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	<title>violenza di genere &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Violenza sulle donne: un luogo per denunciare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 16:53:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inaugurata in Questura a Pordenone la terza "Stanza tutta per sé" in provincia:  un ambiente protetto con accesso separato e dedicato</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/7de3b934-edd8-4ff1-85d7-b8fd837ee0ad.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/violenza-sulle-donne-un-luogo-per-denunciare/">Violenza sulle donne: un luogo per denunciare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>PORDENONE – Inaugurata negli spazi della <strong>Questura di Pordenone</strong>, “<em>Una Stanza tutta per sé</em>”, allestita per l’<strong>audizione protetta delle donne vittime di violenza</strong>.</p>
<p>L’iniziativa rientra nel protocollo d’intesa siglato fra la <strong>Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato</strong> e il <strong>Soroptimist International d’Italia,</strong> l’organizzazione mondiale di donne che promuove l’avanzamento della condizione femminile e la realizzazione di pari opportunità e diritti umani, attiva in provincia con il Soroptimist club di Pordenone, presieduto attualmente da <strong>Fiorenza Poletto</strong>.</p>
<p>Un progetto che ha fra gli obiettivi l’incoraggiamento delle donne a rivolgersi alle Forze dell’ordine e denunciare i casi di violenza subìta. Per il <strong>Soroptimist club di Pordenone</strong> si tratta in particolare della <strong>terza stanza allestita a Pordenone o in provincia</strong>, dopo quelle negli spazi del Comando provinciale dei Carabinieri di Pordenone e nel Comando Stazione Carabinieri di Azzano Decimo.</p>
<p>In tutta Italia, al 31 ottobre, se ne contavano 277.</p>
<p>All’inaugurazione hanno preso la parola il prefetto <strong>Michele Lastella</strong>, il questore di Pordenone <strong>Giuseppe Solimene</strong>, la presidente nazionale del Soroptimst International d’Italia <strong>Adriana Macchi</strong>, la presidente del Soroptimist Club di Pordenone <strong>Fiorenza Poletto</strong>, l’assessora alle Pari Opportunità del Comune di Pordenone <strong>Guglielmina Cucci</strong> e la presidente dell’associazione e centro antiviolenza Voce Donna di Pordenone <strong>Silvia Brunetta</strong>.</p>
<p>La “<em>Stanza tutta per sé</em>” – nome che deriva dal titolo dell&#8217;omonimo saggio di Virginia Woolf – nella Questura di Pordenone si trova al quinto piano dell’edificio e si raggiunge attraverso un <strong>accesso separato e dedicato</strong>.</p>
<p>La sua funzione è sostenere la donna nel delicato e incisivo momento della denuncia di violenze e abusi e nel percorso verso il rispetto e la dignità della sua persona.</p>
<p>L’allestimento, realizzato con il contributo del <strong>Comune di Pordenone attraverso l’Assessorato alle Pari Opportunità,</strong> è stato curato dalle socie del Soroptimist club pordenonese <strong>Fabiana Castellan</strong> e <strong>Fulvia Mellina</strong>, con dotazioni che seguono le linee guida individuate dal protocollo, e tende, con l’utilizzo di materiali, forme e colori di tessuti ed arredi tali da poter portare conforto alle donne vittime di violenza, a ricreare un ambiente favorevole e protettivo che possa aiutare la donna all’incontro con gli investigatori, evitando il più possibile il configurarsi di aspetti traumatici.</p>
<p>Nel protocollo più recente siglato da Soroptimist Club e Direzione Anticrimine della Polizia di Stato, inoltre, “<em>si prevede la dotazione di kit portatili in maniera diffusa sul territorio, indipendentemente dalla presenza di una stanza d’ascolto protetto, al fine di raggiungere, in ogni caso e in modo più immediato, le vittime vulnerabili</em>”.</p>
<p>La stanza è dotata di una valigetta con kit informatico audio-video per la verbalizzazione delle denunce, poiché oltre all’allestimento di aule protette, in alcuni casi può essere preferibile raccogliere la testimonianza delle donne in luogo diverso da quello istituzionale (a casa, in pronto soccorso o in un altro ambiente in grado di supportare al meglio la vittima.</p>
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		<title>Un gioco per sradicare gli stereotipi di genere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 12:01:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Free to Choose entra in 3 scuole superiori di Pordenone per stimolare giovani uomini a riflettere sui propri comportamenti</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/freeToChoose.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/un-gioco-per-sradicare-gli-stereotipi-di-genere/">Un gioco per sradicare gli stereotipi di genere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>PORDENONE – Uno <strong>strumento </strong>di <strong>apprendimento</strong> basato sul <strong>gioco</strong> per coinvolgere direttamente i <strong>giovani uomini</strong>, stimolandoli a <strong>decodificare</strong>, <strong>riconoscere</strong> e <strong>contrastare gli stereotipi di genere</strong>, riflettendo sui propri comportamenti.</p>
<p><strong><em>Free to Choose</em></strong> è entrato grazie al progetto europeo “<em>CHANGE. Pathways to prevent and combat gender-based violence</em>” in <strong>3 Istituti superiori di Pordenone </strong>– <strong>Isis Flora, Isis Mattiussi-Pertini e Isis Zanussi</strong> – che stanno partecipando con una <strong>dozzina di classi quarte</strong>, coinvolti circa <strong>280</strong> studenti e studentesse <strong>di 16-17 anni.</strong></p>
<p>L’obiettivo è aiutare, principalmente ma non esclusivamente, la componente maschile a <strong>riflettere e eradicare gli stereotipi di genere</strong> che, spesso, possono essere anticamera di comportamenti violenti nei confronti in particolare delle donne e dei minori.</p>
<p>Co-finanziato dalla Commissione Europea e guidato dalla Cooperativa sociale Itaca come ente capofila, CHANGE è un progetto biennale &#8211; attivo a Pordenone e Gorizia in Friuli Venezia Giulia, in Veneto a Treviso e nella Sinistra Piave con base a Conegliano &#8211; che punta ad affrontare il complesso fenomeno della violenza di genere a 360 gradi, coinvolgendo non solo le donne ma anche e soprattutto gli uomini.</p>
<p>Nell’ottica di un cambiamento reale, CHANGE ha scelto di occuparsi sia degli uomini che agiscono violenza, sono 4 gli Sportelli loro dedicati attivati dal progetto a Pordenone, Gorizia, Treviso e Conegliano, sia dei futuri e giovani uomini di domani, grazie a diverse attività di formazione e sensibilizzazione nelle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado.</p>
<p><strong>Le scuole superiori di Pordenone giocano a <em>Free to Choose</em></strong></p>
<p>Sono circa <strong>280</strong> tra ragazzi e ragazze gli studenti delle tre scuole superiori di Pordenone coinvolte. Si è recentemente conclusa la sperimentazione di Free to Choose all’<strong>Istituto d&#8217;istruzione superiore Federico Flora</strong> che ha visto coinvolte le <strong>classi 4AK, 4ASC, 4ASS e 4AAV</strong>. Al momento le sessioni di gioco sono in atto all’<strong>Istituto di istruzione superiore Mattiussi – Pertini</strong> con le <strong>classi 4A SIA, 4A AFM, 4B AFM</strong>, mentre sono in fase di calendarizzazioni gli appuntamenti con <strong>cinque classi 4^</strong> dell’<strong>Isis Lino Zanussi</strong>.</p>
<p>Il board game <strong>Free to Choose </strong>è un <strong>gioco da tavolo innovativo</strong> che Itaca ha sperimentato negli anni scorsi all’interno dell’omonimo progetto europeo, finanziato all’interno del Programma REC – Rights, Equality and Citizenship, portandolo in centri di aggregazione giovanile, scuole superiori, centri di formazione professionale, biblioteche, ludoteche e associazioni ludiche in particolare di Friuli Venezia Giulia e Veneto, tanto che il progetto era stato scelto nel 2019 dalla Commissione Europea quale <strong><em>best practice</em></strong> nella lotta agli stereotipi di genere.</p>
<p>Nei mesi scorsi <strong>Alan Mattiassi</strong>, psicologo del gioco del Game Science Research Center di Lucca e presidente della Commissione per la Ricerca in Psicologia del Gioco, aveva tenuto un <strong>corso di formazione</strong> alle educatrici e agli educatori di Itaca, che ora sono i <strong>game master</strong> e le <strong>game mistress</strong> di Free to Choose, e stanno portando il gioco in alcuni Istituti superiori di Pordenone per favorire il cambiamento culturale attraverso un&#8217;<strong>educazione strutturata</strong> e <strong>attività di sensibilizzazione</strong>.</p>
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