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		<title>Medicina dei trapianti: dal FVG nuove prospettive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 10:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una ricerca fa luce sui meccanismi alla base del rigetto nell’allotrapianto epatico, migliorando la qualità della vita dei pazienti  </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/FIF_laboratorio-a-Trieste.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/medicina-dei-trapianti-dal-fvg-nuove-opportunita/">Medicina dei trapianti: dal FVG nuove prospettive</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>TRIESTE – Un passo avanti significativo per la medicina dei trapianti.</p>
<p>Quello che arriva da uno studio pubblicato su “<em>Annals of Hepatology</em>” da un <strong>team di ricercatori italiani</strong>, facendo luce sui meccanismi molecolari che influenzano il successo degli allotrapianti epatici.</p>
<p>L’articolo, frutto della collaborazione tra la <strong>Fondazione Italiana Fegato Onlus</strong>, il <strong>Centro Trapianti di Fegato dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale</strong> e <strong>Area Science Park</strong> con il Laboratorio di Genomica ed Epigenomica, presenta un’analisi dettagliata dell’impatto genomico ed epigenomico sul fegato trapiantato.</p>
<p>L’allotrapianto – il trapianto di organi o tessuti tra due individui della stessa specie – comporta rischi di rigetto dovuti al riconoscimento del tessuto trapiantato come estraneo da parte del sistema immunitario del ricevente.</p>
<p>Lo studio si concentra su come le variazioni a livello genomico ed epigenomico (quest’ultimo un campo che esamina le modifiche nell’espressione genica che non coinvolgono cambiamenti nella sequenza del DNA) possano influenzare la risposta del ricevente e l’esito del trapianto.</p>
<p>I risultati dello studio offrono una nuova comprensione di come i cambiamenti trascrittomici, ovvero le variazioni nella trascrizione del DNA in RNA messaggero, possano contribuire al danno iniziale del fegato trapiantato, alla ricomparsa della malattia cronica o al rigetto dell’organo. Questa ricerca apre <strong>nuove prospettive per la prevenzione di queste complicazioni</strong>, migliorando così le probabilità di successo degli allotrapianti epatici e la qualità della vita dei pazienti.</p>
<p>“Il progetto – afferma <strong>Pablo Giraudi</strong>, della Fondazione Italiana Fegato – ha previsto al momento dell’intervento chirurgico la raccolta di biopsie epatiche e campioni di sangue dai pazienti trapiantati a causa di diverse malattie croniche epatiche (tra le quali: cirrosi epatiche dovute a infezione virali tipo l’epatite C e B, cirrosi alcolica, cirrosi associata alla steatoepatite non alcolica, cirrosi criptogeniche) e l’utilizzo del DNA e RNA ottenuto dalle rispettive biopsie. Le analisi con apposite piattaforme bioinformatiche consentono di avere informazione sull’espressione di geni utili in una terapia personalizzata e biomarcatori diagnostici/prognostici”.</p>
<p>“Questo progetto – spiega <strong>Danilo Licastro</strong>, responsabile Laboratorio di Genomica ed Epigenomica di Area Science Park – ha consentito di applicare le nostre conoscenze di ricerca in maniera integrata e organica. Il nostro laboratorio ha prodotto e analizzato le informazioni relative alle sequenze di RNA e allo stato di metilazione del DNA di tutti i campioni forniti dai nostri partner. Il risultato di questo progetto scientifico è stato possibile solo in virtu’ della forte collaborazione tra le due strutture di ricerca e costituisce un passaggio fondamentale per una proiezione dalla ricerca verso un ambito applicativo clinico-diagnostico su vasta scala. Siamo fiduciosi che i risultati di questa sperimentazione costituiscano il punto di partenza di ulteriori studi che coinvolgeranno anche altri istituti internazionali”.</p>
<p>“Si tratta di uno studio sperimentale pionieristico – sottolinea il direttore scientifico della FIF, <strong>Claudio Tiribelli</strong> – che, generando <em>big data</em>, consentirà la creazione di banche dati, utili ad avviare collaborazioni nel <em>digital health</em> basate su modelli di intelligenza artificiale verso una medicina più personalizzata come, ad esempio, l’uso di immunosoppressori più adatti al paziente in modo da evitare il rigetto dell’organo trapiantato. È anche la conferma che l’interazione tra realtà scientifiche e cliniche permette il raggiungimento di risultati di grande livello”.</p>
<p>“La scelta di Area Science Park di potenziare l’investimento in laboratori e tecnologie all’avanguardia va ad accrescere le competenze interne nel settore delle Scienze della vita e rafforza le collaborazioni con le istituzioni di ricerca su grandi progettualità di comune interesse ad elevato impatto sociale”, dichiara la presidente di Area Science Park, <strong>Caterina Petrillo</strong>.</p>
<p>“Il raggiungimento degli obiettivi fissati – conclude il presidente della FIF, <strong>Decio Ripandelli</strong> – porterà alla continuazione delle importanti relazioni tra i diversi enti coinvolti, per la definizione di nuove linee di ricerca nazionali e internazionali e per la formazione di risorse umane altamente specializzate, con conseguente aumento delle collaborazioni locali ed estere”.</p>
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