{"id":55054,"date":"2024-05-17T17:31:46","date_gmt":"2024-05-17T15:31:46","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=55054"},"modified":"2024-05-17T17:31:46","modified_gmt":"2024-05-17T15:31:46","slug":"io-non-scendo","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/io-non-scendo\/","title":{"rendered":"Io non scendo"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Anonimo, Francia, circa 1950<\/em><\/span><\/p>\n<p>Nella sua autobiografia \u201c<em><b>Io non sono un\u2019alpinista<\/b><\/em>\u201d la scalatrice triestina\u00a0<b>Bianca di Beaco<\/b>\u00a0racconta di come sua madre, contadina, l\u2019avesse spinta \u201cnon tanto verso conquiste materiali, ma verso una conquista di me stessa\u201d. E in cima alle montagne, cos\u00ec come da bambina in cima agli alberi, Bianca aveva scoperto \u201cla dimensione in cui i sogni si realizzano\u201d.<\/p>\n<p>La sportiva triestina \u00e8 soltanto una delle tante novelle Eva che, per affermare la necessit\u00e0 di essere se stesse, allontanandosi dallo stereotipo che le vuole radici per il nutrimento altrui, hanno scelto di arrampicarsi sugli alberi, di farsi loro stesse frutto, di essere sovversive come ogni creatura che sale verso il cielo per negare la gravit\u00e0 terrestre e osservare il mondo da una nuova prospettiva. E, una volta in cima, dichiarare:\u00a0<b>\u201c<em>Io non scendo<\/em>\u201d<\/b>.<\/p>\n<h3>Oltre 250 foto esposte<\/h3>\n<p>S\u2019intitola cos\u00ec la\u00a0<b>mostra fotografica,\u00a0<\/b>promossa e organizzata da\u00a0<b>ERPAC FVG \u2013 Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia,<\/b>\u00a0che inaugurer\u00e0\u00a0<b>venerd\u00ec 17 maggio alle 18\u00a0<\/b>al\u00a0<b>Magazzino delle Idee<\/b>. Curata da\u00a0<b>Laura Leonelli<\/b>, giornalista e scrittrice, collaboratrice del supplemento culturale de Il Sole 24 Ore (e di Arte e AD) e appassionata collezionista di fotografie anonime, l\u2019esposizione nasce dal suo omonimo libro, pubblicato da\u00a0<b>Postcart<\/b>, e raccoglie, in un allestimento che richiama un bosco, con sottofondo di canto d\u2019uccelli,<b>\u00a0pi\u00f9 di duecentocinquanta fotografie anonime<\/b>\u00a0di donne\u00a0<b>che dal 1870 al 1970 hanno scelto di farsi ritrarre in cima agli alberi.\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Sono foto vintage che provengono dagli Stati Uniti e da ogni angolo d\u2019Europa e Mediterraneo, dalla Francia all\u2019Italia, dall\u2019Ucraina all\u2019Egitto. Sono immagini anonime in bianco e nero, molte conservate negli album di famiglia, che restituiscono al primo sguardo tutta la loro fragilit\u00e0 e intimit\u00e0, raccontando di un\u2019epoca in cui, contrariamente al presente delirio bulimico d\u2019immagini, una fotografia valeva tantissimo.<\/p>\n<p>E allora, ed \u00e8 la domanda che percorre il libro e la mostra, perch\u00e9 tutte queste donne hanno scelto di farsi fotografare in questo modo? \u201cLe donne salgono sugli alberi quando disubbidiscono &#8211; scrive Laura Leonelli all\u2019inizio del volume -. E ogni donna che disubbidisce \u00e8 figlia della prima, pi\u00f9 celebrata e dannata delle disubbidienti: Eva. Ascoltando la voce delle nuove Eva, dal dodicesimo secolo a oggi, questo libro riporta gli slanci, le delusioni, le battaglie, le ascese di alcune di loro, <b>mistiche, scrittrici, filosofe, fotografe, ecologiste, imprenditrici, alpiniste<\/b>, che hanno disubbidito e sono salite sull\u2019albero della consapevolezza e della propria realizzazione.<\/p>\n<h3>Grandi donne protagoniste<\/h3>\n<p>E da quel vertice\u00a0<b>Cristina di Sint-Truiden, Louisa May Alcott, Sarah Orne Jewett, Voltairine de Cleyre, Anne Brigman, Astrid Lindgren, Simone de Beauvoir, Beah E. Richards, Angela Carter, Julia Butterfly Hill, Suni Lee, Bianca Di Beaco, Tiziana Weiss, e Riccarda de Eccher<\/b>\u00a0hanno detto: \u201cIo non scendo\u201d.<\/p>\n<p>Le donne che si arrampicano sugli alberi sono sempre esistite, ma la matrice letteraria che ha dato impulso alla pratica del farsi fotografare arrampicate su un albero \u00e8 stato il romanzo \u201c<b>Piccole donne<\/b>\u201d, pubblicato nel 1868.\u00a0<b>Jo March<\/b>\u00a0infatti, la pi\u00f9 celebre delle quattro sorelle del capolavoro di\u00a0<b>Louisa May Alcott,<\/b>\u00a0adorata da tutte le lettrici per il suo carattere ribelle e coraggioso (quindi, all\u2019epoca, maschile), ama leggere, e non a caso ama leggere sul melo di fronte a casa. Jo \u00e8 l\u2019alter ego dell\u2019autrice, ma lo \u00e8 anche di Katherine Hepburn &#8211; Jo in uno dei pi\u00f9 famosi adattamenti cinematografici del romanzo &#8211; e soprattutto lo sar\u00e0 di\u00a0<b>Simone de Beauvoir<\/b>, che come Jo sente la forza liberatrice della cultura.<\/p>\n<p>Jo \u00e8 tra le prime, e render\u00e0 ricchissima la sua autrice, ma nel 1945 arriva <b>Pippi Calzelunghe<\/b>, nata dalla penna della scrittrice svedese\u00a0<b>Astrid Lindgren<\/b>, cui fa seguito l\u2019omonima serie televisiva: anche la ragazzina dalle trecce incandescenti e dalla forza soprannaturale, libertaria e indipendente, ama arrampicarsi sugli alberi. E ancora una volta il pubblico femminile viene stregato da questo ritratto non convenzionale di un\u2019Eva selvatica, maestra di vita e guru ribelle.<\/p>\n<p>Nel 1954 \u00e8 la volta di\u00a0<b>Sabrina<\/b>, capolavoro del geniale Billy Wilder: Audrey Hepburn, figlia dell\u2019autista e nuova Cenerentola, si stende sul ramo di un albero per contemplare meglio l\u2019oggetto della sua passione, quell\u2019irresistibile dongiovanni di David Larrabee. E da quel ramo immagine e \u201cpretende\u201d il suo futuro. Che si realizzer\u00e0.<\/p>\n<h3>Dall&#8217;800 ai giorni nostri<\/h3>\n<p>Facendo un passo indietro, troviamo\u00a0<b>Voltairine de Cleyre,<\/b>\u00a0classe 1866, figlia di un padre socialista emigrato negli Stati Uniti. Voltairine \u00e8 un enfant prodige che a quattro anni legge e scrive poesie e che a sei anni chiede al padre di costruirle \u201cuna stanza tutta per s\u00e9\u201d sull\u2019acero davanti a casa.<\/p>\n<p>A ventiquattro anni Voltarine, nome che rende omaggio al grande illuminista, scrive il saggio \u201c<b>Sex slavery<\/b>\u201d, riflessione sul matrimonio come schiavit\u00f9 della donna. Le donne invece fin da bambine dovrebbero essere lasciate libere di seguire la loro natura e, non a caso, dovrebbero poter salire sugli alberi, come fanno allegramente e senza censure i maschi.<\/p>\n<p>Negli anni \u201990, troviamo<b>\u00a0Julia Butterfly Hill<\/b>, che ha trascorso 738 giorni su una sequoia millenaria, diventando il simbolo di una delle pi\u00f9 straordinarie lotte del movimento ecologista americano.<\/p>\n<p>Ma a volte non \u00e8 solo il maschile patriarcale a ostacolare l\u2019emancipazione delle donne. A volte sono le donne stesse, come ricorda Angela Carter nel suo romanzo\u00a0<b>La bottega dei giocattoli<\/b>. Protagonista \u00e8 Melanie, quindicenne, che una notte di luna piena indosser\u00e0 l\u2019abito nuziale della madre per prenderne simbolicamente il posto, il ruolo, il potere. Una corsa in giardino sotto la luna piena, l\u2019abito splende, ma colpo di vento e la porta di casa si chiude. Per tornare in casa, e nascondere le tracce del delitto, dovr\u00e0 arrampicarsi, guarda caso, su un melo.<\/p>\n<h3>Donne di casa nostra<\/h3>\n<p>La mostra rende omaggio a\u00a0<b>tre donne triestine e friulane,\u00a0<\/b>tre grandi scalatrici: d\u2019altra parte chi meglio di una scalatrice prosegue l\u2019ascesa iniziata sugli alberi? Ecco allora che Laura Leonelli ha\u00a0\u00a0reso omaggio a\u00a0<b>Bianca di Beaco, Riccarda de Eccher e Tiziana Weiss,<\/b>\u00a0e in mostra splende una sua fotografia.<\/p>\n<p>Tre scalatrici, due generazioni e una citt\u00e0 dove le donne sono state pi\u00f9 libere che altrove: a Trieste hanno iniziato presto ad arrampicare, e nessuno l\u2019ha trovato strano. Come tutte le bambine irrequiete la prima arrampicata l\u2019hanno affrontata sugli alberi, per poi farsi strada in un mondo che, fino ad allora, era stato rigorosamente precluso a met\u00e0 del genere umano.<\/p>\n<p>La mostra, cui faranno da corollario una serie di eventi d\u2019approfondimento, sar\u00e0 visitabile\u00a0<b>fino al 25 agosto<\/b>,\u00a0da marted\u00ec a domenica, dalle 10 alle 19 (prezzo biglietto intero 8 euro, ridotto 5 euro).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Trieste storie di donne che salgono sugli alberi e guardano lontano. Oltre 250 foto vintage al Magazzino delle Idee<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":55055,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[387,186,261,826,293,251,65],"mec_category":[59],"class_list":["post-55054","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-donne","tag-erpac","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-fotografia","tag-mostra","tag-trieste","mec_category-meeting"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/55054","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55054"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55054"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55054"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=55054"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}