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		<title>&#8220;Libera 2&#8221;: ultima settimana di riprese a Trieste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:53:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[fiction]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lunetta Savino, Matteo Martari e Daisy Pieropan fino al 2 maggio in città: protagonisti principali della serie RAI</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Libera-2_Piazza-Unita_Trieste.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/libera-2-ultima-settimana-di-riprese-a-trieste/">&#8220;Libera 2&#8221;: ultima settimana di riprese a Trieste</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Il set in piazza Unità</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – Si è svolto questa mattina a Trieste, negli spazi operativi attualmente adibiti alla produzione, l’incontro stampa di “<strong>Libera 2</strong>”, seconda stagione della fiction prodotta da <strong>11 Marzo Film</strong> in collaborazione con <strong>Rai Fiction</strong> e diretta da<strong> Gianluca Mazzella</strong>.</p>
<p>La serie è<strong> </strong>realizzata con il contributo del<strong> Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell&#8217;audiovisivo del Ministero della Cultura</strong> e con il contributo della<strong> Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG. </strong></p>
<p>La fiction segna il ritorno sul set in Friuli Venezia Giulia di <strong>Lunetta Savino</strong>, nei panni della protagonista Libera, affiancata da <strong>Matteo Martari</strong> nel ruolo di Pietro Zanon e da <strong>Daisy Pieropan</strong>, che interpreta la nipote Clara.</p>
<p>Si conferma, così, il legame con la città di Trieste, dove è ambientato il racconto: tra palazzi storici, scorci urbani e vedute sul mare, il capoluogo giuliano continua a offrire un contesto narrativo che unisce suggestione visiva e identità del territorio.</p>
<p>Tra le location principali che il pubblico potrà riconoscere sullo schermo: la <strong>Camera di Commercio</strong>, l’<strong>Ospedale Maggiore</strong>, <strong>Piazza Unità d’Italia</strong>, il <strong>Tribunale</strong>, la sede dell’<strong>Università degli Studi di Trieste </strong>e <strong>Palazzo Galatti</strong>.</p>
<p>Le riprese, avviate a Muggia a metà marzo, si concluderanno il 2 maggio a Trieste, dopo <strong>sette settimane di lavorazione</strong>, con il coinvolgimento di<strong> 25 maestranze</strong> locali, impegnate tra reparti tecnici e organizzativi.</p>
<p><em>&#8220;Siamo all&#8217;ultima settimana di riprese e personalmente sono triste di lasciare la città di Trieste, dove è stato un piacere tornare a girare per ‘Libera 2’. Durante le riprese di questa nuova stagione, oltre alle location che hanno fatto da sfondo alla prima serie, abbiamo potuto esplorare nuovi spazi, a conferma di quanto la città può offrire in termini di luoghi e paesaggi. È stata un&#8217;esperienza stimolante e sono molto contento del gruppo di lavoro che si è creato, anche con il cast e con le comparse selezionate sul territorio. Mi auguro che questa stagione possa appassionare il pubblico quanto la precedente. La storia è diversa, ma la protagonista Libera rimane centrale e fedele a se stessa: sempre forte e determinata nella ricerca della verità&#8221;</em>, ha dichiarato il regista<strong> Gianluca Mazzella</strong>.</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;inizio di ogni nuovo progetto è sempre affascinante ma, talvolta, è anche incerto. In questo caso, invece, ho ritrovato il regista Gianluca Mazzella, con cui abbiamo già lavorato alla prima stagione, e la produzione di 11 Marzo Film, a cui sono molto legata. Libera è un personaggio pieno di sfaccettature, è una donna tutta d&#8217;un pezzo ma è anche ironica. Al centro della sua vita c&#8217;è il lavoro, al quale si dedica in maniera appassionata e probabilmente in questo mi rivedo in lei. È un piacere girare a Trieste, che è una città che amo molto e dove mi sono sempre sentita accolta, non so bene dire perché, se per il vento o il mare. Sono una donna del sud e forse questo mare mi corrisponde. Forse anche per questo qui mi sento nel mio&#8221;, </em>sono le parole della protagonista <strong>Lunetta Savino</strong>.</p>
<figure id="attachment_73547" aria-describedby="caption-attachment-73547" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-73547" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Libera-2_Muggia-3.jpeg" alt="Libera 2 Muggia 3" width="800" height="533" title="&quot;Libera 2&quot;: ultima settimana di riprese a Trieste 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Libera-2_Muggia-3.jpeg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Libera-2_Muggia-3-300x200.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Libera-2_Muggia-3-768x512.jpeg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Libera-2_Muggia-3-391x260.jpeg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Libera-2_Muggia-3-272x182.jpeg 272w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-73547" class="wp-caption-text">Riprese notturne a Muggia</figcaption></figure>
<p><em>“Per le riprese della nuova stagione, oltre a Trieste abbiamo girato molto anche a Muggia. Insieme al produttore della 11 Marzo Film, Matteo Levi, abbiamo fatto un importante lavoro di ricerca e di selezione delle location, in collaborazione con la FVG Film Commission-PromoTurismoFVG, che ci ha regalato nuovi luoghi e anche molte sorprese. L’esperienza sul territorio è stata molto positiva: mi piace sottolineare il legame di collaborazione creato tra troupe esterna e maestranze locali”</em> ha dichiarato <strong>Antonio Alessi</strong>, produttore esecutivo di 11 Marzo Film.</p>
<p>“Libera 2” verrà trasmesso prossimamente su Rai 1.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il fascino di Venzone protagonista nella fiction</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-fascino-di-venzone-protagonista-nella-fiction/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 14:49:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[fiction]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[venzone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono le riprese di "Memoriæ", la nuova serie RAI che intreccia mistero, dramma psicologico e tensione thriller</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/DarioAita-Gaia-Messerklinger-.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-fascino-di-venzone-protagonista-nella-fiction/">Il fascino di Venzone protagonista nella fiction</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Dario Aita e Gaia Messerklinger in una scena</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>VENZONE – Prosegue la lavorazione nel cuore del borgo medievale di <strong>Venzone</strong>, di<strong> <em>Memoriæ</em>,</strong> la nuova serie coprodotta da <strong>Rai Fiction</strong> e <strong>Filmclub Distribuzione</strong> e diretta da <strong>Cosimo Alemà </strong>e<strong> Isabella Aguilar</strong>, con il contributo della <strong>Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG</strong>.</p>
<p><em>Memoriæ</em> prende avvio da un evento catastrofico: a seguito di una frana, gli abitanti di Vallata si ritrovano privati di sei anni della propria memoria.</p>
<p>Mentre una rigida quarantena li separa dal resto del mondo, Matteo Basile (<strong>Dario Aita</strong>), fotoreporter impulsivo, e Alma Torrisi (<strong>Gaia Messerklinger</strong>), dottoressa dal passato complesso, cercano di comprendere se il disastro abbia riportato alla luce qualcosa di sepolto nella terra o nei recessi più profondi della mente.</p>
<p>Tra gli altri personaggi della serie figurano Chiara Basile (<strong>Anna Godina</strong>), Renato (<strong>Roberto Citran</strong>) e Margherita Basile (<strong>Paola Sambo</strong>), in una storia che intreccia mistero, dramma psicologico e tensione thriller.</p>
<p>Già scenari di importanti produzioni cinematografiche legate alla memoria della Grande Guerra e ai conflitti del Novecento – come i film <em>Addio alle armi</em>, <em>La grande guerra</em>, <em>Il confine</em> e <em>Campo di battaglia</em> – i luoghi nel territorio di Venzone e nelle aree circostanti, storicamente associati alle retrovie e alle linee del fronte, vengono oggi riletti in una chiave completamente nuova.</p>
<p>Con <em>Memoriæ</em> la zona torna protagonista attraverso una narrazione contemporanea, che affida a spazi come il <strong>Forte del Monte</strong> <strong>Ercole</strong> – già teatro di vicende belliche – o l’<strong>area</strong> <strong>di Rivoli Bianchi di Venzone </strong>una funzione narrativa diversa, funzionale all’impianto <em>mystery</em> della serie. Il riutilizzo di questi contesti in una produzione ambientata nel presente, con protagonisti giovani e una storia radicata nell’attualità, conferma la versatilità cinematografica dell’area e la sua capacità di offrire scenari identitari capaci di dialogare con generi e linguaggi differenti.</p>
<p><em>«Quando siamo arrivati a Venzone – </em>ha spiegato <strong>Isabella Aguilar</strong> durante l’incontro con la stampa sul set<em> – abbiamo capito subito che era il luogo giusto: la piazza, le mura, le montagne intorno e poi il Duomo, così fuori scala e cinematografico, ci hanno fatto innamorare immediatamente. È un paese che non stanca mai lo sguardo, che hai voglia di rivedere e riabitare anche da spettatore. Girare qui è stato un privilegio: Venzone e il suo territorio hanno una forza visiva straordinaria, dal Tagliamento alle montagne, dalle architetture alle atmosfere naturali, tutto contribuisce a creare un’immagine potente e autentica. È una bellezza che riempie lo schermo e che ci ha guidato anche nelle scelte registiche, dai costumi al trucco, sempre in una direzione il più possibile naturale». </em></p>
<p><em>«In questi mesi – </em>ha aggiunto<em> – Venzone è diventata per me una seconda casa: ho vissuto il paese nella quotidianità, nelle relazioni con le persone, e questo legame umano si riflette anche nel lavoro. Anche sul set, grazie al supporto delle maestranze locali, abbiamo trovato soluzioni sorprendenti, come una scena girata sul tetto della chiesa, in condizioni difficili ma con un risultato di cui siamo molto orgogliosi. È un territorio che offre moltissimo, non solo dal punto di vista visivo, ma anche per l’atmosfera e l’energia che restituisce a chi ci lavora e, sono certa, anche a chi lo vedrà sullo schermo»</em>.</p>
<figure id="attachment_72462" aria-describedby="caption-attachment-72462" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-72462" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/260320_CONFERENZA-STAMPA_-FVG-FILM-COMMISSION_VENZONE-.jpg" alt="260320 CONFERENZA STAMPA FVG FILM COMMISSION VENZONE" width="800" height="533" title="Il fascino di Venzone protagonista nella fiction 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/260320_CONFERENZA-STAMPA_-FVG-FILM-COMMISSION_VENZONE-.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/260320_CONFERENZA-STAMPA_-FVG-FILM-COMMISSION_VENZONE--300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/260320_CONFERENZA-STAMPA_-FVG-FILM-COMMISSION_VENZONE--768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/260320_CONFERENZA-STAMPA_-FVG-FILM-COMMISSION_VENZONE--391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/260320_CONFERENZA-STAMPA_-FVG-FILM-COMMISSION_VENZONE--272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-72462" class="wp-caption-text">Cosimo Alemà e Isabella Aguilar sul set a Venzone</figcaption></figure>
<p><em>«Per me il Friuli Venezia Giulia – </em>ha sottolineato <strong>Cosimo Alemà</strong><em> – è una regione del cuore: ho già lavorato qui e ho un legame personale forte, anche perché ho una casa a Trieste e una moglie triestina. Tornare con questo progetto è stato molto significativo. La scoperta più grande è stata questa zona che conoscevo meno e che ci ha regalato tantissimo dal punto di vista paesaggistico. Venzone è la nostra arena principale, ma tutto il territorio intorno ha contribuito in modo determinante a costruire l’immaginario della serie. Non è solo uno sfondo, ma diventa parte integrante del racconto e dell’identità stessa del progetto». </em></p>
<p><em>«Un aspetto fondamentale – </em>ha concluso<em> – è stato il coinvolgimento delle professionalità locali: circa il 40% del cast tecnico è del territorio, tra fotografia, scenografia, trucco, costumi e suono. Questa è una delle poche regioni italiane con una forte tradizione nei mestieri del cinema, ed è un valore reale per le produzioni. Anche nel cast artistico abbiamo voluto lavorare con attori del territorio, sia nei ruoli principali che nelle figurazioni, per restituire un senso di verità attraverso accenti, presenze e dettagli umani. Tutto questo contribuisce a raccontare in modo più credibile il legame tra i personaggi e questi luoghi»</em>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Libera 2: riprese tra Muggia e Trieste</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/libera-2-riprese-tra-muggia-e-trieste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:59:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[muggia]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 16 marzo si apre il set delle seconda stagione della serie RAI con Lunetta Savino. Sette settimane di lavorazione  </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Libera_cantiere-navale-a-Monfalcone.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/libera-2-riprese-tra-muggia-e-trieste/">Libera 2: riprese tra Muggia e Trieste</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Una scena della prima stagione girata nel cantiere navale di Monfalcone</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – Prendono il via lunedì 16 marzo in Friuli Venezia Giulia le riprese di <strong>“<em>Libera 2</em>”</strong>, seconda stagione della serie in onda su Rai 1, prodotta da <strong>11 Marzo Film</strong> in collaborazione con <strong>Rai Fiction</strong> e diretta da<strong> Gianluca Mazzella, </strong>realizzata con il contributo del<strong> Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell&#8217;audiovisivo del Ministero della Cultura</strong> e con il supporto della<strong> Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG. </strong></p>
<p>La lavorazione si aprirà a <strong>Muggia</strong>, dove dal 16 al 20 marzo il set interesserà il centro storico, per poi proseguire a <strong>Trieste</strong> fino al 2 maggio, per un totale di <strong>sette settimane di riprese</strong> sul territorio regionale.</p>
<p>Sul set torna <strong>Lunetta Savino</strong> nei panni della protagonista Libera, affiancata da <strong>Matteo Martari</strong> nel ruolo di Pietro Zanon e da <strong>Daisy Pieropan</strong>, che interpreta la nipote Clara.</p>
<p>La nuova stagione rinnova così il legame tra il racconto e la città di Trieste, che già nella prima serie aveva assunto un ruolo centrale nella costruzione dell’identità visiva e narrativa dell’opera.</p>
<p>Le riprese interesseranno diversi luoghi del capoluogo: il centro storico, l’Università, la Camera di Commercio e altre location suggestive.</p>
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		<title>Il FVG di Ungaretti sulla tv nazionale</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-fvg-di-ungaretti-sulla-tv-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 11:17:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=71830</guid>

					<description><![CDATA[<p>In onda "Vita di un uomo": docufilm con Massimo Popolizio girato anche a Gradisca d’Isonzo, Gorizia e sulle trincee di Monte San Michele</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/VDU_Massimo-Popolizio.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-fvg-di-ungaretti-sulla-tv-nazionale/">Il FVG di Ungaretti sulla tv nazionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Una scena del docufilm sulle trincee del San Michele</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – Andrà in onda venerdì 27 febbraio in prima serata su RAI 3 <strong>“<em>Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti</em>”</strong>, docufilm con <strong>Massimo Popolizio</strong>, da un’idea di Davide Rondoni, diretto da Massimo Popolizio e Mario Vitale, prodotto da Gloria Giorgianni.</p>
<p>Il docufilm ripercorre la vita e il messaggio poetico di Ungaretti attraverso un doppio registro narrativo: da un lato la ricostruzione documentaristica delle tappe cruciali della vita del poeta – dall’infanzia ad Alessandria d’Egitto alla giovinezza parigina, fino all’esperienza in trincea durante la Prima guerra mondiale – dall’altro un racconto in forma <em>fiction</em> che vede protagonista Massimo Popolizio in un viaggio personale e artistico alla ricerca dell’essenza della poesia ungarettiana.</p>
<p>Accanto a lui, con un ruolo centrale nel racconto, <strong>Gaja Masciale</strong> interpreta la figura dell’Ispirazione: un’unica presenza femminile che attraversa le diverse fasi della vita del protagonista, incarnando di volta in volta la madre, la giovane maestra, il primo amore e l’attrice che sostiene il suo nuovo progetto teatrale.</p>
<p>La sua presenza diventa così il filo conduttore emotivo del film, simbolo del femminile e dell’amore per l’amore che hanno animato tanto l’opera di Ungaretti quanto il percorso umano e creativo di Popolizio.</p>
<p>Ne nasce un dialogo ideale tra due uomini, uniti dall’amore per la parola e per la vita, che attraversa memoria, storia e creazione artistica, arricchito dalla forza evocativa di una figura femminile che dà forma e respiro al viaggio interiore del protagonista.</p>
<p>Le riprese in Friuli Venezia Giulia si sono svolte i primi dieci giorni di dicembre 2024 e hanno interessato <strong>Gradisca d’Isonzo, Gorizia e le trincee di Monte San Michele (Sagrado)</strong>, luoghi simbolo legati all’esperienza del poeta sul fronte della Grande Guerra. Il territorio, con il suo patrimonio storico e paesaggistico, ha offerto un contesto autentico e fortemente evocativo per la ricostruzione cinematografica.</p>
<p>La produzione ha inoltre <strong>coinvolto 21 maestranze e 3 attori del territorio</strong>, contribuendo a valorizzare le professionalità locali e a generare ricadute dirette sul comparto audiovisivo regionale.</p>
<p>Presentato in anteprima mercoledì 28 gennaio al MAXXI di Roma, il docufilm è attualmente disponibile sulla piattaforma RaiPlay e approda ora in prima serata su Rai 3.</p>
<p>Una coproduzione Anele, Rai Documentari e Luce Cinecittà, con il contributo di Rai Teche, in associazione con Kublai Film.</p>
<p>Il progetto è stato realizzato anche con il contributo della <strong>Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG</strong>, che ha supportato le riprese effettuate sul territorio regionale.</p>
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		<title>Friuli Venezia Giulia sempre più terra di cinema</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/friuli-venezia-giulia-sempre-piu-terra-di-cinema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ascanio Cosma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 14:38:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato il bilancio di un anno di produzioni e set in regione. Nuove riprese al via già in questi primi mesi del 2026</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/The-Great-Chimera_backstage_Fotini-200225-3.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/friuli-venezia-giulia-sempre-piu-terra-di-cinema/">Friuli Venezia Giulia sempre più terra di cinema</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Il set di The Great Chimera a Trieste (ph. Fotini)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – Presentati il bilancio delle attività 2025 e la previsione degli impegni per il 2026 della Friuli Venezia Giulia Film Commission &#8211; PromoTurismoFVG.</p>
<p>Con <strong>75 produzioni assistite </strong>(tra film, serie, documentari, videoclip, corti, programmi tv e spot) e <strong>21 finanziate, cui si aggiungono 3 produzioni sostenute grazie ai fondi della Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia messi a disposizione attraverso il fondo <em>GO Film</em>,</strong> nel corso del 2025 il comparto cinematografico e audiovisivo si conferma un asset strategico per l&#8217;economia regionale, come dimostra il <strong>dato di previsione dell’indotto, che supera i 18 milioni di euro.</strong></p>
<p><em>“Il bilancio delle attività della FVG Film Commission – </em>ha dichiarato <strong>Sergio Emidio Bini</strong>, assessore regionale alle attività produttive e al turismo <em>– si caratterizza ancora una volta per numeri record. Tuttavia, il successo dell’ultimo anno si misura non tanto in termini economici, quanto in termini di posizionamento: il Friuli Venezia Giulia è finalmente presente a pieno titolo sui palcoscenici più prestigiosi. È il caso della recente vittoria agli European Film Awards – considerati gli “Oscar europei” – di &#8220;Fiume o Morte!&#8221;. O ancora è il caso delle grandi produzioni nazionali e internazionali, come “The Dog Stars” del regista Ridley Scott, che scelgono la nostra regione per la bellezza e varietà dei luoghi”.</em></p>
<p>Presente al tavolo anche <strong>Chiara Valenti Omero</strong>, coordinatrice FVG Film Commission &#8211; PromoTurismoFVG.</p>
<h3><strong>I dati</strong></h3>
<p>Nel 2025, la Regione Friuli Venezia Giulia attraverso lo strumento del <strong><em>Film Fund</em> </strong>ha erogato <strong>2.545.000 euro</strong> a sostegno delle produzioni realizzate in Friuli Venezia Giulia, cui si aggiungono<strong> 100mila euro </strong>finanziati attraverso il <em>Fondo GO Film</em>.</p>
<p>Questo investimento ha generato una spesa diretta sul territorio pari a 10,2 milioni di euro (dato di previsione) dei quali circa il 30% è stato destinato a tecnici e maestranze del Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Importanti anche i numeri delle riprese in regione: <strong>278 giornate di lavorazione</strong>,<strong> 13.500 pernottamenti alberghieri e 1.984 generici e figurazioni impiegati</strong>.</p>
<h3><strong>Il Friuli Venezia Giulia tra cinema e tv</strong></h3>
<p>I risultati di ascolto confermano l’impatto delle produzioni girate in Friuli Venezia Giulia anche sul pubblico televisivo: “<em>La bambina con la valigia</em>”, diretto da <strong>Gianluca Mazzella</strong> e prodotto da <strong>Clemart</strong> in collaborazione con <strong>Rai Fiction</strong>, ha raggiunto <strong>6,5 milioni di spettatori con uno share del 31,7%</strong> nelle due serate di messa in onda su Rai 1, mentre <em>Se fossi in te</em>, diretto da <strong>Luca Lucini</strong> e prodotto da <strong>Eagle Original Content</strong>, ha registrato <strong>3,1 milioni di spettatori con uno share del 20,8%</strong>.</p>
<p>Tra le Major assistite, protagonista d’eccezione nell’anno da poco concluso è “<strong>The Dog Stars<em>”</em></strong>, il nuovo film diretto da <strong>Ridley Scott</strong>, <strong>in sala dal 28 agosto 2026.</strong></p>
<p>La produzione di “The Dog Stars” ha generato una <strong>spesa diretta sul territorio di quasi</strong> <strong>3,4 milioni di euro</strong>, così suddivisi: 360mila euro per le location, 420mila euro alle maestranze coinvolte, 525mila euro di spesa tra ristoranti e diarie, 990mila euro per i fornitori set, 1,1 milioni di euro per le spese di alloggio della troupe, a cui corrisponde un<strong> indotto di 6,1 milioni di euro</strong>.</p>
<p>La ricerca delle location ha impegnato la FVG Film Commission già dai primi di novembre del 2024, con le prime proposte ed i successivi sopralluoghi con il regista. La lavorazione del film ha successivamente previsto 8 settimane di preparazione e 15 giorni di riprese sul territorio.</p>
<figure id="attachment_71287" aria-describedby="caption-attachment-71287" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-71287" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/260203_FVG-FILM-COMMISSION_CONFERENZA-STAMPA-_da-sx-Guido-Cassano-Chiara-Valenti-Omero-Sergio-Emidio-Bini-Gianluca-Novel.jpg" alt="260203 FVG FILM COMMISSION CONFERENZA STAMPA da sx Guido Cassano Chiara Valenti Omero Sergio Emidio Bini Gianluca Novel" width="1000" height="667" title="Friuli Venezia Giulia sempre più terra di cinema 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/260203_FVG-FILM-COMMISSION_CONFERENZA-STAMPA-_da-sx-Guido-Cassano-Chiara-Valenti-Omero-Sergio-Emidio-Bini-Gianluca-Novel.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/260203_FVG-FILM-COMMISSION_CONFERENZA-STAMPA-_da-sx-Guido-Cassano-Chiara-Valenti-Omero-Sergio-Emidio-Bini-Gianluca-Novel-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/260203_FVG-FILM-COMMISSION_CONFERENZA-STAMPA-_da-sx-Guido-Cassano-Chiara-Valenti-Omero-Sergio-Emidio-Bini-Gianluca-Novel-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/260203_FVG-FILM-COMMISSION_CONFERENZA-STAMPA-_da-sx-Guido-Cassano-Chiara-Valenti-Omero-Sergio-Emidio-Bini-Gianluca-Novel-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/260203_FVG-FILM-COMMISSION_CONFERENZA-STAMPA-_da-sx-Guido-Cassano-Chiara-Valenti-Omero-Sergio-Emidio-Bini-Gianluca-Novel-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-71287" class="wp-caption-text">Da sinistra Guido Cassano, Chiara Valenti Omero, Sergio Emidio Bini, Gianluca Novel</figcaption></figure>
<h3><strong>Il Product Placement</strong></h3>
<p>Il 2025 segna per il Friuli Venezia Giulia un passaggio innovativo: la realizzazione della <strong>prima operazione di product placement territoriale in ambito cinematografico</strong>, attuata nell’ambito del film <em>Esprimi un desiderio</em> di Volfango De Biasi, prodotto da Notorious Pictures e Tramp Limited in associazione con Sony Pictures International Productions. Il film, girato a Villa Manin Guerresco a Clauiano, è stato realizzato con il contributo della <strong>FVG Film Commission – PromoTurismoFVG</strong> ed è uscito nelle sale italiane il 25 settembre 2025.</p>
<p>L’operazione di product placement territoriale è stata resa possibile grazie al <strong>coinvolgimento della FVG Film Commission – PromoTurismoFVG fin dalle fasi iniziali di sviluppo e scrittura del progetto cinematografico</strong>, in un lavoro congiunto con la produzione. All’interno della narrazione è stato integrato il <strong><em>Friulano</em></strong>, vino simbolo del Friuli Venezia Giulia, che non compare come semplice elemento di sfondo ma entra nel racconto in modo coerente e naturale: presente visivamente e citato nei dialoghi, diventa parte integrante della storia.</p>
<p>Si tratta di un’azione costruita dall’ente pubblico con l’obiettivo di <strong>valorizzare un’eccellenza enologica regionale attraverso il linguaggio cinematografico</strong>, trasformando il prodotto in un elemento narrativo autentico e contribuendo alla promozione dell’identità del territorio. Un modello che evidenzia il ruolo della <strong>FVG Film Commission – PromoTurismoFVG come interlocutore strategico tra produzioni audiovisive e sistema territoriale</strong>, capace di favorire sinergie efficaci tra cinema, promozione culturale e valorizzazione delle eccellenze locali.</p>
<h3><strong>Le produzioni in arrivo nel 2026</strong></h3>
<p>Il 2026 si preannuncia un anno ricco di produzioni in arrivo: sono iniziate il 19 gennaio a Venzone e in altre località regionali le riprese di “<strong><em>Memoriæ</em></strong>”, la nuova serie prodotta da Filmclub Distribuzione e Rai Fiction, diretta da Cosimo Alemà e Isabella Aguilar.</p>
<p>Ambientata tra le montagne italiane, la serie prende avvio da un evento catastrofico: una frana capace di cancellare sei anni di memoria negli abitanti di Vallata (nella realtà il borgo medioevale di Venzone). La serie esplora in chiave contemporanea i temi dell’identità, della memoria e della costruzione del sé.</p>
<p>Alla fine di febbraio è in arrivo una nuova produzione RAI: <strong>“<em>L’ombra</em>”</strong>, serie diretta dai Manetti Bros. e prodotta da Mompracem. Il progetto prevede una prima settimana di riprese tra Cave del Predil e altre location del Friuli Venezia Giulia, seguita da un ritorno sul territorio per le riprese estive, che coinvolgeranno anche Trieste.</p>
<p>A marzo 2026 sono attese, sempre a Trieste, le riprese della serie “<strong><em>Libera 2</em></strong>”, prodotta da 11 Marzo Film con Rai Fiction e diretta da <strong>Gianluca Mazzella</strong>. Sul set il ritorno di <strong>Lunetta Savino</strong>, nei panni della protagonista Libera. Nel cast si riconfermano <strong>Matteo Martari</strong> nel ruolo di Pietro Zanon, e <strong>Daisy Pieropan</strong>, che interpreta la nipote Clara. A fare da cornice alla nuova stagione saranno ancora una volta le location di Trieste, a conferma del forte legame tra il racconto e la città.</p>
<h3><strong>Film Fund FVG: la prima call del 2026 </strong></h3>
<p>Si è aperta il 21 gennaio 2026 la<strong> prima call 2026 del <em>Film Fund</em></strong>, dedicata ai provvedimenti regionali per la promozione e la valorizzazione del patrimonio e della cultura cinematografica e per lo sviluppo delle produzioni audiovisive.</p>
<p>Con l’avvio della prima call dell’anno, il regolamento del Film Fund ha introdotto una novità rilevante, pensata per rispondere in modo concreto alle esigenze delle produzioni cinematografiche e audiovisive, soprattutto nazionali: <strong>il tetto massimo del contributo concedibile è, infatti, stato aumentato per fiction e serie TV da 300.000 a 350.000 euro e per cortometraggi e documentari da 30.000 a 40.000 euro</strong>. Una scelta volta a rafforzare il sostegno regionale al comparto audiovisivo &#8211; in una fase complessa per il settore, anche alla luce delle criticità legate ai meccanismi ministeriali del tax credit &#8211; e per rendere ancor più attrattivo il Fondo, soprattutto se comparato con quello delle altre Film Commission.</p>
<p><strong>La call resterà aperta fino al 28 febbraio 2026.</strong> Il regolamento completo, la documentazione da presentare e le modalità di accesso al contributo sono disponibili alla pagina dedicata: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.fvgfilmcommission.com/film-fund" target="_blank" rel="noopener">www.fvgfilmcommission.com/film-fund</a></span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La storia del Friuli su Prime Video</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/la-storia-del-friuli-su-prime-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 11:12:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[arlef]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[friulano]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il docufilm “Marcho. L’ultima bandiera” continua a mietere consensi a livello internazionale. Presto sarà disponibile anche su Apple tv e nella sezione “film” di Youtube</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/da_sx_Eros_Cisilino_Marco_Fabbro_William_Cisilino.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/la-storia-del-friuli-su-prime-video/">La storia del Friuli su Prime Video</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Da sinistra Eros Cisilino, Marco Fabbro e William Cisilino</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – Non si ferma la corsa di “<em>Marcho. L’ultima bandiera</em>”.</p>
<p>Dopo il successo della prima assoluta su Rai Storia, il doppio riconoscimento negli USA (il “<em>Best Historical Film</em>” e l’“<em>Award of Excellence Special Mention</em>”), e dopo essere diventato anche un cofanetto in versione DVD, Blu Ray e Ultra HD Blu Ray, ora arriva anche su <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.primevideo.com/detail/Marcho-lultima-bandiera/0JO0CY5V9CHLGE0Z5852TJQCB5" target="_blank" rel="noopener">Prime Video</a></span>: la piattaforma streaming video on demand di proprietà di Amazon che risulta essere la più utilizzata in Italia, con i suoi oltre 11 milioni di iscritti e il 26% di quote.</p>
<p>Inoltre, sarà presto disponibile su Apple tv e su Google Play (nella sezione film attraverso la piattaforma YouTube).</p>
<p>«<em>È estremamente importante che “Marcho, l’ultima bandiera” sia su Prime Video. La nostra identità e la nostra lingua arrivano infatti su una piattaforma utilizzata a livello globale, pertanto raggiungibile dai nostri corregionali all’estero oltre che dai nostri conterranei. Tutti potranno godere di un prodotto cinematografico e documentaristico eccezionale, all’interno di un contenitore internazionale che per la prima volta ospita una produzione in lingua friulana. Un risultato significativo che ci consente di adempiere a uno dei molti obiettivi perseguiti dall’ARLeF</em>», ha spiegato il presidente dell’ARLeF, <strong>Eros Cisilino</strong>.</p>
<p>“<em>Marcho. L’ultima bandiera</em>” è disponibile in streaming in Italia e nei paesi anglofoni del resto del mondo. Chi ha già un abbonamento può vedere il film direttamente.</p>
<p>Chi invece non ha alcun abbonamento non è escluso: il film è comunque accessibile a tutti grazie alle opzioni di noleggio o acquisto. In questo modo, chiunque può guardare il film scegliendo la soluzione più semplice e adatta alle proprie esigenze.</p>
<p>Il docufilm co-prodotto dall’ARLeF e Arte Video, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Fondo per l’audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, narra un evento rimasto celato per 500 anni. La storia è quella di Marco di Moruzzo, l’ultimo Portabandiera dello Stato patriarcale di Aquileia, l’unico nobile che si è opposto all’invasione di Venezia, attorno al 1420.</p>
<p>Una vicenda tornata alla luce solo nel recente passato, nel 1986, durante un restauro, grazie a una lettera rinvenuta tra le pagine di un libro.</p>
<p>La pellicola contiene gli approfondimenti storici del <strong>professor Franco Cardini</strong>, volto noto del piccolo schermo, e di <strong>Alberto Travain</strong>, autore e curatore di vari saggi sulla figura di Marcho; <strong>Flavia Maria De Vitt</strong>, docente di Storia medioevale all’Università degli Studi di Udine; <strong>William Cisilino</strong>, direttore dell’ARLeF; <strong>Gianfranco Ellero</strong>, autore di numerose monografie sulla storia del Friuli. Il cast vede come protagonista <strong>Paolo Mutti</strong>.</p>
<p>Accanto all’approdo su Prime Video c’è da segnalare che Arte Video ha recentemente ricevuto il riconoscimento “preferred vendor di Amazon” e la certificazione &#8220;Preferred Plus&#8221; di iTunes/Apple TV, quale azienda qualificata per la codifica, la localizzazione e la distribuzione di contenuti video.</p>
<p>«<em>Con “Marcho. L’ultima bandiera” </em>– ha dichiarato il regista <strong>Marco Fabbro</strong> – <em>abbiamo voluto riportare alla luce una storia rimasta in silenzio per secoli, restituendole dignità e voce</em>. <em>È un film che unisce rigore storico ed emozione, parlando di identità, coraggio e memoria. L’arrivo su Prime Video è un passo importante per condividere questa storia con un pubblico ancora più ampio, oltre al lavoro che sta già facendo ORF per la distribuzione in tutto il mondo. L’obiettivo per me è sempre stato questo fin dall’inizio, diffondere questa storia a livello internazionale</em>».</p>
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		<title>Il Friuli di Ninfa Dormiente sulla TV nazionale</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-friuli-di-ninfa-dormiente-sulla-tv-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 13:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da lunedì in prima serata su Rai Uno la seconda stagione tratta dalla saga di Ilaria Tuti. Girata interamente tra i monti friulani e Udine</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Elena-Sofia-Ricci-con-Ciak_DSCF5872-copia.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-friuli-di-ninfa-dormiente-sulla-tv-nazionale/">Il Friuli di Ninfa Dormiente sulla TV nazionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">Elena Sofia Ricci nei panni di Teresa Battaglia (© Fabrizio de Blasio)</span></em></p>
<p>TRIESTE – Dopo “<em>Fiori sopra l’Inferno</em>”, arriva lunedì 28 ottobre in prima serata su Rai Uno la seconda stagione tratta dalla saga di Ilaria Tuti, “<strong><em>I casi di Teresa Battaglia &#8211; Ninfa Dormiente</em></strong>”.</p>
<p>La serie tv coprodotta da Rai Fiction con Publispei, la casa di produzione presieduta da Verdiana Bixio, è tratta dal secondo romanzo della saga di Ilaria Tuti, pubblicato da Longanesi &#8211; Gruppo Editoriale Mauri Spagnol e tra i successi editoriali degli ultimi anni.</p>
<p>Le riprese dell’adattamento del successo letterario si sono svolte a <strong>Malborghetto</strong>, <strong>Tarvisio</strong>, <strong>Camporosso</strong>, <strong>Cave del Predil</strong>, <strong>Fusine in Valromana</strong>, <strong>Valbruna</strong>, <strong>Chiusaforte</strong> e <strong>Udine</strong>, con il supporto organizzativo e finanziario della Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG.</p>
<h3>La storia</h3>
<p>Sulle montagne friulane della <strong>Val Resia</strong> viene ritrovato il cadavere di una giovane poliziotta: si è sparata un colpo al cuore. La sua morte però non convince la profiler Teresa Battaglia <strong>(Elena Sofia Ricci</strong>).</p>
<p>Per lei l’omicidio dell’agente Marta Trevisan è stato camuffato con un suicidio. La ragazza cercava la verità sul padre, reo di aver ucciso la sua amante Hanna, originaria della comunità resiana.</p>
<p>Il corpo di Marta è stato ritrovato da Sandro (<strong>Giulio Cristini</strong>) e Diego (<strong>Alessandro Orrei</strong>), atleti di <em>bouldering</em>. Ma solo Sandro ha testimoniato alla polizia, omettendo la presenza dell’altro ragazzo. Teresa affida l’indagine a Marini (<strong>Giuseppe Spata</strong>), sorpreso da questa prova di fiducia del commissario.</p>
<figure id="attachment_59750" aria-describedby="caption-attachment-59750" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-59750" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Ilaria-Tuti-e-Elena-Sofia-Ricci_DSCF7282.jpg" alt="Ilaria Tuti e Elena Sofia Ricci DSCF7282" width="1000" height="667" title="Il Friuli di Ninfa Dormiente sulla TV nazionale 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Ilaria-Tuti-e-Elena-Sofia-Ricci_DSCF7282.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Ilaria-Tuti-e-Elena-Sofia-Ricci_DSCF7282-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Ilaria-Tuti-e-Elena-Sofia-Ricci_DSCF7282-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Ilaria-Tuti-e-Elena-Sofia-Ricci_DSCF7282-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Ilaria-Tuti-e-Elena-Sofia-Ricci_DSCF7282-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-59750" class="wp-caption-text">Ilaria Tuti e Elena Sofia Ricci (© Fabrizio de Blasio)</figcaption></figure>
<p>Il gesto di Teresa nasconde però anche la paura di dimenticare informazioni per l’aggravarsi della sua malattia. E non è l’unica cosa di cui deve preoccuparsi. A <strong>Udine</strong> è arrivato il nuovo dirigente della Squadra Mobile, Lona (<strong>Fausto Maria Sciarappa</strong>), e Teresa lo conosce bene tanto da evitarlo. Marini intuisce che il disprezzo di Teresa viene da lontano. Che sia lui l’ex marito della Battaglia?</p>
<p>La regia è firmata da Kiko Rosati. La serie in 6 episodi, in onda il 28 ottobre su Rai Uno, è scritta da Donatella Diamanti, Valerio D’Annunzio, Mario Cristiani e Giovanna Koch. Head Writer, Donatella Diamanti. Con la collaborazione della Polizia di Stato.</p>
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		<title>Susanna Fontana: lascia che sia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/susanna-fontana-lascia-che-sia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Zanaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 15:42:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha studiato a Roma, lavorato in Finlandia e scritto testi per le produzioni tv di Mediaset. Ma Udine e il Friuli restano la casa a cui tornare. «Perché ciò che rigenera è camminare in silenzio nella natura. Preferibilmente mano nella mano»</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_3388_risultato.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/susanna-fontana-lascia-che-sia/">Susanna Fontana: lascia che sia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">Susanna Fontana</span></em></p>
<p>A volte basta una canzone. Nel caso di <strong>Susanna Fontana</strong>, non una qualsiasi. Perché l’ascolto dal vivo di “<em>Let it be</em>” cantata da sir Paul Mc-Cartney ai Fori Imperiali di Roma si è rivelata un’epifania.</p>
<p>Per comprendere come lo sia stato nel percorso di vita della comunicatrice friulana bisogna riavvolgere e sbobinare vissuti, esperienze e sogni. Come avvenuto in questa intervista.</p>
<p><strong>Susanna, nel suo percorso il cinema è la passione di partenza, alla quale si sono affiancate televisione, scrittura e <em>project management </em>per diverse società di comunicazione, anche molto grandi. Quali sono gli interessi personali e professionali che la descrivono meglio?</strong></p>
<p>«Mi affascinano i meccanismi della mente e i comportamenti sociali, non solo delle persone ma anche degli animali non umani. In tutte le storie che scrivo, o che leggo, e nei progetti lavorativi che seguo, cerco proprio questo: la spiegazione dell’indicibile e, al tempo stesso, l’accettazione di ciò che per natura deve rimanere indecifrabile».</p>
<p><strong>Qual è stata la pietra miliare per la persona e la professionista che lei è oggi?</strong></p>
<p>«Aver potuto frequentare l’Università a Roma è stata una grande opportunità, per la quale ringrazierò sempre la mia famiglia. A Tor Vergata ho seguito un corso che per l’epoca (primi anni 2000), era piuttosto all’avanguardia: a materie prettamente scientifiche, come Analisi Matematica, Analisi Numerica e Analisi Armonica, accostava laboratori di comunicazione e nozioni di informatica. Proprio durante il periodo universitario ho sviluppato un forte interesse per il mondo del cinema, fatto non solo di belle storie e lustrini, ma di scienza e di tecnica. E all’epoca non esistevano né i social network né YouTube».</p>
<figure id="attachment_59539" aria-describedby="caption-attachment-59539" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-59539" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/low_IMG_3115.jpg" alt="low IMG 3115" width="800" height="940" title="Susanna Fontana: lascia che sia 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/low_IMG_3115.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/low_IMG_3115-255x300.jpg 255w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/low_IMG_3115-768x902.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-59539" class="wp-caption-text">Susanna Fontana nella sua casa di Udine</figcaption></figure>
<p><strong>Udinese di nascita, ma il lavoro l’ha portata in giro per le grandi città e anche all’estero. Dove si è trovata più a suo agio?</strong></p>
<p>«Forse il mio essere “Sagittario ascendente Sagittario” aiuta, ma è proprio il viaggiare – o meglio – il poter vivere in altri luoghi del mondo, che mi fa sentire a mio agio. Più che tornare in qualche città, vorrei provare a visitare qualche posto in cui ancora non sono stata».</p>
<p><strong>Quando è fuori regione cosa le manca di Udine e del Friuli Venezia Giulia?</strong></p>
<p>«L’aria pulita, quasi di montagna. E la connessione con i luoghi dell’infanzia. Anche se per alcuni sono una girandolona, in realtà poi torno sempre all’ovile».</p>
<p><strong>Il suo punto di forza e il suo fianco scoperto: cosa fa per essere più performante e meno esposta?</strong></p>
<p>«Nulla. Siamo così permeati dalla cultura della prestazione e del risultato, che vogliamo a tutti i costi nascondere i nostri difetti e modificare la nostra realtà. Ma quanto è bello sapere di poter essere anche fragili, anche vulnerabili, in un mondo che ci obbliga di continuo a indossare una corazza fatta di sorrisi resilienti?»</p>
<figure id="attachment_59540" aria-describedby="caption-attachment-59540" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-59540" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-con-Pino-Insegno-e-Roberto-Ciufoli-in-uno-sketch-comico-nel-2020.jpg" alt="Susanna con Pino Insegno e Roberto Ciufoli in uno sketch comico nel 2020" width="800" height="932" title="Susanna Fontana: lascia che sia 6" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-con-Pino-Insegno-e-Roberto-Ciufoli-in-uno-sketch-comico-nel-2020.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-con-Pino-Insegno-e-Roberto-Ciufoli-in-uno-sketch-comico-nel-2020-258x300.jpg 258w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-con-Pino-Insegno-e-Roberto-Ciufoli-in-uno-sketch-comico-nel-2020-768x895.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-59540" class="wp-caption-text">Con Pino Insegno e Roberto Ciufoli in uno sketch comico nel 2020</figcaption></figure>
<p><strong>Cosa diventa un “fiocco di neve” da grande?</strong></p>
<p>«Cade a terra e, se è così fortunato da essersi innamorato, diventa rugiada bianca. Dopodiché si scioglie del tutto e penetra nel terreno, rientrando nel ciclo della vita e quindi, potenzialmente, diventa parte di noi. Non ce ne accorgiamo neanche, ma la nostra esistenza consiste nel continuo scambio di molecole con ciò che ci circonda. Fiocchi di neve e fili d’erba compresi. Ho una visione un po’ panteistica, secondo la quale siamo tutti connessi».</p>
<p><strong>Quando non lavora che cosa le piace fare?</strong></p>
<p>«Forse dovrei dire che mi piace leggere, andare al cinema, a teatro… la verità è che sono tutte attività che mi impegnano la mente, forse perché le affronto con troppa concentrazione. Una parte di me lavora anche mentre si svaga. Quello che veramente mi rigenera è camminare in silenzio nella natura, senza cuffiette, preferibilmente mano nella mano».</p>
<p><strong>Qual è stato il momento di non ritorno per Susanna Fontana di oggi?</strong></p>
<p>«<em>Let it be</em>. Quando l’ho ascoltata dal vivo, durante il mitico concerto gratuito di Paul McCartney a Roma, oltre 20 anni fa, mi si è sbloccato qualcosa dentro. Eravamo in 500.000 persone sparpagliate e al tempo stesso ammassate lungo tutti i Fori Imperiali e le vie limitrofe, grazie a 12 megaschermi e 16 ponti sonori. Credo che chiunque fosse là, in quel momento, si sia, almeno per un attimo, sentito in pace con sé stesso e con il mondo. È stato lì che ho cominciato a imparare a posare a terra veleno e pugnale, a smettere di combattere o sabotare me stessa».</p>
<p><strong>Fra 5 anni come si immagina?</strong></p>
<p>«Mi piace pensare che sarò impegnata più attivamente nelle cause in cui credo, prima fra tutte il miglioramento delle condizioni degli animali negli allevamenti intensivi, ma non solo. Passiamo la nostra vita a comprare e consumare prodotti ciecamente, senza chiederci da dove vengono e come mai costano così “poco”. Anzi, siamo entusiasti quando troviamo una magliettina da 2 euro: cosa ci importa se è stata prodotta dall’altra parte del mondo, con materiali magari tossici, da un bambino in condizioni di miseria?»</p>
<p><strong>Lei cosa si risponde?</strong></p>
<p>«Quando nella nostra coscienza compare appena l’ombra del dubbio, ci giustifichiamo pensando che in fondo non sta a noi risolvere i problemi del mondo, c’è sempre qualcun altro che deve farlo al posto nostro: la politica, i produttori, gli importatori, il vicino di casa. Non ci addossiamo mai la responsabilità delle nostre piccole scelte quotidiane, che invece sono quelle che plasmano la realtà, o perlomeno il nostro modo di vivere. Nel mio piccolo, fra cinque anni spero di aver migliorato il mio modo di stare al mondo, facendo scelte più etiche, e di aver aumentato la consapevolezza delle persone che ho incontrato. Per esempio, molti non sanno che le mucche non producono il latte “naturalmente”: vengono ingravidate artificialmente e, non appena partoriscono, dopo poche ore viene strappato loro il vitello, affinché il latte che sarebbe destinato a lui finisca invece nei nostri prodotti caseari e nelle nostre merendine industriali».</p>
<figure id="attachment_59541" aria-describedby="caption-attachment-59541" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-59541 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-intervista-Paolo-Ruffini-nel-2018.jpg" alt="Susanna intervista Paolo Ruffini nel 2018" width="800" height="532" title="Susanna Fontana: lascia che sia 7" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-intervista-Paolo-Ruffini-nel-2018.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-intervista-Paolo-Ruffini-nel-2018-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-intervista-Paolo-Ruffini-nel-2018-768x511.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-intervista-Paolo-Ruffini-nel-2018-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-intervista-Paolo-Ruffini-nel-2018-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-59541" class="wp-caption-text">L&#8217;intervista a Paolo Ruffini nel 2018</figcaption></figure>
<p><strong>Mi dica tre parole magiche per lei?</strong></p>
<p>«Ansia, ironia e anima».</p>
<p><strong>Perché?</strong></p>
<p>«Non sono né infallibile né inscalfibile, e in fin dei conti non voglio esserlo. Quando entro in stato di agitazione, cerco di capire se è solo uno scherzo della mente o se è il mio corpo che identifica, secondo codici preistorici, un effettivo pericolo. Nel secondo caso, spesso si tratta solo di affrontare qualcosa all’infuori della mia zona di comfort. Alle volte, provare ansia in una certa situazione mi fa capire di aver fatto la scelta giusta, poiché è il segnale che sto effettuando il passaggio dall’ordinario allo straordinario».</p>
<p><strong>E l’ironia?</strong></p>
<p>«Sono convinta che sia l’antidoto per il male nel mondo. O perlomeno ci aiuta ad accettarlo mentre lo combattiamo».</p>
<p><strong>L’anima invece la intende in senso spirituale?</strong></p>
<p>«Non solo, sebbene credo ci sia qualcosa dopo la morte. Ma in questo caso la intendo proprio come essenza di ogni essere vivente. Inafferrabile, eppure percepita in ogni istante. Cosa c’è di più “magico” dell’anima?»</p>
<p><strong>A che cosa sta lavorando oggi per domani?</strong></p>
<p>«C’è un progetto a cui tengo molto: si tratta di una <em>light novel</em>, apparentemente per ragazzi, ma che nelle mie intenzioni potrebbe piacere molto, se non di più, agli adulti. Anche se il testo è breve, ci sto lavorando su da parecchio, rifinendo continuamente qualche particolare. Spero di poterlo presto pubblicare con una casa editrice a distribuzione nazionale. Perché se bisogna sognare tanto vale farlo in grande».</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_59542" aria-describedby="caption-attachment-59542" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-59542" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-interviene-al-Festival-Sguardi-Altrove-di-Milano-nel-2019.jpg" alt="Susanna interviene al Festival Sguardi Altrove di Milano nel 2019" width="800" height="534" title="Susanna Fontana: lascia che sia 8" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-interviene-al-Festival-Sguardi-Altrove-di-Milano-nel-2019.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-interviene-al-Festival-Sguardi-Altrove-di-Milano-nel-2019-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-interviene-al-Festival-Sguardi-Altrove-di-Milano-nel-2019-768x513.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-interviene-al-Festival-Sguardi-Altrove-di-Milano-nel-2019-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Susanna-interviene-al-Festival-Sguardi-Altrove-di-Milano-nel-2019-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-59542" class="wp-caption-text">L&#8217;intervento allo Sguardi Altrove Film Festival</figcaption></figure>
<p><em>Dopo essersi laureata all’Università di Roma “Tor Vergata” con una tesi sui titoli di testa cinematografici, per un periodo Susanna Fontana ha lavorato all’Istituto Italiano di Cultura di Helsinki. </em></p>
<p><em>Ritornata in Italia, ha scritto per Il Quotidiano FVG e, dal 2016, ha curato per cinque anni i testi e la produzione TV di “Scuola di Cult”, rubrica cinematografica in onda su IRIS Mediaset. </em><em>Successivamente, è stata relatrice al Teatro Parenti di Milano per Sguardi Altrove Film Festival, ha recitato con Pino Insegno e Roberto Ciuffoli nella web serie “Casa Crai 3” e, tramite la Brad&amp;K Productions, ha curato il lancio dei film dell’Universal Pictures e della Warner Bros. </em></p>
<p><em>Con l’agenzia Aipem di Udine ha vinto un Interactive Key Award e ora cura le Relazioni Esterne di Confapi FVG. Nel 2023 ha pubblicato, assieme a Claudio Zuzzi, l’albo illustrato Storia breve di due fiocchi di neve. Nel 2024 è arrivata in finale al Festival delle Lettere di Milano e un suo racconto è stato pubblicato sulla rivista letteraria OFFLINE.</em></p>
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		<item>
		<title>Friuli esempio di diversità linguistica dell&#8217;Alpe Adria</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/friuli-esempio-di-diversita-linguistica-dellalpe-adria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2024 15:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[alpe adria]]></category>
		<category><![CDATA[austria]]></category>
		<category><![CDATA[friulano]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulla televisione di Stato austriaca un documentario spiega perché le persone nel cuore dell'Europa riescono a comprendersi anche senza parole</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Iris-Hofmeister-e-la-sua-troupe-con-i-musicisti-Edgar-Unterkirchner-e-Simon-Stadler-foto-CG-Pictures-Gerhard-Donauer.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/friuli-esempio-di-diversita-linguistica-dellalpe-adria/">Friuli esempio di diversità linguistica dell&#8217;Alpe Adria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Iris Hofmeister e la sua troupe con i musicisti Edgar Unterkirchner e Simon Stadler (ph. C&amp;G Pictures Gerhard Donauer)</em></span></p>
<p>È andato in onda sulla Televisione di Stato austriaca ORF 2 il documentario &#8220;<strong><em>Sprachenvielfalt im Alpen-Adria-Raum &#8211; La diversità linguistica nella regione alpino-adriatica</em></strong>&#8220;, una produzione a cura di <strong>Iris Hofmeister</strong>.</p>
<p>Il film esplora come le persone nel cuore dell&#8217;Europa riescano a comprendersi anche senza parole, utilizzando le regioni confinanti di Carinzia, Friuli Venezia Giulia e Slovenia come esempio.</p>
<p>La produzione dell&#8217;ORF Landesstudio Kärnten mette al centro le esperienze delle persone che vivono all&#8217;incrocio di tre culture e che apprezzano i vantaggi di questa vicinanza multiculturale.</p>
<p>Con la telecamera, Iris Hofmeister visita persone che, per vari motivi, hanno trovato una &#8220;nuova&#8221; casa nelle regioni vicine e che condividono le loro esperienze. Per molti, il plurilinguismo è parte della vita quotidiana, indipendentemente dalle loro radici linguistiche e culturali.</p>
<p>La lingua unisce, muove e apre nuove opportunità in un mondo del lavoro senza confini. Il documentario esplora anche come la lingua dell&#8217;amore porti alcuni a stabilirsi altrove e a fondare una famiglia, mentre la lingua dei ricordi rende indimenticabili le vacanze d&#8217;infanzia al mare.</p>
<p>La lingua delle tradizioni facilita la trasmissione culturale. La regione dell&#8217;Alpe-Adria ha una storia comune ricca e non sempre pacifica, ma le crisi attuali in altri paesi fanno emergere l&#8217;importanza della non violenza per una &#8220;regione di pace Alpe-Adria&#8221; come proposto dagli scienziati.</p>
<p>Anche dal punto di vista culinario, la regione è influenzata da diverse culture, facendo sì che l&#8217;amore per le regioni vicine passi anche attraverso il cibo. Infine, la lingua delle immagini e della musica spesso unisce le persone senza bisogno di parole.</p>
<p>La parte finale del film è dedicata alla lingua friulana, rilevata in molteplici aspetti della vita quotidiana, nelle istituzioni, nella cartellonistica, nei media, nell&#8217;editoria e nella musica.</p>
<p>Nel mediometraggio, prendono parola in <em>marilenghe</em> il direttore dell&#8217;Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, <strong>William Cisilino</strong>, l&#8217;artigiano musicale <strong>Roberto Buttus</strong> e <strong>Dj Tubet</strong> con il suo rap friulano.</p>
<figure id="attachment_57880" aria-describedby="caption-attachment-57880" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-57880" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Dj-Tubet-rappa-nel-Museo-Etnografico-del-Friuli-durante-le-riprese-a-cura-dellORF.jpg" alt="Dj Tubet rappa nel Museo Etnografico del Friuli durante le riprese a cura dellORF" width="800" height="807" title="Friuli esempio di diversità linguistica dell&#039;Alpe Adria 9" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Dj-Tubet-rappa-nel-Museo-Etnografico-del-Friuli-durante-le-riprese-a-cura-dellORF.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Dj-Tubet-rappa-nel-Museo-Etnografico-del-Friuli-durante-le-riprese-a-cura-dellORF-297x300.jpg 297w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Dj-Tubet-rappa-nel-Museo-Etnografico-del-Friuli-durante-le-riprese-a-cura-dellORF-150x150.jpg 150w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Dj-Tubet-rappa-nel-Museo-Etnografico-del-Friuli-durante-le-riprese-a-cura-dellORF-768x775.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-57880" class="wp-caption-text">Dj Tubet rappa nel Museo Etnografico del Friuli durante le riprese a cura dell&#8217;ORF</figcaption></figure>
<p>La decisione dell&#8217;ORF di inserire un segmento dedicato alla lingua friulana nasce infatti dall&#8217;interesse per il progetto didattico &#8220;<em>Un glimuç di peraulis</em>&#8220;, condotto nel 2023 dal Museo Etnografico del Friuli con l&#8217;Ufficio per la Lingua Friulana del Comune di Udine, che vedeva appunto protagonista il rapper ed educatore di Nimis.</p>
<p>Appaiono nel programma anche <strong>Daria Miani</strong> e <strong>Federica Angeli</strong> di Maman, la trasmissione dedicata all&#8217;infanzia, la consigliera delegata a Identità Friulana e Plurilinguismo del Comune di Udine, <strong>Stefania Garlatti-Costa</strong>, i giornali <em>La Patrie dal Friûl</em> e <em>La VÔS dai Furlans</em> all&#8217;Osteria All&#8217;Allegria di via Grazzano a Udine, oltre a scorci della città e dei fiumi Tagliamento e Fella.</p>
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		<item>
		<title>Estranei: ultime riprese in FVG per la serie Rai</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/estranei-ultime-riprese-in-fvg-per-la-serie-rai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 15:51:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cividale]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[serie]]></category>
		<category><![CDATA[tavagnacco]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo Udine, Tavagnacco e Cividale, lunedì riprese in piazza Unità a Trieste. Tra gli attori Ricky Memphis e Isabella Ferrari</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Giulio-ScarpatiRicky-Memphis_.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/estranei-ultime-riprese-in-fvg-per-la-serie-rai/">Estranei: ultime riprese in FVG per la serie Rai</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Giulio Scarpati e Ricky Memphis sul set</em></span></p>
<p>UDINE – Sono in corso in Friuli Venezia Giulia le riprese di<strong> “<em>Estranei</em>”</strong>, la nuova serie crime in 4 serate (8&#215;50’) prossimamente <strong>in onda su Rai2. </strong></p>
<p>La serie è diretta da <strong>Cosimo Alemà</strong>, con <strong>Elena Radonicich, Ricky Memphis, Marco Cocci, Kel Giordano, Maurizio Donadoni, Eleonora Giovanardi</strong>, con la partecipazione di <strong>Giulio Scarpati</strong> e <strong>Isabella Ferrari</strong>.</p>
<p>“<em>Estranei</em>” è una coproduzione di Rai Fiction, Eagle Original Content, Rai Com realizzata con il sostegno della <strong>Friuli Venezia Giulia Film Commission &#8211; PromoTurismoFVG</strong> e della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission.</p>
<figure id="attachment_57713" aria-describedby="caption-attachment-57713" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-57713" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/CAMPO-BASE_ex-ospedale-psichiatrico-provinciale-di-Udine-1024x614.jpg" alt="CAMPO BASE ex ospedale psichiatrico provinciale di Udine" width="640" height="384" title="Estranei: ultime riprese in FVG per la serie Rai 10" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/CAMPO-BASE_ex-ospedale-psichiatrico-provinciale-di-Udine-1024x614.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/CAMPO-BASE_ex-ospedale-psichiatrico-provinciale-di-Udine-300x180.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/CAMPO-BASE_ex-ospedale-psichiatrico-provinciale-di-Udine-768x460.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/CAMPO-BASE_ex-ospedale-psichiatrico-provinciale-di-Udine.jpg 1366w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-57713" class="wp-caption-text">Campo base all&#8217;ex ospedale psichiatrico provinciale di Udine</figcaption></figure>
<p>Terminate le riprese in Emilia-Romagna, il set è giunto il 19 luglio in Friuli Venezia Giulia. La produzione ha utilizzato come principali <em>location</em> <strong>Udine</strong> e dintorni. Le riprese si sono svolte nel centro di Udine, coinvolgendo diverse vie della città come via Viola, via Gorgo, via Magrini, via della Rosta, via Villalta, via Baldissera e via Castellana, oltre ad altre strade locali.</p>
<p>Successivamente, il set si è spostato a <strong>Tavagnacco</strong>, al cimitero militare inglese di Adegliacco, l&#8217;unico <em>War Cemetery</em> in Friuli, e a <strong>Cividale del Friuli</strong>.</p>
<p>Le principali ambientazioni sono state ricostruite all&#8217;ex ospedale psichiatrico di via Pozzuolo, che ha permesso di creare più set, trasformandosi in una piccola Cinecittà a Udine. La troupe rimarrà nella nostra regione fino a lunedì 5 agosto, concludendo le riprese a<strong> Trieste</strong> in Piazza Unità al Palazzo della Regione, che per esigenze di set si trasformerà in una banca.</p>
<h3>La trama</h3>
<p>Al centro di <em>Estranei</em>, una piccola cittadina tra i campi e la nebbia di pianura dove vive, da sempre in armonia con la comunità locale, una delle più grandi comunità Sikh d’Europa.</p>
<p>La scomparsa di due innamorati, Camilla Ruggeri e Manraj Singh – due moderni Romeo e Giulietta appartenenti a realtà apparentemente molto distanti – mina però questo fragile equilibrio dando il via a una sequenza di morte, rivalità e verità non dette.</p>
<p>A indagare su questo caso dai risvolti inaspettati sarà la talentuosa carabiniera Laura Macchi tornata al suo paese nativo per prendersi cura dell’anziano padre, il sindaco Antonio Macchi.</p>
<p>Nel tentativo di preservare quel delicato equilibrio tra le due comunità che suo padre aveva costruito nel tempo con grande dedizione, Laura si troverà a scavare in un passato torbido, facendo emergere inquietanti segreti che coinvolgono l’intera cittadina. Tutti dovranno fare i conti con un’amara verità: il bene e il male albergano in ognuno di noi. Nessuno escluso.</p>
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