{"id":57280,"date":"2024-07-18T17:06:27","date_gmt":"2024-07-18T15:06:27","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=57280"},"modified":"2024-10-02T12:20:31","modified_gmt":"2024-10-02T10:20:31","slug":"memorie-di-un-museo","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/memorie-di-un-museo\/","title":{"rendered":"Memorie di un Museo"},"content":{"rendered":"<p>In occasione del centenario del Museo della Redenzione, istituito a Gorizia l\u20198 giugno 1924, una nuova mostra intitolata \u201c<strong><em>Memorie di un Museo. 1924-2024. Il racconto della Grande Guerra<\/em><\/strong>\u201d \u00e8 allestita <strong>fino al 17 novembre 2024<\/strong> presso Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia.<\/p>\n<p>La mostra presenter\u00e0, in una veste contemporanea e inedita, una preziosa raccolta di documenti fotografici, quadri, cimeli e altri ricordi che testimoniano un\u2019epoca di lacerazioni fisiche e psicologiche. Un viaggio attraverso nove sezioni che illustreranno come il Museo dedicato alla memoria della Grande Guerra \u00e8 stato concepito e allestito nel corso di un secolo. La narrazione degli artefici di queste diverse impostazioni museografiche guider\u00e0 i visitatori in un percorso di riflessione sull\u2019importanza della pace come valore universale.<\/p>\n<p>L\u2019evento rappresenta una celebrazione significativa anche in vista della riapertura, prevista per il 2025, del rinnovato Museo della Grande Guerra, situato nel Castello di Gorizia, voluto da <strong>Raffaella Sgubin<\/strong>, direttore dei Musei Provinciali della citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo allestimento, che coincider\u00e0 con \u201cGo! 2025 Nova Gorica <\/strong><strong>e Gorizia Capitale europea della cultura 2025\u201d, \u00e8 stato pensato come un \u201cMuseo per l\u2019Europa\u201d.<\/strong><\/p>\n<h3>Gli obiettivi<\/h3>\n<p><strong>Alessandra Martina<\/strong>, conservatore del Museo della Grande Guerra e curatrice della mostra, spiega: \u201cQuesta mostra parler\u00e0 di come la guerra \u00e8 stata interpretata nei musei a seconda delle diverse stagioni storiche\u201d.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 stata curata per gli originali allestimenti dall\u2019architetto <strong>Chiara Lamonarca<\/strong>, in collaborazione con lo studio di design +fortuna di Paola Fortuna. \u201cIl museo isontino \u2013 sottolinea l\u2019architetto \u2013 \u00e8 stato concepito per rammentare sia il costo umano del conflitto sia l\u2019ambiente operativo specifico della trincea. Dunque, una sezione speciale sar\u00e0 dedicata alla citt\u00e0 di Gorizia, descrivendo la vita quotidiana di una citt\u00e0 in prima linea, con i suoi abitanti costretti a rifugiarsi nelle cantine, soffrendo privazioni e paure per<br \/>\ni bombardamenti incessanti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuesto racconto \u2013 continua Alessandra Martina \u2013 vuole fungere da stimolo per il presente ed il futuro, motivo per cui si \u00e8 scelto di rileggere i documenti del passato partendo dai diversi allestimenti del Museo della Redenzione succedutisi nel tempo. La mostra utilizzer\u00e0 documenti originali e una scenografia che riproduce le atmosfere e i linguaggi dell\u2019epoca, documentando come la narrazione di qualunque evento sia sempre influenzata dal momento storico in cui si svolge\u201d.<\/p>\n<h3><strong>La storia del Museo della Guerra<\/strong><\/h3>\n<p>Il Museo della Redenzione nasce nel 1924 e diviene in seguito Il Museo della Grande Guerra, inizialmente ospitato a Palazzo Attems Petzenstein, poi trasferito e inaugurato nel 1990 nella sede definitiva di Borgo Castello, ora in restauro.<\/p>\n<p>Il primo allestimento del Museo della Redenzione fu curato da <strong>Giovanni Cossar<\/strong>, direttore dell\u2019istituzione goriziana, che attinse alla raccolta di cimeli iniziata gi\u00e0 durante la guerra, poco dopo l\u2019entrata delle truppe italiane a Gorizia, dal Generale Giovanni Cattaneo. \u201cFu questo uno dei primi tentativi di musealizzazione di un evento, la Grande Guerra, che ha segnato la vita di milioni di persone e influenzato l\u2019assetto geopolitico dell\u2019Europa\u201d, evidenzia Alessandra Martina.<\/p>\n<h3><strong>Come si articola l\u2019esposizione<\/strong><\/h3>\n<p>La mostra, allestita nell\u2019ala sud del piano nobile di Palazzo Attems Petzenstein, ripercorre dunque i cent\u2019anni di musealizzazione della Grande Guerra a Gorizia attraverso documenti, oggetti storici, ingrandimenti fotografici e ricostruzioni multimediali. Il volto della citt\u00e0 di Gorizia, profondamente segnato da trenta mesi<br \/>\ndi guerra, verr\u00e0 riproposto con ingrandimenti fotografici.<\/p>\n<p>La guerra sar\u00e0 richiamata da due mitragliatrici, una italiana, una austriaca, puntate una contro l\u2019altra.<br \/>\nI tentativi di realizzare un museo della guerra in quegli anni saranno descritti soprattutto con documentazione d\u2019archivio.<\/p>\n<p>Divisa in quattro periodi, l\u2019esposizione permette ai visitatori di immergersi negli allestimenti museali susseguitisi dal 1924 al 2024:<\/p>\n<p><strong>1924-1937: Museo della Redenzione<\/strong> \u2013 Ideato da Giovanni Cossar, mirava a documentare l\u2019anima italiana di Gorizia con un\u2019esposizione etnografica e due sale dedicate alla guerra.<\/p>\n<p><strong>1938-1945: Museo della Guerra e della Redenzione<\/strong> \u2013 Curato dallo scultore Celestino Petrone, esaltava<br \/>\nla guerra e l\u2019eroismo secondo l\u2019ideologia fascista. Il percorso narrativo era influenzato dal regime e documentato attraverso materiali d\u2019archivio.<\/p>\n<p><strong>Anni \u201850-\u201980: Museo della Guerra 1915-1918<\/strong> \u2013 Post Seconda Guerra Mondiale, l\u2019allestimento eliminava riferimenti fascisti, includendo due sale dedicate all\u2019esercito austroungarico. L\u2019architetto Paolo Caccia Dominioni introdusse nuove sale e acquerelli descrittivi della guerra sul fronte isontino.<\/p>\n<p><strong>1990-2024: Museo della Grande Guerra<\/strong> \u2013 Inaugurato nel 1990, l\u2019allestimento si concentrava sulla vita quotidiana dei soldati e dei civili, promuovendo un messaggio di pace. Foto e video documentano il trasferimento del museo a Borgo Castello dopo l\u2019alluvione del 1983.<\/p>\n<h3><strong>Orari<\/strong><\/h3>\n<p>Dal marted\u00ec alla domenica dalle 10.00 alle 18.00<\/p>\n<p>Chiuso luned\u00ec. Ogni prima domenica del mese ingresso gratuito.<\/p>\n<h3><strong>Biglietti d\u2019ingresso<\/strong><\/h3>\n<p>Biglietto intero: 6 euro<\/p>\n<p>Biglietto ridotto: 3 euro (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni; soci Coop; soci Cec; soci FAI).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Museo dedicato alla memoria della Grande Guerra di Gorizia \u00e8 stato concepito e allestito nel corso di cent\u2019anni. 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