenza visiva, denunciando l\u2019endemico fenomeno dell\u2019iniquit\u00e0 sociale e della colonizzazione culturale del Sud del mondo, alimentata da quella consumista.<\/p>\n<p>\u00abGorizia si conferma spazio aperto \u2014 laboratorio di idee, crocevia di esperienze che trovano nell\u2019arte contemporanea una chiave privilegiata per leggere il presente e immaginare il futuro\u00bb, ha dichiarato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia,\u00a0<strong>Massimiliano Fedriga<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 con particolare soddisfazione che la Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso l\u2019Assessorato alla Cultura e allo Sport \u2013 ha sottolineato il vicepresidente della Regione,\u00a0<strong>Mario Anzil<\/strong> \u2013 sostiene e accompagna la realizzazione di questa significativa mostra dedicata a Paolo Gasparini, autore di straordinaria levatura artistica e intellettuale. L\u2019iniziativa espositiva arricchisce l\u2019offerta culturale del nostro territorio \u2013 che da sempre intreccia identit\u00e0 diverse, memorie plurali e traiettorie di viaggio \u2013 e contribuisce a rafforzarne il nuovo ruolo di spazio di dialogo, riflessione e confronto, in coerenza con la cultura di frontiera che la Regione sostiene\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo fortemente voluto questa esposizione \u2013 le parole della direttrice generale di ERPAC FVG,\u00a0<strong>Lydia Alessio-Vern\u00ec<\/strong> \u2013 accompagnata da un catalogo arricchito da importanti contributi critici, che mettono in evidenza il valore e l\u2019unicit\u00e0 del rapporto tra Paolo Gasparini e la sua terra d\u2019origine. Un legame profondo, restituito attraverso un percorso espositivo che ne valorizza la ricerca artistica e culturale. L\u2019opera di Gasparini trova oggi temporanea ospitalit\u00e0 in una delle sedi inaugurate nel 2025<strong>,\u00a0<\/strong>Casa Morassi<strong>,<\/strong>\u00a0che torna a essere pienamente fruibile dal pubblico dopo il successo di\u00a0<strong>\u201c<em>Tre Sguard<\/em>i<\/strong>\u201d, a una settimana esatta dalla riapertura del vicino Museo della Moda e delle Arti applicate\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>Nota biografica<\/strong><\/h3>\n<p>Paolo Gasparini (Gorizia, 1934) \u00e8 tra le\u00a0<strong>figure centrali della fotografia latinoamericana<\/strong>\u00a0contemporanea. Formatosi nel clima del neorealismo italiano, nel 1954 si trasferisce a Caracas, dove affianca alla fotografia d\u2019architettura una ricerca attenta alle trasformazioni sociali e urbane.<\/p>\n<p>Con\u00a0<strong>\u201c<em>Bobare<\/em>\u201d<\/strong>\u00a0(1959), considerato il primo reportage di denuncia sociale in Venezuela, inaugura un percorso che intreccia analisi critica e costruzione narrativa.<\/p>\n<p>Tra il 1961 e il 1965 vive a Cuba, nel contesto della Rivoluzione, collaborando con scrittori e artisti e sviluppando un linguaggio dinamico che unisce fotografia, cinema e scrittura.<\/p>\n<p>Dagli anni Settanta il fotolibro diventa il centro della sua pratica: opere come\u00a0<strong>\u201c<em>Para verte mejor, Am\u00e9rica Latina<\/em>\u201d<\/strong>\u00a0(1972) riflettono sulle disuguaglianze del continente attraverso un serrato montaggio visivo.<\/p>\n<p>Fondatore nel 1976 della galleria La Fototeca a Caracas e promotore del dibattito sulla fotografia latino-americana, Gasparini concepisce l\u2019immagine come strumento critico. Progetti successivi come\u00a0<strong>\u201c<em>Retromundo<\/em>\u201d<\/strong>\u00a0(1986) e\u00a0<strong>\u201c<em>Megal\u00f3polis<\/em>\u201d<\/strong>\u00a0(2000) indagano le tensioni tra Nord e Sud del mondo e le contraddizioni delle grandi metropoli.<\/p>\n<p>Nel 1993 riceve il\u00a0<strong>Premio Nacional de Fotograf\u00eda<\/strong>\u00a0in Venezuela e nel 2000 il\u00a0<strong>Premio Internazionale di Fotografia<\/strong>\u00a0del CRAF di Spilimbergo. Nel 1995 rappresenta il Venezuela alla Biennale di Venezia.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni ha approfondito la forma del fotolibro come opera autonoma con\u00a0<strong>\u201c<em>Karakarakas<\/em>\u201d<\/strong>\u00a0(2014),\u00a0<strong>\u201c<em>Andata e ritorno<\/em>\u201d<\/strong>\u00a0(2019),\u00a0<strong>\u201c<em>Fotollavero mexicano<\/em>\u201d<\/strong>\u00a0(2021) e\u00a0<strong>\u201c<em>Da Gorizia alle Ande<\/em>\u201d<\/strong>\u00a0(2021), consolidando una riflessione critica sulle citt\u00e0, la memoria storica e le disuguaglianze sociali.<\/p>\n<h3><strong>BIGLIETTI<\/strong><\/h3>\n<p>Biglietteria in Borgo Castello 13 (sede del Museo della Moda e delle Arti applicate e Museo della Grande Guerra)<\/p>\n<ul>\n<li>Intero: 5 euro<\/li>\n<li>Ridotto: 3 euro (et\u00e0 compresa tra 18 e 25 anni; gruppi minimo 10 persone &#8211;\u00a0<i>prezzo per persona<\/i>, nuclei familiari con minorenni &#8211;\u00a0<i>prezzo per adulto<\/i>, Soci Coop, Soci CEC, Soci FAI, soci Touring Club Italiano)<\/li>\n<li>Ridotto scolaresche: 1 euro<\/li>\n<li>Gratuito (minorenni, insegnanti nell\u2019esercizio delle proprie funzioni, guide turistiche con regolare patentino, giornalisti con tesserino, disabili ed eventuale accompagnatore, tesserati ICOM, possessori FVGcard, ogni prima domenica del mese per tutti)<\/li>\n<li>Intero + visita guidata: 10 euro<\/li>\n<li>Ridotto + visita guidata: 8 euro<\/li>\n<li>Ridotto scolaresche + visita guidata: 6 euro<\/li>\n<li>Gratuito + visita guidata: 5 euro<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per gruppi e scolaresche si richiede la prenotazione obbligatoria esclusivamente a <a href=\"mailto:didatticamusei.erpac@regione.fvg.it\">didatticamusei.erpac@regione.fvg.it<\/a>.<\/p>\n<p>Per le richieste di visite guidate per gruppi e scolaresche si richiede la prenotazione obbligatoria almeno 15 giorni prima esclusivamente a\u00a0<a href=\"mailto:didatticamusei.erpac@regione.fvg.it.\">didatticamusei.erpac@regione.fvg.it.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Gorizia la mostra di Paolo Gasparini: una forma espressiva che trasforma la fotografia in una composizione di grande scala <\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":73398,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[186,261,826,293,43,60],"mec_category":[59],"class_list":["post-73397","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-erpac","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-fotografia","tag-gorizia","tag-mostre","mec_category-meeting"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/73397","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73397"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73397"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=73397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}