{"id":50747,"date":"2024-02-07T12:28:57","date_gmt":"2024-02-07T11:28:57","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?post_type=mec-events&#038;p=50747"},"modified":"2024-02-07T12:30:30","modified_gmt":"2024-02-07T11:30:30","slug":"spilimbergo-il-tesoro-del-duomo","status":"publish","type":"mec-events","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/spilimbergo-il-tesoro-del-duomo\/","title":{"rendered":"Spilimbergo. Il tesoro del duomo"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Nella foto: Ambito vitalesco, Flagellazione, met\u00e0 sec XIV, affresco, Spilimbergo duomo di Santa Maria Maggiore (\u00a9 Foto Ciol)<\/em><\/span><\/p>\n<p>Il <strong>duomo di Santa Maria Maggiore<\/strong>\u00a0di <strong>Spilimbergo<\/strong>\u00a0svela i suoi tesori al pubblico con la mostra \u201c<strong><em>Spilimbergo. Il tesoro del duomo<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Una raccolta di beni artistici dal grande valore, alcuni dei quali alla prima esposizione pubblica, fruibili dal prossimo <strong>2 dicembre al 3 marzo 2024<\/strong>, al primo piano dello storico <strong>Palazzo della Loggia<\/strong>, proprio di fronte alla principale chiesa della citt\u00e0. Un evento eccezionale proprio perch\u00e9 sveler\u00e0 i beni del duomo normalmente non visibili, poco conosciuti e scarsamente studiati. Fra le opere di maggiore pregio, fra quelle esposte, troviamo senza dubbio i dipinti dei <strong>Paggi reggistemma<\/strong>\u00a0di <strong>Giovanni Antonio de&#8217; Sacchis<\/strong>, detto il <strong>Pordenone<\/strong>\u00a0(sec. XVI), il <strong>San Girolamo<\/strong>\u00a0di <strong>Antonio Carneo<\/strong>\u00a0(sec. XVII), i preziosi <strong>Codici miniati<\/strong>\u00a0da <strong>Giovanni de Cramariis<\/strong>, (sec. XV-XVI), e ancora i <strong>paramenti sacri<\/strong>\u00a0(sec. XVIII-XIX) e l\u2019<strong>oreficeria<\/strong>.(sec. XVI-XIX).<\/p>\n<p>Il percorso espositivo a Palazzo della Loggia sar\u00e0 reso immersivo e coinvolgente con l\u2019ausilio di riproduzioni fotografiche e proiezioni multimediali che permetteranno al pubblico di conoscere i diversi artisti, grandi e piccoli, che nell\u2019arco dei secoli hanno contribuito a creare e abbellire lo straordinario complesso monumentale del duomo di <strong>Santa<\/strong> <strong>Maria Maggiore<\/strong>. In alcuni casi, le immagini saranno accompagnate dalle opere in friulano della compianta poetessa spilimberghese <strong>Novella Cantarutti<\/strong>.<\/p>\n<p>Un progetto ambizioso che ha come obiettivo, oltre ovviamente alla valorizzazione del patrimonio artistico e di fede del duomo di Spilimbergo, quello di attrarre visitatori e promuovere la bellezza di uno dei monumenti pi\u00f9 insigni del Friuli Venezia Giulia, mettendo anche in evidenza alcuni prestigiosi percorsi culturali della citt\u00e0 del mosaico. \u201c<strong>Spilimbergo. Il tesoro del duomo<\/strong>\u201d rappresenta un\u2019occasione per promuovere le potenzialit\u00e0 culturali, turistiche ed economiche della citt\u00e0, incentivando la ricerca e lo studio scientifico sui beni di propriet\u00e0 della chiesa di Santa Maria Maggiore, creando i presupposti per una futura sede espositiva dedicata alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico cittadino.<\/p>\n<p>La mostra \u201c<strong>Spilimbergo. Il tesoro del duomo<\/strong>\u201d\u00e8 organizzata dalla <strong>Citt\u00e0 di Spilimbergo<\/strong>\u00a0e dalla <strong>Parrocchia di Santa Maria Maggiore di Spilimbergo<\/strong>, con il sostegno di <strong>Regione Friuli Venezia Giulia<\/strong>\u00a0e <strong>Unione Artigiani Pordenone<\/strong>, in collaborazione con <strong>Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia<\/strong>, <strong>Ente Regionale Patrimonio Culturale Friuli Venezia Giulia<\/strong>, <strong>Diocesi di Concordia-Pordenone<\/strong>, <strong>Scuola Mosaicisti del Friuli<\/strong>\u00a0e con il patrocinio dell\u2019<strong>Universit\u00e0 degli Studi di Udine<\/strong>. Progetto a cura di <strong>Federico Lovison<\/strong>\u00a0con la collaborazione scientifica di <strong>Maurizio d\u2019Arcano Grattoni<\/strong>\u00a0e le foto di <strong>Stefano Ciol<\/strong>.<\/p>\n<p>La mostra sar\u00e0 visitabile da<strong>\u00a0sabato 2 dicembre <\/strong>a<strong>\u00a0domenica 3 marzo 2024<\/strong>\u00a0nel<strong>\u00a0Palazzo La Loggia<\/strong>, nei giorni di <strong>sabato<\/strong>\u00a0e <strong>domenica<\/strong>, dalle <strong>10.00<\/strong>\u00a0alle <strong>19.00 <\/strong>(ultimo ingresso ore 18.30). <strong>Aperture straordinarie <\/strong>si avranno poi nelle giornate di <strong>venerd\u00ec 8 dicembre<\/strong>\u00a0e tutti i giorni dal <strong>22 dicembre al 7 gennaio<\/strong>, sempre dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30). Durante gli eventi collaterali del <strong>12 gennaio<\/strong>\u00a0e del <strong>2 <\/strong>e<strong>\u00a016 febbraio<\/strong>\u00a0sono inoltre previste speciali aperture serali. <strong>Visite guidate<\/strong>\u00a0alla mostra e al <strong>duomo<\/strong>\u00a0saranno organizzate ogni domenica, alle 15.30, su prenotazione, contattando l\u2019<strong>Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica <\/strong>del Comune di Spilimbergo allo 0427 2274, tramite WhatsApp al 329 6297148 o scrivendo a <a id=\"m_203197825161683670OWAc977b512-7387-afe7-2ee4-b5320c511a62\" href=\"mailto:iat@comune.spilimberrgo.pn.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">iat@comune.spilimbergo.pn.it<\/a>\u00a0. L\u2019ingresso alla mostra \u00e8 libero e gratuito.<\/p>\n<p>Seguendo il ritmo ovattato dei versi di \u201c<em>Gent da la Grava<\/em>\u201d, la suggestiva poesia di <strong>Novella Aurora Cantarutti<\/strong>, si percepisce che suoni e colori sembrano fondersi<em>\u00a0tuna<\/em> <em>l\u00fbs verda di aga<\/em>, quella del <strong>Tagliamento<\/strong>\u00a0che, ai piedi della citt\u00e0, gorgoglia in un algido letto di sassi policromi che gi\u00e0 prefigurano il pavimento a terrazzo e il mosaico. Il tutto \u00e8 come inondato da morbida luce e il visitatore si trova via via di fronte ad opere che sono emozioni. Nel corridoio d\u2019accesso al salone, immagini ad alta definizione permettono di apprezzare i dettagli dei capolavori ospitati in duomo.<\/p>\n<p>All\u2019ingresso dell\u2019ampio salone, sulla destra, si trovano i dipinti e le opere riferite alla cappella musicale del primo Rinascimento, composta dall\u2019organo, dal coro ligneo e dai codici miniati (di cui diremo pi\u00f9 avanti).<\/p>\n<p>Procedendo nella visita ecco la foto della <strong><em>Fuga in Egitto<\/em><\/strong>, affresco del XVI sec., di mano di <strong>Girolamo Stefanelli<\/strong>. Segue poi il <strong><em>San<\/em> <em>Girolamo penitente<\/em><\/strong>\u00a0di <strong>Antonio Carneo<\/strong>\u00a0(1637-1692), un mirabile olio su tela, pezzo dal grande valore mai esposto al pubblico prima d\u2019ora. Il libro semiaperto allude alla \u201cvulgata\u201d, ossia alla traduzione della Bibbia in latino, della quale Girolamo fu autore. Ad accrescere la suggestione s\u2019incontrano di seguito le immagini degli <strong><em>Angeli cerofori<\/em><\/strong>\u00a0della Cappella del Carmine scolpiti nel 1498 dal lapicida <strong>Giovanni Antonio Pilacorte<\/strong>, uno dei tanti maestri comacini attivi in Friuli, autore anche del fonte battesimale realizzato nel 1492. Ci si imbatte successivamente nei mirabili codici miniati. Notevole il <strong><em>Graduale <\/em>n.1<\/strong>\u00a0che fa parte dei sei corali, cinque graduali e un antifonario, conservati nell\u2019Archivio parrocchiale di Spilimbergo, miniati tra il 1494 e il 1507 dal pittore udinese <strong>Giovanni de Cramariis<\/strong>. \u00c8 esposto anche il <strong><em>Graduale <\/em>n. 3<\/strong>\u00a0con pregevoli lettere iniziali miniate, con fregio a piena pagina. Accanto si trovano le tavole con i <strong><em>Paggi reggistemma<\/em><\/strong>\u00a0(stemmi di Zuccola e di Trussio) realizzate nel 1524 da <strong>Giovanni Antonio de\u2019 Sacchis<\/strong>\u00a0detto il <strong>Pordenone<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli occhi poi si soffermano meravigliati davanti all\u2019immagine del <strong>coro ligneo<\/strong>, con annesso leggio, scolpito, intarsiato e dorato da <strong>Marco Cozzi <\/strong>nel 1475\/1477, gi\u00e0 in duomo e ora ospitato nella chiesa dei Santi Giuseppe e Pantaleone, popolarmente detta dei Frati. Ecco poi le foto delle portelle dell\u2019organo, tempere su tela realizzate nel 1524 dal <strong>Pordenone<\/strong>. Esse rappresentano la <strong><em>Caduta di Simon Mago<\/em><\/strong>\u00a0e la <strong><em>Conversione di Saulo<\/em><\/strong>\u00a0(quando sono aperte) e l\u2019<strong><em>Assunzione della Vergine<\/em> <\/strong>(da chiuse). Affacciandosi alla trifora del salone si pu\u00f2 godere di una vista privilegiata del duomo nella sua affascinante bellezza, col portale di <strong>Zenone da Campione<\/strong>, gli archetti romanico-gotici del sottotetto, la <strong>cappella di San Michele<\/strong>\u00a0e il maestoso <strong>San Cristoforo<\/strong>, patrono di viandanti e pellegrini. A levante, appena a ridosso dell\u2019abside, si scorge la chiesetta di <strong>Santa Cecilia<\/strong>, il pi\u00f9 vetusto edificio di culto presente in citt\u00e0. Il visitatore, pur immerso in tanta meraviglia, non pu\u00f2 non restare rapito di fronte alle immagini degli affreschi di scuola vitalesca che decorano l\u2019abside del duomo. Essi rappresentano una delle testimonianze pi\u00f9 significative della pittura del Trecento in Friuli.<\/p>\n<p>Procedendo ecco la fotografia della <strong><em>Presentazione di Ges\u00f9 al Tempio<\/em><\/strong>\u00a0(1503 circa), dipinto su tavola di <strong>Giovanni Martini<\/strong>\u00a0nella Cappella della Madonna del Rosario, accanto al quale fanno bella mostra di s\u00e9 splendide <strong>oreficerie<\/strong>\u00a0(calici, ostensori, patene, navicelle, reliquiari) in oro e argento, preziosamente cesellate e decorate, provenienti un po\u2019 da ogni dove, in particolare da Venezia.<\/p>\n<p>Di fronte ai <strong>paramenti liturgici<\/strong>\u00a0(pianete, tunicelle, piviali) in lampasso e <em>taffetas<\/em>\u00a0broccato si resta a dir poco ammirati pensando all\u2019accurata fattura e alla devota perizia di tante mani industriose. Essi sono custoditi presso la Casa canonica. Ci si imbatte infine nel <strong><em>San Giovanni evangelista<\/em><\/strong>, olio su tela attribuito da alcuni a <strong>Gasparo Narvesa<\/strong>\u00a0(1558-1639), raffigurato col classico librone (il suo Vangelo) e il calice da cui, secondo una consolidata fonte apocrifa, esce un serpentello verdognolo.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione intende valorizzare le opere conservate in duomo, autentico patrimonio d\u2019arte e testimonianza di fede, facendo conoscere i beni inediti conservati nei depositi e invitando a una visita diretta della chiesa, situata a pochi passi di fronte al palazzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una raccolta di beni artistici dal grande valore, alcuni dei quali alla prima esposizione pubblica<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":50748,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","tags":[303,251,302],"mec_category":[59],"class_list":["post-50747","mec-events","type-mec-events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-duomo","tag-mostra","tag-spilimbergo","mec_category-meeting"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events\/50747","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec-events"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mec-events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50747"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/50748"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50747"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50747"},{"taxonomy":"mec_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/mec_category?post=50747"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}