{"id":63604,"date":"2025-03-13T17:47:46","date_gmt":"2025-03-13T16:47:46","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=63604"},"modified":"2025-03-13T17:49:46","modified_gmt":"2025-03-13T16:49:46","slug":"la-gloria","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/la-gloria\/","title":{"rendered":"La Gloria"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>(ph. Salvatore Lento)<\/em><\/span><\/p>\n<p>Venerd\u00ec 14 marzo\u00a0alle 20.30 di scena in\u00a0esclusiva regionale\u00a0lo\u00a0spettacolo da\u00a0<strong>Fabrizio Sinisi<\/strong>\u00a0\u201c<em>La Gloria<\/em>\u201d, gi\u00e0 vincitore del premio Forever Young 2019\/2020 \u2013 La Corte Ospitale.<\/p>\n<p>Protagonisti sul palco tre giovani attori di grande talento \u2013 <strong>Alessandro Bay Rossi, Dario Caccuri e Zoe Zolferino <\/strong>\u2013 diretti da <strong>Mario Scandale<\/strong>. A loro \u00e8 affidato il compito di raccontare la nascita di una follia, quella di Hitler, e successivamente del nazismo.<\/p>\n<p>\u201cLa gloria\u201d indaga le radici del Male che condussero l\u2019Europa nel baratro del nazismo. In scena un frammento quasi sconosciuto\u00a0 della vita del giovane Adolf Hitler che, frustrato nelle sue aspirazioni artistiche e in miseria, lascia presagire la follia e la violenza dell\u2019infausto percorso politico che lo porter\u00e0 al potere.<\/p>\n<p>Siamo nel 1907 quando, appena ventenne, Hitler si trasfer\u00ec da Linz a Vienna insieme all\u2019amico August Kubizek con lo scopo di entrare all\u2019Accademia di Belle Arti e diventare un grande pittore.<\/p>\n<p>Il sogno di gloria dell\u2019aspirante artista cadr\u00e0 nel vuoto: respinto per ben due volte dall\u2019Accademia, ma incapace di ammettere la propria mancanza di talento, Adolf monter\u00e0 nei confronti di Kubizek \u2013 unico suo amico e probabilmente suo primo, inammissibile amore \u2013 un formidabile castello di bugie.<\/p>\n<p>Ma la finzione finir\u00e0 per crollare: scoperto e umiliato, Adolf romper\u00e0 il rapporto con Kubizek, sprofondando nella miseria pi\u00f9 nera e riducendosi per ben tre anni allo stato di senzatetto nella periferia viennese.<\/p>\n<p>La disperazione della sua condizione lo spinger\u00e0 poi, allo scoppiare della Prima Guerra Mondiale, a recarsi a Monaco e ad arruolarsi nell\u2019esercito, dando cos\u00ec inizio al suo tragico percorso politico.<\/p>\n<p>\u00abAnche Adolf Hitler ha avuto vent\u2019anni, e a vent\u2019anni ci ha assomigliato: ambizioso, desideroso di grandezza, alla ricerca di un senso e di una strada\u00bb spiega l\u2019autore.<\/p>\n<p>\u00abE tuttavia la sua non \u00e8 una storia qualunque: lo spettatore su questo la sa pi\u00f9 lunga del suo stesso protagonista. Il che, com\u2019\u00e8 noto, \u00e8 il primo fondamento della tragedia. Da qui per me il suo primario interesse teatrale: la catastrofe \u00e8 negli occhi di chi guarda\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa gloria prova ad analizzare i rapporti tra megalomania e potere, tra giovent\u00f9 e sopraffazione, tra giovent\u00f9 e spirito autoritario. Il giovanissimo Hitler si muove nel contesto di un\u2019Europa che \u2013 pericolosamente simile a quella di oggi \u2013 vive un momento di pericolosa instabilit\u00e0, di precariet\u00e0, d\u2019inquietudine tali che la porteranno a credere alle bugie di un tiranno megalomane il cui primo aspetto \u00e8 quello di una disarmante mediocrit\u00e0: un artista fallito e disperato il cui unico desiderio da ragazzo era quello di diventare famoso, e che si trover\u00e0 invece a diventare un mostro capace di provocare la pi\u00f9 terribile ferita della storia dell\u2019Occidente. La gloria si pone quindi come un piccolo studio sulle origini delle dittature nel mondo occidentale, e sui suoi intricati rapporti con la psiche giovanile\u00bb conclude Fabrizio Sinisi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Pordenone lo spettacolo sulle radici del male che condussero l\u2019Europa nel baratro del nazismo. Un frammetto della vita del giovane Hitler<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":63605,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[261,826,275,821,52],"mec_category":[48],"class_list":["post-63604","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-pordenone","tag-spettacoli","tag-teatro","mec_category-classic-art"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/63604","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63604"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/63605"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63604"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=63604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}