{"id":71934,"date":"2026-03-02T15:01:27","date_gmt":"2026-03-02T14:01:27","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=71934"},"modified":"2026-03-02T15:01:27","modified_gmt":"2026-03-02T14:01:27","slug":"matteotti-anatomia-di-un-fascismo","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/matteotti-anatomia-di-un-fascismo\/","title":{"rendered":"Matteotti. Anatomia di un fascismo"},"content":{"rendered":"<h6>(ph. Antonio Viscido)<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Scritto <strong>Stefano Massini<\/strong> interpretato da <strong>Ottavia Piccolo <\/strong>e diretto da<strong> Sandra Mangini<\/strong>, <strong><em>Matteotti. Anatomia di un fascismo<\/em><\/strong>\u201d \u00e8 di scena al <strong>Teatro Nuovo Giovanni da Udine<\/strong> <strong>mercoled\u00ec 4 marzo alle 20.30<\/strong> per la rassegna Tempi Unici.<\/p>\n<p>Lo spettacolo, che \u00e8 proposto anche agli studenti e alle studentesse in orario mattutino (ore 11), ripercorre l\u2019ascesa e l\u2019affermazione di quel fenomeno eversivo che Giacomo Matteotti seppe comprendere, fin dall\u2019inizio, in tutta la sua estrema gravit\u00e0, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere.<\/p>\n<p>Attraverso il racconto affidato a Velia Titta &#8211; compagna di vita e di pensiero dell\u2019onorevole trucidato da una squadra fascista nel giugno 2024 &#8211; <strong><em>Matteotti. Anatomia di un fascismo<\/em><\/strong> ripercorre la vicenda di un uomo che nel periodo pi\u00f9 buio della storia italiana non esit\u00f2 a condannare pubblicamente e instancabilmente il fascismo.<\/p>\n<p>A Matteotti il fascismo tolse per sempre la parola; a oltre cento anni di distanza da quell\u2019omicidio, \u00e8 il teatro, sono le parole di Stefano Massini, la voce di Ottavia Piccolo e la musica \u2013 interpretata dal vivo sul palco dai <strong>Solisti dell\u2019Orchestra Multietnica di Arezzo<\/strong> &#8211; a prendersi l&#8217;impegno di parlare.<\/p>\n<p><em>La vicenda esistenziale e politica di Giacomo Matteotti \u00e8 quella di un uomo che seppe riconoscere e sistematicamente contrastare il fenomeno fascista, con una lucidit\u00e0 di sguardo e di analisi decisamente fuori dal comune \u2013 <\/em>scrive <strong>Sandra Mangini<\/strong> nelle note di regia<em> \u2013. In questa sua capacit\u00e0 visionaria egli fu piuttosto solo, per quanto sostenuto dai compagni di partito. Chi invece gli fu sempre accanto, fu Velia Titta, sua moglie. Era un riformista, uno spirito costruttivo, un pacifista, e nello stesso tempo un oppositore accanito e implacabile. Fu un uomo di studi giuridici ed economici che scelse di stare dalla parte della povera gente mettendo a frutto il suo sapere: amministratore instancabile, lott\u00f2 tenacemente per dare strumenti tecnici di consapevolezza, di autogoverno, ai lavoratori dei campi del suo Polesine. Uomo delle istituzioni come espressione del bene pubblico, fu parlamentare attivissimo, nei suoi molti scritti e nei suoi moltissimi discorsi.\u00a0 La sua arma politica era la parola, documentata, fondata sui fatti, indiscutibile. Una parola che smaschera. Per questo fu ucciso. <\/em>Matteotti. Anatomia di un fascismo<em> \u00e8 un racconto popolare contemporaneo che indaga sul fenomeno fascista, mettendo a fuoco una serie di elementi cruciali e caratterizzanti, il cui esito finale (l\u2019eliminazione violenta del corpo dell\u2019oppositore, quale soggetto rivelatore della realt\u00e0 dei fatti), corrisponde del tutto alla sua vera natura originaria, al suo inizio. La persistenza di questo stesso fenomeno, nel tempo e nello spazio, in forme vecchie e nuove, ci porta a considerare quanto sia indispensabile, oggi pi\u00f9 che mai, occuparsi della cosa pubblica, del bene pubblico, guidati da un pensiero costruttivo, legalitario, partecipativo, paritario, realistico, competente, attraverso atti e parole chiare, come quelle di Giacomo Matteotti e di sua moglie Velia.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Udine la vicenda di un uomo che nel periodo pi\u00f9 buio della storia italiana non esit\u00f2 a condannare pubblicamente e instancabilmente <\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":71935,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[261,826,821,52,101],"mec_category":[48],"class_list":["post-71934","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-spettacoli","tag-teatro","tag-udine","mec_category-classic-art"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/71934","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71934"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71934"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=71934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}