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	<title>uniud &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Il movimento ritmico cambia lo stato emotivo dei pulcini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 16:05:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Università di Trieste e Udine protagoniste della ricerca pubblicata su "Annals of the News York Academy of Sciences"</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Cinzia Chiandetti</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – Uno studio pubblicato su <strong><em>Annals of the New York Academy of Sciences</em></strong> ha rilevato, in modo inatteso, che <strong>i movimenti ritmici passivi</strong>, come il dondolio o le oscillazioni simili al trasporto, <strong>possono modificare lo stato emotivo dei pulcini domestici, inducendo sia risposte di calma sia risposte piacevoli</strong>.</p>
<p>La ricerca, condotta da <strong>Cinzia Chiandetti</strong>, <strong>Andrea Dissegna</strong> e <strong>Paolo Gallina</strong> <strong>dell’Università di Trieste</strong> e <strong>Lorenzo Scalera</strong> <strong>dell’Università di Udine</strong>, indaga gli effetti del movimento ritmico in animali non appartenenti alla classe dei mammiferi.</p>
<p>Nei mammiferi, il movimento passivo ritmico lento è da tempo riconosciuto come una componente rilevante delle cure parentali: può ridurre il pianto, abbassare la frequenza cardiaca e favorire l’addormentamento.</p>
<p>Nell’essere umano, inoltre, osservazioni di carattere aneddotico suggeriscono che movimenti ritmici più rapidi nei neonati e nei bambini piccoli, come il lancio giocoso in aria, il dondolio sull’altalena o le giostre come le montagne russe, possano suscitare piacere ed eccitazione.</p>
<p>Per verificare se questi effetti siano presenti anche al di fuori dei mammiferi, e per comprendere quando il movimento passi da una funzione prevalentemente calmante a una potenzialmente piacevole, il gruppo di ricerca ha osservato pulcini domestici mentre venivano sottoposti a dondolio.</p>
<p><strong>L’impiego dei pulcini per studiare questo fenomeno rappresenta un elemento inedito</strong>: questi animali, infatti, sono in grado di camminare subito dopo la schiusa e, a differenza dei piccoli dei mammiferi, non vengono trasportati dalla madre.</p>
<p>Nel corso dell’esperimento, i singoli pulcini sono stati collocati all’interno di una scatola opaca collegata a un braccio robotico di precisione, programmato per riprodurre movimenti di dondolio e oscillazioni simili al trasporto, variandone frequenza – lenta o rapida – e direzione – orizzontale o verticale.</p>
<p>Lo stato emotivo degli animali è stato monitorato in modo non invasivo attraverso la registrazione delle vocalizzazioni.</p>
<p>I risultati mostrano che il dondolio lento e i movimenti lenti simili al trasporto determinano una riduzione dei cosiddetti “richiami di contatto”, vocalizzazioni associate a condizioni di disagio, isolamento o separazione. Questo dato richiama gli effetti calmanti del trasporto materno già documentati nei mammiferi.</p>
<p>Un risultato particolarmente significativo riguarda però la <strong>possibilità che specifiche forme di movimento ritmico inducano anche una risposta positiva</strong>.</p>
<p>Quando i pulcini venivano esposti a un dondolio orizzontale rapido o a movimenti rapidi simili al trasporto, emettevano infatti un <strong>numero significativamente maggiore di vocalizzazioni affiliative</strong> — i cosiddetti <em>brood calls</em> — normalmente prodotte in contesti sicuri e socialmente favorevoli, e considerate <strong>indicatori di uno stato piacevole</strong>.</p>
<p>Nel loro insieme, i risultati suggeriscono che gli effetti calmanti del trasporto e del dondolio osservati nei mammiferi possano derivare da una <strong>sensibilità diffusa degli animali al ritmo e al movimento</strong>.</p>
<p>Come osservano gli autori dello studio: “<em>I nostri risultati ampliano l’ambito funzionale della stimolazione ritmica, configurandola come un regolatore dello stato affettivo, capace di produrre sia effetti calmanti sia esperienze piacevoli lungo diverse linee evolutive dei vertebrati</em>”.</p>
<p>Poiché, nella loro storia naturale, i <strong>pulcini</strong> non sperimentano il trasporto materno, la loro sensibilità al movimento ritmico sembra riflettere un meccanismo profondamente conservato nei vertebrati, più che una risposta a specifiche strategie di cura parentale.</p>
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		<item>
		<title>Imprese sociali e sostenibili: brillano gli studenti friulani</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/imprese-sociali-e-sostenibili-brillano-gli-studenti-friulani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla competizione nazionale Enactus medaglia d’argento per tre progetti innovativi presentati dall'Università di Udine</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/LASQUA_1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/imprese-sociali-e-sostenibili-brillano-gli-studenti-friulani/">Imprese sociali e sostenibili: brillano gli studenti friulani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>I protagonisti dell&#8217;Università di Udine a Enactus</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – <strong>Piazza d’onore per tre dei quattro progetti</strong> dell’Università di Udine che hanno partecipato a <strong><em>Enactus Italia</em></strong>, la competizione universitaria nazionale fra idee imprenditoriali sociali e sostenibili.</p>
<p>A conquistare la “medaglia d’argento” sono state le proposte progettuali: <strong><em>Agrichange</em></strong>, che utilizza i campi magnetici per potenziare i semi, migliorandone germinazione e resistenza; <strong><em>Grel</em></strong>, un composto ecocompatibile che aggiunto agli scarti organici permette di ottenere un compostaggio rapido, efficiente e di qualità; e <strong><em>Skydrop</em></strong>, una spugna biotecnologica che raccoglie acqua dall’aria senza consumare energia, che dopo l’uso può essere impiegata per fertilizzare il terreno.</p>
<p><em>Agrichange</em> e <em>Grel</em> sono arrivati secondi nella categoria “<em>Advanced</em>”, cioè progetti in avanzata fase di sviluppo; <em>Skydrop</em> nel livello “<em>Early stage</em>”, ossia fra i progetti appena partiti.</p>
<p>«Il nostro Ateneo – spiega il delegato dell’Ateneo per il trasferimento tecnologico, <strong>Giovanni Cortella</strong> – punta molto sullo sviluppo delle capacità progettuali e imprenditoriali dei suoi studenti e laureati. Il potenziamento di queste abilità deve diventare parte integrante dell’attività formativa in tutti gli ambiti disciplinari poiché sviluppa capacità nell’affrontare problemi di diversa natura lavorando in gruppo, capacità decisionali consapevoli e permette di proporsi all’esterno del mondo accademico con una propria idea per verificarne l’attrattività sul mercato».</p>
<p>In finale, ma per un soffio fuori dal podio della competizione, svoltasi a Reggio Emilia, il progetto <strong><em>Porya</em></strong>. Si tratta di un ingrediente innovativo e sostenibile ottenuto dal recupero di scarti ortofrutticoli trasformati in una farina vegetale capace di sostituire i grassi saturi, nocivi per la salute.</p>
<p>Complessivamente, ai quattro progetti hanno lavorato 16 fra studenti e laureati appartenenti a 10 corsi di studio.</p>
<h3><strong>I team progettuali </strong></h3>
<p>Ad <em>Agrichange</em> hanno lavorato quattro studenti e laureati: <strong>Giulia Anedda</strong> (Ingegneria elettronica), <strong>Ethan Castellarin </strong>(Internet of things, machine learning, big data), <strong>Alessandro Prennushi</strong> (Ingegneria Gestionale), <strong>Sara Taddei</strong> (Comunicazione multimediale e tecnologie dell&#8217;informazione).</p>
<p><em>Grel</em> è stato sviluppato da tre studenti e laureati: <strong>Laura Busuioc</strong> (Ingegneria Gestionale), <strong>Luca Cudia</strong> (Industrial engineering for sustainable manufacturing), <strong>Stefano Gregoratti</strong> (Ingegneria Gestionale, magistrale).</p>
<p>Mentore dei due progetti che hanno partecipato nella categoria <em>Advanced</em> è stato <strong>Carlo Müller</strong>, general manager di 3M per oltre vent’anni e ora consulente esecutivo indipendente per importanti aziende.</p>
<p><em>Skydrop</em> è opera di cinque studenti e laureati: <strong>Luca Busuioc</strong> (Ingegneria Elettronica), <strong>Xing Sheng Hu</strong> (Comunicazione multimediale e tecnologie dell&#8217;informazione), <strong>Alice Pavan</strong> (Ingegneria industriale per la sostenibilità ambientale), <strong>Emanuele Todone</strong> (Filosofia e trasformazione Digitale), <strong>Kahsay Ziade Weldesilassie</strong> (AI and Cybersecurity).</p>
<p>Il progetto <em>Porya</em> è stato ideato da quattro studenti e laureati: <strong>Diletta Ballati</strong> (Scienze e tecniche del turismo culturale), <strong>Alice Bellenzier</strong> (Comunicazione multimediale e tecnologie dell&#8217;informazione), <strong>Stefano Gava</strong> (Ingegneria Elettronica), <strong>Gaia Pitton</strong> (Ingegneria industriale per la sostenibilità ambientale).</p>
<p>Entrambi i progetti, in gara nella categoria <em>Early stage</em>, hanno avuto come mentore<strong> Ruggero Canova</strong>, da quasi vent’anni general manager e business developer per multinazionali e piccole e medie imprese.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scrittura religiosa femminile: Parigi sceglie in Friuli</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/scrittura-religiosa-femminile-parigi-sceglie-in-friuli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alessandra Ferraro, professoressa dell’Università di Udine, nominata direttrice di ricerca dalla “Maison des sciences de l’homme”</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Da-sinistra-Alessandra-Ferraro-e-Anne-Regent-Susini-dellUniversita-Sorbonne-Nouvelle.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/scrittura-religiosa-femminile-parigi-sceglie-in-friuli/">Scrittura religiosa femminile: Parigi sceglie in Friuli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Da sinistra Alessandra Ferraro e Anne Régent-Susini dell&#8217;Università Sorbonne Nouvelle</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – Riconoscimento internazionale per <strong>Alessandra Ferraro</strong>, professoressa di letteratura francese dell’Università di Udine.</p>
<p>Il suo <strong>progetto </strong>sulla<strong> scrittura religiosa femminile nella Francia del 1600</strong> è stato <strong>selezionato</strong> dalla <strong>“<em>Maison des sciences de l’homme</em>” </strong>di<strong> Parigi</strong> che ha nominata Ferraro<strong> direttrice della ricerca</strong> (<em>Directeur d’études associé</em>).</p>
<p>La <em>Maison</em> è <strong>una delle più prestigiose fondazioni d’Oltralpe dedicate alle scienze umane e sociali</strong> ed è stata fondata nel 1963 da Fernand Braudel, uno dei massimi storici del XX secolo.</p>
<p>La nomina riconosce il contributo di Ferraro alla ridefinizione della storia letteraria del Seicento francese in un’ottica di genere.</p>
<p>Grazie, soprattutto, al recupero e allo studio di un corpus a lungo marginalizzato, come la scrittura religiosa femminile. E, di conseguenza, del ruolo delle donne nella produzione culturale, spirituale e letteraria della prima età moderna.</p>
<p>La ricerca, infatti, s’inserisce nell’innovativo filone aperto da Alessandra Ferraro con i suoi studi sulla scrittura delle missionarie in <em>Nouvelle-France</em>, l’impero coloniale francese in Nord America che durò dal 1534 al 1763.</p>
<p>In particolare, su Maria dell’Incarnazione (Tours, 1599 – Québec, 1672), fondatrice delle Orsoline del Canada, santificata da Papa Francesco.</p>
<p>«Il progetto – spiega Alessandra Ferraro, docente del Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società – travalica i confini della Francia esagonale e si colloca in una dimensione transnazionale, attenta alla circolazione di testi, ai modelli spirituali, alle pratiche discorsive e alle forme di autorità femminile nel mondo francofono dell’epoca».</p>
<p>La nomina al ruolo di “<em>Directeur</em>” di un progetto è una procedura competitiva riservata a studiosi di elevato profilo scientifico (senior) provenienti da tutto il mondo.</p>
<figure id="attachment_74623" aria-describedby="caption-attachment-74623" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-74623" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Da-sinistra-Marta-Craveri-della-Maison-des-sciences-de-lhomme-e-Alessandra-Ferraro.jpg" alt="Da sinistra Marta Craveri della Maison des sciences de lhomme e Alessandra Ferraro" width="800" height="585" title="Scrittura religiosa femminile: Parigi sceglie in Friuli 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Da-sinistra-Marta-Craveri-della-Maison-des-sciences-de-lhomme-e-Alessandra-Ferraro.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Da-sinistra-Marta-Craveri-della-Maison-des-sciences-de-lhomme-e-Alessandra-Ferraro-300x219.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Da-sinistra-Marta-Craveri-della-Maison-des-sciences-de-lhomme-e-Alessandra-Ferraro-768x562.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-74623" class="wp-caption-text">Da sinistra Marta Craveri della Maison des sciences de l’homme e Alessandra Ferraro</figcaption></figure>
<p>Nato nel 1975, negli anni ha accolto numerosi ricercatori di fama internazionale, contribuendo alla costruzione di reti scientifiche internazionali e alla promozione della ricerca francese all’estero.</p>
<p>Il progetto si svilupperà a Parigi e Lione nelle principali istituzioni di ricerca e biblioteche francesi specializzate nelle scienze umane, come l’Università Sorbonne Nouvelle.</p>
<p>La ricerca guidata da Ferraro è intitolata <em>“Le Verbe confisqué: écriture, autorité et mystique féminine chez Jeanne Chézard de Matel (1596-1670)</em>”.</p>
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		<title>Erika Capovilla vince il “Franz Werfel Stipendium”</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/erika-capovilla-vince-il-franz-werfel-stipendium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 16:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[austria]]></category>
		<category><![CDATA[aviano]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74609</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alla studiosa friulana il programma internazionale del Governo di Vienna. A Salisburgo la sua prossima tappa</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Erika-Capovilla.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/erika-capovilla-vince-il-franz-werfel-stipendium/">Erika Capovilla vince il “Franz Werfel Stipendium”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Erika Capovilla</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – <strong>Erika Capovilla</strong>, giovane studiosa di letteratura austriaca e tedesca dell’Università di Udine, ha vinto il “<strong><em>Franz Werfel Stipendium</em></strong>”, programma di ricerca internazionale finanziato dal Ministero austriaco della scienza e della ricerca.</p>
<p>È il programma più importante che il governo di Vienna mette a disposizione degli studiosi di letteratura austriaca.</p>
<p>Capovilla, originaria di Aviano, è dottoressa di ricerca in Studi linguistici e letterari e assegnista del Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Ateneo friulano.</p>
<p>Per nove mesi studierà all’Università di Salisburgo come la letteratura austriaca ha rappresentato, dal dopoguerra a oggi, le nuove forme di precarietà sociale e le trasformazioni dell’abitare.</p>
<p>Erika Capovilla ha conseguito le lauree triennale e magistrale in Lingue e letterature straniere al Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Ateneo udinese.</p>
<p>Sempre a Udine ha conseguito il doppio titolo dottorale italiano e austriaco, in cotutela con l’Università di Salisburgo, sotto la supervisione di Elena Polledri e Arturo Larcati.</p>
<p>La sua ricerca dottorale sull’umanesimo nell’opera dello scrittore austriaco Stefan Zweig è stata riconosciuta nella sezione “Humanities” agli Young Investigators Award 2024 dell’università salisburghese.</p>
<p>Dopo il dottorato Capovilla ha svolto due anni di assegno di ricerca a Udine su un progetto, diretto da Elena Polledri, dedicato alla saggistica tedesca d’autore tra le due guerre. Inoltre, ha approfondito le sue ricerche in Germania grazie a due borse di studio, della Klassik Stiftung Weimar e della Deutsche Schillergesellschaft, importanti riconoscimenti internazionali per giovani studiosi.</p>
<p>«Questo riconoscimento – sottolinea la professoressa <strong>Elena Polledri</strong> – è motivo di grande soddisfazione poiché conferma l’eccellenza della formazione offerta dal nostro Ateneo nell’ambito delle lingue e delle letterature straniere e, in particolare, della letteratura tedesca e austriaca. In questo settore, l’Università di Udine è un punto di riferimento ed è inserita da molti anni in una solida e articolata rete internazionale e intrattiene un dialogo scientifico proficuo e consolidato con la comunità accademica. Un ruolo determinante è svolto dalla Biblioteca austriaca e dall’Associazione Biblioteca austriaca, dal percorso di doppia laurea con l’Università di Klagenfurt e dall’insegnamento magistrale in letteratura austriaca, unico nel panorama nazionale».</p>
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		<title>Ai genitori di Giulio Regeni il simbolo dell’Università di Udine</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/ai-genitori-di-giulio-regeni-il-simbolo-delluniversita-di-udine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 16:03:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74474</guid>

					<description><![CDATA[<p>Consegnato dal rettore Angelo Montanari «a testimonianza di una appartenenza ideale sempre al loro fianco in questa tenace battaglia civile»</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Da-sinistra-Angelo-Montanari-Paola-Deffendi-Claudio-Regeni-sullo-sfondo-Silvia-Bolognini.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/ai-genitori-di-giulio-regeni-il-simbolo-delluniversita-di-udine/">Ai genitori di Giulio Regeni il simbolo dell’Università di Udine</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Da sinistra Angelo Montanari, Paola Deffendi, Claudio Regeni, sullo sfondo Silvia Bolognini</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – «Siamo grati ai genitori di Giulio Regeni e gli rendiamo omaggio per lo straordinario esempio di forza, coraggio ed enorme dignità con cui instancabilmente chiedono verità e giustizia per il caro Giulio a dieci anni dalla sua barbara uccisione.</p>
<p>L’Università di Udine è onorata di consegnare loro il suo simbolo a testimonianza di una appartenenza ideale alla nostra grande comunità accademica che sarà sempre al loro fianco in questa tenace battaglia civile».</p>
<p>Con queste parole il rettore, <strong>Angelo Montanari</strong>, ha accompagnato la <strong>consegna</strong> del <strong>simbolo</strong> <strong>dell’Ateneo </strong>a<strong> Paola Deffendi e Claudio Regeni</strong> in occasione della proiezione del film “<em>Giulio Regeni. Tutto il male del mondo</em>”.</p>
<p>L’evento, a dieci anni dalla scomparsa del giovane ricercatore friulano, si è svolto nell’auditorium della Biblioteca scientifica davanti a circa 200 persone tra studenti, docenti, autorità, personale e cittadini.</p>
<p>Dopo le introduzioni del rettore <strong>Montanari</strong> e della direttrice del Dipartimento di Scienze giuridiche, <strong>Silvia Bolognini</strong>, e il saluto del vicesindaco di Udine, <strong>Alessandro Venanzi</strong>, è avvenuta la consegna del simbolo. Era presente anche il direttore generale dell’Ateneo, <strong>Gabriele Rizzetto</strong>.</p>
<p>Alla proiezione è seguita la <em>lectio magistralis</em> dello scrittore e presidente della Fondazione Gariwo, <strong>Gabriele Nissim</strong>, sul tema “<em>Oltre la memoria: insegnare l’etica attraverso il racconto dei giusti</em>”.</p>
<p>Il delegato dell’ateneo per la Carta europea dei ricercatori, <strong>Luca Quartuccio</strong>, ha tracciato un bilancio “<em>A 10 anni dal riconoscimento HR Excellence in Research</em>”, conferito all’Ateneo friulano.</p>
<p>Infine, <strong>Silvia Bolognini</strong> ha dialogato su “<em>Diritti umani e diritto alla verità</em>” con l’avvocata della famiglia Regeni, <strong>Alessandra Ballerini</strong>, in collegamento da remoto.</p>
<p>L’incontro è stato organizzato nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Le università per Giulio Regeni” sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo, con Fandango e Ganesh produzioni.</p>
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		<item>
		<title>I Campionati Nazionali Universitari assegnati al FVG</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/i-campionati-nazionali-universitari-assegnati-al-fvg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 13:32:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[paralimico]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[units]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74462</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il progetto congiunto dei CUS di Trieste e Udine si aggiudica l'edizione 2027. La prima aperta anche a discipline paralimpiche</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/CUS_TRIESTE.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/i-campionati-nazionali-universitari-assegnati-al-fvg/">I Campionati Nazionali Universitari assegnati al FVG</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE / UDINE – I <strong>Campionati Nazionali Universitari</strong> (CNU) del 2027 si svolgeranno in Friuli Venezia Giulia grazie al <strong>progetto congiunto</strong> presentato dai <strong>Centri Universitari Sportivi (CUS) di Trieste e di Udine</strong>.</p>
<p>L’assegnazione è stata deliberata dal Consiglio Federale della FederCUSI – Federazione Italiana dello Sport Universitario – al termine di un iter di valutazione che vedeva la candidatura dei CUS della nostra regione in competizione con quella del CUS Torino.</p>
<p>Il progetto dei CUS di Trieste e di Udine nasce dalla collaborazione del CONI regionale e delle Università di Trieste e di Udine e ha avuto il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.</p>
<h3><strong>I primi passi verso il 2027</strong></h3>
<p>I Campionati si svolgeranno tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate del prossimo anno. Il centro della manifestazione sarà il Bella Italia Efa Village di <strong>Lignano Sabbiadoro</strong>.</p>
<p>Le diverse discipline in programma si svolgeranno negli impianti di Lignano Sabbiadoro, Trieste, Udine e in altre località della regione, individuate in base alle esigenze di ciascuno sport.</p>
<p>Al riguardo fondamentale sarà il contributo che gli enti locali, le associazioni e i referenti del movimento sportivo regionale potranno fornire a supporto della manifestazione.</p>
<p>I campionati proporranno un ventaglio particolarmente ricco di sport integrativi in aggiunta alle discipline obbligatorie.</p>
<p>L’obiettivo è valorizzare le specificità del territorio e la vocazione sportiva della regione proponendo, <strong>per la prima volta</strong> nell’ambito dei CNU, anche alcune <strong>competizioni dedicate alle discipline paralimpiche</strong>.</p>
<p>La volontà degli organizzatori è, infatti, quella di proporre dei Campionati Nazionali Universitari inclusivi e aperti a tutte le studentesse e a tutti gli studenti universitari italiani.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Patologie neurologiche: Udine avanza nella diagnosi precoce</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/patologie-neurologiche-udine-avanza-nella-diagnosi-precoce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 17:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74375</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studio dell'ateneo friulano standardizza una nuova procedura per valutare il parlato. Analizzati i campioni narrativi di 717 adulti sani</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/Andrea-Marini-1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/patologie-neurologiche-udine-avanza-nella-diagnosi-precoce/">Patologie neurologiche: Udine avanza nella diagnosi precoce</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Il professor Andrea Marini</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – Un passo avanti nella diagnosi precoce delle patologie neurologiche è stato compiuto grazie a uno studio dell’Università di Udine che ha sviluppato e standardizzato un innovativo test per valutare le <strong>abilità discorsive in adulti sani e con disturbi neurologici</strong>.</p>
<p>Il test è in grado di intercettare i cambiamenti fisiologici legati all’età e distinguerli dai segnali precoci di patologie neurologiche per arrivare quindi a diagnosi più accurate.</p>
<p>Il lavoro, coordinato da <strong>Andrea Marini</strong>, è stato condotto dal Laboratorio di neuroscienze cognitive del Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Ateneo friulano.</p>
<p>La ricerca (“<em>Standardization of the Multilevel discourse analysis-Mla and identification of data-driven age bands for research on language in healthy aging</em>”) è stata pubblicata dalla rivista scientifica internazionale Journal of Neurolinguistics (<span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0911604426000345" target="_blank" rel="noopener">https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0911604426000345</a></span>).</p>
<h3><strong>I risultati</strong></h3>
<p>Nel complesso, lo studio offre il quadro di riferimento più completo finora disponibile per valutare la produzione del discorso narrativo nella vita adulta.</p>
<p>Consente, infatti, di intercettare nel modo in cui parliamo i sottili segnali di un declino cognitivo indotto dall’invecchiamento sano o da lesioni cerebrali.</p>
<p>In più, contribuisce a una migliore comprensione teorica: l’invecchiamento sembra influenzare soprattutto i processi integrativi di alto livello, come coerenza e organizzazione del discorso, più che i meccanismi linguistici di base.</p>
<p>Infine, dimostra che l’invecchiamento sano influisce in modo sproporzionato sui meccanismi integrativi del discorso di ordine superiore piuttosto che sui processi di codifica lessicale e morfosintattica di base.</p>
<h3><strong>Lo studio</strong></h3>
<p>La ricerca ha analizzato racconti forniti da 717 adulti sani, di lingua italiana, tra i 20 e i 94 anni.</p>
<p>I dati sono stati raccolti in varie aree del nord, centro e sud Italia.</p>
<p>Il dato finale di ciascun campione ha tenuto conto dell’età e del livello d’istruzione, e delle fasce d’età correlate a produttività linguistica, difficoltà e informatività lessicale, costruzioni grammaticali e difficoltà macrolinguistiche.</p>
<p>«L’obiettivo finale della ricerca – spiega <strong>Andrea Marini</strong>, professore di Psicologia generale dell’Ateneo friulano – è migliorare la capacità di distinguere tra cambiamenti fisiologici legati all’età e segnali precoci di patologie neurologiche utilizzando il linguaggio come indicatore. Infatti, il linguaggio è una funzione complessa che emerge dall’interazione tra diversi livelli cognitivi e linguistici. E questo studio ha compiuto un passo decisivo per comprendere meglio come evolve lungo tutto l’arco della vita adulta la produzione del discorso, standardizzando per la prima volta un sistema multilivello di analisi, cioè che comprende i livelli cognitivi e linguistico, fornendo dati normativi su un ampio campione di adulti sani».</p>
<p>Al progetto hanno collaborato il team di assegnisti di ricerca composto da <strong>Sara Andreetta</strong>, <strong>Silvia D’Ortenzio</strong>, <strong>Giulia Gasparotto</strong> e <strong>Francesco Petriglia</strong>, e la dottoranda in Neuroscienze cognitive <strong>Marika Gobbo</strong>.</p>
<p>Il lavoro rientra fra i progetti di rilevante interesse nazionale (Prin 2022 Pnrr) sostenuti dal Ministero dell’università e della ricerca.</p>
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		<title>A Gorizia il ricordo di Piero Villotta</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/a-gorizia-il-ricordo-di-piero-villotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 14:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74288</guid>

					<description><![CDATA[<p>Assegnato a Carlo Alberto Bertoncello il premio di laurea in memoria del giornalista friulano. Menzioni speciali per altri tre laureati</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Adriana-Ronco-Villotta-e-Carlo-Alberto-Bertoncello.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/a-gorizia-il-ricordo-di-piero-villotta/">A Gorizia il ricordo di Piero Villotta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Adriana Ronco Villotta e Carlo Alberto Bertoncello</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GORIZIA – È <strong>Carlo Alberto Bertoncello</strong>, laureato in Relazioni pubbliche all’Università di Udine, il <strong>vincitore </strong>della <strong>quinta edizione</strong> del <strong>Premio di laurea in ricordo di Piero Villotta, </strong>già presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Bertoncello, di Monticello Conte Otto (Vicenza), si è aggiudicato il riconoscimento con la sua <strong>tesi di laurea </strong>su <strong>“<em>Lobbying e intelligenza artificiale nell’Unione europea. La corsa alla regolamentazione tra innovazione e rischio</em>”</strong>, relatore <strong>Luca Brusati</strong>.</p>
<p>Il premio, del valore di 2mila euro, è promosso da <strong>Adriana Ronco</strong>, moglie di Piero Villotta, dal Consiglio nazionale e regionale dell’Ordine dei giornalisti e dall’Ateneo friulano.</p>
<p>La Commissione giudicatrice ha attribuito anche <strong>tre menzioni speciali</strong>. A <strong>Claudio Giuseppe Milocco</strong>, di Gonars, laureato magistrale in Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni, e a <strong>Ester Sclauzero</strong>, di Nova Gorica, e <strong>Gianmarco Provenzani</strong>, di Udine, entrambi laureati in Relazioni pubbliche.</p>
<h3><strong>La premiazione</strong></h3>
<p>La consegna dei riconoscimenti si è svolta oggi a Gorizia, nel complesso di Santa Chiara, nell’ambito del convegno “<em>Dai social all’intelligenza artificiale: come sta cambiando l’informazione</em>”.</p>
<p>A premiare il vincitore e i menzionati speciali sono stati il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, <strong>Furio Baldassi</strong>, la promotrice del concorso, <strong>Adriana Ronco Villotta</strong>, e la delegata dell’Ateneo per il polo di Gorizia, <strong>Renata Kodilja</strong>.</p>
<figure id="attachment_74289" aria-describedby="caption-attachment-74289" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-74289" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Da-sinistra-Adriana-Ronco-Villotta-Renata-Kodilja-Furio-Baldassi.jpg" alt="Da sinistra Adriana Ronco Villotta Renata Kodilja Furio Baldassi" width="600" height="404" title="A Gorizia il ricordo di Piero Villotta 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Da-sinistra-Adriana-Ronco-Villotta-Renata-Kodilja-Furio-Baldassi.jpg 600w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Da-sinistra-Adriana-Ronco-Villotta-Renata-Kodilja-Furio-Baldassi-300x202.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Da-sinistra-Adriana-Ronco-Villotta-Renata-Kodilja-Furio-Baldassi-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-74289" class="wp-caption-text">Da sinistra Adriana Ronco Villotta, Renata Kodilja, Furio Baldassi</figcaption></figure>
<p>L’iniziativa è riservata ai laureati in Relazioni Pubbliche e in Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni dell’Università di Udine.</p>
<h3><strong>Le tesi con menzioni speciali</strong></h3>
<p><strong>Milocco </strong>ha svolto una tesi di laurea magistrale sul tema<strong> </strong>“<em>L’escalation del conflitto Israele–Palestina. Analisi della stampa italiana mainstream</em>”, relatore <strong>Claudio Melchior</strong>.</p>
<p>La tesi di <strong>Sclauzero</strong> è invece intitolata “<em>Il confine tra vero e falso: un’analisi sulla percezione pubblica delle fake news</em>”, relatore sempre Claudio Melchior. L’argomento del lavoro di <strong>Provenzani</strong> è stato “<em>Intelligenza artificiale nella didattica: il caso studio di AppInventory</em>” e ha avuto come relatrice <strong>Antonina Dattolo</strong>.</p>
<h3><strong>Villotta e il concorso</strong></h3>
<p>Già presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia e consigliere nazionale dell’Ordine, Piero Villotta si è sempre distinto per il suo costante impegno nella valorizzazione e difesa del lavoro giornalistico.</p>
<figure id="attachment_74290" aria-describedby="caption-attachment-74290" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-74290" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-pubblico-alla-cerimonia.jpg" alt="Il pubblico alla cerimonia" width="600" height="400" title="A Gorizia il ricordo di Piero Villotta 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-pubblico-alla-cerimonia.jpg 600w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-pubblico-alla-cerimonia-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-pubblico-alla-cerimonia-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-pubblico-alla-cerimonia-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-74290" class="wp-caption-text">Il pubblico alla cerimonia</figcaption></figure>
<p>Il tema indicato dal concorso del premio era “<em>Comunicazione, sostenibilità e nuove tecnologie: effetti sull’informazione pubblica</em>”.</p>
<p>Con particolare attenzione alla rivoluzione digitale, all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e agli effetti di influenza sociale prodotti dall’informazione giornalistica.</p>
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		<title>Falco pescatore lituano ricoverato a Udine</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/falco-pescatore-lituano-ricoverato-a-udine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 15:44:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il raro rapace migratore è in prognosi riservata e sotto stretto monitoraggio presso il Centro di recupero della fauna selvatico dell’Università</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Larto-ferito-del-falco-pescatore.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/falco-pescatore-lituano-ricoverato-a-udine/">Falco pescatore lituano ricoverato a Udine</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>L&#8217;arto ferito del falco pescatore</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – Un raro esemplare adulto di <strong>falco pescatore</strong> proveniente dalla Lituania è stato ricoverato in prognosi riservata nel Centro di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica dell’Università di Udine.</p>
<p>Il rapace migratore era stato rinvenuto in difficoltà nell’area di un impianto di troticoltura a Polcenigo.</p>
<p>A segnalarlo al Recupero fauna selvatica di Fontanafredda è stato l’Ente tutela patrimonio ittico della Regione Friuli Venezia Giulia che ha attivato la rete territoriale dedicata al recupero della fauna selvatica.</p>
<p>L’origine dell’animale è stata accertata grazie alla presenza di anelli identificativi applicati nell’ambito di programmi internazionali di studio e monitoraggio di questa specie migratrice. Il rapace ha un’apertura alare 160-170 centimetri e pesa circa un chilo e mezzo.</p>
<h3><strong>La situazione clinica</strong></h3>
<p>Il falco è stato sottoposto a un’approfondita visita clinica e ad accertamenti diagnostici, comprendenti esami radiografici, ematologici ed ematochimici presso l’ambulatorio universitario dov’è ricoverato.</p>
<p>Gli esami hanno evidenziato una contusione nel polso sinistro associata a una lacerazione cutanea.</p>
<p>Questa, in particolare, desta particolare preoccupazione nei veterinari per il rischio di possibili complicazioni infettive che potrebbero compromettere la funzionalità dell’ala e quindi la capacità di volo dell’animale. Attualmente l’esemplare è sottoposto a terapia antibiotica e antidolorifica e viene monitorato costantemente.</p>
<h3><strong>Il ritrovamento</strong></h3>
<p>In un primo tempo l’animale è stato preso in carico dal Centro recupero fauna selvatica “Borgo dei Bui” di Fontanafredda, da 10 anni impegnato nel recupero e nella tutela, supportato dal personale veterinario universitario.</p>
<p>Il recupero è stato possibile grazie a un sistema coordinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia che mette in rete tutti i portatori di interesse coinvolti nella tutela e nel soccorso e monitoraggio degli animali selvatici in difficoltà: servizi regionali, Università di Udine, ditte adibite al servizio di pronto intervento, centri di recupero, aziende sanitarie, Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.</p>
<p>«Un modello operativo – spiega il responsabile veterinario del Centro di recupero della fauna selvatica dell’Ateneo friulano, <strong>Stefano Pesaro</strong> – considerato tra i più avanzati in Italia e che rappresenta un punto di riferimento per la gestione della fauna selvatica in Friuli Venezia Giulia».</p>
<h3><strong>Il rapace</strong></h3>
<p>Il falco pescatore (<em>Pandion haliaetus</em>) è una delle specie di rapaci più rare presenti sul territorio italiano. Si tratta di un grande uccello migratore specializzato nella cattura dei pesci, riconoscibile per la livrea bianca e bruna, le lunghe ali e le straordinarie capacità di pesca.</p>
<p>La specie nidifica principalmente in prossimità di lagune, coste, fiumi e grandi laghi. In Italia il falco pescatore era scomparso come nidificante nel corso del secolo scorso, sopravvivendo solo come migratore e svernante occasionale.</p>
<p>Grazie a importanti progetti di reintroduzione avviati soprattutto in Toscana, Sicilia e Sardegna, oggi si stimano circa 20-25 coppie nidificanti distribuite sul territorio nazionale, mentre la popolazione europea conta alcune migliaia di coppie, concentrate soprattutto nel nord Europa.</p>
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		<item>
		<title>Biotecnologie innovative: l&#8217;Europa punta su Udine</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/biotecnologie-innovative-leuropa-punta-su-udine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 10:19:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74167</guid>

					<description><![CDATA[<p>Finanziamento di 4,5 milioni di euro per il progetto dell'Ateneo friulano per diagnosi e terapie d'avanguardia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Da-sinistra-Luca-Vascotto-e-Gianluca-Tell.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/biotecnologie-innovative-leuropa-punta-su-udine/">Biotecnologie innovative: l&#8217;Europa punta su Udine</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Da sinistra Luca Vascotto e Gianluca Tell</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – L’<strong>Università di Udine </strong>ha <strong>vinto</strong> un <strong>finanziamento europeo </strong>di<strong> 4,5 milioni di euro</strong> con un progetto di ricerca (Int2Act) sullo sviluppo di biotecnologie innovative per diagnosi e terapie di nuova generazione.</p>
<p>La <strong>ricerca, quadriennale</strong> e con 25 partner internazionali, è guidata dal <strong>Dipartimento di Medicina</strong> e <strong>coordinata </strong>da<strong> Carlo Vascotto</strong>, docente di Biologia molecolare.</p>
<p>Prevede l’utilizzo degli acidi nucleici, molecole fondamentali che conservano, trasmettono ed esprimono l’informazione genetica e che hanno aperto nuove prospettive cliniche: dall’immunoterapia oncologica alla diagnosi delle malattie infettive fino al trattamento delle malattie rare.</p>
<p>Il progetto è <strong>fra i primi sette finanziati dall’Unione europea nel settore “Scienze della vita”</strong>, su 35 ammessi, del programma “Marie Sklodowska-Curie” – Doctoral action.</p>
<p>Al progetto, intitolato “<em>Innovative nucleic acids technologies for analysis, detection and treatment</em>” (Int2Act, <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://int2act.eu/" target="_blank" rel="noopener">https://int2act.eu/</a></span>), partecipano istituzioni scientifiche e industrie con sede in: Italia, Spagna, Polonia, Regno Unito, Irlanda, Germania, Israele, Svizzera, Stati Uniti e Cina.</p>
<p>Dei 25 partner, dodici sono università, quattro enti di ricerca, otto aziende e una organizzazione non profit.</p>
<p>Al centro dello studio ci sono gli acidi nucleici (Dna e Rna), molecole fondamentali per il funzionamento delle cellule, oggi sempre più utilizzate anche come strumenti diagnostici e terapeutici.</p>
<p>Negli ultimi anni queste tecnologie hanno aperto nuove prospettive nella medicina personalizzata, ad esempio nell’immunoterapia oncologica, nella diagnosi precoce attraverso biopsie liquide e nello sviluppo di terapie innovative basate sull’RNA.</p>
<p>Il progetto punta a superare alcuni limiti attuali di queste tecnologie, sviluppando metodi più sensibili e accurati per individuare precocemente le malattie, migliorare l’analisi genetica e rendere più efficaci i trattamenti.</p>
<p>Accanto alla ricerca, un elemento centrale del progetto è la formazione: sono previste 15 posizioni di dottorato completamente finanziate, in un percorso internazionale che combina esperienza accademica e industriale.</p>
<p>«Questo progetto – spiega il coordinatore, <strong>Carlo Vascotto</strong> – è una iniziativa all’avanguardia nello sviluppo di tecnologie sempre più centrali nella medicina di precisione e consentirà anche la formazione di una nuova generazione di esperti nello studio e nell’applicazione degli acidi nucleici a scopi terapeutici».</p>
<figure id="attachment_74169" aria-describedby="caption-attachment-74169" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-74169" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Ricercatrici-del-progetto-al-lavoro-in-laboratorio.jpg" alt="Ricercatrici del progetto al lavoro in laboratorio" width="800" height="677" title="Biotecnologie innovative: l&#039;Europa punta su Udine 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Ricercatrici-del-progetto-al-lavoro-in-laboratorio.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Ricercatrici-del-progetto-al-lavoro-in-laboratorio-300x254.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Ricercatrici-del-progetto-al-lavoro-in-laboratorio-768x650.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-74169" class="wp-caption-text">Ricercatrici del progetto al lavoro in laboratorio</figcaption></figure>
<p>Inoltre, «il progetto rappresenterà un’opportunità di crescita internazionale per il Dipartimento di Medicina – sottolinea il direttore, <strong>Gianluca Tell</strong> – che ben si inquadra nelle nuove strategie per lo sviluppo del Campus Biomedico dell’Ateneo di piazzale Kolbe, in fase di realizzazione. Il campus ospiterà oltre 2000 studenti dei corsi di laurea di Medicina, Biotecnologie e i corsi di studio di ambito sanitario di competenza del dipartimento. In questo nuovo ecosistema della didattica e della ricerca verranno sviluppati progetti all’avanguardia nell’ambito della medicina molecolare e personalizzata dando vita a nuove forme di didattica innovativa integrata con la ricerca biomedica di frontiera».</p>
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