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	<title>spettacoli &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>spettacoli &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Nuovo spazio culturale e creativo a Udine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 13:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO, PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’interno della Cavallerizza dell’ex Caserma Osoppo di Udine. Potrà accogliere fino a 600 persone per eventi in piedi e oltre 300 a sedere</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Cavallerizza_Alice-Zorzin-Volcano-Visual-Studio7.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/nuovo-spazio-culturale-e-creativo-a-udine/">Nuovo spazio culturale e creativo a Udine</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>(ph. Alice Zorzin)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – Inaugurato a Udine la <strong>Cavallerizza </strong>dell’ex Caserma Osoppo, spazio culturale creativo che prende vita in uno degli edifici storici recentemente riqualificati dell’area.</p>
<p>Un edificio di <strong>oltre 1.000 metri quadrati</strong> restituito alla città, in grado di accogliere <strong>fino a 600 persone per eventi in piedi</strong> e <strong>oltre 300 a sedere</strong>, e destinato a diventare un luogo aperto alla musica, alle arti e alla creatività.</p>
<p>Da spazio monofunzionale e chiuso, legato alla funzione originaria della caserma, a luogo polifunzionale e aperto, pensato oggi come <em>hub</em> culturale dedicato alla produzione artistica, alla formazione e alla partecipazione.</p>
<p>Promossa dall’<strong>Orchestra giovanile Filarmonici Friulani</strong>, da <strong>SimulArte</strong> e dal <strong>Coro del Friuli Venezia Giulia,</strong> con il <strong>Comune di Udine</strong>, proprietario e gestore dell’immobile, e con il sostegno della <strong>Regione Friuli Venezia Giulia</strong>, la Cavallerizza si configura come un laboratorio creativo urbano permanente, aperto alla comunità e al territorio.</p>
<p>Il progetto si fonda su un<strong> investimento complessivo di 2,5 milioni di euro</strong> da parte dei partner, oltre a quelli sostenuti dall’amministrazione comunale, per adeguare lo spazio e trasformarlo in un contenitore culturale creativo aperto al pubblico e agli eventi, e può contare su <strong>un team di 21 professionisti</strong>, con un’età media di 31 anni.</p>
<p>Gli spazi sono pensati per ospitare <strong>attività artistiche e musicali, laboratori per tutte le età, eventi pubblici, percorsi di formazione</strong> per giovani, iniziative dedicate all’inclusione sociale, mostre ed esposizioni temporanee, con una programmazione che prevede ogni anno <strong>almeno 40 eventi e circa 120 giornate di apertura </strong>tra attività pubbliche, prove e utilizzi privati.</p>
<p>L’apertura della Cavallerizza rappresenta un nuovo passo nel percorso di valorizzazione dell’area dell’ex Caserma Osoppo, uno dei progetti strategici di rigenerazione urbana della città nell’ambito del <strong>programma <em>Experimental City</em></strong>, dedicato alla trasformazione e allo sviluppo del quadrante orientale di Udine.</p>
<p>Un progetto nato nel 2016 e uno dei più importanti progetti di rigenerazione urbana degli ultimi anni.</p>
<p>Grazie al programma ministeriale, ai finanziamenti del PNRR, agli investimenti pubblici e al contributo di soggetti privati, un’area di oltre 11 ettari sta vivendo una profonda trasformazione: da ex complesso militare chiuso e inutilizzato a nuovo quartiere urbano aperto alla città, con servizi pubblici, spazi educativi, impianti sportivi, residenze, uffici e grandi aree verdi.</p>
<h3><strong>IL PROGETTO E IL CONTESTO</strong></h3>
<p>La storia della Cavallerizza parte da lontano ed è il risultato di una visione condivisa, costruita nel tempo da soggetti che operano stabilmente sul territorio e che oggi mettono a sistema competenze, reti e risorse per restituire valore a un bene comune.</p>
<p>È il 2019 quando due realtà giovani del territorio si confrontano con lo stesso bisogno: <strong>trovare uno spazio ampio, polifunzionale e modulabile in cui poter creare e produrre musica,</strong> ma anche offrire ad altre realtà culturali e alla comunità nuove opportunità di socialità e relazione attraverso la cultura.</p>
<p>Le due realtà sono l’Orchestra giovanile Filarmonici Friulani, oggi capofila del progetto della Cavallerizza, e la cooperativa SimulArte, guidate rispettivamente da Gabriele Bressan e Federico Mansutti.</p>
<p>Già nel 2022 questa progettualità condivisa di OFF e SimulArte viene premiata dalla Fondazione Friuli nell’ambito del programma per lo sviluppo territoriale sostenibile, elaborato in collaborazione con Sinloc e in coerenza con gli obiettivi del PNRR. È un passaggio importante che consolida l’idea progettuale, anche se manca ancora un luogo in cui realizzarla. Il percorso trova una svolta quando il Coro del Friuli Venezia Giulia entra nel progetto come nuovo partner culturale. Dall’incontro tra queste esperienze prende forma il progetto di uno spazio culturale condiviso.</p>
<p>La Cavallerizza, nel frattempo, è stata oggetto di <strong>un intervento di riqualificazione architettonica e funzionale a cura del Comune di Udine</strong>, finanziato con fondi propri per un valore di oltre 2 milioni e mezzo di euro e concluso nel 2023, che ha consentito la messa in sicurezza dell’edificio, l’adeguamento impiantistico e l’allestimento di nuovi spazi interni.</p>
<p>In seguito è stato pubblicato un bando pubblico destinato a enti del terzo settore per progetti volti a sviluppare un contenitore culturale innovativo e inclusivo negli spazi riallestiti, inoltre, l’Amministrazione ha affidato in concessione d’uso temporanea il bene al partenariato culturale guidato dall’<strong>Orchestra giovanile Filarmonici Friulani</strong>, riconoscendo la capacità del progetto di garantire un utilizzo pubblico, inclusivo e continuativo della struttura.</p>
<p>L’avvio delle attività della Cavallerizza segna simbolicamente l’inizio di una nuova vita per questo luogo: da edificio in disuso a <strong>bene comune attrezzato, accessibile e restituito alla collettività</strong>.</p>
<p>Insieme al Comune di Udine, proprietario e gestore dell’immobile, e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, i partner danno così vita a uno spazio pensato per la città e con la città: un luogo dedicato alla produzione culturale, alla formazione e alla partecipazione. Il sostegno regionale si affianca, quindi, ad altri percorsi già avviati dai promotori negli anni scorsi e consente di portare a compimento il progetto della Cavallerizza.</p>
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		<item>
		<title>Una storia di autismo normale in scena a Monfalcone</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/una-storia-di-autismo-normale-in-scena-a-monfalcone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 12:46:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[monfalcone]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="880" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terconauti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="terconauti" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terconauti.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terconauti-300x193.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terconauti-1024x660.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terconauti-768x495.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Una storia di autismo normale in scena a Monfalcone 1"> In scena lo spettacolo dei Terconauti per raccogliere fondi in favore della casa dell’autismo GO AUT </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terconauti.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/una-storia-di-autismo-normale-in-scena-a-monfalcone/">Una storia di autismo normale in scena a Monfalcone</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Fondazione GO AUT ETS nell’ambito delle iniziative promosse in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo, porta <strong>sabato 18 aprile alle ore 20.30</strong> sul palco del <strong>Teatro Marlena Bonezzi di Monfalcone</strong> lo spettacolo “<em>Una storia di autismo normale</em>” de I Terconauti, con il contributo del Comune di Monfalcone.</p>
<p>Si tratta di uno spettacolo teatrale aperto al pubblico, pensato come strumento culturale ed emotivo per stimolare riflessione, empatia e dialogo sui temi dell’autismo e dell’inclusione sociale.</p>
<p>L’evento ha anche uno <strong>scopo benefico</strong>: il ricavato sarà destinato a <strong>sostenere la casa dell’autismo <em>GO AUT</em></strong> di Voi come Noi APS a supporto di bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico.</p>
<p>L’ingresso è a offerta libera (Per prenotazioni: info@fondazionegoaut.it 346 2283188).</p>
<p>«Riteniamo che questa iniziativa – afferma <strong>Natasha De Noto</strong>, presidente della Fondazione GO AUT ETS –rivesta una particolare importanza, in quanto rappresenta un’occasione significativa per affrontare il tema della vita adulta delle persone autistiche, mettendo in luce bisogni, potenzialità e opportunità inclusive per tutti. Attraverso momenti di confronto e sensibilizzazione, l’iniziativa intende promuovere una maggiore consapevolezza del percorso di crescita verso l’età adulta, favorendo una visione che valorizzi l’autonomia, la partecipazione sociale e le pari opportunità, in coerenza con gli scopi della nostra Fondazione».</p>
<p>I TERCONAUTI – i fratelli <strong>Damiano e Margherita Tercon</strong>, insieme a <strong>Philipp Carboni</strong> – sono un esuberante trio artistico che si esprime tramite video web, tv, teatro e libri. Damiano è autistico, ma quello che per molti potrebbe essere visto come un limite, per loro è una sfida che apre a infinite possibilità.</p>
<p>Seguitissimi sui social per la loro simpatia ed energia (oltre 1 milione di follower totali), raccontano quotidianamente la propria vita in mezzo a mille avvincenti avventure, senza mai dimenticare l&#8217;importanza delle piccole cose. Fanno un lavoro di sensibilizzazione e divulgazione sulla disabilità con uno sguardo positivo e di speranza, concentrandosi sul potenziale e non sui limiti.</p>
<p>Alla loro storia è ispirato il film “<em>La vita da grandi</em>”, per la regia di Greta Scarano e con protagonista Matilda De Angelis.</p>
<h3>Lo spettacolo e il messaggio sociale</h3>
<p>Damiano e Margherita sono fratelli. Lui ha 43 anni, è autistico e desidera diventare un cantante lirico. Per tutta la vita viene deriso: le persone non lo considerano all&#8217;altezza dei suoi sogni. Così un giorno scrive una mail a Margherita: &#8220;Mi aiuterai nonostante tutti mi dicano che per me le possibilità sono limitate?&#8221;</p>
<p>E la sorella, insieme al fidanzato Philipp, risponde alla richiesta d&#8217;aiuto, scoprendo così un universo inesplorato e ritrovando la forza di realizzarsi. Una storia raccontata dagli stessi protagonisti in maniera ironica, col sorriso e tra sketch comici, video e canto lirico.</p>
<p>Una scoperta dell&#8217;autismo e della diversità in cui la pietà viene lasciata da parte per dare spazio alla consapevolezza.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-73026" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terco-loc-724x1024.jpeg" alt="terco loc" width="640" height="905" title="Una storia di autismo normale in scena a Monfalcone 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terco-loc-724x1024.jpeg 724w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terco-loc-212x300.jpeg 212w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terco-loc-768x1086.jpeg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terco-loc-1086x1536.jpeg 1086w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terco-loc-1024x1449.jpeg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terco-loc.jpeg 1131w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Uno spettacolo che, tra le risate, racconta anche la forza di rialzarsi, di credere in sé stessi e nei propri sogni al di là di ogni etichetta, di ogni ostacolo. Mostra la resilienza: la capacità di resistere agli urti senza spezzarsi, di superare eventi negativi sviluppando competenze a partire dalle difficoltà.</p>
<p>E ci ricorda l’importanza di guardare le cose da una prospettiva diversa, perché in mezzo agli alti e bassi, tra le sorprese della vita, si può trovare anche la felicità.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Funa-storia-di-autismo-normale-in-scena-a-monfalcone%2F&amp;linkname=Una%20storia%20di%20autismo%20normale%20in%20scena%20a%20Monfalcone" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Funa-storia-di-autismo-normale-in-scena-a-monfalcone%2F&amp;linkname=Una%20storia%20di%20autismo%20normale%20in%20scena%20a%20Monfalcone" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Funa-storia-di-autismo-normale-in-scena-a-monfalcone%2F&amp;linkname=Una%20storia%20di%20autismo%20normale%20in%20scena%20a%20Monfalcone" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Funa-storia-di-autismo-normale-in-scena-a-monfalcone%2F&amp;linkname=Una%20storia%20di%20autismo%20normale%20in%20scena%20a%20Monfalcone" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Funa-storia-di-autismo-normale-in-scena-a-monfalcone%2F&amp;linkname=Una%20storia%20di%20autismo%20normale%20in%20scena%20a%20Monfalcone" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Funa-storia-di-autismo-normale-in-scena-a-monfalcone%2F&#038;title=Una%20storia%20di%20autismo%20normale%20in%20scena%20a%20Monfalcone" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/una-storia-di-autismo-normale-in-scena-a-monfalcone/" data-a2a-title="Una storia di autismo normale in scena a Monfalcone"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terconauti.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/una-storia-di-autismo-normale-in-scena-a-monfalcone/">Una storia di autismo normale in scena a Monfalcone</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VariEtà</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/varieta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 16:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[monfalcone]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="767" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/coro-Gruppo-Costumi-Tradizionali-Bisiachi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="coro Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/coro-Gruppo-Costumi-Tradizionali-Bisiachi.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/coro-Gruppo-Costumi-Tradizionali-Bisiachi-300x168.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/coro-Gruppo-Costumi-Tradizionali-Bisiachi-1024x575.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/coro-Gruppo-Costumi-Tradizionali-Bisiachi-768x431.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/coro-Gruppo-Costumi-Tradizionali-Bisiachi-1280x720.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="VariEtà 3"> A Monfalcone lo spettacolo di canti e conte a cura del Coro del Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/coro-Gruppo-Costumi-Tradizionali-Bisiachi.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/varieta/">VariEtà</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Il Coro Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 11 aprile</strong> alle ore 16 il <strong>Coro del Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi</strong> diretto dalla maestra <strong>Annalisa Miniussi</strong>, alla fisarmonica <strong>Gilberto Leghissa</strong>, presenterà presso il Centro Culturale Poclen di via Fontanot 43 a Monfalcone lo spettacolo di canti e conte “<em>VariEtà</em>”.</p>
<p>La manifestazione per beneficenza per l’acquisto di farmaci per anziani in difficoltà, è organizzata dall’Associazione per i diritti degli anziani A.D.A.guidata dalla signora Angela Guastini.</p>
<p>L’ingresso è libero.</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
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		<title>A Udine l&#8217;anteprima regionale del film di Scamarcio</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/a-udine-lanteprima-regionale-del-film-di-scamarcio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 13:38:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO, PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Debutto al Visionario per "Alla festa della rivoluzione", girato interamente in Friuli Venezia Giulia. Ecco tutti i luoghi delle riprese</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/AFDR_Riccardo-Scamarcio_Arnaldo-Catinari_Nicolas-Maupas_foto-di-Mattia-Comuzzi_P1560188_HiRes.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/a-udine-lanteprima-regionale-del-film-di-scamarcio/">A Udine l&#8217;anteprima regionale del film di Scamarcio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Da sinistra Riccardo Scamarcio, Arnaldo Catinari, Nicolas Maupas sul set (ph. Mattia Comuzzi)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – Arriverà nelle sale italiane da giovedì 16 aprile<strong> “<em>Alla festa della rivoluzione</em>”</strong>, il nuovo film diretto da <strong>Arnaldo Catinari</strong>, prodotto da <strong>Fulvio e Federica Lucisano </strong>per<strong> Italian International Film</strong> con<strong> Rai Cinema </strong>e distribuito da <strong>01 Distribution</strong>.</p>
<p>Ad anticiparne l’uscita sarà l’anteprima regionale in programma il <strong>15 aprile al Cinema Visionario</strong> di Udine, primo appuntamento di un tour che porterà il film in diverse città del Friuli Venezia Giulia alla presenza del regista e del cast.</p>
<p>Dopo l’anteprima, il<strong> 16 aprile </strong>il film sarà presentato anche al <strong>Kinemax di Monfalcone </strong>e al<strong> Cinema Nazionale di Trieste</strong>, mentre il <strong>17 aprile </strong>farà tappa al <strong>Cinemazero di Pordenone</strong>, offrendo al pubblico l’occasione di incontrare i protagonisti e riportando il film nei luoghi che hanno contribuito alla sua realizzazione.</p>
<p>Ambientato negli anni Venti, il film è una produzione storica in costume, scritta da Arnaldo Catinari insieme a<strong> Silvio Muccino </strong>e liberamente ispirata all’opera letteraria “Alla festa della rivoluzione” di <strong>Claudia Sala</strong>ris.</p>
<p>Nel cast figurano <strong>Valentina Romani, Nicolas Maupas, Maurizio Lombardi, Darko Perić e Riccardo Scamarcio.</strong></p>
<p>Realizzato con il contributo della<strong> Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG</strong>, il progetto ha trovato nel territorio regionale un contesto particolarmente favorevole, sia per la varietà delle location sia per la collaborazione attiva delle istituzioni e delle realtà locali.</p>
<p>Le riprese si sono svolte in Friuli Venezia Giulia per sette settimane, con il coinvolgimento di maestranze locali e oltre 700 figurazioni.</p>
<h3><strong>LOCATION<br />
</strong></h3>
<p>Cuore della lavorazione è stata la città di <strong>Udine</strong> e la sua provincia, per circa cinque settimane, utilizzando sia spazi urbani sia dimore storiche private. Tra le principali location figurano Piazza Libertà, Palazzo D’Aronco, Piazza XX Settembre, la Loggia del Lionello e il Chiostro della Basilica della Beata Vergine delle Grazie, oltre a residenze come Villa Giacomelli e Villa Pace.</p>
<p>Il Palazzo del Comune di Udine è stato trasformato nel Palazzo del Governatorato di Fiume, consentendo di concentrare in un unico luogo numerose scene chiave, comprese quelle legate alla figura di Gabriele D’Annunzio.</p>
<p>Le riprese si sono inoltre svolte a <strong>Trieste</strong>, tra il Palazzo Carciotti e l’hotel DoubleTree by Hilton, nei sotterranei di <strong>Palmanova</strong> e a <strong>Gorizia</strong>, presso il Castello, contribuendo a costruire un universo visivo coerente e suggestivo, capace di restituire la complessità storica del film.</p>
<h3><strong>LA STORIA<br />
</strong></h3>
<p>1919. Nell’incandescente clima politico che precede il fascismo, Beatrice, una determinata spia al servizio della Russia, è a Fiume il giorno in cui il vate ed eroe di guerra Gabriele D’Annunzio dà il via alla sua rivoluzione visionaria. Ma proprio durante la festa d’insediamento si trova coinvolta in un attentato alla vita del Poeta-Guerriero.</p>
<p>Scoprire quali sono i nemici della rivoluzione è di prioritaria importanza: per Beatrice che è lì per proteggere D’Annunzio, per Pietro, il capo dei servizi segreti italiani combattuto tra dovere e ideali, e per Giulio, un medico, disertore della Grande Guerra, vicino agli ambienti anarchici.</p>
<p>Sullo sfondo di una rivoluzione che intende cambiare il mondo, le vite di Beatrice, Pietro e Giulio si intrecciano rivelando una realtà in cui intrighi politici, amori impossibili e vendette private collideranno finendo per modellare non solo il loro destino ma anche quello di Fiume, di D’Annunzio e dell’Italia, che all’alba degli anni 20 si trova ad un bivio cruciale tra dittatura e rivoluzione.</p>
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		<title>80 voglia di ’80 &#8211; Il musical</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/80-voglia-di-80-il-musical/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 11:04:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cormons]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[musical]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="812" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/80-voglia-di-80-2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="80 voglia di 80 2" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/80-voglia-di-80-2.jpeg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/80-voglia-di-80-2-300x178.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/80-voglia-di-80-2-1024x609.jpeg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/80-voglia-di-80-2-768x457.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="80 voglia di ’80 - Il musical 4"> Manuel Mercuri protagonista a Cormòns di uno spettacolo che rivive canzoni passate alla storia, miti pop e i primi videogames</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/80-voglia-di-80-2.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/80-voglia-di-80-il-musical/">80 voglia di ’80 &#8211; Il musical</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 11 aprile</strong>, alle 21, al Teatro Comunale di <strong>Cormòns</strong> andrà in scena lo scoppiettante <strong><em>80 voglia di ’80 &#8211; Il musical</em>, </strong>in una sala praticamente <em>sold out</em>.</p>
<p>Scritto da <strong>Gianfranco Vergoni</strong>, da un’idea di Paolo Ruffini, il musical vedrà protagonista <strong>Manuel Mercuri</strong>, diretto e coreografato da Fabrizio Angelini. La direzione musicale è affidata a Gabriele de Guglielmo. A fianco del noto performer ci saranno anche: <strong>Ottavio Cannizzaro, Noemi Cappellini, Cristian Cesinaro, Filippo Di Menno, Edilge di Stefano, Pietro Galetta, Silvia Ghirardini, Lorenzo Giambattista, Ilaria Lanzillotta, e Giulia Rubino.</strong></p>
<p>Uno studente liceale di oggi, alternativo e per niente modello, è in attesa di conoscere l’esito del suo profitto scolastico alla fine dell’anno.</p>
<p>Come in un incubo vede sfilare i suoi professori, che a quanto pare hanno fatto di tutto per rendergli la vita difficile. Manipolando e scomponendo un Cubo di Rubik (noto simbolo degli anni ’80) si ritrova magicamente catapultato indietro nel tempo di 40 anni, a fianco dei suoi odiati professori ancora giovani.</p>
<p>Da loro coinvolto nell’organizzazione di un concerto con le più famose Hit del momento per la fine dell’anno scolastico, avrà modo di conoscerli più a fondo, e soprattutto di rendersi conto che anche loro, come lui, hanno avuto un passato adolescenziale.</p>
<p>Il “ritorno al futuro”, cioè al giorno d’oggi, sarà l’occasione per tirare le somme di questo viaggio e in qualche modo cambiare un po’ anche sé stesso, riconciliandosi con quelli che fino ad allora aveva visto solo come nemici.</p>
<p>Miti pop, vestiti sgargianti, primi videogames ma soprattutto divertimento e tanta musica: un’occasione per riascoltare canzoni passate alla storia (Duran Duran, Wham, Europe, Whitney Houston, ma anche Ricchi e Poveri, Heather Parisi).</p>
<p>Sul palco, insieme al protagonista Manuel Mercuri (performer, acrobata ballerino e content creator internazionale che vanta più di 38milioni di follower tra TikTok, Instagram e YouTube), una compagnia di 10 scatenati performer, nella doppia veste di professori al giorno d’oggi, e allievi negli anni ’80, che cantano esclusivamente dal vivo, oltre naturalmente a recitare e ballare.</p>
<p>Nato da un’idea di Paolo Ruffini, lo spettacolo è stato scritto dalla mano esperta di Gianfranco Vergoni (nelle librerie con la sua opera prima pubblicata da Longanesi “Il cielo d’erba”), e come tutti i lavori della Compagnia dell’Alba ha la direzione musicale di Gabriele de Guglielmo e la regia e le coreografie di Fabrizio Angelini: nomi garanzia di qualità e cura dei particolari di uno spettacolo che si inserisce nel filone del “<em>family entertainment</em>” presentato negli anni dalla Compagnia, questa volta con un prodotto interamente italiano, adatto anche alle generazioni più giovani che oggi si divertono ancora con le canzoni che hanno fatto ballare e sognare i loro genitori, i quali avranno l’occasione per fare un tuffo nel passato e nella loro gioventù&#8230;</p>
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		<item>
		<title>Ivan e i cani</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/ivan-e-i-cani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 10:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="910" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/ivan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ivan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/ivan.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/ivan-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/ivan-1024x682.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/ivan-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/ivan-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/ivan-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Ivan e i cani 5"> Tra il documentario sociale e la favola nera, esplorando i confini della solidarietà in un mondo che sembra aver smarrito ogni traccia di umanità</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/ivan.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/ivan-e-i-cani/">Ivan e i cani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Un viaggio crudo e commovente nel cuore della Russia post-sovietica apre il sipario il <strong>10 e 11 aprile </strong>(venerdì ore 20.30, sabato ore 18) ai Fabbri a Trieste sulla rassegna AiFabbri2 della Contrada.</p>
<p>&#8220;<em>Ivan e i cani</em>&#8220;, basato sulla straordinaria storia vera di Ivan Mishukov, porta in scena una narrazione che oscilla tra il documentario sociale e la favola nera, esplorando i confini della solidarietà in un mondo che sembra aver smarrito ogni traccia di umanità.</p>
<p>Tratto dal testo di <b>Hattie Naylor</b> (traduzione di Monica Capuani), lo spettacolo è un progetto di <b>Federica Rosellini</b>, che ne firma la regia e ne è l&#8217;unica, magnetica interprete.</p>
<p>Prodotto da <b>Cardellino Srl</b>, questo lavoro si inserisce perfettamente nel percorso &#8220;non allineato&#8221; di un&#8217;attrice cresciuta alla scuola di Ronconi e maturata con Latella, capace di abitare territori artistici ibridi e profondamente personali.</p>
<p>Ambientato nella Mosca degli anni Novanta, lo spettacolo racconta l’incredibile odissea di un bambino di soli quattro anni che, per sfuggire a una situazione familiare segnata dall&#8217;alcolismo e dalla violenza, sceglie la strada come unica casa possibile. In una città gelida e indifferente, Ivan non trova rifugio tra i suoi simili, ma in un branco di cani randagi.</p>
<p>Questa convivenza, durata due anni, trasforma radicalmente la percezione del piccolo protagonista: gli animali non sono solo compagni di sventura, ma diventano la sua vera famiglia, insegnandogli gerarchie, protezione e un amore incondizionato che la società degli uomini gli ha negato. La pièce analizza con precisione chirurgica il processo di &#8220;selvatichezza&#8221; di Ivan, ponendo domande scomode su cosa significhi realmente essere civili in un contesto di estrema povertà e abbandono.</p>
<p>Lo spettacolo si sviluppa come un monologo di rara intensità, dove la parola si fa carne per descrivere la fame, il freddo pungente delle notti moscovite e il calore vitale dei corpi dei cani che lo scaldano. È una storia di sopravvivenza pura, un inno alla resilienza infantile che riesce a trovare la bellezza anche nel degrado più assoluto.</p>
<p>Il linguaggio scelto per questo &#8220;assolo&#8221; è un intreccio magnetico di parole e suoni. La scena è dominata da un <b>orizzonte sonoro ibrido</b>, curato dalla stessa Rosellini (sound design), dove l&#8217;elettronica si fonde con registrazioni d’ambiente, nenie e melodie, arricchite dalla voce registrata in russo di <b>Laura Pasut</b>.</p>
<p>Le luci di <b>Simona Gallo</b> scolpiscono lo spazio, accompagnando Ivan nel suo viaggio di sottrazione dal mondo degli uomini per farsi &#8220;animale&#8221; tra i randagi.</p>
<p>Uno spettacolo sporco, solitario, tenerissimo; un canto d&#8217;anima intimo e personale che riesce a raccontare l&#8217;infanzia in modo inaspettato e viscerale.  Sotto una sottile patina di dolcezza, basta grattare con l&#8217;unghia per veder emergere un frammento di verità feroce, in quella Russia confusa e poverissima di fine anni Novanta dove la fuga da una famiglia degradata diventa l&#8217;unica forma di salvezza.</p>
<p>La rassegna AiFabbri2, da sempre attenta ai linguaggi contemporanei e alle tematiche civili, sceglie questo testo per la sua capacità di scuotere le coscienze, ricordandoci che spesso, dove l&#8217;uomo fallisce, la natura interviene con una pietà inaspettata.</p>
<p>&#8220;<em>Ivan e i cani</em>&#8221; non è solo il racconto di un fatto di cronaca, ma una riflessione universale sulla solitudine e sulla necessità viscerale di appartenenza che accomuna ogni essere vivente.</p>
<h2></h2>
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		<title>Gaber. Mi fa male il mondo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/gaber-mi-fa-male-il-mondo-134-830/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="826" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Gaber_Neri-Marcore_Tommaso-Le-Pera.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaber Neri Marcore Tommaso Le Pera" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Gaber_Neri-Marcore_Tommaso-Le-Pera.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Gaber_Neri-Marcore_Tommaso-Le-Pera-300x181.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Gaber_Neri-Marcore_Tommaso-Le-Pera-1024x619.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Gaber_Neri-Marcore_Tommaso-Le-Pera-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Gaber. Mi fa male il mondo 6"> Neri Marcorè e Giorgio Gallione raccontano Gaber-Luporini: sul palco anche quattro pianisti per un viaggio nell’universo creativo del duo </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Gaber_Neri-Marcore_Tommaso-Le-Pera.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/gaber-mi-fa-male-il-mondo-134-830/">Gaber. Mi fa male il mondo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>(ph. Tommaso Le Pera)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Neri Marcorè</strong>, assieme al regista e drammaturgo <strong>Giorgio Gallione</strong>, ha molto frequentato i materiali gaberiani.</p>
<p>Questo ritorno è una necessità etica e artistica e un’occasione ancora più matura e consapevole per riabbracciare l’opera dell’uomo dalle due G maiuscole.</p>
<p>“<strong><em>Gaber &#8211; Mi fa male il mondo</em>”</strong> arriva a Trieste, al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 9 al 12 aprile (ore 20.30 giovedì e venerdì, sabato alle 19.30 e domenica alle 16).</p>
<p>Prodotto da Teatro Stabile di Bolzano e Fondazione Teatro della Toscana in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber e Centro Servizi Culturali Santa Chiara,<strong> “Gaber &#8211; Mi fa male il mondo”</strong> porta nuovamente in scena il teatro canzone, in un’esplorazione dell’universo creativo, narrativo, etico e letterario di due grandi autori e si avvale della direzione musicale e degli arrangiamenti inediti per quattro pianoforti di Paolo Silvestri. Il disegno luci è di Marco Filibeck mentre le scene e i costumi sono di Guido Fiorato.</p>
<p>Per anni Giorgio Gaber e Sandro Luporini hanno radiografato con acume, spietatezza e ironia, ma pure con grande partecipazione emotiva, le mutazioni della nostra società e degli individui che la abitano.</p>
<p>«Grande affabulatore e artista totale, Gaber ci ha accompagnato, tra privato e politico, nel cammino zoppicante e incerto verso una società che tenta di combattere contro la dittatura dell’imbecillità, del conformismo e della perenne autoassoluzione. Lo spettacolo vuole ritornare alle radici dell’ispirazione di queste opere in musica, entrando metaforicamente, e a distanza di anni, nello studio/ laboratorio/ pensatoio dove Gaber e Luporini hanno agito e prodotto pensiero per più di quarant’anni» scrive Giorgio Gallione, regista e autore della drammaturgia.</p>
<p>Con onestà intellettuale e una buona dose di ironia, Gaber si è spesso definito un “ladro” di intuizioni altrui, dichiarando esplicitamente il suo debito nei confronti di artisti, intellettuali e scrittori che lo hanno ispirato. L’elenco è lungo e indicativo: Pasolini, Celine, Adorno, Calvino, Berlinguer, Brecht, Beckett, Botho Strauss e tanti altri che, sapientemente distillati, hanno formato un humus ideale, un incubatore di pensieri e riflessioni illuminanti che sono poi state trasformate in canzoni e monologhi teatralissimi che ancora oggi vibrano di autenticità e addirittura di preveggenza.</p>
<p><strong>“<em>Gaber &#8211; Mi fa male il mondo</em>”</strong> vede Marcorè affiancato in scena da Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana e Francesco Negri, quattro giovani/e pianiste che interpretano gli arrangiamenti curati da Paolo Silvestri dei brani che costellano lo spettacolo: “Mi fa male il mondo”, “Il sosia”, “L’uomo che sto seguendo”, “La nave”, “L’odore”, “Non è più il momento” “La festa”, “La peste”, “Si può”, “I mostri che abbiamo dentro” , “Io se fossi Dio” e “C’è solo la strada”.</p>
<p>«Mi ha sempre colpito e affascinato la regolarità di Gaber che ogni estate, insieme a Luporini, scriveva le canzoni dello spettacolo successivo» riflette Silvestri. «È un modo di operare che mi ricorda quello dei compositori classici. […] Per questo motivo, anche se le sue canzoni sono nate alla chitarra, quando penso al suo lavoro mi viene in mente il pianoforte, che nella storia è stato lo strumento dove i musicisti hanno scritto per orchestra e per ogni sorta di formazione strumentale e vocale, e naturalmente, dove hanno immaginato il teatro musicale. Il pianoforte è come la macchina da scrivere per uno scrittore. In questo spettacolo ce ne sono addirittura quattro: abbiamo moltiplicato quest’idea, formando una vera e propria orchestra di pianoforti».</p>
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		<title>L&#8217;assaggiatrice di Hitler</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/lassaggiatrice-di-hitler/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 11:52:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="925" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/assaggiatrice.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="assaggiatrice" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/assaggiatrice.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/assaggiatrice-300x203.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/assaggiatrice-1024x693.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/assaggiatrice-768x520.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="L&#039;assaggiatrice di Hitler 7"> Nel cuore più oscuro della storia, la scelta impossibile tra sopravvivenza e colpa. Sul palco  Silvia Gallerano e Alessia Giangiuliani</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/assaggiatrice.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/lassaggiatrice-di-hitler/">L&#8217;assaggiatrice di Hitler</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Una storia potentissima emerge dalle pieghe più oscure della Seconda guerra mondiale: <b>venerdì 10 e sabato 11 aprile</b> (ore 20.30), sul palco del <b>Teatro Verdi di Pordenone</b> in cartellone lo spettacolo <b>“<em>L’assaggiatrice di Hitler</em></b><i>”</i>, trasposizione scenica del romanzo “<b><em>Le assaggiatrici</em>”</b> di <b>Rosella Postorino</b>, Premio Campiello 2018, firmato da <b>Gianfranco Pedullà e dalla stessa autrice, con la regia di Sandro Mabellini</b>.</p>
<p>Una vicenda ispirata a fatti reali: quella delle <b>donne costrette ad assaggiare i pasti destinati ad Adolf Hitler</b> per scongiurare il rischio di avvelenamento. La storia comincia nell’inverno del ’43, quando la ventiseienne <b>Rosa</b> – rimasta sola dopo la partenza del marito per il fronte russo – si rifugia dai suoceri a Gross-Partsch, un villaggio di campagna della <b>Prussia orientale</b>.</p>
<p>Il paese si trova in prossimità di quella che veniva chiamata la “Tana Del Lupo”, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta.</p>
<p>Insieme ad altre nove giovani donne, Rosa viene forzosamente reclutata per assaggiare tre pasti al giorno e sventare così – a rischio della propria vita – un eventuale tentativo di avvelenamento del Führer.</p>
<p>Tra le assaggiatrici si intrecciano rapporti di amicizia e rivalità, fino a quando, nella primavera del ’44, non arriva in caserma un nuovo comandante che instaura un clima di terrore.</p>
<p>Inaspettatamente tra lui e Rosa nasce una complicità ambigua, una relazione erotica, o forse sentimentale, che è soprattutto una primordiale forma di resistenza alla deumanizzazione che il nazismo infligge, non solo alle assaggiatrici-cavie, ma anche ai funzionari delle SS, loro carnefici.</p>
<p>La trasposizione teatrale sceglie una via<b> essenziale e fortemente evocativa</b>. Sul palco due sole interpreti, <b>Silvia Gallerano e Alessia Giangiuliani</b>, danno corpo a tutti i personaggi della vicenda, moltiplicando voci e presenze attraverso un lavoro attorale di grande precisione.</p>
<p>Accanto a loro, la fisarmonica e la voce dal vivo di <b>Marlene Fuochi</b> accompagnano e amplificano la narrazione.</p>
<p>«L’obiettivo drammaturgico e registico – <b>spiegano Pedullà e Postorino</b> – è costruire uno spettacolo che propone una sorta di film in assenza di cinema, perseguendo una sintesi fra tutti i linguaggi scenici: drammaturgia del suono e della luce, corpo e voce delle attrici, musiche registrate e suonate dal vivo da una fisarmonica. Gli spettatori sono coinvolti in modo attivo, perché devono riempire con l’immaginazione il vuoto di ciò che non è mostrato in scena».</p>
<p>Un <b>dispositivo teatrale che lavora per sottrazione</b>, privilegiando l’intensità emotiva e la tensione etica. Il risultato è <b>un’esperienza altamente immersiva</b>, che non si limita a raccontare una storia, ma interroga lo spettatore sulla fragilità delle scelte individuali e sulla capacità – o incapacità – di opporsi alla disumanizzazione.</p>
<p>Prodotto dal Teatro Popolare d’Arte, <i>“</i><b>L’assaggiatrice di Hitler</b><i>”</i> si impone come uno degli appuntamenti più intensi della programmazione prosa del Verdi: un racconto al femminile che attraversa la Storia per parlare al presente, mettendo in luce le zone d’ombra dell’animo umano e la sottile linea che separa la sopravvivenza dalla complicità.</p>
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		<title>Contrazioni pericolose</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/contrazioni-pericolose-943-620-546-160-772-451/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:06:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="820" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Contrazioni-pericolose_StudioFotograficoProfiliPn-IMG_8805.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Contrazioni pericolose StudioFotograficoProfiliPn IMG 8805" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Contrazioni-pericolose_StudioFotograficoProfiliPn-IMG_8805.jpeg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Contrazioni-pericolose_StudioFotograficoProfiliPn-IMG_8805-300x180.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Contrazioni-pericolose_StudioFotograficoProfiliPn-IMG_8805-1024x615.jpeg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Contrazioni-pericolose_StudioFotograficoProfiliPn-IMG_8805-768x461.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Contrazioni pericolose 8"> Rocío Muñoz Morales protagonista della nuova commedia di Gabriele Pallotta ambientata in una sala parto</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Contrazioni-pericolose_StudioFotograficoProfiliPn-IMG_8805.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/contrazioni-pericolose-943-620-546-160-772-451/">Contrazioni pericolose</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>(ph. Studio Fotografico Profili Pn)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Contrazioni pericolose</em></strong>, commedia scritta e diretta da <strong>Gabriele Pignotta </strong>e prodotta dagli Artisti Associati di Gorizia, conclude la stagione 25/26 di sei Teatri del Circuito ERT.</p>
<p>Lo spettacolo, che ha per protagonisti lo stesso Pignotta, <strong>Rocío Muñoz Morales </strong>e<strong> Giorgio Lupano</strong>, andrà in scena <strong>martedì 7 aprile </strong>all’Auditorium Biagio Marin di <strong>Grado</strong>, <strong>mercoledì 8</strong> al Teatro Miotto di <strong>Spilimbergo</strong>, <strong>giovedì 9</strong> all’Auditorium Aldo Moro di <strong>Cordenons</strong>,<strong> venerdì 10</strong> al Teatro Ristori di <strong>Cividale</strong>, <strong>sabato 11</strong> al Teatro Lavaroni di <strong>Artegna</strong> e <strong>domenica 12</strong> al Teatro Verdi di <strong>Muggia</strong>.</p>
<p>Tutte le serate avranno inizio alle 20.45 con l’eccezione di Muggia, dove il sipario si alzerà alle 17.30.</p>
<p>Massimo (Giorgio Lupano) e Martina (Rocío Muñoz Morales) sono amici da anni. Un incontro casuale ha dato vita a un legame profondo, sospeso tra complicità e qualcosa di non detto, trattenuto da paure e incertezze che impediscono loro di cambiare le proprie vite.</p>
<p>Tutto si incrina quando Martina resta incinta e Massimo lo scopre soltanto al momento del travaglio. È allora che l’equilibrio si rompe e le emozioni a lungo represse emergono. In una sala parto, in cui i giochi di luce accompagnano il confronto tra i due protagonisti, entra in scena anche l’ostetrico Francesco (Gabriele Pignotta), figura ironica e disincantata.</p>
<p><em>Contrazioni pericolose</em> segna un’evoluzione nel percorso artistico di <strong>Gabriele Pignotta</strong>. Ritornano gli elementi che hanno caratterizzato i suoi lavori più noti – da <em>Ti sposo ma non troppo</em> a <em>Scusa sono in riunione… ti posso richiamare?</em>, fino a <em>Tre uomini e una culla</em> – tra comicità e colpi di scena, ma si affianca una maggiore attenzione alle dinamiche emotive e alle fragilità di una generazione in cerca di equilibrio in un contesto sempre più incerto.</p>
<p>Tra i protagonisti, <strong>Rocío Muñoz Morales</strong>, attrice spagnola attiva tra cinema, televisione e teatro. Dopo il debutto in Italia con <em>Immaturi – Il viaggio</em> di Paolo Genovese, è diventata nota al grande pubblico con la serie tv <em>Un passo dal cielo</em>. In teatro ha preso parte a diversi titoli di successo (<em>Certe Notti</em>, <em>Love Letters</em>, <em>Il cappotto di Janis</em>) e, parallelamente, ha affiancato Carlo Conti al Festival di Sanremo ed è stata madrina della Mostra del Cinema di Venezia. Lavora anche in Spagna, dove ha recentemente condotto il talent musicale <em>La Bien Cantá</em>.</p>
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		<title>Contrazioni pericolose</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="820" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Contrazioni-pericolose_StudioFotograficoProfiliPn-IMG_8805.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Contrazioni pericolose StudioFotograficoProfiliPn IMG 8805" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Contrazioni-pericolose_StudioFotograficoProfiliPn-IMG_8805.jpeg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Contrazioni-pericolose_StudioFotograficoProfiliPn-IMG_8805-300x180.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Contrazioni-pericolose_StudioFotograficoProfiliPn-IMG_8805-1024x615.jpeg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Contrazioni-pericolose_StudioFotograficoProfiliPn-IMG_8805-768x461.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Contrazioni pericolose 9"> Rocío Muñoz Morales protagonista della nuova commedia di Gabriele Pallotta ambientata in una sala parto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>(ph. Studio Fotografico Profili Pn)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Contrazioni pericolose</em></strong>, commedia scritta e diretta da <strong>Gabriele Pignotta </strong>e prodotta dagli Artisti Associati di Gorizia, conclude la stagione 25/26 di sei Teatri del Circuito ERT.</p>
<p>Lo spettacolo, che ha per protagonisti lo stesso Pignotta, <strong>Rocío Muñoz Morales </strong>e<strong> Giorgio Lupano</strong>, andrà in scena <strong>martedì 7 aprile </strong>all’Auditorium Biagio Marin di <strong>Grado</strong>, <strong>mercoledì 8</strong> al Teatro Miotto di <strong>Spilimbergo</strong>, <strong>giovedì 9</strong> all’Auditorium Aldo Moro di <strong>Cordenons</strong>,<strong> venerdì 10</strong> al Teatro Ristori di <strong>Cividale</strong>, <strong>sabato 11</strong> al Teatro Lavaroni di <strong>Artegna</strong> e <strong>domenica 12</strong> al Teatro Verdi di <strong>Muggia</strong>.</p>
<p>Tutte le serate avranno inizio alle 20.45 con l’eccezione di Muggia, dove il sipario si alzerà alle 17.30.</p>
<p>Massimo (Giorgio Lupano) e Martina (Rocío Muñoz Morales) sono amici da anni. Un incontro casuale ha dato vita a un legame profondo, sospeso tra complicità e qualcosa di non detto, trattenuto da paure e incertezze che impediscono loro di cambiare le proprie vite.</p>
<p>Tutto si incrina quando Martina resta incinta e Massimo lo scopre soltanto al momento del travaglio. È allora che l’equilibrio si rompe e le emozioni a lungo represse emergono. In una sala parto, in cui i giochi di luce accompagnano il confronto tra i due protagonisti, entra in scena anche l’ostetrico Francesco (Gabriele Pignotta), figura ironica e disincantata.</p>
<p><em>Contrazioni pericolose</em> segna un’evoluzione nel percorso artistico di <strong>Gabriele Pignotta</strong>. Ritornano gli elementi che hanno caratterizzato i suoi lavori più noti – da <em>Ti sposo ma non troppo</em> a <em>Scusa sono in riunione… ti posso richiamare?</em>, fino a <em>Tre uomini e una culla</em> – tra comicità e colpi di scena, ma si affianca una maggiore attenzione alle dinamiche emotive e alle fragilità di una generazione in cerca di equilibrio in un contesto sempre più incerto.</p>
<p>Tra i protagonisti, <strong>Rocío Muñoz Morales</strong>, attrice spagnola attiva tra cinema, televisione e teatro. Dopo il debutto in Italia con <em>Immaturi – Il viaggio</em> di Paolo Genovese, è diventata nota al grande pubblico con la serie tv <em>Un passo dal cielo</em>. In teatro ha preso parte a diversi titoli di successo (<em>Certe Notti</em>, <em>Love Letters</em>, <em>Il cappotto di Janis</em>) e, parallelamente, ha affiancato Carlo Conti al Festival di Sanremo ed è stata madrina della Mostra del Cinema di Venezia. Lavora anche in Spagna, dove ha recentemente condotto il talent musicale <em>La Bien Cantá</em>.</p>
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