{"id":71325,"date":"2026-02-04T12:36:00","date_gmt":"2026-02-04T11:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=71325"},"modified":"2026-02-04T12:36:00","modified_gmt":"2026-02-04T11:36:00","slug":"geniali-girotondi-grafici-a-trieste","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/geniali-girotondi-grafici-a-trieste\/","title":{"rendered":"Geniali Girotondi Grafici a Trieste"},"content":{"rendered":"<p>Dal 7 febbraio al 7 marzo 2026, l\u2019Associazione 18:18 presenta in via Frausin 3\/b \u201c<strong><em>Geniali Girotondi Grafici<\/em><\/strong>\u201d, mostra collettiva di illustrazione contemporanea che riunisce i lavori di <strong>Giulia Spanghero<\/strong>, <strong>Giovanna Giuliano<\/strong> e <strong>Giovanni Alberti<\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto espositivo propone un confronto aperto sul potere creativo delle immagini e sulla loro capacit\u00e0 di creare connessioni. L\u2019inaugurazione \u00e8 prevista il 7 febbraio alle ore 18:18; la rassegna artistica rester\u00e0 aperta <strong>fino a sabato 7 marzo<\/strong> e sar\u00e0 visitabile il <strong>gioved\u00ec e il venerd\u00ec dalle 17 alle 19<\/strong>, <strong>oppure su appuntamento<\/strong> scrivendo a associazione1818@gmail.com<\/p>\n<p>La mostra prende forma come un percorso aperto e dinamico, ispirato al concetto di girotondo: un gesto semplice e circolare che ritorna, connette e crea relazione. All\u2019interno dello spazio espositivo, il visitatore potr\u00e0 muoversi liberamente per comporre il proprio girotondo personale, immergendosi in un\u2019esperienza che va oltre le consuete modalit\u00e0 di percezione e interpretazione.<\/p>\n<p>Ogni illustrazione si presenta infatti come una soglia: un territorio aperto, pensato per essere attraversato pi\u00f9 volte e in modi diversi. Guardando le opere esposte, ci si potr\u00e0 trovare nel bel mezzo di un giardino aggrovigliato, perdersi tra la schiuma delle onde del mare, o ancora seguire le pieghe di una donna che, a seconda di chi la osserva, prova sollievo o un\u2019improvvisa consapevolezza.<\/p>\n<p>Il claim della mostra \u201c<em>Unlock your power of imagination! Step into the world of illustration!<\/em>\u201d \u00e8 un\u2019esortazione a lasciarsi coinvolgere attivamente e a vivere l\u2019illustrazione come esperienza aperta e personale.<\/p>\n<p>Per amplificare questa dimensione narrativa, alcune opere sono accompagnate da brevi racconti di fantasia scritti da un occhio esterno. Non si tratta di testi esplicativi, ma di suggestioni che dialogano con le immagini e le mettono in movimento, aprendole a nuove interpretazioni.<\/p>\n<p>Organizzata dall\u2019 associazione 18:18, la mostra conferma la vocazione dello spazio come luogo indipendente dedicato all\u2019arte, alla ricerca e alla sperimentazione contemporanea. Lo spazio in via Frausin 3b si propone come ambiente vivo e in costante evoluzione, capace di accogliere linguaggi diversi e di promuovere la collaborazione tra artisti e comunit\u00e0.<\/p>\n<h3>Eventi collaterali<\/h3>\n<p>Durante il periodo dell\u2019esposizione, la mostra sar\u00e0 accompagnata da una serie di appuntamenti aperti al pubblico che ne approfondiranno le dimensioni visive, sonore e testuali.<\/p>\n<p>Il primo evento, che si terr\u00e0 il 21 febbraio 2026 dalle ore 19:00, prevede una performance audiovisiva con Tag Tool e sintetizzatore analogico audio video di Giulia Spanghero insieme a Wandalumen. La tecnica del Tag Tool \u00e8 qui utilizzata in un sistema autocostruito con tavoletta grafica integrata su una base di giradischi vintage, faders e joypad per i controlli e l&#8217;animazione. Attraverso l&#8217;intervento di Wandalumen sar\u00e0 possibile ascoltare i suoni generati dalle immagini visualizzate. L\u2019audio potr\u00e0 poi essere ulteriormente processato per generare un&#8217;esperienza audiovisiva fatta di loop unici.<\/p>\n<p>Il secondo e ultimo evento collaterale, in programma il 28 febbraio 2026 dalle ore 17:30 alle 20:00, sar\u00e0 un workshop di blackout poetry a cura di Laura Ballico (@sbandee).<\/p>\n<p>Partendo da testi gi\u00e0 scritti, i partecipanti saranno invitati a selezionare, cancellare e ricombinare parole per dare vita a poesie, aforismi e brevi racconti. Una tecnica espressiva aperta a tutti che aggira la sindrome da pagina bianca e invita a riscrivere creativamente ci\u00f2 che gi\u00e0 esiste. I materiali di base saranno forniti dall\u2019associazione 18:18, chi lo desidera potr\u00e0 portare anche propri libri, fotocopie o testi da trasformare durante il laboratorio.<\/p>\n<p>La partecipazione alla mostra e agli eventi \u00e8 gratuita con tessera associativa.<\/p>\n<h3>Gli artisti<\/h3>\n<p><strong>Giulia Spanghero<\/strong> lavora con le immagini in un territorio ibrido tra arte visiva, illustrazione e graphic design. Vive e lavora in Italia collaborando con piccoli imprenditori, etichette musicali indipendenti, realt\u00e0 editoriali, enti e associazioni culturali. \u00c8 parte del collettivo Hybrida, di cui cura la grafica e le performance di lightshow, sperimentando in particolare l\u2019incontro tra segno, luce e suono. I suoi lavori sono stati esposti in contesti nazionali e internazionali, tra cui New York, Boston, Citt\u00e0 del Messico, Seul, La Paz, Amsterdam, Montpellier, Bologna, Firenze, Viareggio, Udine, Trieste e Tolmezzo.<\/p>\n<p><strong>Giovanni Alberti<\/strong> \u00e8 un illustratore che vive e lavora a Trieste. Dopo la laurea in Scultura presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna orienta la propria ricerca artistica prevalentemente verso il disegno e l\u2019illustrazione. Nel 2016 consegue un Master in Illustrazione Editoriale presso il Mimaster di Milano. Attualmente lavora su commissioni private e nel settore editoriale, tra i suoi clienti figurano The Observer, The New Statesman, Boat International Magazine, Harper\u2019s Magazine, Courrier International, Harvard Law Bulletin, Amherst Magazine e Smith Alumnae Quarterly. Parallelamente all\u2019attivit\u00e0 editoriale porta avanti una produzione artistica indipendente, partecipando a mostre collettive e fiere in Italia e all\u2019estero, il suo lavoro \u00e8 stato pi\u00f9 volte riconosciuto da American Illustration.<\/p>\n<p><strong>Giovanna Giuliano<\/strong> \u00e8 un\u2019illustratrice freelance che vive e lavora a met\u00e0 tra i confini dell&#8217;Italia e della Slovenia, sempre alla ricerca del connubio perfetto tra calma e energia. Crea illustrazioni silenziose in cui lo spettatore pu\u00f2 immergersi per un attimo in un rettangolo di tranquillit\u00e0. Il suo stile \u00e8 caratterizzato dall\u2019uso di colori vivaci e brillanti, ispirati alla natura e ai contesti architettonici. Il suo immaginario \u00e8 fortemente influenzato da grandi strutture architettoniche, paesaggi urbani, giungle rigogliose, piante insolite, tessuti raffinati e stanze ben arredate. Ha disegnato per: Google, Prada, Luxottica, Calligaris, N26 Bank, Scalapay, Zalando, la Doria, Fuorisalone di Milano, Zanichelli, La Repubblica, Wired, Financial Times, British Red Cross, Harper Collins, Headline Publisher, Mr Porter e molti altri. Alcune delle sue illustrazioni sono state esposte in mostra a Roma, Bologna, Milano, Parigi, Londra, Tokyo, New York e Hong Kong.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra collettiva di illustrazione contemporanea che riunisce i lavori di Giulia Spanghero, Giovanna Giuliano e Giovanni Alberti<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":71326,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[261,826,2567,60,65],"mec_category":[59],"class_list":["post-71325","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-illustrazione","tag-mostre","tag-trieste","mec_category-meeting"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/71325","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71325"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71326"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71325"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71325"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=71325"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}