{"id":65265,"date":"2025-05-15T18:44:39","date_gmt":"2025-05-15T16:44:39","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=65265"},"modified":"2025-05-28T16:41:12","modified_gmt":"2025-05-28T14:41:12","slug":"gorizia-celebra-zoran-music","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/gorizia-celebra-zoran-music\/","title":{"rendered":"Gorizia celebra Zoran Music"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Zoran Music nella stanza di Zurigo, 1950 (ph. Collezione Paola Cadorin)<\/em><\/span><\/p>\n<p><strong>Zoran Music<\/strong> torna a casa, a Gorizia, in quella realt\u00e0 di scambio, incontro, sovrapposizione di matrici culturali diverse che ne ha segnato la vita e ritorna nell\u2019arte e nella memoria di un pittore di fama internazionale.<\/p>\n<p>A venti anni dalla morte avvenuta a Venezia nel 2005, al grande artista italo-sloveno, nato nel 1909 a Bukovica (Boccavizza), un paese ora di cinquecento abitanti, a poco pi\u00f9 di otto chilometri da <strong>Gorizia<\/strong>, citt\u00e0 che con la slovena <strong>Nova Gorica<\/strong> sta condividendo l\u2019impegno di <strong>Capitale Europea della Cultura<\/strong> per questo 2025 sar\u00e0 dedicata \u2013 all\u2019interno di <strong>GO! 2025<\/strong> \u2013 la mostra \u201c<strong><em>Zoran Music. La stanza di Zurigo, le opere e l\u2019atelier<\/em>\u201d<\/strong>, curata da <strong>Daniela Ferretti<\/strong>, che sar\u00e0 ospitata dal <strong>25 maggio al 31 ottobre 2025<\/strong> nell\u2019intero primo piano di <strong>Palazzo Attems Petzenstein<\/strong>, la sede dal 1900 dei Musei Provinciali di Gorizia.<\/p>\n<p>La \u201c<em>Stanza di Zurigo<\/em>\u201d \u00e8 il cuore della mostra proposta per celebrare Zoran Music.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo si dipana intorno a un\u2019opera magistrale, realizzata tra la fine degli anni \u201940 e l\u2019inizio dei \u201950, su commissione delle sorelle di nazionalit\u00e0 svizzera Charlotte e Nelly Dornacher che, affascinante dai decori dello studio veneziano di Zoran, chiesero all\u2019artista di riprodurli nella cantina della loro villa a Zollikon, sulle colline di Zurigo, per trasformarla in un locale accogliente di ritrovo tra amici.<\/p>\n<p>I luoghi di Venezia, i cavallini, i barconi carichi di bestiame, le donne dalle gonne multicolori e gli ampi parasole si intrecciano da un lato con i nudini, il ritratto dell\u2019amatissima moglie Ida e delle committenti e dall\u2019altro con le vedute di una Venezia trasognata.<\/p>\n<p>La Stanza fu accogliente e vitale ma sarebbe potuta andare distrutta e restare vittima dell\u2019abbandono imprevedibile di quei luoghi.<\/p>\n<p>E invece la Stanza \u00e8 stata \u00a0salvata dall\u2019incuria \u00a0e dalla demolizione, le opere sono tutte visibili, grazie all\u2019estro di Paolo Cadorin, grande esperto dell\u2019arte della conservazione, amico e poi cognato di Music che fin dall\u2019inizio applic\u00f2 le sue conoscenze nella prospettiva di un recupero che consentisse di godere dell\u2019opera fuori dalla realt\u00e0 per cui era stata concepita.<\/p>\n<p><strong>La mostra proporr\u00e0 la visione di opere con cui sar\u00e0 documentata l&#8217;intensa ricerca artistica di uno dei pittori pi\u00f9 raffinati ed enigmatici del XX secolo<\/strong>, dagli esordi a Zagabria al viaggio in Spagna, da Venezia a Dachau.<\/p>\n<p>Ritornato dalla prigionia alla citt\u00e0 lagunare, nell\u2019oro dei mosaici, nella luce di San Marco che si apre a Oriente verso la costa dalmata, Music ritrova la sua tavolozza e definisce la sua personalissima cifra stilistica.<\/p>\n<p>Si divide per lunghi anni tra Venezia e Parigi. Le radici culturali di Music affondano da un lato nella nativa Mitteleuropa e nella storia millenaria di Venezia, dall\u2019altro si nutrono delle immagini provenienti dalle grandi tradizioni pittoriche europee: El Greco, Goya, Rembrandt.<\/p>\n<p>Nella capitale francese consolida la sua fortuna critica e sperimenta, con le &#8220;Suites Bizantine\u201d e le &#8220;Terre Dalmate\u201d, un\u2019astrazione formale che abbandoner\u00e0 poco dopo per lasciare emergere a distanza di venticinque anni, il ricordo dei corpi di Dachau immortalandoli nello straordinario ciclo \u201cNoi non siamo gli ultimi\u201d a cui fanno seguito i \u201cMotivi vegetali\u201d, i \u201cPaesaggi rocciosi\u201d, gli \u201cInterni di cattedrale\u201d e i \u201cCanali della Giudecca\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultima produzione Music ripiega il suo sguardo sempre pi\u00f9 verso s\u00e9 stesso e verso Ida eseguendo una notevole serie di autoritratti e doppi ritratti in cui, su tele grezze di grande formato, i colori rarefatti, scuri e terrosi delineano figure spogliate di tutto il superfluo per presentarsi nella loro pura essenzialit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>L\u2019allestimento prevede l\u2019esposizione di oltre cento opere divise in decenni dagli anni \u201930 al 2000<\/strong>, tutte provenienti dall\u2019ambito familiare o privato dell\u2019artista.<\/p>\n<p>La quasi totalit\u00e0 delle opere selezionate proviene dall\u2019archivio dell\u2019artista, preziose testimonianze di una vita consacrata all\u2019arte. Ad accompagnare il visitatore nel viaggio d\u2019omaggio a Zoran Music saranno esposti anche oggetti da lui plasmati, ricordi di famiglia e personali.<\/p>\n<p>Il catalogo vedr\u00e0 tra gli altri un contributo di Jean Clair, Accademico di Francia, scrittore, storico dell\u2019arte e curatore francese, amico e sodale di Music.<\/p>\n<p>Saranno inoltre pubblicate per la prima volta in italiano le tre interviste a Zoran Music realizzate da Michael Peppiatt, storico, curatore e scrittore inglese. Un video sulla Stanza, le opere e i luoghi dell\u2019artista accompagner\u00e0 i visitatori.<\/p>\n<p><strong>Orari: dal luned\u00ec alla domenica 9.00-19.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nei mesi di giugno, luglio, agosto: venerd\u00ec e sabato 9.00-22.00<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Stanza di Zurigo, le opere e l\u2019atelier. A Palazzo Attems Petzenstein l\u2019esposizione dedicata al grande artista italo-sloveno <\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":65266,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[186,261,826,123,43,60],"mec_category":[59],"class_list":["post-65265","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-erpac","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-go2025","tag-gorizia","tag-mostre","mec_category-meeting"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/65265","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65265"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65266"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65265"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65265"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=65265"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}