{"id":72424,"date":"2026-03-18T18:54:01","date_gmt":"2026-03-18T17:54:01","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=72424"},"modified":"2026-03-18T18:54:01","modified_gmt":"2026-03-18T17:54:01","slug":"marcello-mascherini-gioia-di-vivere","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/marcello-mascherini-gioia-di-vivere\/","title":{"rendered":"Marcello Mascherini. Gioia di vivere"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inaugura <strong>sabato 21 marzo alle ore 11<\/strong> a <strong>Villa de Claricini Dornpacher<\/strong> a Bottenicco di Moimacco <strong><em>Marcello Mascherini. Gioia di vivere<\/em><\/strong>, rassegna antologica dedicata a uno dei pi\u00f9 autorevoli protagonisti della scultura europea del Novecento.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione, visitabile <strong>fino al 2 giugno 2026<\/strong>, celebra il <strong>120\u00b0 anniversario della nascita di Marcello Mascherini<\/strong>, nato a Udine nel 1906, proponendo un percorso immersivo che intreccia scultura, paesaggio e architettura.<\/p>\n<p>A cura di <strong>William Cortes Casarrubios<\/strong>, \u00e8 realizzata in collaborazione con l\u2019Archivio Marcello Mascherini e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia a seguito del riconoscimento della Fondazione de Claricini Dornpacher quale Contenitore culturale creativo.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa inaugura un ciclo di mostre di scultura all\u2019aperto ideato per il compendio monumentale della Villa promosso da Alessandro Del Puppo con il coinvolgimento di giovani ricercatori del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine.<\/p>\n<p>Tra il parco storico e la limonaia della Villa, la mostra presenta una selezione di quattordici sculture in bronzo, riportando le opere nella loro dimensione \u201cnaturale\u201d: quella dello spazio aperto.<\/p>\n<p>\u201cQuesta scelta di allestimento \u2013 afferma il curatore Cortes Casarrubios \u2013 richiama volutamente le grandi esposizioni <em>en plein air<\/em> degli anni Cinquanta e Sessanta, stagione in cui Mascherini fu protagonista assoluto a livello europeo e internazionale\u201d.<\/p>\n<p>In questo dialogo tra volume plastico e ambiente, opere come <em>La Terra<\/em> (1944), <em>Cantico dei Cantici<\/em> (1962) e <em>Figura jonica<\/em> (1967) si confrontano con le essenze arboree e le architetture storiche, trasformando il giardino di Villa de Claricini Dornpacher in uno spazio contemplativo dove la materia bronzea vibra alla luce e interroga direttamente lo sguardo dell\u2019osservatore.<\/p>\n<p>All\u2019interno degli spazi espositivi, il percorso si concentra invece su un approfondimento specialistico dedicato al ciclo dei <em>Fiori<\/em>, risalente all\u2019ultima fase della ricerca artistica di Mascherini.<\/p>\n<p>Qui la scultura abbandona la tensione monumentale per inoltrarsi in una dimensione organica e metamorfica. Attraverso opere come <em>Fiore del ricordo<\/em> (1972) e <em>Fiore di pietra<\/em> (1974) emerge una poetica che fonde natura e artificio, energia vitale e inquietudine formale, documentando l\u2019ultima stagione creativa dell\u2019artista.<\/p>\n<p>In questo intreccio di materia, luce e paesaggio, la mostra restituisce pienamente la \u201cgioia di vivere\u201d che attraversa l\u2019opera di Mascherini, riaffermandone la vitalit\u00e0 e l\u2019attualit\u00e0 nel dialogo con la natura e con lo spazio contemporaneo.<\/p>\n<p>\u201cCon questa mostra, che si colloca fra le iniziative di punta in programma nei nostri spazi fra il 2026 e il 2027, si conferma la vocazione artistica della Villa \u2013 sottolinea <strong>Oldino Cernoia<\/strong>, presidente della Fondazione de Claricini Dornpacher \u2013.\u00a0 Siamo onorati e orgogliosi di ospitare le opere di uno degli scultori pi\u00f9 interessanti del Novecento, la cui fama ha superato di gran lunga i confini regionali e nazionali. Visitarla sar\u00e0 un\u2019occasione preziosa per approfondire la conoscenza della sua arte, in un contesto di particolare suggestione com\u2019\u00e8 quello del giardino storico della dimora\u201d.<\/p>\n<p>A completamento del progetto espositivo, dopo l\u2019inaugurazione si svilupper\u00e0 un intervento fotografico di <strong>Alessandro Ruzzier<\/strong>.<\/p>\n<p>Lontano da una semplice documentazione catalografica, Ruzzier utilizzer\u00e0 la fotografia come strumento critico e interpretativo, \u201crisignificando\u201d l\u2019allestimento attraverso nuove traiettorie visive. Il suo lavoro indagher\u00e0 lo \u201csguardo\u201d come dimensione relazionale: non solo quello del visitatore che attraversa il parco, ma anche quello suggerito dalle stesse forme di Mascherini, proiettate verso l\u2019orizzonte alpino e il cielo.<\/p>\n<p>Nato a Udine,<strong> Marcello Mascherini<\/strong> (14 settembre 1906 \u2013 19 febbraio 1983) trascorre l\u2019infanzia a Fagnigola. Dopo gli anni della guerra come profugo a Isernia, si stabilisce a Trieste. Qui si forma alla Scuola per capi d\u2019arte dell\u2019Istituto Industriale Alessandro Volta, allievo di Alfonso Canciani, e completa il percorso nello studio di Franco Asco. Esordisce nel 1924 al Circolo Artistico di Trieste.<\/p>\n<p>Negli anni Trenta ottiene importanti incarichi pubblici collaborando con architetti come Umberto Nordio, Gustavo Pulitzer Finali, Gio Ponti e Marcello Piacentini, e partecipa alle principali rassegne nazionali (Quadriennale, Triennale, Biennale). Vince la medaglia d\u2019argento alla V Triennale di Milano (1933) e riceve numerosi premi fino al 1943. Dal 1931 avvia anche una significativa attivit\u00e0 nell\u2019arredo navale, lavorando per numerosi transatlantici.<\/p>\n<p>Nel dopoguerra \u00e8 protagonista della rinascita culturale triestina e consolida la sua fama internazionale: partecipa alla <em>Mostra d\u2019arte italiana del XX secolo<\/em>\u00a0aperta nel 1949 al Museum of\u00a0Modern\u00a0Art di New York e nel 1950 ottiene il primo premio per la scultura alla Biennale di Venezia, ex aequo con Luciano Minguzzi. Espone a Parigi e in Germania, affermandosi nel panorama europeo.<\/p>\n<p>Parallelamente lavora per il teatro come scenografo e costumista a Trieste e a Roma. Nel 1957 vince il Premio internazionale \u201cCitt\u00e0 di Carrara\u201d e, dopo l\u2019esperienza del concorso per il Monumento ad Auschwitz, evolve verso una fase espressiva detta \u201ccarsica\u201d, dalle forme pi\u00f9 drammatiche e inquiete. Nel 1962 ha una sala personale alla Biennale di Venezia e gli viene conferito il maggior premio per l\u2019arte sacra.<\/p>\n<p>Tra gli scultori italiani pi\u00f9 autorevoli del secondo Novecento, negli ultimi anni, dopo il trasferimento a Sistiana nel 1967, sviluppa la stagione dei <em>Fiori<\/em>, sculture fitomorfe che segnano il suo testamento artistico.<\/p>\n<h3>Orari<\/h3>\n<p><strong>21 marzo &#8211; 2 giugno 2026<\/strong><\/p>\n<p>orario visite: <strong>da luned\u00ec a venerd\u00ec 9-12\/15-18<\/strong> e durante gli eventi in programmazione nei fine settimana (calendario su\u00a0 <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/visit.declaricini.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/visit.declaricini.it\/<\/a><\/span>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Villa de Claricini Dornpacher una selezione di grandi sculture in bronzo rende omaggio, a 120 anni dalla nascita, a uno dei protagonisti della scultura europea del Novecento<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":72425,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[165,261,826,2257,60],"mec_category":[59],"class_list":["post-72424","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-arte","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-moimacco","tag-mostre","mec_category-meeting"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/72424","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72424"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72425"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72424"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72424"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=72424"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}