{"id":72960,"date":"2026-04-09T12:39:13","date_gmt":"2026-04-09T10:39:13","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=72960"},"modified":"2026-04-09T12:41:40","modified_gmt":"2026-04-09T10:41:40","slug":"ivan-e-i-cani","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/ivan-e-i-cani\/","title":{"rendered":"Ivan e i cani"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un viaggio crudo e commovente nel cuore della Russia post-sovietica apre il sipario il <strong>10 e 11 aprile <\/strong>(venerd\u00ec ore 20.30, sabato ore 18) ai Fabbri a Trieste sulla rassegna AiFabbri2 della Contrada.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Ivan e i cani<\/em>&#8220;, basato sulla straordinaria storia vera di Ivan Mishukov, porta in scena una narrazione che oscilla tra il documentario sociale e la favola nera, esplorando i confini della solidariet\u00e0 in un mondo che sembra aver smarrito ogni traccia di umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Tratto dal testo di\u00a0<b>Hattie Naylor<\/b>\u00a0(traduzione di Monica Capuani), lo spettacolo \u00e8 un progetto di\u00a0<b>Federica Rosellini<\/b>, che ne firma la regia e ne \u00e8 l&#8217;unica, magnetica interprete.<\/p>\n<p>Prodotto da\u00a0<b>Cardellino Srl<\/b>, questo lavoro si inserisce perfettamente nel percorso &#8220;non allineato&#8221; di un&#8217;attrice cresciuta alla scuola di Ronconi e maturata con Latella, capace di abitare territori artistici ibridi e profondamente personali.<\/p>\n<p>Ambientato nella Mosca degli anni Novanta, lo spettacolo racconta l\u2019incredibile odissea di un bambino di soli quattro anni che, per sfuggire a una situazione familiare segnata dall&#8217;alcolismo e dalla violenza, sceglie la strada come unica casa possibile. In una citt\u00e0 gelida e indifferente, Ivan non trova rifugio tra i suoi simili, ma in un branco di cani randagi.<\/p>\n<p>Questa convivenza, durata due anni, trasforma radicalmente la percezione del piccolo protagonista: gli animali non sono solo compagni di sventura, ma diventano la sua vera famiglia, insegnandogli gerarchie, protezione e un amore incondizionato che la societ\u00e0 degli uomini gli ha negato. La pi\u00e8ce analizza con precisione chirurgica il processo di &#8220;selvatichezza&#8221; di Ivan, ponendo domande scomode su cosa significhi realmente essere civili in un contesto di estrema povert\u00e0 e abbandono.<\/p>\n<p>Lo spettacolo si sviluppa come un monologo di rara intensit\u00e0, dove la parola si fa carne per descrivere la fame, il freddo pungente delle notti moscovite e il calore vitale dei corpi dei cani che lo scaldano. \u00c8 una storia di sopravvivenza pura, un inno alla resilienza infantile che riesce a trovare la bellezza anche nel degrado pi\u00f9 assoluto.<\/p>\n<p>Il linguaggio scelto per questo &#8220;assolo&#8221; \u00e8 un intreccio magnetico di parole e suoni. La scena \u00e8 dominata da un\u00a0<b>orizzonte sonoro ibrido<\/b>, curato dalla stessa Rosellini (sound design), dove l&#8217;elettronica si fonde con registrazioni d\u2019ambiente, nenie e melodie, arricchite dalla voce registrata in russo di\u00a0<b>Laura Pasut<\/b>.<\/p>\n<p>Le luci di\u00a0<b>Simona Gallo<\/b>\u00a0scolpiscono lo spazio, accompagnando Ivan nel suo viaggio di sottrazione dal mondo degli uomini per farsi &#8220;animale&#8221; tra i randagi.<\/p>\n<p>Uno spettacolo sporco, solitario, tenerissimo; un canto d&#8217;anima intimo e personale che riesce a raccontare l&#8217;infanzia in modo inaspettato e viscerale.\u00a0\u00a0Sotto una sottile patina di dolcezza, basta grattare con l&#8217;unghia per veder emergere un frammento di verit\u00e0 feroce, in quella Russia confusa e poverissima di fine anni Novanta dove la fuga da una famiglia degradata diventa l&#8217;unica forma di salvezza.<\/p>\n<p>La rassegna AiFabbri2, da sempre attenta ai linguaggi contemporanei e alle tematiche civili, sceglie questo testo per la sua capacit\u00e0 di scuotere le coscienze, ricordandoci che spesso, dove l&#8217;uomo fallisce, la natura interviene con una piet\u00e0 inaspettata.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Ivan e i cani<\/em>&#8221; non \u00e8 solo il racconto di un fatto di cronaca, ma una riflessione universale sulla solitudine e sulla necessit\u00e0 viscerale di appartenenza che accomuna ogni essere vivente.<\/p>\n<h2><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra il documentario sociale e la favola nera, esplorando i confini della solidariet\u00e0 in un mondo che sembra aver smarrito ogni traccia di umanit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":72961,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[261,826,821,52,65],"mec_category":[48],"class_list":["post-72960","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-spettacoli","tag-teatro","tag-trieste","mec_category-classic-art"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/72960","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72960"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72961"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72960"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72960"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=72960"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}