{"id":72595,"date":"2026-03-25T16:33:31","date_gmt":"2026-03-25T15:33:31","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=72595"},"modified":"2026-03-25T16:33:31","modified_gmt":"2026-03-25T15:33:31","slug":"che-matine-il-terremoto-in-fotografia","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/che-matine-il-terremoto-in-fotografia\/","title":{"rendered":"Ch\u00ea Matine: il terremoto in fotografia"},"content":{"rendered":"<h6>Aldo Martinuzzi, Osoppo, 1976<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalle 5 di mattina alle 5 di sera del 7 maggio 1976 un fotografo percorre in moto il Friuli. Non \u00e8 un Friuli qualsiasi, con le sue cittadine tranquille, le sue verdi colline, le sue montagne placide.<\/p>\n<p>\u00c8 invece il Friuli all\u2019indomani del terremoto che il giorno prima, il 6 maggio 1976 sul far della sera, in pochi secondi aveva cambiato per sempre la fisionomia di un territorio e di una comunit\u00e0. Un\u2019ecatombe: donne, uomini, bambini sepolti sotto le proprie case; migliaia di abitazioni distrutte, poco meno di mille morti.<\/p>\n<p>Per la prima volta, 50 scatti realizzati da quel fotografo \u2013 <strong>Aldo Martinuzzi<\/strong>, affermato reporter sportivo \u2013 sono visibili al pubblico nella mostra <strong><em>CH\u00ca MATINE<\/em><\/strong>, organizzata dal <strong>Comune di Spilimbergo<\/strong> e il <strong>CRAF \u2013 Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia <\/strong>e in collaborazione con la <strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia<\/strong> e <strong>Fondazione Friuli.<\/strong> Allestita nel <strong>Palazzo La Loggia<\/strong> di Spilimbergo da <strong>sabato 28 marzo<\/strong> (alle ore 11.00 \u00e8 prevista l\u2019inaugurazione), l\u2019esposizione sar\u00e0 visitabile fino al 7 giugno.<\/p>\n<p><em>Ch\u00ea matine<\/em> \u00e8 un vero e proprio diario di bordo: appena raggiunto dalla notizia del terremoto, Aldo Martinuzzi lascia Milano \u2013 citt\u00e0 nella quale si era trasferito ancora giovanissimo da Barbeano, vicino a Spilimbergo, suo paese natale &#8211; con la sua compagna, a bordo della sua moto.<\/p>\n<p>Arriva in Friuli alle prime luci dell\u2019alba del 7 maggio 1976; giusto il tempo di accertarsi che i suoi familiari stiano bene, nonostante i danni ingenti subiti dalle abitazioni, e poi via. Valeriano, Forgaria, Majano, Gemona del Friuli, Venzone, Osoppo, Rivoli di Osoppo, Castelnovo, Oltrerugo. La moto di Martinuzzi attraversa una decina di paesi e la sua macchina fotografica fissa per sempre il ritratto della devastazione.<\/p>\n<p>Case rase al suolo, edifici miracolosamente rimasti intatti, le prime bare, gli sguardi dei sopravvissuti. Ma le foto che usciranno dalla sua macchina fotografica sono anche il ritratto della incredibile forza di volont\u00e0 che, comunque e nonostante tutto, i friulani dimostrano di mantenere intatta a poche ore dal sisma.<\/p>\n<p>\u201cIn autostrada incrociavamo gi\u00e0 i mezzi di soccorso, militari, ambulanze, camioncini con i cartelli: \u201cSoccorsi Friuli\u201d \u2013 ricorda Martinuzzi \u2013. Il campanile e la chiesa di Valeriano avevano subito forti danni, erano luoghi che conoscevo benissimo dove avevo trascorso la mia infanzia e parte dell\u2019adolescenza. Attraversammo Pinzano dove, almeno sulla strada principale, c\u2019era solo qualche piccolo crollo e altri cedimenti lungo la strada per la stazione. Arrivammo a Forgaria dove c\u2019erano case diroccate e macerie sulle strade, ma fortunatamente i nostri spostamenti erano agevolati dall\u2019utilizzo della moto. Fui colpito dall\u2019immagine di un signore che, tranquillamente, stava vangando il proprio orto, un\u2019immagine tipica della nostra friulanit\u00e0. Arrivammo a Majano dove erano collassati due condomini gemelli, Astra e Udine, costruiti nel 1967. A Gemona ci arrivammo dalla strada alta, piena di massi e crepe sull\u2019asfalto. Sia a Maiano che a Gemona apprezzai la celerit\u00e0 dei soccorsi, erano gi\u00e0 pronte molte bare e allestita una tendopoli per gli sfollati. A Venzone erano gi\u00e0 presenti volontari intenti per sistemare un muretto di sassi a secco crollato al di fuori delle antiche mura perimetrali. A Osoppo c\u2019era una vastit\u00e0 enorme di macerie e case crollate fatte con sassi e solai di legno. Mi impression\u00f2 la sede del Partito Comunista che aveva resistito alla distruzione. Dappertutto c\u2019erano militari, vigili del fuoco, volontari, che cercavano superstiti scavando anche a mani nude, nonostante il susseguirsi delle scosse. Assistetti alle lunghe operazioni per il recupero del piccolo Paolo Fabris, figlio del farmacista, che fortunatamente fu ritrovato in buona salute (il settimanale Epoca gli dedic\u00f2 la copertina a colori). Vicino a Maiano croll\u00f2 la trattoria \u201cDa Gardo\u201d durante una cena, ci furono 16 morti. Fotografai anche i dintorni di San Daniele, Castelnovo e Oltrerugo\u201d.<\/p>\n<p>Il reportage fotografico di Aldo Martinuzzi si conclude alle 5 di sera del 7 maggio 1976, dopo 12 ore. Un grande lavoro di valore fotogiornalistico e sentimentale che avrebbe potuto essere venduto a qualche giornale ma che invece, per volont\u00e0 del suo autore, \u00e8 rimasto lontano dai riflettori fino ad oggi.<\/p>\n<p>Nato a Udine nel 1946, dopo l\u2019infanzia trascorsa a Gaio di Spilimbergo con la nonna materna, nel 1961 <strong>Aldo Martinuzzi<\/strong> si trasferisce con i genitori a Milano. Qui inizia a lavorare come apprendista in una azienda di Fotoincisione. Il progresso nel campo delle riproduzioni fotografiche per la stampa lo pone in contatto con altri metodi \u201clitho e rotocalco\u201d. Alla Fotoincisione Sempione di Milano si riproducevano in quel periodo, le pi\u00f9 belle immagini sportive per la pubblicazione su riviste specializzate, \u201cSuper Sport\u201d e \u201cCalcio e Ciclismo Illustrato\u201d della Gazzetta dello Sport. Scatta in Martinuzzi un vero e proprio amore per la fotografia sportiva. Nel 1972 inizia la sua attivit\u00e0 di fotografo \u201cfreelance\u201d. Si specializza nel settore degli sport invernali con i reportages alle Coppe del Mondo, Campionati Mondiali e Olimpiadi Invernali. Collabora sino al 1996 con la rivista \u201cNeve Sport\u201d rivista settimanale nel periodo invernale Nel 1980 si avvicina ad altre discipline: ciclismo, calcio, tennis, sci nautico, golf, per cinque anni \u00e8 il fotografo ufficiale dell\u2019Inter di Trapattoni. Nel 1987 vince il premio fotografico \u201cDiadora\u201d. In collaborazione con il CRAF di Spilimbergo e il compianto Walter Liva, vengono allestite diverse sue mostre fotografiche: 2005, I Volti dello Sport, Lignano Pineta, Sequals, Piancavallo; 2011, Fotografi di Corsa, Spilimbergo, Milano; 2016, Omaggio allo Sport, viale pedonale di Lignano Sabbiadoro; 2018 Fotografi di Corsa, San Vito al Tagliamento. Nel 2025 la Pro Loco \u201cI Due Campanili\u201d di Gaio e Baseglia edita il libro \u201cAldo Martinuzzi il grande sport fotografato da un Friulano\u201d.<\/p>\n<h3>Orari<\/h3>\n<p><strong>ALDO MARTINUZZI &#8211; CH\u00ca MATINE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Spilimbergo, Palazzo La Loggia<\/strong><\/p>\n<p><strong>dal 28 marzo al 7 giugno 2026<\/strong><\/p>\n<p>orario visite: 10.00-13.00 e 15.00-17.30 tutti i giorni<\/p>\n<p>chiuso luned\u00ec (tutto il giorno) e gioved\u00ec pomeriggio<\/p>\n<p>ingresso libero<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta in mostra 50 immagini scattate da Aldo Martinuzzi il giorno dopo il sisma che cinquant\u2019anni fa sconvolse il Friuli<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":72596,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[261,826,293,60,302,1842],"mec_category":[59],"class_list":["post-72595","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-fotografia","tag-mostre","tag-spilimbergo","tag-terremoto","mec_category-meeting"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/72595","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72595"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72596"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72595"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72595"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=72595"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}