{"id":51462,"date":"2024-02-13T16:53:45","date_gmt":"2024-02-13T15:53:45","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?post_type=mec-events&#038;p=51462"},"modified":"2024-02-13T16:53:45","modified_gmt":"2024-02-13T15:53:45","slug":"un-sogno-a-istanbul-750","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/un-sogno-a-istanbul-750\/","title":{"rendered":"Un sogno a Istanbul"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-size: 10pt;\">(\u00a9 Barbara Rigon)<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Debutta al Teatro Orazio Bobbio di Trieste la nuova produzione della Contrada \u201cUn sogno a Istanbul\u201d, in scena dal 15 al 18 febbraio. Il testo, ispirato al best seller di Paolo Rumiz \u201cLa cotogna di Istanbul\u201d, \u00e8 di Alberto Bassetti che ne trae una pi\u00e8ce teatrale che strappa lacrime e sogni, \u201cavvolgente come una storia narrata intorno al fuoco\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">In scena un amore unico quanto maledetto, quello tra Max e Ma\u0161a interpretati da due grandi attori, Maddalena Crippa e Maximilian Nisi, sul palco con\u00a0Mario Incudine, che ha composto anche le musiche di questo spettacolo, e Adriano Giraldi, per la regia di Alessio Pizzech.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Al centro della storia Maximilian von Altenberg, ingegnere austriaco, razionale, occidentale e il suo amore per Ma\u0161a, austera, selvaggia, bellissima vedova, madre di due figlie. Di questa speciale complementariet\u00e0 si nutre la loro attrazione, nata a Sarajevo dove il protagonista viene mandato per un sopralluogo nell\u2019inverno del \u201997.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Alimentata da una passione instabile frutto di un destino infame, che con crudelt\u00e0 prima li infiamma e poi li allontana. Il distacco, il ritorno in patria. L&#8217;attesa di un nuovo incontro. Prima di ritrovare Ma\u0161a passeranno tre anni. Sono i tre anni fatidici di cui parlava La gialla cotogna di Istanbul, la canzone d\u2019amore che lei gli cantava. Quando finalmente si ricongiungono il destino torna a scagliarsi come una tempesta sul relitto del loro amore: Ma\u0161a \u00e8 malata, ma la passione \u00e8 pi\u00f9 forte di ogni cosa e finalmente si accende. Da l\u00ec in poi si leva un vento che muove le anime e i sensi: comincia un\u2019avventura che porter\u00e0 Max nei luoghi magici di Ma\u0161a, in un viaggio che \u00e8 rito, scoperta e resurrezione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abQuesto spettacolo &#8211; racconta Maximilian Nisi &#8211; \u00e8 frutto di un lavoro meraviglioso che abbiamo affrontato insieme e che attraverso parole, canti e musiche restituiamo per raccontare un\u2019emozione. La mela cotogna \u00e8 il frutto originario della Turchia. Un frutto che unisce i popoli. \u00c8 poesia, nostalgia, dolore. \u00c8 il legame tra il passato e il presente. Portiamo in scena una storia d&#8217;amore appassionata che attraversa i personaggi e li rende simboli di temi pi\u00f9 importanti. Un viaggio nel tempo, verso le nostre tradizioni, alla riscoperta delle nostre origini. \u00c8 stato fantastico incontrare Paolo Rumiz, capire le dinamiche della guerra dei Balcani. Cos\u00ec come essere trascinati da un testo bellissimo, a tratti magico, e condotti da Alessio Pizzech, dalla sua dedizione, la sua energia e la sua travolgente passione\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">La particolarit\u00e0 di questo spettacolo risiede proprio nella sua formula. Non \u00e8 una commedia, non \u00e8 una tragedia non \u00e8 un musical, ma \u00e8 una Ballata, una forma unica nel suo genere con canzoni che rendono il racconto estremamente travolgente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">La figura femminile di questo testo, Ma\u0161a, \u00e8 una donna musulmana speciale, dalla grandissima femminilit\u00e0. Maddalena Crippa, che la interpreta, racconta: \u00abNon perdetevi questo spettacolo, \u00e8 davvero unico nel suo genere non solo per la storia d\u2019amore bellissima che racconta ma proprio per questa sua formula atipica. Sono diventata molto selettiva sui testi che mi vengono proposti ma quando Pizzech mi ha raccontato questo progetto il racconto mi ha sedotta e conquistata. L\u2019esperienza di incontro con tutti coloro con cui ho lavorato a questo spettacolo \u00e8 stata bellissima, intensa, proficua e di condivisione e sono certa che questo traspaia.\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abCerco di restituire un racconto scenico &#8211; conclude il regista &#8211; che le nuove generazioni condividano perch\u00e9 la memoria del sangue versato non sia dimenticata e perch\u00e9 un\u2019Europa sempre pi\u00f9 indifferente si accorga delle proprie macerie dell\u2019anima. Una storia che vive sul palcoscenico perch\u00e9 i giovani di oggi non restino senza padri come \u00e8 stata la mia generazione. Il racconto di questo amore \u00e8 un paradigma della grande storia come \u00e8 sempre ogni amore che scompagina i confini della nostra anima e ci spinge verso territori sconosciuti e la violenza dei sentimenti si confonde alla rabbia che porta al conflitto chiamato guerra\u00bb.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Debutta al Teatro Bobbio di Trieste la nuova produzione della Contrada<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":51459,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","tags":[492,52,65],"mec_category":[48],"class_list":["post-51462","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-contrada","tag-teatro","tag-trieste","mec_category-classic-art"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/51462","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51462"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/51459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51462"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51462"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=51462"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}