{"id":72068,"date":"2026-03-05T16:58:52","date_gmt":"2026-03-05T15:58:52","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=72068"},"modified":"2026-03-05T16:58:52","modified_gmt":"2026-03-05T15:58:52","slug":"il-gabbiano-di-anton-cechov","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/il-gabbiano-di-anton-cechov\/","title":{"rendered":"Il gabbiano di Anton \u010cechov"},"content":{"rendered":"<h6>(ph. Serena Pea)<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 in arrivo al <strong>Teatro Nuovo Giovanni da Udine<\/strong> <strong><em>Il gabbiano<\/em><\/strong> di <strong>Anton \u010cechov<\/strong>, una delle commedie pi\u00f9 ciniche e contemporanee del drammaturgo russo.<\/p>\n<p>In scena <strong>da venerd\u00ec 6 a domenica 8 marzo<\/strong> lo spettacolo \u00e8 diretto da <strong>Filippo Dini <\/strong>che, protagonista anche sul palcoscenico, ha voluto accanto a s\u00e9 una grande interprete del Teatro italiano, <strong>Giuliana De Sio<\/strong>, e una Compagnia di attrici e attori di assoluto livello.<\/p>\n<p>Tutti gli artisti incontreranno il pubblico <strong>sabato 7 marzo alle 17.30<\/strong> in occasione di un nuovo appuntamento di Casa Teatro condotto dal critico teatrale Mario Brandolin (ingresso gratuito con prenotazione consigliata).<\/p>\n<p>Testimonianza dell\u2019assurdit\u00e0 del destino, <em>Il gabbiano<\/em> (1895) invita a riflettere sulla caducit\u00e0 delle cose e sulle disillusioni che accomunano gli esseri umani, ieri come oggi.<\/p>\n<p>Ogni estate, l\u2019anziano Sorin si reca nella sua tenuta di campagna con la sorella Arkadina, attrice famosa, il suo amante Trigorin e il nipote Konstantin, aspirante scrittore. Nonostante l\u2019amenit\u00e0 del luogo, emergono tutte le contraddizioni e le frustrazioni vissute dai personaggi: crisi d\u2019identit\u00e0, amori non corrisposti, incomprensioni. Ne <em>Il gabbiano<\/em> \u010cechov dipinge con maestria le sfumature dell\u2019animo umano, tra speranze e delusioni: \u00abL\u2019immortalit\u00e0 di questo testo e la sua bruciante contemporaneit\u00e0 stanno proprio nella descrizione di una \u201cumanit\u00e0 alla fine\u201d, una societ\u00e0 sull\u2019orlo del baratro\u00bb commenta Filippo Dini. \u00abQuesta umanit\u00e0 in miniatura ci racconta come possa accadere che le nostre migliori energie, i nostri pi\u00f9 luminosi talenti, il nostro amore pi\u00f9 appassionato, possano essere tutti stravolti e corrotti\u00bb.<\/p>\n<p>In scena, accanto a <strong>Filippo Dini<\/strong> e <strong>Giuliana De Sio<\/strong>, <strong>Virginia Campolucci<\/strong>,\u00a0<strong>Enrica Cortese<\/strong>,\u00a0<strong>Gennaro Di Biase<\/strong>,\u00a0<strong>Giovanni Drago<\/strong>,\u00a0<strong>Angelica Leo<\/strong>,\u00a0<strong>Valerio Mazzuccato, Fulvio Pepe<\/strong>,\u00a0<strong>Edoardo Sorgente<\/strong>. scene\u00a0<strong>Laura Benzi<\/strong>, costumi\u00a0<strong>Alessio Rosati<\/strong>, luci\u00a0<strong>Pasquale Mari<\/strong>, musiche\u00a0<strong>Massimo Cordovani<\/strong>. Regia della scena &#8220;lo spettacolo di Kostja&#8221;\u00a0di <strong>Leonardo Manzan<\/strong>, produzione\u00a0<strong>TSV &#8211; Teatro Nazionale<\/strong>,<strong>\u00a0Teatro Stabile di Torino &#8211; Teatro Nazionale<\/strong>,\u00a0<strong>Teatro di Roma &#8211; Teatro Nazionale<\/strong>,\u00a0<strong>Teatro Stabile di Bolzano<\/strong>,\u00a0<strong>Teatro di Napoli &#8211; Teatro Nazionale<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Dalle note di regia<\/strong><\/h3>\n<p>[\u2026] L\u2019intero dramma \u00e8 una testimonianza dell\u2019assurdit\u00e0 del destino umano. Sembra non esistere progetto grandioso che non sia votato, prima o poi, all\u2019insuccesso; come dovesse occorrere un\u2019energia sovrumana per gettare una passerella sull\u2019abisso che separa il sogno dalla realt\u00e0. O meglio, credo voglia indicarci in che modo, secondo quali principi e per quali cause, le migliori e pi\u00f9 nobili pulsioni sono destinate a fallire.<\/p>\n<p>La vicenda si svolge in un non luogo ai confini del mondo, popolato da un piccolo gruppo di esseri speciali per la loro impossibilit\u00e0 a convivere. \u010cechov sembra voler rappresentare una metafora di tutta l\u2019umanit\u00e0; come in un esperimento, mette insieme dieci esseri che, se inseriti nello stesso ambiente vitale, se fatti interagire, non potranno far altro che soccombere e fallire nei loro intenti.<\/p>\n<p>Per rendere questo esperimento ancora pi\u00f9 efficace, lo riempie d\u2019amore e di sogno: il maestro Medvedenko ama Masa, ma lei ama Kostja, che a sua volta ama Nina; sia Nina che l\u2019Arkadina (la madre di Kostja), amano Trigorin; Polina ama il dottor Dorn; Samraev (marito di Polina) odia tutti, Trigorin probabilmente non ama nessuno e il dottor Dorn forse ama l\u2019umanit\u00e0 intera, ma comunque nessuno ricambia l\u2019amore del suo\/sua innamorato\/a, non c\u2019\u00e8 nessun \u00abamor, ch\u2019a nullo amato amar perdona\u00bb in questa commedia, ogni amore \u00e8 destinato a cadere nel nulla, nell\u2019indifferenza, in alcuni casi nella disperazione.<\/p>\n<p>Questa umanit\u00e0 in miniatura ci racconta di come possa accadere che le nostre migliori energie, i nostri pi\u00f9 luminosi talenti, il nostro amore pi\u00f9 appassionato, possano tutti essere stravolti e corrotti secondo le leggi del consorzio umano nel quale tentiamo di esprimerli. L\u2019allegra comitiva de <em>Il gabbiano<\/em>, pur partendo con le migliori intenzioni, si dirige verso l\u2019oblio, inesorabilmente.<\/p>\n<p>E ad osservarli c\u2019\u00e8 appunto un animale (che d\u00e0 il titolo alla commedia) strano e contraddittorio, aggressivo e nobile nell\u2019aspetto, elegante e volgare, un uccello attratto dalle acque del lago, che vola sulle loro teste, li osserva (come il pubblico che assiste allo spettacolo), ma ad un certo punto viene ucciso nella maniera pi\u00f9 vile.<\/p>\n<p>L\u2019immortalit\u00e0 di questo testo e la sua bruciante contemporaneit\u00e0 sta proprio nella descrizione di una \u201cumanit\u00e0 alla fine\u201d, una societ\u00e0 sull\u2019orlo del baratro, che avverte l\u2019arrivo di un\u2019apocalisse, che di l\u00ec a poco spazzer\u00e0 via tutto il mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a quel momento, di l\u00ec a vent\u2019anni, infatti, ci sar\u00e0 la Rivoluzione, e anch\u2019essa sar\u00e0 causa o effetto (a seconda dei casi) di tante rivoluzioni in Europa.<\/p>\n<p>Tutta la drammaturgia di \u010cechov racconta una fine imminente, i suoi personaggi sono un popolo di ombre che tentano di resistere con tutte le loro forze alla malinconia, alla tristezza, al rammollimento cerebrale, lottano, si scontrano, si sparano, tra di loro e a se stessi, cercando di non soccombere.<\/p>\n<p>Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti, come se il nostro Anton ci guardasse da lontano con quel sorriso e quell\u2019ironia che gli sono certamente congeniali, nell\u2019attesa che anche la nostra societ\u00e0, il nostro mondo, il nostro folle modo di condurre le nostre esistenze, arrivi all\u2019esplosione, proprio come la boccetta di etere del dottor Dorn.<\/p>\n<h3><strong>Orari<\/strong><\/h3>\n<p>venerd\u00ec 6 marzo 2026 &#8211; ore 20.30<\/p>\n<p>sabato 7 marzo 2026 &#8211; ore 20.30<\/p>\n<p>domenica 8 marzo 2026 &#8211; ore 16.00<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Udine il capolavoro del drammaturgo russo, diretto da Filippo Dini, anche interprete con Giuliana De Sio <\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":72069,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[261,826,821,52,101],"mec_category":[48],"class_list":["post-72068","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-spettacoli","tag-teatro","tag-udine","mec_category-classic-art"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/72068","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72068"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72068"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72068"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=72068"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}