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		<title>Le Giornate della Luce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="927" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/andrea-segre.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="andrea segre" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/andrea-segre.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/andrea-segre-300x204.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/andrea-segre-1024x695.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/andrea-segre-768x521.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Le Giornate della Luce 1"> A Spilimbergo il festival che racconta il cinema italiano attraverso lo sguardo di chi ne costruisce la luce</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/andrea-segre.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/le-giornate-della-luce/">Le Giornate della Luce</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Andrea Segre</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torna dal 6 al 14 giugno, <strong><em>Le Giornate della Luce</em></strong>, il festival ideato da <strong>Gloria De Antoni </strong>e da lei diretto con <strong>Donato Guerra, </strong>che da dodici anni a <strong>Spilimbergo</strong> racconta il cinema italiano attraverso lo sguardo di chi ne costruisce la luce.</p>
<p>Un luogo di incontro tra autori, tecnici, registi, studenti, professionisti e pubblico, dove il cinema viene osservato dall’interno, nei suoi processi creativi e nelle sue forme più profonde.</p>
<p>Da Spilimbergo, che rimane il cuore della manifestazione, il festival è diventato un grande laboratorio diffuso che coinvolge anche numerose città del Friuli Venezia Giulia – Udine, Trieste, Pordenone, Gorizia, Codroipo, Gemona del Friuli, Casarsa della Delizia, Pinzano al Tagliamento Ragogna e Sequals – creando una proposta culturale capace di intrecciare cinema contemporaneo, valorizzazione del patrimonio audiovisivo, formazione, fotografia di scena, documentario, riflessione critica, con una grande attenzione alle nuove generazioni.</p>
<p>«Le Giornate della Luce – dichiarano <strong>Gloria De Antoni</strong> e <strong>Donato Guerra</strong> <em>– </em>sono ancora uno spazio dove il cinema si racconta dall’interno con onestà, curiosità e affetto. E dove, da Spilimbergo, quella luce continua ad arrivare lontano».</p>
<p>Ad aprire il festival sarà, sabato 6 giugno al Cinema Miotto, <strong><em>Il dio dell’amore</em></strong> di <strong>Francesco Lagi</strong> (e la fotografia di Edoardo Bolli), che sarà presente in sala per raccontare la sua commedia: un racconto corale ambientato nella Roma contemporanea tra passioni, relazioni e fragilità emotive.</p>
<p>A chiudere, domenica 14 giugno, un omaggio ad <strong>Ariella Reggio</strong> e <strong><em>La vita da grandi</em></strong> di Greta Scarano. In mezzo, una settimana di film, documentari, corti, passeggiate tra i vicoli di Spilimbergo e dialoghi tra generazioni. Tra i numerosi ospiti, anche <strong>Marco Risi</strong>, che nella serata finale parteciperà – assieme ad Ariella Reggio e Oreste de Fornari – all’incontro pensato e condotto da Gabriella Gallozzi <strong><em>Che bella età la terza età. Da Umberto D. a Gioia mia come il cinema l’ha raccontata. </em>Roberto Andò</strong> sarà a Udine lunedì 8 giugno con il suo documentario <strong><em>Ferdinando Scianna &#8211; Il fotografo dell’ombra, </em></strong>un racconto che si sviluppa tra luoghi e memorie – da Bagheria a Palermo fino a Milano – seguendo un percorso personale e artistico che restituisce la fotografia come esperienza, ricerca e destino. A Spilimbergo, invece, mercoledì 10 giugno sul palco del Cinema Miotto arriverà<strong> Barbara Bouchet, </strong>protagonista del film <strong><em>Finale: Allegro</em></strong> di Emanuela Piovano. E <strong>Lella Costa</strong>, che sabato 13 giugno sarà l’ospite d’onore della serata di premiazione della <strong>XII edizione</strong> delle <strong>Giornate della Luce.</strong></p>
<p>Il festival proporrà anche <strong>masterclass</strong>, che animeranno ogni giornata con voci diverse e complementari: a partire da <strong>Andrea Segre</strong>, Anna Cornudella e Artur-Pol Camprubí, Michal Sobocinski, Maura Morales Bergmann, Gregor Božič, Giulia Scintu saranno, tra gli altri, protagonisti di incontri che mescolano tecnica, poetica e sguardo sul mondo.</p>
<p>Nel 50° anniversario del terremoto che sconvolse il Friuli, il festival vuole rendere omaggio a un popolo che ha saputo rialzarsi con la proiezione (lunedì 8 giugno a Spilimbergo e Codroipo) di due opere realizzate nella nostra regione: <strong><em>Orcolat</em></strong> di <strong>Federico Savonitto</strong>, ritratto collettivo di una ferita ancora viva nella storia del territorio; e <strong><em>Friuli 1976, lo sport e la rinascita </em></strong>di <strong>Franco Bortuzzo</strong> che attraverso storie di basket, ciclismo, atletica, judo e motori, racconta la forza di una terra che ha saputo reagire con determinazione e spirito di comunità.</p>
<p>Il festival ospiterà inoltre il restauro della copia proveniente dal <strong>CSC-Cineteca Nazionale </strong>di<strong> <em>Roma, ore 11 </em></strong>di <strong>Giuseppe De Santis</strong>, capolavoro del cinema italiano del dopoguerra, confermando la collaborazione con <strong>CSC-Cineteca Nazionale </strong>e l’attenzione costante verso il recupero e la valorizzazione del patrimonio cinematografico italiano.</p>
<p>Il territorio parla, e il festival lo ascolta. Non poteva mancare (il 9 giugno) un focus sull’eredità di <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>, ma tramite una riflessione sul linguaggio del videoclip contemporaneo, mettendolo in relazione con l’immaginario pasoliniano della marginalità e dell’alterità.</p>
<p>Sempre martedì 9 giugno, il festival ospiterà a Trieste il convegno coordinato da <strong>Silvano Curcio</strong> dedicato alle “<strong>Sale resilienti. Esperienze di sopravvivenza dei cinema del Friuli Venezia Giulia”, </strong></p>
<p>dedicato alla crisi delle sale cinematografiche e alle nuove strategie di resilienza. In un contesto nazionale segnato da chiusure e abbandoni, il Friuli Venezia Giulia offre infatti alcuni esempi virtuosi di innovazione e valorizzazione delle sale.</p>
<p>In programma anche la prima nazionale (giovedì 11 giugno) di <strong>Fora Pal Mont</strong>, di <strong>Lorena Trevisan e Michele Pastrello</strong> sulla storia delle sedonere, donne della Valcellina che intrapresero forme di emigrazione temporanea come venditrici ambulanti. Un fenomeno nato nei paesi di montagna tra Veneto e Friuli Venezia Giulia – da Claut a Cimolais ed Erto – e sviluppatosi a partire dalla fine dell’Ottocento.</p>
<h3><strong>I PREMI </strong></h3>
<p>Tra i momenti centrali del festival, l’assegnazione <strong>sabato 13 giugno</strong> del <strong>Quarzo di Spilimbergo Light Award,</strong> opera in mosaico realizzato dalla <strong>Friul Mosaic,</strong> cui si affiancano il <strong>Quarzo del pubblico</strong> e il <strong>Quarzo dei giovani</strong>. I tre autori della fotografia finalisti sono <strong>Gianfranco Rosi</strong> con <strong><em>Sotto Le Nuvole</em></strong>, <strong>Marco Graziaplena</strong> per <strong><em>Duse</em></strong> e Paolo Carnera per <strong><em>Fuori</em></strong>. Ad assegnare il <strong>Quarzo di Spilimbergo Light Award sarà </strong>la giuria composta da <strong>Roberta Torre </strong>(presidente), <strong>Carlos Alfonso Corral</strong>, <strong>Maurizio Di Rienzo, Anselma Dell’Olio </strong>e <strong>Oreste De Fornari</strong>.</p>
<p>Giovedì 11 giugno sarà consegnato invece il <strong>Quarzo di Spilimbergo</strong> <strong>Short Award</strong>, dedicato ai cortometraggi, ormai spazio consolidato del festival. A valutare i cortometraggi in concorso, selezionati tra quelli partecipanti al <a href="https://www.maremetraggio.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ShorTS International Film Festival</strong></a> e al <strong>Sedicicorto International Film Festival</strong> di Forlì, una giuria guidata dal critico cinematografico <strong>Luca Pacilio</strong>, con i critici <strong>Fiaba Di Martino</strong>, e <strong>Matteo Bonfiglioli </strong></p>
<p>Il <strong>Quarzo d’oro alla carriera</strong> sarà assegnato a <strong>Giuseppe Lanci</strong>, maestro della fotografia che ha saputo costruire uno stile elegante e profondamente espressivo, collaborando con alcuni dei più importanti registi del cinema italiano ed europeo, da Marco Bellocchio, Nanni Moretti, i fratelli Taviani ad Andrej Tarkovskij, contribuendo a definire un’estetica della luce rigorosa e profondamente emotiva.</p>
<p>Il premio <strong>Controluce</strong> <strong>per i mestieri del cinema e l’artigianato</strong> di Confartigianato Imprese Pordenone, dedicato ai professionisti che lavorano dietro le quinte del cinema sarà assegnato sabato 6 giugno all’ingegnera del suono <strong>Maricetta Lombardo</strong>, tra le figure più importanti del cinema italiano contemporaneo.</p>
<p>Infine, il <strong>Premio dell’esordiente</strong>, alla migliore fotografia di una opera prima, sarà consegnato domenica 14 giugno, a <strong>Lorenzo Mancini</strong> e <strong>Vincenzo Pezone</strong> per <strong><em>Tienimi presente</em></strong> di Alberto Palmiero.</p>
<h3><strong>LE MOSTRE </strong></h3>
<p>La fotografia di scena continuerà ad occupare un ruolo centrale de Le Giornate della Luce, attraverso mostre e incontri dedicati ai grandi autori dell’immagine cinematografica. A <strong>Palazzo Tadea</strong>, la mostra <strong>a cura di Alvise Rampini,</strong> <strong><em>Stelle. Ritratti nel cinema</em></strong> di <strong>Stefano Cristiano Montesi</strong>, uno dei più autorevoli fotografi di scena italiani, che attraverso il suo lavoro racconta il cinema contemporaneo tra set, backstage e ritratti d’autore.</p>
<p>Allo <strong>Spazio Linzi</strong> la mostra <strong><em>Omaggio a Claudia Cardinale. Sul set di La viaccia</em></strong><em> <strong>(Mauro Bolognini, 1961) e di 8½ (Federico Fellini, 1963</strong>)</em>, a cura di <strong>Antonio Maraldi</strong> e <strong>Paolo Zanfini</strong>.</p>
<p><strong><em>A tavola con Adua e le compagne</em></strong>, a cura di <strong>Antonio Maraldi</strong>, sarà, invece, allestita nei locali di ristorazione del centro storico.</p>
<h3><strong>LIBRI IN LUCE</strong></h3>
<p><strong><em>Paul Ronald tra set e dintorni.</em></strong><strong> Il cinema italiano visto da un grande fotografo francese </strong>di <strong>Antonio Maraldi </strong>è un’opera preziosa (che sarà presentata domenica 7 giugno) per chi ama il cinema italiano e desidera scoprirne il volto più autentico, quello nascosto dietro le quinte. Un volume attraverso sette lunghe interviste al fotografo francese realizzate nell’arco di dieci anni in occasione di mostre e cataloghi, dando vita a un racconto ricco di memoria, emozione e storia vissuta.</p>
<p>E Si rinnova anche quest’anno la preziosa collaborazione tra <em><strong>Bookciak, Azione!</strong></em> e Le Giornate della Luce che propone al pubblico di Spilimbergo i corti vincitori del premio cine-letterario ideato e diretto da <strong>Gabriella Gallozzi</strong>: video sperimentali di max tre minuti ispirati ai libri dell’editoria italiana indipendente, vincitori a loro volta, di Bookciak Legge e premiati alle Giornate degli Autori alla Mostra di Venezia.</p>
<p>Per informazioni e <strong>programma completo</strong>: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.legiornatedellaluce.it" target="_blank" rel="noopener">www.legiornatedellaluce.it</a></span></p>
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		<item>
		<title>A Giuseppe Lanci il Quarzo d&#8217;Oro alla carriera</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/a-giuseppe-lanci-il-quarzo-doro-alla-carriera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 11:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[premi]]></category>
		<category><![CDATA[spilimbergo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autore della fotografia tra i più raffinati del cinema italiano ed europeo sarà premiato a Spilimbergo in occasione del festival "Le giornate della luce"</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/lanci1.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/a-giuseppe-lanci-il-quarzo-doro-alla-carriera/">A Giuseppe Lanci il Quarzo d&#8217;Oro alla carriera</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Giuseppe Lanci</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>SPILIMBERGO – </em><em><strong>Le Giornate della Luce</strong></em>, il festival di <strong>Spilimbergo</strong> fondato da <strong>Gloria De Antoni</strong> e da lei diretto insieme a <strong>Donato Guerra,</strong> assegnerà il <strong><em>Quarzo d’Oro alla Carriera</em></strong> – riconoscimento attribuito ogni anno a una figura di straordinario rilievo artistico e professionale – al direttore della fotografia <strong>Giuseppe Lanci</strong>.</p>
<p>La dodicesima edizione, in programma <strong>dal 6 al 14 giugno</strong>, si conferma un appuntamento unico nel panorama italiano interamente dedicato agli autori della fotografia cinematografica, veri protagonisti della manifestazione.</p>
<p>Il <em>Quarzo d’Oro</em>, realizzato dalla <strong>Friul Mosaic, </strong>sarà consegnato a Lanci sabato 13 giugno al Cinema Miotto: un autore della fotografia che ha saputo costruire nel corso della sua carriera uno stile elegante e profondamente espressivo, collaborando con alcuni dei più importanti registi del cinema italiano ed europeo.</p>
<p>«Giuseppe Lanci – commentano Gloria De Antoni e Donato Guerra – ha attraversato oltre cinquant’anni di cinema italiano ed europeo costruendo un’idea di fotografia come spazio dinamico, capace di modulare luce, tempo ed emozione all’interno dell’inquadratura. Dalla formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove è poi tornato come docente trasmettendo un’etica del lavoro e delle relazioni, al lungo percorso accanto a maestri e autori &#8211; da Marco Bellocchio a Nanni Moretti, dai Taviani all&#8217;Andrej Tarkovskij di Nostalghia &#8211; il suo sguardo ha sempre coniugato rigore formale e apertura al reale. La sua ricerca, evidente da Salto nel vuoto fino a La stanza del figlio, è segnata da un uso espressivo del colore e da una tensione costante tra costruzione e naturalezza. A questo si affianca un impegno fondamentale nella conservazione e nella trasmissione del patrimonio cinematografico. Per la coerenza, la profondità e l’influenza di un percorso che ha fatto della luce uno strumento di pensiero, Le Giornate della Luce gli assegna il premio alla carriera».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Giornate della Luce puntano su Italo Svevo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/le-giornate-della-luce-puntano-su-italo-svevo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:46:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[spilimbergo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scatto di Francesco Chiot del film di Alessandro Melazzini scelto per il manifesto del Festival che celebra gli autori della fotografia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/foto.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/le-giornate-della-luce-puntano-su-italo-svevo/">Le Giornate della Luce puntano su Italo Svevo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>(© Francesco Chiot per Alpenway Media GmbH)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>SPILIMBERGO – Annunciata la giuria e il manifesto della dodicesima edizione delle <strong>Giornate della Luce di Spilimbergo</strong>, che si svolgeranno dal <strong>6 al 14 giugno</strong>.</p>
<p>Il festival, ideato da <strong>Gloria De Antoni</strong> e da lei diretto con <strong>Donato Guerra</strong>, celebra da anni gli autori della fotografia, veri protagonisti della manifestazione, con proiezioni, masterclass, dibattiti, mostre e omaggi.</p>
<p>Prosegue anche nel 2026 la collaborazione con il <strong>CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia</strong> per il restauro e la valorizzazione del patrimonio cinematografico italiano, sotto la supervisione di <strong>Steve Della Casa</strong>, Conservatore della Cineteca Nazionale, e con il coordinamento di <strong>Luca Pallanch</strong>.</p>
<p>La giuria 2026, che assegnerà il premio <em>Il Quarzo di Spilimbergo &#8211; Light Award</em> alla migliore fotografia di un film italiano dell’ultima stagione, sarà capitanata da <strong>Roberta Torre</strong>, regista tra le voci più originali del cinema italiano contemporaneo.</p>
<p>Vincitrice del David di Donatello e del Nastro d’Argento come miglior regista esordiente per <em>Tano da morire</em> e del premio per la miglior regia all’IDFA di Amsterdam per <em>Le favolose</em>.</p>
<p>Con lei in giuria <strong>Maurizio Di Rienzo</strong>, firma autorevole della critica cinematografica italiana; <strong>Carlos Alfonso Corral</strong>, vincitore della scorsa edizione del Premio <em>Il Quarzo di Spilimbergo – Light Award</em>; <strong>Oreste De Fornari</strong>, critico cinematografico e autore televisivo; e <strong>Anselma Dell&#8217;Olio</strong>, giornalista e critica cinematografica da sempre attenta al panorama internazionale.</p>
<p>Svelato anche il manifesto del festival di quest’anno, realizzato come di consueto a partire da una foto di scena scattata in Friuli Venezia Giulia, a testimonianza del forte legame tra il territorio e il cinema e della vocazione internazionale della manifestazione.</p>
<p>Quest’anno la foto è di<strong> Francesco Chiot</strong> del film <strong><em>Italo Svevo. Scrivere nascosto a Trieste</em></strong> di <strong>Alessandro Melazzini</strong>.</p>
<figure id="attachment_72860" aria-describedby="caption-attachment-72860" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-72860" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Manifesto_LGDL2026-724x1024.jpg" alt="Manifesto LGDL2026" width="640" height="905" title="Le Giornate della Luce puntano su Italo Svevo 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Manifesto_LGDL2026-724x1024.jpg 724w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Manifesto_LGDL2026-212x300.jpg 212w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Manifesto_LGDL2026-768x1086.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Manifesto_LGDL2026.jpg 800w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-72860" class="wp-caption-text">(© Francesco Chiot per Alpenway Media GmbH)</figcaption></figure>
<p>Le Giornate della Luce sono organizzate dall’associazione culturale Il Circolo con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, della Città di Spilimbergo e di Fondazione Friuli.</p>
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		<title>Chê Matine: il terremoto in fotografia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/che-matine-il-terremoto-in-fotografia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 15:33:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[spilimbergo]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="923" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Aldo_Martinuzzi_Osoppo_1976.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aldo Martinuzzi Osoppo 1976" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Aldo_Martinuzzi_Osoppo_1976.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Aldo_Martinuzzi_Osoppo_1976-300x203.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Aldo_Martinuzzi_Osoppo_1976-1024x692.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Aldo_Martinuzzi_Osoppo_1976-768x519.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Chê Matine: il terremoto in fotografia 3"> Per la prima volta in mostra 50 immagini scattate da Aldo Martinuzzi il giorno dopo il sisma che cinquant’anni fa sconvolse il Friuli</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Aldo_Martinuzzi_Osoppo_1976.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/che-matine-il-terremoto-in-fotografia/">Chê Matine: il terremoto in fotografia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Aldo Martinuzzi, Osoppo, 1976</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle 5 di mattina alle 5 di sera del 7 maggio 1976 un fotografo percorre in moto il Friuli. Non è un Friuli qualsiasi, con le sue cittadine tranquille, le sue verdi colline, le sue montagne placide.</p>
<p>È invece il Friuli all’indomani del terremoto che il giorno prima, il 6 maggio 1976 sul far della sera, in pochi secondi aveva cambiato per sempre la fisionomia di un territorio e di una comunità. Un’ecatombe: donne, uomini, bambini sepolti sotto le proprie case; migliaia di abitazioni distrutte, poco meno di mille morti.</p>
<p>Per la prima volta, 50 scatti realizzati da quel fotografo – <strong>Aldo Martinuzzi</strong>, affermato reporter sportivo – sono visibili al pubblico nella mostra <strong><em>CHÊ MATINE</em></strong>, organizzata dal <strong>Comune di Spilimbergo</strong> e il <strong>CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia </strong>e in collaborazione con la <strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia</strong> e <strong>Fondazione Friuli.</strong> Allestita nel <strong>Palazzo La Loggia</strong> di Spilimbergo da <strong>sabato 28 marzo</strong> (alle ore 11.00 è prevista l’inaugurazione), l’esposizione sarà visitabile fino al 7 giugno.</p>
<p><em>Chê matine</em> è un vero e proprio diario di bordo: appena raggiunto dalla notizia del terremoto, Aldo Martinuzzi lascia Milano – città nella quale si era trasferito ancora giovanissimo da Barbeano, vicino a Spilimbergo, suo paese natale &#8211; con la sua compagna, a bordo della sua moto.</p>
<p>Arriva in Friuli alle prime luci dell’alba del 7 maggio 1976; giusto il tempo di accertarsi che i suoi familiari stiano bene, nonostante i danni ingenti subiti dalle abitazioni, e poi via. Valeriano, Forgaria, Majano, Gemona del Friuli, Venzone, Osoppo, Rivoli di Osoppo, Castelnovo, Oltrerugo. La moto di Martinuzzi attraversa una decina di paesi e la sua macchina fotografica fissa per sempre il ritratto della devastazione.</p>
<p>Case rase al suolo, edifici miracolosamente rimasti intatti, le prime bare, gli sguardi dei sopravvissuti. Ma le foto che usciranno dalla sua macchina fotografica sono anche il ritratto della incredibile forza di volontà che, comunque e nonostante tutto, i friulani dimostrano di mantenere intatta a poche ore dal sisma.</p>
<p>“In autostrada incrociavamo già i mezzi di soccorso, militari, ambulanze, camioncini con i cartelli: “Soccorsi Friuli” – ricorda Martinuzzi –. Il campanile e la chiesa di Valeriano avevano subito forti danni, erano luoghi che conoscevo benissimo dove avevo trascorso la mia infanzia e parte dell’adolescenza. Attraversammo Pinzano dove, almeno sulla strada principale, c’era solo qualche piccolo crollo e altri cedimenti lungo la strada per la stazione. Arrivammo a Forgaria dove c’erano case diroccate e macerie sulle strade, ma fortunatamente i nostri spostamenti erano agevolati dall’utilizzo della moto. Fui colpito dall’immagine di un signore che, tranquillamente, stava vangando il proprio orto, un’immagine tipica della nostra friulanità. Arrivammo a Majano dove erano collassati due condomini gemelli, Astra e Udine, costruiti nel 1967. A Gemona ci arrivammo dalla strada alta, piena di massi e crepe sull’asfalto. Sia a Maiano che a Gemona apprezzai la celerità dei soccorsi, erano già pronte molte bare e allestita una tendopoli per gli sfollati. A Venzone erano già presenti volontari intenti per sistemare un muretto di sassi a secco crollato al di fuori delle antiche mura perimetrali. A Osoppo c’era una vastità enorme di macerie e case crollate fatte con sassi e solai di legno. Mi impressionò la sede del Partito Comunista che aveva resistito alla distruzione. Dappertutto c’erano militari, vigili del fuoco, volontari, che cercavano superstiti scavando anche a mani nude, nonostante il susseguirsi delle scosse. Assistetti alle lunghe operazioni per il recupero del piccolo Paolo Fabris, figlio del farmacista, che fortunatamente fu ritrovato in buona salute (il settimanale Epoca gli dedicò la copertina a colori). Vicino a Maiano crollò la trattoria “Da Gardo” durante una cena, ci furono 16 morti. Fotografai anche i dintorni di San Daniele, Castelnovo e Oltrerugo”.</p>
<p>Il reportage fotografico di Aldo Martinuzzi si conclude alle 5 di sera del 7 maggio 1976, dopo 12 ore. Un grande lavoro di valore fotogiornalistico e sentimentale che avrebbe potuto essere venduto a qualche giornale ma che invece, per volontà del suo autore, è rimasto lontano dai riflettori fino ad oggi.</p>
<p>Nato a Udine nel 1946, dopo l’infanzia trascorsa a Gaio di Spilimbergo con la nonna materna, nel 1961 <strong>Aldo Martinuzzi</strong> si trasferisce con i genitori a Milano. Qui inizia a lavorare come apprendista in una azienda di Fotoincisione. Il progresso nel campo delle riproduzioni fotografiche per la stampa lo pone in contatto con altri metodi “litho e rotocalco”. Alla Fotoincisione Sempione di Milano si riproducevano in quel periodo, le più belle immagini sportive per la pubblicazione su riviste specializzate, “Super Sport” e “Calcio e Ciclismo Illustrato” della Gazzetta dello Sport. Scatta in Martinuzzi un vero e proprio amore per la fotografia sportiva. Nel 1972 inizia la sua attività di fotografo “freelance”. Si specializza nel settore degli sport invernali con i reportages alle Coppe del Mondo, Campionati Mondiali e Olimpiadi Invernali. Collabora sino al 1996 con la rivista “Neve Sport” rivista settimanale nel periodo invernale Nel 1980 si avvicina ad altre discipline: ciclismo, calcio, tennis, sci nautico, golf, per cinque anni è il fotografo ufficiale dell’Inter di Trapattoni. Nel 1987 vince il premio fotografico “Diadora”. In collaborazione con il CRAF di Spilimbergo e il compianto Walter Liva, vengono allestite diverse sue mostre fotografiche: 2005, I Volti dello Sport, Lignano Pineta, Sequals, Piancavallo; 2011, Fotografi di Corsa, Spilimbergo, Milano; 2016, Omaggio allo Sport, viale pedonale di Lignano Sabbiadoro; 2018 Fotografi di Corsa, San Vito al Tagliamento. Nel 2025 la Pro Loco “I Due Campanili” di Gaio e Baseglia edita il libro “Aldo Martinuzzi il grande sport fotografato da un Friulano”.</p>
<h3>Orari</h3>
<p><strong>ALDO MARTINUZZI &#8211; CHÊ MATINE</strong></p>
<p><strong>Spilimbergo, Palazzo La Loggia</strong></p>
<p><strong>dal 28 marzo al 7 giugno 2026</strong></p>
<p>orario visite: 10.00-13.00 e 15.00-17.30 tutti i giorni</p>
<p>chiuso lunedì (tutto il giorno) e giovedì pomeriggio</p>
<p>ingresso libero</p>
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		<title>Spilimbergo celebra l&#8217;inventore dei Giochi Paralimpici</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/spilimbergo-celebra-linventore-dei-giochi-paralimpici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 16:09:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[paralimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[spilimbergo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intitolato ad Antonio Maglio un Gelseto al Centro progetto, riferimento FVG per l'avvio allo sport delle persone con disabilità</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/MdL25_Gelso_AntonioMaglio_Spilimbergo_024_Ph_AliceDurigatto.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/spilimbergo-celebra-linventore-dei-giochi-paralimpici/">Spilimbergo celebra l&#8217;inventore dei Giochi Paralimpici</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>(ph. Alice Durigatto)</em></span></p>
<p>SPILIMBERGO – <strong>Intitolato di un gelseto ad Antonio Maglio</strong>, il <strong>fondatore dei Giochi Paralimpici</strong>, nell’ambito dell’iniziativa “La memoria del legno” di cui è appunto capofila il Comune di Spilimbergo, promossa con la <strong>Regione autonoma Friuli Venezia Giulia –</strong> Assessorato alla Cultura e Sport a cura di <strong>Damatrà onlus</strong>.</p>
<p>«Un progetto che esprime i principi del nuovo umanesimo: attraverso “<strong><em>La memoria del legno</em></strong>”, intitolando gli alberi a grandi figure che hanno testimoniato la loro solidarietà ai valori umani, componiamo a poco a poco un mosaico prezioso che guarda al futuro, coinvolgendo attivamente le nuove generazioni»: ha affermato il sindaco di Spilimbergo,<strong> Enrico Sarcinelli</strong>, introducendo la<strong> </strong>cerimonia.</p>
<p>L’evento si è svolto negli spazi esterni del <strong>Centro Progetto Spilimbergo</strong>, che è punto di riferimento a livello regionale per la riabilitazione estensiva, il conseguimento della massima autonomia e l’avviamento allo sport delle persone con disabilità da mielolesione.</p>
<p>«Non poteva esserci sede migliore per rendere omaggio ad Antonio Maglio, il medico neuropsichiatra che aveva intuito l’ìmportanza di estendere la partecipazione attiva ai Giochi Olimpici anche alle persone con disabilità. In questo modo, attraverso un incrocio virtuoso fra tematiche ambientali, sviluppo sociale e celebrazioni di grandi figure del nostro tempo, possiamo contribuire ad accrescere la <strong>Foresta dei Giusti del Friuli Venezia Giulia</strong>», ha sottolineato ancora il sindaco Sarcinelli.</p>
<p>Alla cerimonia di intitolazione hanno preso parte anche l’assessore comunale alla Cultura,<strong> Ester Filipuzzi</strong>, e un centinaio di studentesse e studenti dell’<strong>IIS “Il Tagliamento”</strong>, insieme al docente<strong> Marco Pelosi</strong>, responsabile della Biblioteca IIS, coordinatore del lavoro dei giovani a scuola nell’ambito del progetto.</p>
<p>Nel corso della mattinata gli studenti e le studentesse hanno preso parte alla intitolazione “multimediale” <strong>dal vivo ai piedi del gelseto,</strong> ascoltando i podcast realizzati da Damatrà e poi prendendo parte alla decorazione degli alberi con <strong>le campane in terracotta realizzate in classe</strong>: il gelseto <strong>è diventato così “custode” della memoria del bene</strong>, e il suono delle campanelle ricorderà a tutti che la memoria va coltivata con cura.</p>
<p>Il neurologo<strong> Antonio Maglio </strong>ha lasciato un segno indelebile nella storia del movimento paralimpico, promuovendo una società più giusta e rispettosa nei confronti della disabilità. Grazie a lui sono state appoggiate le fondamenta dei Giochi Paralimpici nella forma attuale, un evento che oggi mobilita milioni di spettatori e ha conquistato rispetto e popolarità in tutto il mondo.</p>
<figure id="attachment_70164" aria-describedby="caption-attachment-70164" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-70164" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/MdL25_Gelso_AntonioMaglio_Spilimbergo_085_Ph_AliceDurigatto.jpeg" alt="MdL25 Gelso AntonioMaglio Spilimbergo 085 Ph AliceDurigatto" width="800" height="533" title="Spilimbergo celebra l&#039;inventore dei Giochi Paralimpici 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/MdL25_Gelso_AntonioMaglio_Spilimbergo_085_Ph_AliceDurigatto.jpeg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/MdL25_Gelso_AntonioMaglio_Spilimbergo_085_Ph_AliceDurigatto-300x200.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/MdL25_Gelso_AntonioMaglio_Spilimbergo_085_Ph_AliceDurigatto-768x512.jpeg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/MdL25_Gelso_AntonioMaglio_Spilimbergo_085_Ph_AliceDurigatto-391x260.jpeg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/MdL25_Gelso_AntonioMaglio_Spilimbergo_085_Ph_AliceDurigatto-272x182.jpeg 272w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-70164" class="wp-caption-text">Da sinistra Sarcinelli, Filipuzzi e Pelosi (ph. Alice Durigatto)</figcaption></figure>
<p>Nell’Italia degli anni ‘50, in cui le terapie e le cure riabilitative per le lesioni midollari erano ancora un campo in gran parte ignoto, il neurologo pugliese sfidò a lungo l’inerzia e lo scetticismo di colleghi, di politici e di imprenditori. Con le sue intuizioni anticipò il corso della storia e riuscì a ridare una vita normale ai paraplegici, trasformando molti di loro in campioni dello sport.</p>
<p>La sua utopia divenne realtà nel settembre del 1960, quando all’aeroporto romano di Ciampino iniziarono ad atterrare aerei carichi di uomini e donne che si appoggiavano alle stampelle e si muovevano su sedie a rotelle. Erano le delegazioni sportive che avrebbero preso parte alle prime Paralimpiadi della storia. Per due settimane, subito dopo la chiusura dei Giochi della XVII Olimpiade, circa 400 atleti in carrozzina provenienti da una ventina di Paesi in rappresentanza di cinque continenti si sfidarono negli impianti romani dell’Acqua Acetosa in varie discipline, dalla scherma alla pallacanestro, dal nuoto all’atletica, dal lancio del peso al tiro con l’arco e tante altre ancora.</p>
<p>Antonio Maglio è mancato nel 1988 per un malore improvviso.</p>
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		<title>Le sculture ultime</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/le-sculture-ultime/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 10:34:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
		<category><![CDATA[spilimbergo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="830" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/FurlanSpilimbergo4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="FurlanSpilimbergo4" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/FurlanSpilimbergo4.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/FurlanSpilimbergo4-300x182.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/FurlanSpilimbergo4-1024x622.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/FurlanSpilimbergo4-768x467.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Le sculture ultime 5"> Ado Furlan a Spilimbergo: una mostra per ammirare le opere alle quali lo scultore stava lavorando prima di morire</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/FurlanSpilimbergo4.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/le-sculture-ultime/">Le sculture ultime</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Dettaglio dell&#8217;allestimento</em></span></p>
<p>Dopo l’anteprima sul Noncello, entra nel vivo e si sposta nella Città del Mosaico il progetto espositivo <strong><em>1905-2025 Ado Furlan scultore tra Pordenone e Spilimbergo</em></strong> pensato, a 120 anni dalla sua nascita, per approfondire la figura e l’attività dello scultore che ha segnato il Novecento friulano, ma ebbe un ruolo significativo anche a livello nazionale, grazie alla sua partecipazione a eventi cruciali per l’arte italiana tra gli Anni ‘30 e ‘40 del secolo scorso.</p>
<p><strong><em>Le sculture ultime</em></strong> &#8211; organizzata a Palazzo Tadea, in piazza Castello 4 a Spilimbergo (27 settembre-16 novembre 2025, orario: sabato e domenica 10-13 e 15-19) &#8211; sarà il cuore pulsante delle celebrazioni.</p>
<p>La mostra, infatti, consentirà di ammirare le opere alle quali Furlan stava lavorando prima di morire.</p>
<p>L&#8217;inaugurazione è in programma <strong>sabato 27 settembre, alle 11</strong>, alla presenza, tra gli altri, di <strong>Caterina</strong> <strong>Furlan</strong>, figlia dell’artista e presidente della Fondazione a lui intitolata, e del sindaco di Spilimbergo <strong>Enrico</strong> <strong>Sarcinelli</strong>, mentre la presentazione sarà affidata al professor <strong>Giuseppe</strong> <strong>Barbieri, </strong>ordinario di Storia dell’arte moderna presso l&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia.</p>
<h3><strong>LA MOSTRA</strong></h3>
<p>Nel 1965, Ado Furlan si trasferì con la famiglia a Spilimbergo, in un’ala del castello oggi sede dell’omonima Fondazione.</p>
<p>Dopo un lungo periodo di silenzio, la mostra dedicatagli nel 1968 dalla <em>Pro Spilimbergo</em>, presieduta all’epoca da <strong>Italo Zannier</strong>, lo indusse a riprendere l’attività, impostando una serie di nudi femminili ai quali stava ancora lavorando quando morì, nel giugno del 1971.</p>
<p>Fuse in bronzo per iniziativa dei familiari, queste opere saranno esposte nel loro insieme e per la prima volta in Friuli.</p>
<p>Faranno da contrappunto una serie di medaglie risalenti allo stesso periodo e i ritratti di Pablo Picasso e del poeta Ezra Pound, nonché le riproduzioni delle foto dello studio dello scultore realizzate proprio da Italo Zannier pochi mesi dopo la sua scomparsa.</p>
<p><em>Le sculture ultime</em> sarà corredata di un catalogo pubblicato da Forum Editrice Universitaria Udinese e curato dalla figlia <strong>Caterina</strong>, con contributi della stessa, oltre che di <strong>Italo</strong> <strong>Furlan</strong> e dello scrittore <strong>Amedeo</strong> <strong>Giacomini</strong>.</p>
<h3><strong>LA PERMANENTE</strong></h3>
<p>Fino al 16 novembre, infine, è visitabile (sempre a Palazzo Tadea) anche la permanente <strong><em>Percorsi nella scultura italiana</em></strong> (aperta sabato e domenica, ore: 10-12.30/17-19.30). La rassegna è articolata in tre sezioni: si apre con il periodo 1841-1942, dove trovano spazio opere di Furlan, ma anche di <strong>Antonio Marsure</strong> e <strong>Luigi</strong> <strong>De</strong> <strong>Paoli</strong>; la seconda parte è dedicata interamente a Furlan, mentre la terza &#8211; Percorsi nella scultura italiana contemporanea 1958-2001 &#8211; rende omaggio a <strong>Nicola Carrino, Pietro Cascella, Carlo Ciussi, Piero Gilardi, Lorenzo Guerrini, Teodosio Magnoni, Massimo Poldelmengo, Giò Pomodoro, Giuseppe Spagnulo, Mauro Staccioli, Giuseppe Uncini </strong>e<strong> Nane Zavagno</strong>.</p>
<p>In omaggio agli interessi musicali di Ado Furlan, le manifestazioni si concluderanno il <strong>16 novembre</strong>, alle 18, con un concerto del pianista <strong>Alessandro Del Gobbo </strong>(Spilimbergo, Palazzo Tadea).</p>
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		<title>Premio “America Giovani” a Silvia Rovere</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/premio-america-giovani-a-silvia-rovere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 10:18:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze]]></category>
		<category><![CDATA[premi]]></category>
		<category><![CDATA[spilimbergo]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La studentessa di Spilimbergo premiata a Roma. Per lei una borsa di studio per partecipare gratuitamente al master promosso dalla Fondazione Italia Usa</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Silvia-Rovere_premioAmericaGiovani.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/premio-america-giovani-a-silvia-rovere/">Premio “America Giovani” a Silvia Rovere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Silvia Rovere dopo il ritiro del premio</em></span></p>
<p>UDINE – Premio “<em>America Giovani al talento universitario</em>” per <strong>Silvia Rovere</strong>, di Spilimbergo, laureata con il massimo dei voti (110 e lode) in Diritto per le imprese e le istituzioni al Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Udine.</p>
<p>L’iniziativa, promossa dalla <strong>Fondazione Italia Usa</strong>, premia ogni anno mille neolaureati con percorsi di studi di eccellenza per sostenerli nell’ingresso nel mondo del lavoro internazionale.</p>
<p>Il riconoscimento, infatti, consiste in una borsa di studio per partecipare gratuitamente al master in “<em>Leadership per le relazioni internazionali e il made in Italy</em>” organizzato dalla Fondazione.</p>
<p>I vincitori sono selezionati, tramite le banche dati degli atenei, in base a parametri indicativi del loro talento accademico e per il loro piano di studi vicino alle aree d’interesse della Fondazione.</p>
<p>Rovere proseguirà il percorso accademico all’Ateneo friulano frequentando la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza. La sua tesi di laurea triennale è intitolata “<em>Il concorso ‘esterno’ tra legalità e prevedibilità</em>”, relatore <strong>Gherardo Minicucci</strong>, docente di Diritto penale del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Ateneo udinese.</p>
<p>La cerimonia di premiazione si è svolta alla Camera dei deputati a <strong>Roma</strong>.</p>
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		<title>Una stanza piena di treni</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/una-stanza-piena-di-treni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 13:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[spilimbergo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="922" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Alberto-di-Lenardo_Luglio-1963-Sauris-UD.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alberto di Lenardo Luglio 1963 Sauris UD" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Alberto-di-Lenardo_Luglio-1963-Sauris-UD.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Alberto-di-Lenardo_Luglio-1963-Sauris-UD-300x202.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Alberto-di-Lenardo_Luglio-1963-Sauris-UD-1024x691.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Alberto-di-Lenardo_Luglio-1963-Sauris-UD-768x518.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Una stanza piena di treni 6"> Le foto di Alberto di Lenardo in mostra a Spilimbergo: oltre 130 immagini tratte dall’immenso archivio del fotografo friulano</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Alberto-di-Lenardo_Luglio-1963-Sauris-UD.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/una-stanza-piena-di-treni/">Una stanza piena di treni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Luglio 1963, Sauris (© Alberto di Lenardo)</em></span></p>
<p style="font-weight: 400;">È dedicata al fotografo friulano <strong>Alberto di Lenardo</strong> la nuova mostra del <strong>CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia</strong>, visitabile a <strong>Palazzo Tadea a Spilimbergo</strong> <strong>dal 28 giugno al 4 settembre 2025</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Una stanza piena di treni</strong>  è la prima personale visitabile in Friuli Venezia Giulia dedicata alla figura carismatica di Alberto di Lenardo, scomparso nel 2018.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra, realizzata in collaborazione con <strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Spilimbergo e Creation, con il sostegno di Fondazione Friuli e il contributo di Banca 360</strong>, porta all’attenzione del pubblico <strong>oltre 130 immagini tratte dall’archivio personale di Alberto di Lenardo</strong>, composto a sua volta da oltre 10mila fotografie e rimasto nascosto in una soffitta per molti anni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nato ad Ontagnano, in provincia di Udine, nel 1930 e professionalmente impegnato nell’azienda vitivinicola di famiglia, Alberto di Lenardo non è mai stato un fotografo professionista, ma per oltre sessant’anni &#8211; si può dire per la sua intera esistenza &#8211; con la sua macchina fotografica ha scattato e ritratto di tutto: persone, luoghi, paesaggi, oggetti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Scatti rubati, quasi sempre realizzati senza bisogno di soggetti da mettere in posa, che ritraggono il nostro Paese nella sua piena evoluzione: di moda, di stile, di vita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Negli scatti di Alberto di Lenardo si ritrova la poesia dei sentimenti che non possono essere espressi a parole ma che, attraverso la pellicola, vengono fissati in un ricordo. Fotografie che ci restituiscono momenti di vita personale di Alberto di Lenardo ma nello stesso tempo il ritratto di un’Italia colta nei suoi scorci di vita quotidiana tra la fine degli anni Quaranta e il 2016: spiagge, montagne, bar, viaggi in auto, ricordi e sentimenti fissati per sempre nei colori tenui di una pellicola e che ritornano a noi attraverso uno stile personalissimo &#8211; che vede l’uso costante di cornici e finestrature &#8211; senza perdere nulla del loro fascino.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’immenso archivio fotografico di Alberto di Lenardo è rimasto custodito – potremmo dire nascosto – dietro una porta segreta in una soffitta insieme ad un grande modellino ferroviario che Alberto ha costruito in svariati decenni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un archivio di cui la nipote Carlotta ha sentito parlare per la prima volta quando aveva solo sedici anni: “Mio nonno ha sempre amato fotografare e ha continuato a farlo per tutta la vita. Era il suo modo di comunicare i suoi sentimenti e gli permetteva di rivelare emozioni che la sua generazione faticava ad esprimere a parole. Le sue immagini riflettono accuratamente la sua serenità interiore, uno stato d&#8217;animo che ha sempre cercato di trasmetterci, e allo stesso tempo manifestano la sua costante ricerca di uno scatto rubato e mai banale.”</p>
<p style="font-weight: 400;">Tre le sezioni della mostra: nella prima, il lavoro di selezione operato da Carlotta di Lenardo rivela un’estetica e una lettura del mondo comuni tra lei e il nonno, una narrazione intima tra lo sguardo del fotografo e quello della nipote.</p>
<p style="font-weight: 400;">La seconda sezione è composta da tre sale con pareti tematiche che ripropongono situazioni ricorrenti su cui il fotografo amava puntare l’obiettivo e che si ripresentano quindi costantemente in tutto il suo archivio: parchi di divertimento, ritratti di persone che prendono il sole o guardano l’orizzonte, strade e vedute da macchine e aerei.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nella terza e ultima sezione troviamo invece una sala dedicata al libro da cui tutto ha avuto inizio. Un volume nato quasi per caso, dall’esigenza di dare forma a un’intuizione: che l’archivio fotografico di Alberto di Lenardo fosse qualcosa di più di un insieme di scatti privati.</p>
<h3 style="font-weight: 400;">Orari di apertura</h3>
<p style="font-weight: 400;">Da martedì a venerdì 14.00 &#8211; 19.00, sabato e domenica 11.00 &#8211; 19.00. Ingresso libero.</p>
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		<title>Barbora Bobulova ospite d&#8217;onore alle Giornate della Luce</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/barbora-bobulova-ospite-donore-alle-giornate-della-luce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 15:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[spilimbergo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'attrice sarà protagonista a Spilimbergo nel corso della cerimonia di premiazione della serata finale</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/Barbora_Bobulova.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/barbora-bobulova-ospite-donore-alle-giornate-della-luce/">Barbora Bobulova ospite d&#8217;onore alle Giornate della Luce</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Barbora Bobulova</em></span></p>
<p>SPILIMBERGO – Sarà <strong>Barbora Bobulova</strong> l’ospite d’onore della serata di premiazione della <strong>XI edizione</strong> delle <strong>Giornate della Luce</strong>, in programma <strong>sabato 14 giugno</strong> a <strong>Spilimbergo</strong>. Tra le più apprezzate interpreti del panorama cinematografico italiano, parteciperà all’evento finale del festival dedicato agli autori della fotografia, che si svolge <strong>dal 7 al 15 giugno </strong>in Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Il programma completo della manifestazione sarà svelato nei prossimi giorni.</p>
<p>Anche quest’anno le Giornate della Luce vogliono rendere omaggio al ricordo della giovane Michela Baldo scomparsa nel giugno del 2016, vittima di femminicidio.</p>
<p>Sarà Barbora Bobulova a farle una dedica, un momento toccante, di riflessione e memoria, che si ripete ogni anno e che apre la serata conclusiva del festival.</p>
<p>Il suo arrivo a Spilimbergo arricchisce non solo l’evento di premiazione, ma anche uno dei momenti più significativi e sentiti del festival, che celebra la luce non solo come espressione artistica, ma anche come valore umano.</p>
<p><em>Le Giornate della Luce</em> sono ideate da <strong>Gloria De Antoni</strong> e dirette con <strong>Donato Guerra</strong>. Quest’anno il festival collabora per la prima volta con il <strong>CSC – Cineteca Nazionale</strong>, a presiedere la giuria <strong>Susanna Nicchiarelli</strong>.</p>
<p>Il festival è organizzato dalla associazione culturale <strong>Il Circolo </strong>con il sostegno di<strong> Regione Friuli Venezia Giulia</strong>, della <strong>Città di Spilimbergo </strong>e di<strong> Fondazione Friuli</strong>.</p>
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		<title>Giardini aperti</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/giardini-aperti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 09:16:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[spilimbergo]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="879" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/Palazzo-di-Sopra_Denis-Scarpante-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palazzo di Sopra Denis Scarpante 2" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/Palazzo-di-Sopra_Denis-Scarpante-2.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/Palazzo-di-Sopra_Denis-Scarpante-2-300x193.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/Palazzo-di-Sopra_Denis-Scarpante-2-1024x659.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/Palazzo-di-Sopra_Denis-Scarpante-2-768x494.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Giardini aperti 7"> Il borgo di Spilimbergo, tra i più belli d’Italia, svela al pubblico le meraviglie di Palazzo di Sopra. Grazie a decine di eventi</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/Palazzo-di-Sopra_Denis-Scarpante-2.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/giardini-aperti/">Giardini aperti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Palazzo di Sopra (ph. Denis Scarpante)</em></span></p>
<p style="font-weight: 400;">In occasione di <em><strong>Giardini Aperti 2025</strong></em>, giornata che ha lo scopo di divulgare la cultura e il rispetto del verde, il <strong>Palazzo di Sopra</strong>, autentico patrimonio della città di <strong>Spilimbergo</strong>, con il suo giardino all’italiana, sede degli uffici comunali, svelerà al pubblico le sue meraviglie nelle giornate di <strong>sabato 17</strong> e <strong>domenica 18 maggio</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<i>L&#8217;evento &#8211;</i> commenta il sindaco <strong>Enrico Sarcinelli</strong> &#8211; <em>vedrà protagonista un edificio storico, ubicato in uno dei borghi più belli d’Italia</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Due giorni con decine di iniziative, fra incontri, visite guidate, laboratori, degustazioni e concerti aperti a un pubblico di tutte le età, con l’obiettivo di valorizzare questo storico luogo collocato nella Città del Mosaico e perla della bellezza e della cultura della regione del Friuli Venezia Giulia.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’evento è organizzato dal <strong>Comune di Spilimbergo</strong> in collaborazione con istituzioni, associazioni, operatori culturali e professionisti del territorio.</p>
<h3>Il programma</h3>
<p style="font-weight: 400;">Le iniziative prenderanno il via nella giornata di sabato con le visite guidate “<strong>Tessere d&#8217;Arte e Atmosfere Medievali</strong>”, “<strong>L’arte musiva sul Cammino di San Cristoforo</strong>” e con l’evento narrativo e musicale “<strong>Mosaico di storie</strong>”. La manifestazione vedrà però il suo clou nella giornata di <strong>domenica 18 maggio</strong>, già alle ore 9.00 a <strong>Palazzo di Sopra</strong>, con “<strong>Buongiorno al sole. Pilates a palazzo</strong>”, a cura di Area Life Club.</p>
<p style="font-weight: 400;">Due saranno gli importanti momenti di approfondimento della mattinata. Alle 9.30 nel Belvedere l’incontro “<strong>La via Romea Strata. 1.000 chilometri a piedi dal nord-est a Roma</strong>”, presentazione della nuova guida della via Romea Strata (ed. Terre di Mezzo, 2025), a cui seguirà la passeggiata, in collaborazione con il CAI, sul tratto <strong>Spilimbergo – Gradisca</strong> della <strong>Romea Strata </strong>(e ritorno).</p>
<p style="font-weight: 400;">Il secondo importante momento sarà alle 11.00 nella Sala Consiliare, con “<strong>I fili che ci legano alla foresta</strong>”, incontro che vedrà ospite <strong>Giorgio Vacchiano</strong>, ricercatore in gestione e pianificazione forestale dell’Università Statale di Milano, che racconterà il bosco come un intreccio virtuoso di connessioni e gli alberi come un esempio di armonia ed efficienza da cui possiamo imparare molto.</p>
<h3>Le passeggiate</h3>
<p style="font-weight: 400;">Diversi saranno i momenti dedicati alle passeggiate: alle 10.30 con “<strong>Alla scoperta del palazzo di Sopra e del suo giardino</strong>” con gli Accoglitori di Città, alle 16.00 con “<strong>Tra storia e natura</strong>”, per ammirare l’arte e il giardino delle rose di Palazzo di Sopra, e alle 17.00 con “<strong>Curiosità e aneddoti di uno dei borghi più belli d’Italia</strong>”, anche in questo caso assieme agli Accoglitori di Città.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<strong>La memoria dell’acqua e la forza dei mulini. Racconti di antiche rogge e mulini tra le vie di Spilimbergo</strong>”, è invece il titolo della visita guidata delle 15.00, che accompagnerà il pubblico alla scoperta del Mulino di Mezzo, aperto in via eccezionale grazie alla collaborazione con l’AIAMS e l’Ecomuseo Lis Aganis.</p>
<h3>Musica e gastronomia</h3>
<p style="font-weight: 400;">Da segnalare, alle 16.30 sul Belvedere, l’evento musicale “<strong>Piccolo Concerto di Primavera Kalimera!!</strong>”, con la Filarmonica Città di Spilimbergo a cura dell&#8217;Istituto musicale &#8220;Guido Alberto Fano&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">La giornata proporrà anche diversi momenti e attività dedicate ai bambini. Alle 10.00 al Belvedere ecco “<strong>Rose e manine</strong>”, adatto ai piccoli da 1 a 3 anni, a cura dell’asilo nido Il Mignolo di Gradisca. Alle 10.30 seguirà  “<strong>Crea la tua perla di semi, colora il mondo!</strong>”, a cura della Casa delle Meraviglie, rivolto a bambini da 1 a 10 anni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nella due giorni, nelle sale e negli spazi del palazzo il pubblico potrà ammirare <strong>mostre</strong> ed <strong>esposizioni</strong>, <strong>mercatini</strong> e <strong>artigianato</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non mancherà la <strong>gastronomia</strong>, con la possibilità, nella Cantina del palazzo, di assaporare i prodotti del territorio selezionati dal Gruppo Degustare in Compagnia. Chiuderà la due giorni, domenica alle 18.00 nel giardino delle rose, l’evento “<strong>Il giardino nel piatto</strong>”, degustazione di riso con rose e fragole a cura di Lato Food Lab.</p>
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