{"id":68890,"date":"2025-10-21T15:55:36","date_gmt":"2025-10-21T13:55:36","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=68890"},"modified":"2025-10-21T16:04:57","modified_gmt":"2025-10-21T14:04:57","slug":"tre-sguardi-racconti-fotografici-inediti-per-go2025","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/tre-sguardi-racconti-fotografici-inediti-per-go2025\/","title":{"rendered":"Tre sguardi. Racconti fotografici inediti per GO!2025"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Steve McCurry<\/em><\/span><\/p>\n<p>&#8220;<em>Tre sguardi. Racconti fotografici inediti per GO!2025<\/em>&#8221; \u00e8 la mostra sui reportage inediti che tre maestri della fotografia contemporanea \u2013 <strong>Steve McCurry, Meta Krese, Alex Majoli<\/strong>\u00a0\u2013 hanno realizzato a Gorizia e a Nova Gorica, nell\u2019estate 2024 su incarico del CRAF, per celebrare l\u2019investitura delle due citt\u00e0 a Capitale europea della Cultura 2025.<\/p>\n<p>Allestita a <strong>Casa Morassi Panizzolo<\/strong> di <strong>Borgo Castello<\/strong> a <strong>Gorizia<\/strong> e frutto di una sinergia fra il CRAF &#8211;\u00a0<strong>Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia<\/strong>\u00a0di Spilimbergo e la\u00a0<strong>Regione Friuli Venezia Giulia,<\/strong>\u00a0in collaborazione con\u00a0<strong>Promoturismo FVG<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>ERPAC &#8211; Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia<\/strong>, l\u2019esposizione aprir\u00e0 con una cerimonia ufficiale <strong>sabato 25 ottobre alle ore 11<\/strong>\u00a0e sar\u00e0 visitabile\u00a0<strong>fino al 18 gennaio 2026<\/strong>\u00a0(orario di apertura al pubblico: <strong>da luned\u00ec a domenica, dalle 10 alle 19<\/strong>).<\/p>\n<p>Risultato di un progetto ideato e curato dal <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/respirando-la-bellezza\/\">direttore del CRAF <strong>Alvise Rampini<\/strong><\/a><\/span> e dal giornalista ed esperto di fotografia <strong>Michele Smargiassi<\/strong>, nasce dall\u2019idea di offrire ai visitatori una grande mostra, intesa come esito finale di una\u00a0<strong>campagna fotografica sulle due citt\u00e0<\/strong>,<strong>\u00a0il territorio circostante e i loro abitanti<\/strong>, affidata a tre protagonisti della fotografia di reportage di particolare autorevolezza:\u00a0<strong>Alex Majoli<\/strong>, di nazionalit\u00e0 e cultura\u00a0<strong>italiana<\/strong>;\u00a0<strong>Meta Krese<\/strong>, di origine slovena, e lo statunitense\u00a0<strong>Steve McCurry<\/strong>, i quali si sono<strong>\u00a0<\/strong>confrontati con il tema del confine, delle sue problematiche passate e delle sue potenzialit\u00e0 future.<\/p>\n<p>Tre sguardi tra loro diversi, dunque, per nazionalit\u00e0, cultura e approccio espressivo, capaci di fornire risultati visuali personalissimi e tra loro potenzialmente compenetranti.<\/p>\n<p>La peculiare condizione che Gorizia e Nova Gorica hanno vissuto dalla fine del secondo conflitto mondiale al 2004, anno in cui la Slovenia \u00e8 entrata a far parte dell\u2019area di Schengen, fisicamente in continuit\u00e0, ma separate da recinzioni, diventa dunque nelle foto dei tre autori il teatro ideale e metaforico di un racconto capace di restituire nuove scenografie.<\/p>\n<p>L&#8217;immagine fotografica, con la sua capacit\u00e0 di catturare l&#8217;aura del presente e proiettarlo nel futuro, garantendoci una connessione diretta con il passato, grazie alla sua forza iconica, si afferma cos\u00ec quale\u00a0<em>medium<\/em>\u00a0contemporaneo pi\u00f9 adatto per affrontare questo compito, soprattutto se affidata a mani esperte e capaci.<\/p>\n<p>Due di questi sguardi si manifestano dall&#8217;<em>interno<\/em>\u00a0del contesto geografico e sociale in oggetto, provenendo da un fotografo di nazionalit\u00e0 e cultura italiana, Alex Majoli, e da una fotografa di nazionalit\u00e0 e cultura slovena,\u00a0<strong>Meta Krese<\/strong>.<\/p>\n<p>Il terzo \u00e8 invece uno sguardo che proviene dall&#8217;<em>esterno<\/em>\u00a0di queste due polarit\u00e0, quello del fotografo statunitense\u00a0<strong>Steve McCurry<\/strong>, ben abituato a confrontarsi con alterit\u00e0 di ogni tipo in ogni parte del mondo che ha voluto basare il suo lavoro attraverso delle interviste organizzate dal giornalista Roberto Covaz.<\/p>\n<p>Lo\u00a0<em>shooting\u00a0<\/em>di Steve McCurry \u00e8 stato documentato da riprese video che hanno prodotto un documentario per la regia di Marco Rossitti e altri collaboratori.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 un lavoro sorprendente: tre diversi\u00a0<em>reportage<\/em>, che se da un lato corrispondono alle singole personalit\u00e0 dei loro autori, hanno generato comunque una narrazione corale, perfettamente integrata e capace di fondere l&#8217;efficacia dello\u00a0<em>storytelling<\/em>\u00a0tradizionale con le suggestioni iconiche della medialit\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p><strong>Steve McCurry<\/strong>\u00a0ha affrontato il tema proposto attraverso la forma che lo ha reso celebre, il ritratto, a una serie di testimoni di alcune vicende particolarmente significative, spesso simboliche, della storia isontina, \u201cselezionate\u201d per l\u2019occasione dal giornalista e scrittore monfalconese Roberto Covaz.<\/p>\n<p>Vicende in alcuni casi celebri accanto ad altre meno note, ma non meno indicative della temperie storica che vogliono testimoniare. Una sfida a cui McCurry si \u00e8 dedicato con passione, e con lo stesso paziente\u00a0<em>modus operandi<\/em>\u00a0che ha sempre utilizzato in simili circostanze. Ci\u00f2 che ne \u00e8 scaturito \u00e8 una serie di immagini in cui l\u2019approccio diretto, squisitamente fotogiornalistico, che McCurry ha voluto adottare, risulta fondamentale per non alterare la sostanza di quelle vicende, il loro\u00a0<em>pathos<\/em>\u00a0territoriale, che \u00e8 parte integrante del\u00a0<em>concept<\/em>, e non rischia mai di rimanere schiacciato e marginalizzato dai soli aspetti visuali.<\/p>\n<p><strong>Alex Majoli<\/strong>\u00a0ha proposto una sorta di viaggio articolato soprattutto attorno al corso dell\u2019Isonzo: il confine naturale, il fiume che ha diviso e oggi riunisce i popoli delle due diverse sponde, popolate di presenze suggestive. Come un esploratore in un terreno sconosciuto, ha affrontato lo spazio naturale, urbano e antropologico del confine tra quelle che fino a pochi anni fa erano due citt\u00e0 divise e che ora si trovano a imparare le regole del dialogo e della reciproca collaborazione.<\/p>\n<p>Attraverso dei\u00a0<em>focus<\/em>\u00a0che vanno dai tuffi nel fiume, ai migranti, alle feste popolari, agli incendi sul Carso isontino, la narrazione si sviluppa tenuta insieme dallo stile iconico, volutamente scenografico del fotografo ravennate, in cui le persone ritratte diventano &#8220;attori&#8221; delle proprie vite, le loro azioni e gesti acquisiscono una valenza anche simbolica.<\/p>\n<p><strong>Meta Krese<\/strong>, giornalista e fotografa, ha optato per la formula del ritratto, dinamico o statico, scegliendo famiglie che, per vari motivi, si sentono a casa in entrambe le due Gorizie, chiedendo loro conto di una personale visione con il\u00a0<em>confine<\/em>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec le storie delle persone, con nomi e cognomi, corpi riconoscibili e parlanti, diventano il centro della narrazione, che attorno al tema del confine, quello territoriale e quello mentale, quello reale e quello metaforico, mette in scena le vite vere e in qualche modo simboliche dei suoi abitanti, a met\u00e0 strada tra la\u00a0<em>staged photography<\/em>\u00a0e la teoria zavattinana del pedinamento.<\/p>\n<p>Il suo percorso \u00e8 concepito attraverso dei veri e propri\u00a0<em>assemblage<\/em>, in cui le immagini dinamiche in bianco e nero, ambientate nei luoghi simbolo delle due citt\u00e0 protagoniste, o particolarmente significativi per gli effigiati, fanno da cornice a quella grande, centrale, a colori, come una sorta di moderno polittico, in posa e rigorosamente in un interno domestico che potrebbe essere indifferentemente da questa o da quella parte del confine.<\/p>\n<p>Il progetto\u00a0<em>Tre sguardi<\/em>, sar\u00e0 supportato da\u00a0<strong>tre pubblicazioni<\/strong>, una per ogni autore, raccolte in un cofanetto e contenenti tutte le immagini esposte, i testi critici di Alvise Rampini e di Michele Smargiassi, oltre che del giornalista Roberto Covaz.<\/p>\n<p><strong>Biglietto<\/strong>: intero euro 6 \/ ridotto euro 3<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In mostra a Gorizia i reportage di Steve McCurry, Meta Krese e Alex Majoli per celebrare la Capitale europea transfrontaliera della cultura<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":68891,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[261,826,293,123,43,60],"mec_category":[59],"class_list":["post-68890","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-fotografia","tag-go2025","tag-gorizia","tag-mostre","mec_category-meeting"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/68890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68890"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/68891"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68890"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=68890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}