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		<title>Il Colore del Caso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 14:59:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="787" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Tatge allestimento 1" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1-300x173.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1-1024x590.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1-768x442.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Il Colore del Caso 1"> Il viaggio metafisico del fotografo George Tatge approda a Trieste, dove la conversione al colore ebbe inizio</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/il-colore-del-caso/">Il Colore del Caso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>(© George Tatge/Courtesy Podbielski Contemporary)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Arriva dal<b> 23 maggio al 12 luglio</b> a Trieste un evento espositivo di straordinaria intensità poetica: la mostra <b><i>Il Colore del Caso</i></b> del fotografo <b>George Tatge </b>(inaugurazione venerdì 22 maggio ore 18).</p>
<p>L’esposizione, ad ingresso gratuito, curata da Carlo Sisi, è promossa dall&#8217;<b>Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste</b> e organizzata dalla casa editrice <b>Magonza </b>specializzata in arte e fotografia contemporanea che affianca all’attività editoriale progetti espositivi di ricerca in Italia e all’estero e collabora con gli artisti nella produzione di grafica d’arte e multipli.</p>
<p>Attraverso oltre 60 opere di grande formato l’artista — già celebre per i suoi bianchi e neri graficamente possenti — svela nella Sala Nathan del Magazzino 26 la sua conversione al colore, un viaggio interiore iniziato proprio tra le strade di questa città.</p>
<p>La mostra è il frutto dell’incontro avventuroso di un viaggiatore errante, mai sazio, dotato del suo inseparabile banco ottico Deardorff 13×18 cm, con gli elementi naturali, antropici o antropizzati, che non sono cercati, ma sono piuttosto trovati, accolti e quindi ritratti dallo sguardo dell’autore, attento, profondo e meditativo.</p>
<p>«A meno che non abbia una committenza specifica – racconta George Tatge – preferisco vagare senza un progetto prefigurato in testa. Trovo che in questo modo la mia mente sarà più aperta alle sollecitudini, alle sorprese, a quelle inaspettate epifanie. L’Italia è un paese così imprevedibile, con delle stratificazioni di storia sorprendenti ma anche piena di cose quasi banali che possono essere fonti di meraviglia. Confesso che è un modo faticosissimo di lavorare e non lo suggerirei a nessuno. Camminare per tante ore e sentirmi in ogni momento in gioco, misurandomi con il mondo, testando le mie capacità di vedere e di capire, sfidando il Caso. Sì, proprio il Caso. Siamo tutti frutti del Caso, dal momento in cui si combinano i nostri cromosomi. Il Caso è uno degli aspetti più originali e unici della fotografia e quindi è giusto giocarci. Mi ritrovo perfettamente in una dichiarazione di un pittore che ammiro moltissimo, Gerhard Richter: “Non seguo alcuni obiettivi, nessun sistema, nessuna tendenza. Non ho un programma, né uno stile, né una direzione. Mi piace l’indefinito, la sconfinatezza. Mi piace l’incertezza continua”».</p>
<p>Il percorso espositivo <b>nella Sala Nathan del Magazzino 26</b> si snoda attraverso un’architettura narrativa sapientemente suddivisa in sei tappe tematiche che guidano l&#8217;occhio del visitatore in una progressione emotiva e visiva.</p>
<p>Ad accogliere il pubblico prima l’abbraccio di Trieste, seguito da una selezione di “Recinti&#8221; che si focalizza sul rigore della forma, e poi &#8220;Apparizioni&#8221;, istanti in cui luoghi comuni manifestano presenze illogiche e ironiche. Segue la sezione &#8220;Superfici&#8221;, un&#8217;esplorazione tattile e lenta della luce, della consistenza e della materia, dove il dettaglio diventa un universo da decifrare, seguita da &#8220;Vegetazione&#8221;, che segna un momento di riflessione critica: il caos naturale denuncia l&#8217;impatto drammatico dell&#8217;uomo sull&#8217;ambiente.</p>
<p>Il percorso si conclude con le sezioni &#8220;Metaspazi&#8221;, dove la poetica metafisica di Tatge si riveste di nuove tonalità senza perdere il rigore compositivo, in cui si alternano visioni di Livorno, Torino e Trieste che colpiscono per le loro ardite prospettive urbane, e &#8220;Colore&#8221; inteso come materia viva, incarnata in cumuli di tessuti industriali dalle forme vitali e sospese.</p>
<p>A suggellare l’esperienza della mostra è la proiezione del documentario &#8220;Light &amp; Color&#8221; per la regia di David Battistella. Girato tra Livorno e la Toscana, il film di 28 minuti è un atto di generosità: Tatge permette alla macchina da presa di seguirlo nei suoi rituali silenziosi intorno al cavalletto del banco ottico Deardorff, svelando i meccanismi intimi di un’esplorazione cromatica rivelatrice. È un omaggio alla lentezza e alla precisione in un’epoca di immagini digitali effimere.</p>
<p>Il passaggio al colore, avvenuto dopo trentacinque anni di bianco e nero, rappresenta una &#8220;nuova strada&#8221; ispirata da una mostra di Odilon Redon a Parigi e incoraggiata dal desiderio di non distrarsi più dai significati, ma di lasciare che il colore stesso riveli i suoi segreti nascosti.</p>
<p>«Fino al 2012 – spiega l&#8217;artista – ho lavorato esclusivamente col bianco e nero. Trasformare il mondo in combinazioni di bianco e nero è già una metafora. È una sorta di trascendenza del reale in cui gli infiniti toni di grigio ci costringono a prestare più attenzione alle forme e ai significati dei segni più che a ciò che è raffigurato. È stato di nuovo il Caso a farmi cambiare radicalmente strada. Nel 2011, insieme a mia madre, alla mostra di Odilon Redon al Grand Palais, siamo rimasti perplessi dopo aver visto le tante sale dedicate ai suoi “Noirs”. Solo nelle ultime quattro sale abbiamo trovato i colori stupendi dei suoi dipinti così onirici. Motivo: non ha praticamente toccato il colore fino a giungere a quasi 60 anni! E così, mi sono imposto di tentare questa “nuova” strada. E il viaggio mi sta divertendo non poco. È un modo totalmente diverso di guardare il reale, dove ora è soprattutto il colore ad attirare il mio sguardo e a rivelare i suoi segreti nascosti».</p>
<p>Particolarmente significativo è il legame dell&#8217;artista con Trieste. È proprio qui che Tatge ha realizzato le sue prime fotografie a colori, colpito dalla metafisicità di Via Maestri del Lavoro o dalle trame rugginose delle finestre del Museo Revoltella progettate da Carlo Scarpa.</p>
<p>«Ero stato invitato a Trieste dall&#8217;elegante editore Simone Volpato a partecipare a un libro d&#8217;artista su Scipio Slataper. Così ho iniziato a vagare per queste strade stupende. L&#8217;albero della principessa, nome scientifico <i>paulownia tomentosa</i>, l&#8217;ho trovato in fondo a un vicolo, non mi ricordo dove. E poi la finestra del Museo Revoltella. Non sapevo che fosse stata disegnata da Carlo Scarpa! Ma ogni pannello sembrava un&#8217;opera d&#8217;arte astratta. In entrambi i casi erano i colori a colpirmi: quelli delicati dell&#8217;albero e le variazioni del colore ruggine della finestra. Via Maestri del Lavoro mi colpì per la sua metafisicità. Il palazzo in primo piano, con la vite rossa che sta coprendo la struttura proiettata verso i palazzi moderni, sembra quasi minacciarli che arriverà anche da loro, prima o poi! In mostra ci sono molte immagini in cui la natura si impossessa dell&#8217;opera dell&#8217;uomo».</p>
<p>Trieste, città che lo ha già insignito del Premio Friuli Venezia Giulia per la Fotografia nel 2010, diventa così il palcoscenico ideale per questa rassegna che, come sottolinea il curatore Carlo Sisi, trasforma la fotografia da semplice documento a pura metafora poetica, capace di dare dignità e maestà anche al più semplice oggetto disseminato nel paesaggio urbano.</p>
<p>«Trieste – conclude George Tatge – è stata anche il primo luogo che ho fotografato nel 1988, appena diventato Direttore della Fotografia alla Fratelli Alinari di Firenze. Trieste, nuovissima città antica, dove ho lavorato sul rione di Città Vecchia. Nel 2009 ho esposto la mostra <i>Presenze, paesaggi italiani</i> al Palazzo Gopcevich. Sono tante, quindi, le esperienze e i ricordi che mi legano a questa città. Per non dimenticare Italo Svevo, uno dei miei autori preferiti!».</p>
<h3>Orari</h3>
<p><b>Titolo della mostra:</b> Il Colore del Caso</p>
<p><b>Artista:</b> George Tatge</p>
<p><b>Curatore:</b> Carlo Sisi</p>
<p><b>Sede:</b> Sala Nathan, Magazzino 26, Porto Vecchio, Trieste</p>
<p><b>Periodo:</b> 23 maggio – 12 luglio 2026</p>
<p><b>Orari: </b>giovedì 16-20, da venerdì a domenica e festivi 11-20</p>
<p><b>Inaugurazione:</b> 22 maggio ore 18:00</p>
<p><b>Ingresso:</b> Libero</p>
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		<item>
		<title>Invecchiamento attivo: a Trieste l&#8217;Isola che c&#8217;è</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/invecchiamento-attivo-a-trieste-lisola-che-ce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Scarmignan]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 13:39:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[SOCIETÀ, PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Seconda edizione del progetto di interazione intergenerazionale volto al miglioramento della qualità della vita delle persone anziane</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/isola-che-ce.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/invecchiamento-attivo-a-trieste-lisola-che-ce/">Invecchiamento attivo: a Trieste l&#8217;Isola che c&#8217;è</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>La coordinatrice del progetto, Sofia Brunetti, illustra i risultati</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – L’Associazione Le Buone Pratiche OdV di Trieste, grazie al co-finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia – Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità – e con il contributo della Fondazione CRTrieste, ha realizzato per il secondo anno consecutivo il progetto <strong>“<em>L’Isola che c’è Vol. II</em>”</strong>.</p>
<p>Ieri si è svolto l’incontro di fine progetto e di restituzione del lavoro svolto.</p>
<p>L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere l’invecchiamento attivo e l’interazione intergenerazionale, migliorando la qualità della vita delle persone anziane e creando spazi di dialogo, ascolto e condivisione tra generazioni diverse.</p>
<p>Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Liceo Carducci Dante di Trieste, la Cooperativa Sociale Lybra, l’Associazione di Promozione Sociale Skamperle e Hangar Teatri.</p>
<p>Le attività principali del progetto sono state <strong>Palestra cognitiva</strong>, incontri di gruppo guidati da professionisti, finalizzati a stimolare memoria, attenzione e concentrazione nelle persone anziane (realizzati in 4 zone diverse della città); <strong>Laboratori di scrittura creativa e storytelling</strong>, condotti da un professionista con la partecipazione attiva degli studenti del Liceo Carducci Dante; <strong>Laboratori di scrittura creativa e lettura espressiva</strong>, realizzati grazie alla collaborazione con Hangar Teatri.</p>
<p>Nella palestra cognitiva i protagonisti sono le persone anziane, che hanno l’opportunità di coltivare abilità e competenze in un’ottica di invecchiamento attivo.</p>
<p>Nei laboratori intergenerazionali, invece, i protagonisti sono insieme giovani e anziani: due generazioni che si incontrano, si conoscono e si riconoscono.</p>
<p>Gli anziani ritrovano un ruolo prezioso, simile a quello che avevano nelle comunità tradizionali: custodi di memoria, esperienza e saggezza, capaci di orientare e trasmettere significati.</p>
<p>I giovani portano energia, curiosità, ascolto e uno sguardo nuovo sul presente e sul futuro.</p>
<p>Da questo incontro nasce uno spazio fertile di scambio, in cui ricordi, emozioni e visioni si intrecciano. Insieme, giovani e anziani scrivono storie di vita vera: racconti che restituiscono valore alle esperienze vissute e trasformano la memoria personale in patrimonio condiviso.</p>
<p>A queste storie viene poi data voce. Attraverso la narrazione orale, l’anziano può rivivere passaggi significativi della propria vita, sentirsi ascoltato e riconosciuto; il giovane, a sua volta, acquisisce consapevolezza, empatia e autostima, scoprendo il valore dell’ascolto, della relazione e della memoria come strumenti di crescita personale e collettiva.</p>
<p>Durante l’anno sono stati raggiunti, 70 anziani, una classe di 19 ragazzi. L’opuscolo di racconti è stato stampato e lo si può avere recandosi presso la sede dell’associazione.</p>
<p>Il progetto ripartirà a settembre 2026, dopo la pausa estiva.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chirurgia multidisciplinare: operazione straordinaria a Trieste</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/chirurgia-multidisciplinare-operazione-straordinaria-a-trieste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 09:28:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITÀ, PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[asugi]]></category>
		<category><![CDATA[cro]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Primo intervento in Friuli Venezia Giulia di ricostruzione microchirurgica di mezzo torace per asportare un sarcoma il oltre 3 Kg</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/chirurgia.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/chirurgia-multidisciplinare-operazione-straordinaria-a-trieste/">Chirurgia multidisciplinare: operazione straordinaria a Trieste</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – All’ospedale di Cattinara è stato eseguito, lo scorso 22 aprile, il primo intervento in Friuli Venezia Giulia di ricostruzione microchirurgica di mezzo torace con tessuti autologhi trapiantati dal lato sano, per l’asportazione di un voluminoso sarcoma della regione toracica posteriore del peso di 3,5 chilogrammi.</p>
<p>L’équipe operatoria di <strong>ASUGI</strong> (Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina), guidata dal professor <strong>Vittorio</strong> <strong>Ramella</strong>, e quella del <strong>Centro di Riferimento Oncologico di Aviano</strong>, coordinata dal dottor <strong>Andrea</strong> <strong>Lauretta</strong>, sono state impegnate in questo intervento chirurgico per più di sei ore complessive tra fase demolitiva e ricostruttiva.</p>
<p>I sarcomi dei tessuti molli sono tumori maligni che originano da strutture del tessuto connettivo. Si tratta di neoplasie rare che necessitano di un <strong>approccio multidisciplinare</strong> da parte di <strong>gruppi altamente specializzati</strong> con professionisti dedicati.</p>
<p>L’asportazione di tali masse, spesso voluminose, infatti, determina il sacrificio delle strutture anatomiche circostanti e la necessità di interventi ricostruttivi complessi.</p>
<p>Questa sinergia ASUGI &#8211; CRO si aggiunge alle collaborazioni della Chirurgia Plastica e della Scuola di Specializzazione triestina, diretta dal professor <strong>Giovanni</strong> <strong>Papa</strong>, già attive sulla ricostruzione mammaria con la Chirurgia Senologica avianese, guidata dal dottor <strong>Samuele</strong> <strong>Massarut</strong>, e sulla ricostruzione vulvare con la Chirurgia oncologica ginecologica del CRO, diretta dal dottor <strong>Antonino</strong> <strong>Ditto</strong>.</p>
<p>La procedura è stata eseguita all’ospedale di Cattinara per la necessità di disporre dell’équipe specialistica medica e infermieristica dedicata alla Microchirurgia, indispensabile nella delicata fase ricostruttiva successiva all’asportazione oncologica.</p>
<p>La fase demolitiva è stata eseguita dal dottor Lauretta (direttore della Struttura di Chirurgia Oncologica Generale del CRO) insieme al dottor <strong>Matteo</strong> <strong>Olivieri</strong>, mentre la ricostruzione è stata effettuata dal professor <strong>Ramella</strong>, direttore della Struttura di Microchirurgia, insieme al dottor <strong>Stefano</strong> <strong>Bottosso</strong>.</p>
<p>Per la copertura dell’ampia perdita di sostanza conseguente all’asportazione del tumore è stato utilizzato un lembo microchirurgico di gran dorsale con isola cutanea di 37 x 18 centimetri.</p>
<p>La Microchirurgia ricostruttiva è una tecnica altamente specialistica che consente di trasferire tessuti – cute, muscolo e vasi sanguigni – da una parte del corpo a un’altra, collegando arterie e vene mediante suture effettuate al microscopio operatorio.</p>
<p>Questa metodica permette di ricostruire difetti complessi che, in assenza di tali procedure, non avrebbero possibilità di copertura chirurgica adeguata.</p>
<p>“<em>Questi interventi </em>– sottolinea il professor<strong> Vittorio Ramella</strong> – <em>dimostrano concretamente l’importanza della multidisciplinarietà e della Microchirurgia ricostruttiva nella gestione dei tumori complessi</em>. <em>Una chirurgia plastica moderna e altamente specializzata consente, nelle collaborazioni tra diverse specialità, di offrire al paziente possibilità ricostruttive e rigenerative avanzate con risultati clinici di alto livello</em>”.</p>
<p><em>“I pazienti affetti da sarcomi </em>– aggiunge il dottor <strong>Andrea</strong> <strong>Lauretta</strong> –<em> trovano una risposta clinica di altissima specialità in regione, con équipe che collaborano strettamente e professionisti che si spostano in modo da fornire al paziente il miglior trattamento possibile all’insegna di un’oncologia di precisione e al tempo stesso di prossimità”.</em></p>
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		<title>Le origini del mondo in musica</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/le-origini-del-mondo-in-musica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 16:22:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="911" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Yale-Julliard-1500x1000-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Yale Julliard 1500x1000 1" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Yale-Julliard-1500x1000-1.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Yale-Julliard-1500x1000-1-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Yale-Julliard-1500x1000-1-1024x683.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Yale-Julliard-1500x1000-1-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Yale-Julliard-1500x1000-1-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Yale-Julliard-1500x1000-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Le origini del mondo in musica 2"> Da New York a Trieste: debutto in Europa per "La Creazione" di Joseph Haydn eseguita da Yale Schola Cantorum e Juilliard415</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Yale-Julliard-1500x1000-1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/le-origini-del-mondo-in-musica/">Le origini del mondo in musica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Per i lunedì della Società dei Concerti Trieste, il <strong>25 maggio alle 20.30 al Teatro Verdi</strong>, la città si prepara a vivere un appuntamento musicale  straordinario che arriva direttamente dalle scene internazionali dopo un recente e trionfale debutto a New York.</p>
<p>In quella che sarà la prima data assoluta in Europa di questa produzione, il pubblico sarà trasportato nel cuore pulsante del classicismo attraverso &#8220;<em>La Creazione</em>&#8221; di Joseph Haydn, un oratorio monumentale che ancora oggi rappresenta una delle massime vette della creatività umana.</p>
<p>Questo capolavoro mette in musica le origini del mondo, traendo ispirazione dal libro biblico della Genesi e dal celebre &#8220;Paradiso perduto&#8221; di John Milton, per trasformare il caos primordiale in un ordine fatto di bellezza e armonia sonora.</p>
<p>L’interpretazione di questa profonda espressione del divino è affidata alla direzione di <strong>Grete Pedersen</strong>, rinomata direttrice artistica del Carmel Bach Festival, che guiderà sul palco il prestigioso coro <strong>Yale Schola Cantorum</strong> insieme all&#8217;ensemble di musica antica <strong>Juilliard415</strong>.</p>
<p>L&#8217;esecuzione permetterà di apprezzare ogni sfumatura del testo e della musica, offrendo una visione lucida e appassionata del nostro posto nel mondo. Dopo anni di successi raccolti nei principali teatri del mondo, queste due eccellenze approdano finalmente a Trieste per dare vita a un evento memorabile, dove la vitalità dei giovani interpreti saprà restituire tutta la forza immaginifica e la gratitudine che scaturiscono dalla nascita del mondo attraverso il linguaggio universale della musica.</p>
<p>Per l’ascoltatore moderno, la composizione conserva intatto un senso di meraviglia e un’atmosfera quasi ultraterrena, fondendo la potenza del coro e la raffinatezza sinfonica in una sintesi perfetta tra lo splendore barocco e l&#8217;equilibrio classico</p>
<p>La serata non si esaurirà nel solo momento del concerto, ma offrirà un’occasione di approfondimento unica già a partire dalle 19.15. Presso il Ridotto del Teatro Verdi, infatti, si terrà l&#8217;incontro &#8220;Note d&#8217;artista&#8221;, un dialogo a ingresso libero che permetterà al pubblico di incontrare direttamente i protagonisti e scoprire i retroscena di questa imponente produzione.</p>
<p>Sarà il preludio ideale per immergersi nella grandezza di un&#8217;opera che fu così amata da superare persino i conflitti bellici: si racconta infatti che Napoleone, ammirato dal genio di Haydn, fece coniare una medaglia in suo onore e dispose una guardia davanti alla residenza del compositore durante l&#8217;invasione di Vienna.</p>
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		<title>Matteo Parenzan d&#8217;argento a Taipei</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/matteo-parenzan-dargento-a-taipei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 16:01:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[paralimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[ping pong]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pongista azzurro domina l'ITTF World Para Elite fino all'atto conclusivo, dove cede al rumeno Simion Bobi</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/parenzan-taipei.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/matteo-parenzan-dargento-a-taipei/">Matteo Parenzan d&#8217;argento a Taipei</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Parenzan medagliato a Taipei</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE<em> </em>– Il campione paralimpico di tennistavolo Matteo <strong>Parenzan</strong> chiude la trasferta asiatica con una medaglia d&#8217;argento al collo.</p>
<p>All&#8217;<strong>ITTF World Para Elite di Taipei (Taiwan)</strong>, il pongista azzurro è salito nuovamente sul podio nel terzo appuntamento internazionale della stagione agonistica 2026.</p>
<p>Il percorso di Parenzan nella categoria <strong><em>Men&#8217;s Single Class 6</em></strong> è stato netto fin dalle prime battute. Inserito nel <strong>Gruppo 1</strong>, l&#8217;atleta triestino ha archiviato la prima giornata di gare con due perentori 3 a 0 inflitti all&#8217;indiano <strong>Pramod Kumar</strong> e all&#8217;australiano <strong>Lennard Properjohn</strong>.</p>
<p>L&#8217;ottimo stato di forma al tavolo è proseguito anche nella fase a eliminazione diretta: ai quarti di finale il giapponese <strong>Junki Itai</strong> si è arreso con un rapido 3 a 0, stesso risultato inflitto in semifinale al sudcoreano <strong>Lee Se Ho</strong>.</p>
<p>L&#8217;atto conclusivo del torneo ha riproposto una sfida recente: la finale contro il rumeno <strong>Simion Bobi</strong>, che Parenzan aveva sconfitto poche settimane prima per l&#8217;oro al Challenger di Lasko in Slovenia.</p>
<p>A Taipei, tuttavia, l&#8217;azzurro è arrivato all&#8217;ultimo match accusando una condizione fisica non eccellente, fattore che ha inevitabilmente pesato sull&#8217;andamento della gara. Dopo un primo set molto combattuto e ceduto ai vantaggi per 10-12, Parenzan ha reagito dominando il secondo parziale per 11-3. Negli ultimi due set, però, il rumeno è riuscito a imporsi con un doppio 11-8, aggiudicandosi l&#8217;incontro per 3 a 1.</p>
<p><em>«Torno da Taiwan con un argento prezioso e la consapevolezza di aver giocato un torneo di altissimo livello fino alla finale», </em>dichiara Parenzan<em>. </em></p>
<p><em>«Purtroppo – </em>aggiunge<em> – sono arrivato all&#8217;ultimo match con una condizione fisica non ottimale e contro avversari di questo calibro, come Simion, si paga ogni minimo calo di energia. Resta comunque la grande soddisfazione per un percorso netto fino all&#8217;ultimo atto. Ora si rientra in Italia per ricaricare le batterie e preparare i prossimi obiettivi. Voglio ringraziare tutta la mia famiglia e le aziende sponsor che mi permettono di competere al massimo livello, e soprattutto ringraziare tutti i miei tifosi che mi sostengono sempre da casa e mi mandano tanti messaggi di affetto».</em></p>
<p>Archiviata la parentesi asiatica, il calendario 2026 di Parenzan prosegue ora sul territorio nazionale. Il prossimo impegno vedrà l&#8217;azzurro difendere i titoli tricolori ai <strong>Campionati Italiani</strong> <strong>Paralimpici</strong>, in programma a <strong>Cesena</strong> <strong>sabato 23 maggio</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fmatteo-parenzan-dargento-a-taipei%2F&amp;linkname=Matteo%20Parenzan%20d%E2%80%99argento%20a%20Taipei" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fmatteo-parenzan-dargento-a-taipei%2F&amp;linkname=Matteo%20Parenzan%20d%E2%80%99argento%20a%20Taipei" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fmatteo-parenzan-dargento-a-taipei%2F&amp;linkname=Matteo%20Parenzan%20d%E2%80%99argento%20a%20Taipei" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fmatteo-parenzan-dargento-a-taipei%2F&amp;linkname=Matteo%20Parenzan%20d%E2%80%99argento%20a%20Taipei" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fmatteo-parenzan-dargento-a-taipei%2F&amp;linkname=Matteo%20Parenzan%20d%E2%80%99argento%20a%20Taipei" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fmatteo-parenzan-dargento-a-taipei%2F&#038;title=Matteo%20Parenzan%20d%E2%80%99argento%20a%20Taipei" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/matteo-parenzan-dargento-a-taipei/" data-a2a-title="Matteo Parenzan d’argento a Taipei"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/parenzan-taipei.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/matteo-parenzan-dargento-a-taipei/">Matteo Parenzan d&#8217;argento a Taipei</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Ricerca scientifica: Trieste investe nel futuro</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/ricerca-scientifica-trieste-investe-nel-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 15:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuove infrastrutture di laboratorio per la Fondazione Italiana Fegato grazie a un contributo regionale di 200mila euro</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/incubator.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/ricerca-scientifica-trieste-investe-nel-futuro/">Ricerca scientifica: Trieste investe nel futuro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – La Fondazione Italiana Fegato ETS investe nel futuro della ricerca scientifica con un piano di ammodernamento delle proprie infrastrutture di laboratorio.</p>
<p>L’intervento – reso possibile grazie a un contributo di 200mila euro assicurato dalla Regione Friuli Venezia Giulia su indicazione del presidente Massimiliano Fedriga – punta a rafforzare la capacità di ricerca dell’ente attraverso l’acquisizione di nuove tecnologie avanzate e il rinnovo di strumentazioni ormai obsolete, con l’obiettivo di migliorare qualità, sicurezza e competitività scientifica.</p>
<p>“Il progetto rappresenta una strategia di potenziamento strutturale – sottolinea il presidente della FIF, <strong>Claudio Tiribelli</strong> – che consentirà alla Fondazione di ampliare le attività sperimentali e consolidare il proprio ruolo nel panorama della ricerca biomedica nazionale e internazionale. L’investimento permetterà infatti di incrementare la riproducibilità dei dati scientifici, favorire nuove collaborazioni e aumentare l’impatto delle pubblicazioni prodotte dai ricercatori”.</p>
<p>Una parte significativa delle risorse sarà destinata al rinnovamento della strumentazione di base per le colture cellulari, cuore di molte attività di ricerca biomedica.</p>
<p>Grazie all’acquisto di incubatori di nuova generazione, cabine di sicurezza biologica, centrifughe e sistemi avanzati per la gestione dei gas compressi, sarà possibile attivare una nuova stanza dedicata alle colture cellulari all’interno dei laboratori della Fondazione.</p>
<p>Le nuove apparecchiature garantiranno standard elevati di sicurezza e controllo ambientale, migliorando le condizioni operative del personale e l’affidabilità delle procedure sperimentali.</p>
<p>Il piano prevede inoltre l’introduzione di tecnologie avanzate per l’analisi quantitativa delle cellule e dei biomarcatori molecolari. Tra queste, un lettore multimodale di micropiastre consentirà di eseguire saggi di vitalità cellulare, citotossicità e attività enzimatica con maggiore precisione e ridotto consumo di campione biologico.</p>
<p>La strumentazione sarà impiegata anche per analisi su DNA, RNA e proteine, fondamentali nello studio dei meccanismi cellulari e delle patologie epatiche.</p>
<p>Attenzione è stata riservata anche alla sicurezza degli operatori. I nuovi sistemi di imaging per applicazioni di biologia molecolare permetteranno infatti di eliminare l’esposizione ai raggi UV, adottando tecnologie fluorescenti meno tossiche e più sostenibili, in linea con le più recenti normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro.</p>
<p>“L’investimento più innovativo – conclude Tiribelli – riguarda l’acquisizione di un sistema di <em>live cell imaging</em>, tecnologia finora non disponibile presso la Fondazione. Questo strumento permetterà di osservare in tempo reale il comportamento delle cellule direttamente all’interno dell’incubatore, monitorando in modo continuo fenomeni come proliferazione, apoptosi, citotossicità e interazioni immunitarie. Un approccio che consentirà di ottenere dati più robusti e accurati, riducendo la variabilità sperimentale e aprendo nuove prospettive nella ricerca traslazionale”.</p>
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		<title>Io corro per il Burlo: raccolti oltre 50mila euro</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/io-corro-per-il-burlo-raccolti-oltre-50mila-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 17:32:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[burlo]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74145</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presentati i risultati della campagna promossa dalla Fondazione Burlo Garofolo nell’ambito della Trieste Spring Run 2026: superato l’obiettivo simbolico dei 42.195 euro</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – La campagna “<strong><em>Io Corro per il Burlo</em></strong>”, promossa dalla <strong>Fondazione Burlo Garofolo</strong> in occasione della Trieste Spring Run 2026, ha raggiunto una raccolta complessiva di <strong>50.484 euro</strong> a sostegno dei bambini e delle famiglie seguite dall’<strong>IRCCS</strong> <strong>Burlo Garofolo</strong>.</p>
<p>Il risultato è stato presentato questa mattina nel corso della conferenza stampa di restituzione alla città della Trieste Spring Run 2026, ospitata nel Salotto Azzurro del Municipio alla presenza dell’assessore comunale allo Sport, <strong>Elisa Lodi</strong>, dell’assessore al Porto Vecchio-Porto Vivo, <strong>Everest Bertoli</strong>, degli organizzatori della manifestazione <strong>Pompeo Tria</strong> e <strong>Francesca Stefani</strong>, e del presidente della Fondazione Burlo Garofolo, <strong>Gabriele Cont</strong>.</p>
<p>L’iniziativa era nata con un obiettivo simbolico e concreto allo stesso tempo: raccogliere un euro per ogni metro della maratona, per un totale di 42.195 euro, coinvolgendo cittadini, runner, aziende (di Trieste, del Friuli Venezia Giulia e del Veneto), istituzioni e sostenitori in un progetto condiviso di solidarietà. La risposta del territorio ha però consentito di andare oltre il traguardo iniziale.</p>
<p>I fondi raccolti saranno destinati a sostenere attività e progetti dell’IRCCS Burlo Garofolo, contribuendo a rendere sempre più accoglienti e a misura di bambino e bambina i reparti e i percorsi di cura dell’Istituto.</p>
<p>La campagna “Io Corro per il Burlo” è stata realizzata dalla Fondazione Burlo Garofolo in collaborazione con Trieste Spring Run, ASD Trieste Atletica APS e APD Miramar.</p>
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		<item>
		<title>Elliott Sharp in concerto a Trieste</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/elliott-sharp-in-concerto-a-trieste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 10:52:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="856" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/sharp-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sharp 4" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/sharp-4.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/sharp-4-300x188.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/sharp-4-1024x642.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/sharp-4-768x481.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Elliott Sharp in concerto a Trieste 3"> Il polistrumentista, compositore e performer americano protagonista al Circolo del Jazz Thelonious</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/sharp-4.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/elliott-sharp-in-concerto-a-trieste/">Elliott Sharp in concerto a Trieste</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Elliott Sharp</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Figura centrale della scena musicale avant-garde e sperimentale di New York City da oltre 30 anni, <strong>Elliott Sharp</strong> ha pubblicato più di ottantacinque registrazioni che spaziano dalla musica orchestrale al blues, al jazz, al noise, al rock no wave e alla musica techno.</p>
<p style="font-weight: 400;">È alla guida dei progetti Carbon and Orchestra Carbon, Tectonics e Terraplane ed è stato un pioniere nell&#8217;applicazione della geometria frattale, della teoria del caos e delle metafore genetiche alla composizione musicale e all&#8217;interazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i suoi collaboratori figurano Radio-Sinfonie Frankfurt, la cantante rock Debbie Harry, l&#8217;Ensemble Modern, il cantante qawwali Nusrat Fateh Ali Khan, il Kronos String Quartet, l&#8217;Ensemble Resonanz, l&#8217;innovatrice del violoncello Frances Marie Uitti, le leggende del blues Hubert Sumlin e Pops Staples, il virtuoso della pipa Min-Xiao Feng, i grandi del jazz Jack deJohnette, Oliver Lake e Sonny Sharrock, gli artisti multimediali Christian Marclay e Pierre Huyghe e Bachir Attar, leader dei Master Musicians Of Jajouka.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sharp è stato insignito del Guggenheim Fellowship nel 2014 e del Parson&#8217;s Center for Transformative Media Fellowship nel 2014.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ha ricevuto il Berlin Prize 2015 in Composizione Musicale dall&#8217;American Academy di Berlino.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ha composto colonne sonore per lungometraggi e documentari; ha creato il sound design per gli interstizi su The Sundance Channel, MTV e Bravo Networks; e ha presentato numerose installazioni sonore in gallerie d&#8217;arte e musei.</p>
<p style="font-weight: 400;">È il protagonista di un nuovo documentario, “Doing The Don&#8217;t”, del regista Bert Shapiro.</p>
<p><strong>Martedì 19 maggio alle ore 20.15 presso la Casa della Musica in via dei Capitelli.</strong></p>
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		<item>
		<title>Nuova cooperazione scientifica tra Trieste e il Brasile</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/nuova-cooperazione-scientifica-tra-trieste-e-il-brasile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:05:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siglato un protocollo d'intesa tra Fondazione Italiana Fegato e Università Federale di Rio Grande do Sul</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Laboratori_FIF.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/nuova-cooperazione-scientifica-tra-trieste-e-il-brasile/">Nuova cooperazione scientifica tra Trieste e il Brasile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Attività in uno dei laboratori FIF</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – La <strong>Fondazione Italiana Fegato ETS (FIF)</strong> e la <strong>Federal University of Rio Grande do Sul (UFRGS)</strong>, università pubblica del Brasile (rappresentata dalla Rettrice della UFRGS, <strong>Márcia Cristina Bernardes Barbosa</strong>), hanno sottoscritto un <strong>Protocollo Generale di Cooperazione Scientifica</strong> finalizzato a sviluppare attività congiunte di ricerca, formazione e scambio accademico.</p>
<p>“L’accordo – spiega il Presidente della Fondazione Italiana Fegato, <strong>Claudio Tiribelli</strong> – prevede forme di collaborazione in ambiti di comune interesse, attraverso lo scambio di docenti, ricercatori, studenti e personale tecnico-amministrativo, la partecipazione a programmi di ricerca e divulgazione scientifica, nonché la condivisione di informazioni, documentazione e tecnologie. Tra le attività previste rientrano inoltre lo sviluppo di progetti di ricerca congiunti, la realizzazione di pubblicazioni scientifiche e l’organizzazione di seminari, incontri e workshop”.</p>
<p>Il protocollo – che ha una durata di cinque anni e sarà attuato attraverso accordi specifici che definiranno programmi, modalità operative e risorse – si inserisce nel quadro delle collaborazioni internazionali già attive della Fondazione Italiana Fegato ETS con istituzioni accademiche in Indonesia, Filippine, Vietnam e Palestina, con l’obiettivo di favorire la cooperazione scientifica e la mobilità dei ricercatori.</p>
<p>“Da anni – conclude Tiribelli – la Fondazione opera in una dimensione internazionale sviluppando progetti di ricerca, formazione e <em>capacity building</em> in collaborazione con partner accademici e istituzionali in diversi contesti geografici, con particolare attenzione alla salute globale e alle malattie del fegato”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Varata Neverina, l’imbarcazione sostenibile dell’Ateneo triestino</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/varata-neverina-limbarcazione-sostenibile-dellateneo-triestino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:34:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<category><![CDATA[units]]></category>
		<category><![CDATA[vela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Progettata e realizzata dall’Audace Sailing Team. Un concentrato di ricerca, innovazione e sostenibilità pronto a sfidare la SuMoth Challenge 2026</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/audace_neverina.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/varata-neverina-limbarcazione-sostenibile-dellateneo-triestino/">Varata Neverina, l’imbarcazione sostenibile dell’Ateneo triestino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE <em>– </em>A Trieste il “neverin” arriva improvviso dal mare, scuote il Golfo con vento e pioggia e cambia nel giro di pochi minuti il volto della città.</p>
<p>È proprio da questo fenomeno tipico che nasce <strong><em>Neverina</em></strong>, il nuovo <em>foiling Moth</em> progettato e realizzato dall’<strong>Audace Sailing Team</strong>.</p>
<p>Un nome che richiama il territorio e il mare, ma anche l’energia improvvisa e dinamica del “neverin”: un’immagine che il team ha voluto trasferire nella nuova imbarcazione varata allo <strong>Yacht Club Adriaco di Trieste</strong>.</p>
<p>Il progetto ha coinvolto <strong>oltre 70 studenti e studentesse</strong> provenienti da sei differenti dipartimenti dell’Ateneo.</p>
<p>Nel corso dell’evento sono state presentate le principali innovazioni introdotte nella nuova imbarcazione, sviluppata seguendo il principio <strong><em>“Sustainable, Reliable, Commerciable”.</em></strong></p>
<p><em>Neverina</em> rappresenterà ora l’<strong>Università</strong> <strong>di Trieste</strong> alla <strong><em>SuMoth Challenge 2026</em></strong>, competizione internazionale universitaria dedicata ai <em>foiling Moth</em>.</p>
<p>A guidare l’imbarcazione saranno <strong>Leonardo Centuori</strong>, <strong>Anastasia Mutti</strong> e <strong>Carlotta Rizzardi</strong>, tre studenti-atleti che, oltre all’attività agonistica, contribuiscono attivamente anche allo sviluppo del progetto all’interno del team.</p>
<p>Centuori ha già timonato i Moth di Audace nelle edizioni 2024 e 2025 della competizione ed è attivo da anni nella classe Waszp con risultati nazionali e internazionali; Mutti ha conquistato nel 2025 il titolo mondiale giovanile classe 420 in Turchia; Rizzardi, già parte del team Under 21 e sviluppo della Nazionale ILCA, ha ottenuto nel 2023 il terzo posto ai Mondiali Under 21 in Marocco.</p>
<p>Prima della <em>SuMoth Challenge</em>, Audace Sailing Team prenderà parte al <em>Salone Nautico di Venezia</em>, in programma dal 27 al 31 maggio, per poi partecipare al <em>MetsTrade</em> di Amsterdam dal 17 al 19 novembre.</p>
<p>La nuova imbarcazione raccoglie l’eredità dei progetti sviluppati negli anni dal team, tra cui <strong>Dedalo, Lina, BAI-Lina Rossa, BAI-Flying Lina e BAI-Flax Bandit</strong>, consolidando il percorso di ricerca sulla sostenibilità applicata alla vela <em>foiling</em>.</p>
<p>Centrale anche in questo progetto resta l’attenzione alla sostenibilità. Audace Sailing Team integra infatti l’analisi LCA (<em>Life-Cycle Assessment</em>) attraverso la piattaforma <em>MarineShift360</em>, che consente di monitorare in tempo reale l’impatto ambientale delle scelte progettuali e costruttive.</p>
<p>Per la realizzazione della barca sono stati utilizzati materiali circolari e a ridotto impatto ambientale, tra cui PET riciclato da bottiglie, resine <em>bio-based</em> al 30% e fibre naturali di lino e basalto.</p>
<p>La costruzione di tuga e scafo tramite un unico stampo ha inoltre permesso di ridurre significativamente i rifiuti prodotti e l’impatto ambientale complessivo.</p>
<p>Il nuovo <em>Moth</em> è stato perfezionato attraverso simulazioni CFD e FEM, che hanno consentito di migliorare affidabilità e prestazioni rispetto ai modelli precedenti. L’ottimizzazione degli stampi dei <em>foil</em>, le appendici che permettono all’imbarcazione di “volare” sull’acqua, ha inoltre consentito un risparmio stimato di oltre 3.000 chilogrammi di CO2 equivalente.</p>
<p>L’evento si è aperto con i saluti del vicepresidente dello Yacht Club Adriaco, <strong>Giovanni Battista Bellis</strong>, seguiti dagli interventi del sindaco di Trieste, <strong>Roberto Dipiazza</strong>, del comandante della Capitaneria di Porto di Trieste, <strong>Luciano del Prete</strong>, della prorettrice all’Impegno pubblico e sociale UniTS, <strong>Caterina Falbo</strong>, e del responsabile scientifico di Audace Sailing Team, <strong>Rodolfo Taccani</strong>.</p>
<p>A presentare il progetto sono stati <strong>Pietro Miani</strong>, presidente di Audace Sailing Team, e la timoniera <strong>Carlotta Rizzardi</strong>, che hanno illustrato le innovazioni e gli obiettivi della nuova imbarcazione.</p>
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