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	<title>sissa &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>sissa &#8211; imagazine.it</title>
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	<item>
		<title>Trauma spinale: tutto parte dai meccanocettori</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/trauma-spinale-tutto-parte-dai-meccanocettori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Scarmignan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 11:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bloccandoli il danno si riduce. A dirlo è una ricerca della SISSA pubblicata sulla rivista "The Journal of Physiology"</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/maxim-potkin-lYAC1hk919s-unsplash.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/trauma-spinale-tutto-parte-dai-meccanocettori/">Trauma spinale: tutto parte dai meccanocettori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>TRIESTE – Si trovano nel midollo spinale fin dalla nascita, sono sensibili agli stimoli meccanici e svolgono un ruolo importante nel dare via agli eventi patologici che seguono un trauma. Se si blocca il loro funzionamento? L’entità del danno si riduce.</p>
<p>A dirlo è una nuova <a href="https://physoc.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1113/JP289194" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">ricerca pubblicata su</span> <em>The Journal of Physiology</em> </a>e condotta da un’equipe della <strong>SISSA</strong> guidata dal professor <strong>Giuliano Taccola</strong> e con prima autrice <strong>Atiyeh Mohammadshirazi</strong>.</p>
<p>Tutto succede già nei primissimi millisecondi dal trauma, ha spiegato il gruppo di scienziati. È in questo lasso di tempo che questi meccanorecettori del midollo entrano in azione, dando il via a una compromissione di quei segnali elettrici che sono alla base della normale comunicazione nervosa. Questo primo evento innesca una catena di fattori neurotossici chiamata danno secondario che amplifica ed estende la prima lesione traumatica nelle ore e nei giorni successivi.</p>
<p>Capire il ruolo di questi recettori, secondo gli autori, è importante non solo per fare luce su cosa succede durante lo shock spinale. Come dimostrato negli esperimenti, infatti, se la loro azione viene fermata anche il danno funzionale si riduce.</p>
<p>Per questo i meccanocettori del midollo sono un possibile target per possibili strategie volte a ridurre le disabilitanti conseguenze di una lesione al midollo spinale.</p>
<p>Lo studio è stato realizzato grazie al finanziamento 5xmille alla SISSA presso il laboratorio del professor Taccola nell’<strong>Ospedale</strong> <strong>Gervasutta di Udine</strong>.</p>
<h3>Il trauma fisico porta a un blocco nei segnali elettrici</h3>
<p>“È ben noto – spiegano Atiyeh Mohammadshirazi e Giuliano Taccola – che il trauma fisico al midollo spinale compromette il flusso dei segnali elettrici che sono alla base del funzionamento delle nostre fibre nervose. Si tratta della cosiddetta <em>DIP (Depolarizing Injury Potential)</em> che inizia a pochissimi istanti dal trauma e che continua propagando il danno primario fino alle settimane successive, rendendo la lesione via via più seria. Le origini di questo fenomeno non sono completamente note”.</p>
<p>Eppure, con i loro esperimenti effettuati con <a href="https://www.valorisation.sissa.it/device-mechanically-stimulating-biological-material-and-its-procedure" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">una sofisticata strumentazione inventata dal professor Taccola e</span> <strong>John Fischetti</strong> e brevettata dalla SISSA</a>, raccontano i due scienziati, “siamo riusciti a scoprire qualcosa di davvero nuovo”.</p>
<h3>I meccanocettori e il loro ruolo nell’espansione del danno</h3>
<p>I recettori sono strutture delle nostre cellule che rispondono a segnali selettivi. Tra questi esistono i meccanocettori, speciali proteine presenti sulla membrana delle cellule sensibili che funzionano come sensori di forze meccaniche quali la compressione, per esempio.</p>
<p>I meccanocettori sono presenti in quasi tutto il corpo e anche attorno al midollo spinale e nel suo canale interno. In questo ambiente, secondo la ricerca della SISSA, sembrano svolgere un ruolo importante nella propagazione della eventuale lesione.</p>
<p>Spiegano i due autori: “Nella progressione del danno la depolarizzazione precede altri fenomeni noti quali il rilascio di agenti neurotossici, la risposta infiammatoria che poi porta alla morte neuronale, l’ipossia spinale transitoria e una rapida morte delle cellule nella zona della lesione primaria”.</p>
<p>In questo contesto, a contribuire a dare il via alla depolarizzazione sembrano essere proprio i meccanorecettori.</p>
<p>Confermano Mohammadshirazi e Taccola: “Bloccando la loro azione, infatti, nei nostri esperimenti abbiamo visto che il danno funzionale risulta arginato e limitato”.</p>
<p>Una possibile strada da esplorare per ridurre i danni da trauma “Il nostro lavoro – commentano in conclusione Giuliano Taccola e <strong>Carmen Falcone</strong>, che ha collaborato allo studio per l’analisi istologica – ha esplorato ciò che avviene a livello cellulare immediatamente dopo un trauma spinale. Come abbiamo spiegato, in questi casi non c’è solo un danno iniziale, dovuto al trauma, ma si innesca anche una cascata di eventi neurotossici che amplificano e peggiorano il danno cellulare e la comunicazione tra i neuroni. Con i nostri esperimenti su modelli di laboratorio abbiamo dimostrato che bloccando i recettori meccanosensibili si possono ridurre efficacemente gli effetti patologici immediati di un trauma spinale. La nostra, ovviamente, è una ricerca di base e quindi le applicazioni possibili sono molto lontane. Ma sicuramente può offrire una possibile strada da esplorare nel futuro per ridurre lo shock spinale e i danni successivi al trauma”.</p>
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		<item>
		<title>Finanziamenti ERC: SISSA prima in Italia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/finanziamenti-erc-sissa-prima-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Scarmignan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 15:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[contributi]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fisica]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sissa]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il più importante e selettivo contributo europeo alla ricerca premia nuovamente la realtà triestina con il progetto del professor Pasquale Calabrese</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/andrea-romanino.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/finanziamenti-erc-sissa-prima-in-italia/">Finanziamenti ERC: SISSA prima in Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Andrea Romanino, direttore della SISSA</em></span></p>
<p>TRIESTE – Ammonta a 2,4 milioni di euro il <strong>finanziamento ERC Advanced Grant</strong> vinto dal professor <strong>Pasquale Calabrese</strong> della <strong>SISSA</strong> per studiare i misteri più profondi della materia e della fisica quantistica con il suo nuovo progetto “<em>MOSE-Monitoring simmetries with Entanglement</em>”.</p>
<p>Nel suo progetto Calabrese studierà un tema molto sofisticato del mondo dei quanti: la relazione tra le simmetrie e l’<em>entanglement</em>, ma con implicazioni molte vaste, dalla ricerca sui buchi neri ai computer del futuro alla fisica della materia.</p>
<p>Si tratta del terzo ERC vinto dal professor Calabrese in meno di 15 anni, un risultato piuttosto raro visto l’alto livello della competizione.</p>
<p>L’ERC, <em>grant</em> erogato dal Consiglio europeo della ricerca, è il più importante e selettivo contributo europeo alla ricerca.</p>
<figure id="attachment_66103" aria-describedby="caption-attachment-66103" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-66103" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/pasquale-calabrese.jpg" alt="pasquale calabrese" width="600" height="450" title="Finanziamenti ERC: SISSA prima in Italia 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/pasquale-calabrese.jpg 600w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/pasquale-calabrese-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-66103" class="wp-caption-text">Il professor Pasquale Calabrese</figcaption></figure>
<p>In totale i contributi ricevuti dal professor Calabrese con i suoi tre ERC ammontano a oltre 5 milioni di euro, un traguardo di rilievo assoluto nel campo della fisica teorica e non solo.</p>
<p>La <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://imagazine.it/home_desk/andrea-romanino-il-fuoco-del-sapere/"><strong>SISSA</strong> si conferma così una realtà competitiva e di eccellenza</a></span>.</p>
<p>La Scuola triestina è infatti <strong>prima in Italia per finanziamenti ERC</strong>, 33 in totale, rispetto al numero di scienziati e scienziate.</p>
<p>Il numero di ERC sinora conseguiti se rapportati al numerosità del corpo docente è di gran lunga il più alto nell’università italiana con circa 1 ERC ogni 3 docenti, un tasso di successo 25 volte più alto della media dell’accademia italiana.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Ffinanziamenti-erc-sissa-prima-in-italia%2F&amp;linkname=Finanziamenti%20ERC%3A%20SISSA%20prima%20in%20Italia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Ffinanziamenti-erc-sissa-prima-in-italia%2F&amp;linkname=Finanziamenti%20ERC%3A%20SISSA%20prima%20in%20Italia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Ffinanziamenti-erc-sissa-prima-in-italia%2F&amp;linkname=Finanziamenti%20ERC%3A%20SISSA%20prima%20in%20Italia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Ffinanziamenti-erc-sissa-prima-in-italia%2F&amp;linkname=Finanziamenti%20ERC%3A%20SISSA%20prima%20in%20Italia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Ffinanziamenti-erc-sissa-prima-in-italia%2F&amp;linkname=Finanziamenti%20ERC%3A%20SISSA%20prima%20in%20Italia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Ffinanziamenti-erc-sissa-prima-in-italia%2F&#038;title=Finanziamenti%20ERC%3A%20SISSA%20prima%20in%20Italia" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/finanziamenti-erc-sissa-prima-in-italia/" data-a2a-title="Finanziamenti ERC: SISSA prima in Italia"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/andrea-romanino.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/finanziamenti-erc-sissa-prima-in-italia/">Finanziamenti ERC: SISSA prima in Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Trieste torna capitale dell’editoria scientifica</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/trieste-torna-capitale-delleditoria-scientifica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 10:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[sissa]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Massimo Recalcati protagonista al Festival Scienza e Virgola in cui presenterà in anteprima il suo nuovo saggio</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/Recalcati-Massimo.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/trieste-torna-capitale-delleditoria-scientifica/">Trieste torna capitale dell’editoria scientifica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Massimo Recalcati</em></span></p>
<p>TRIESTE – Presentata la <strong>9ª edizione</strong> del Festival <strong><em>Scienza e Virgola</em></strong>.</p>
<p>In programma <strong>da martedì 6 a domenica 11 maggio</strong>, l’evento sarà incentrato su <strong><em>Tecnopolitica</em></strong><em> <strong>e altri cambiamenti</strong>: <strong>il pianeta verso nuovi equilibri</strong></em><strong>. </strong></p>
<p>Ideato e organizzato dal <strong>Laboratorio Interdisciplinare della SISSA </strong>(Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati), <em>Scienza e Virgola</em> vanta la direzione artistica dello scrittore <strong>Paolo Giordano</strong>, fisico di formazione, e la direzione scientifica di <strong>Nico Pitrelli</strong>.</p>
<p>Sei giorni di incontri, dialoghi, spettacoli, laboratori e proiezioni per analizzare e <strong>approfondire il cambiamento vorticoso legato alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione che usiamo ogni giorno</strong>: dagli algoritmi alle piattaforme social, dai satelliti all’Intelligenza Artificiale.</p>
<p>E a come queste innovazioni permettono alle Big Tech che le controllano di esprimere una nuova forma di potere: cognitivo e geopolitico, innanzitutto, quindi economico, culturale e ideologico.</p>
<p><strong>L’editoria scientifica, quindi, per leggere la profondità del cambiamento</strong>, con 6 anteprime e novità editoriali attraverso un<strong> festival diffuso </strong>in oltre 20 sedi della città, e non solo.<strong> </strong></p>
<p><strong>Dal 6 all’11 maggio a Trieste la scienza incontra i cittadini</strong>, dai caffè alle biblioteche, dalle librerie alle scuole, facendo tappa ancora una volta nella Casa Circondariale della città e spingendosi quest’anno in una sede RSA.<strong> </strong></p>
<p><strong>La scienza in dialogo con le altre arti: dal cinema al teatro, alla poesia. </strong>La scienza in rapporto dialettico anche con il<strong> cibo </strong>e i nostri<strong> sensi, </strong>per stimolare esperienze tutte da provare e condividere.</p>
<p>Motore di Scienza e Virgola saranno come sempre<strong> i libri, e i temi che sottendono</strong>: con<strong> 6 anteprime</strong>, quelle dei nuovi saggi di<strong> Massimo Recalcati, Alessandro Magrini, Martina Ardizzi </strong>e<strong> Giorgia Bollati</strong>, e le prime volta in Italia del Premio Arthur Clarke <strong>Martin MacInnes </strong>per presentare il bestseller internazionale <strong><em>Ascensione</em></strong> (SUR) e del norvegese<strong> Kristoffer Hatteland Endresen, </strong>autore di<strong> <em>Un po’ come noi</em></strong> (Codice).</p>
<p>E con numerose novità editoriali e firme importanti dell’editoria scientifica come <strong>Antonella Viola, Alessandro Aiuti, Luca Misculin, Roberto Trotta, Matteo Lancini. </strong></p>
<p>Evento 2025,<strong> </strong>la tappa al festival della<strong> prima edizione del <em>Premio Strega Saggistica</em></strong>, con la cinquina dei candidati per la prima volta riunita, domenica 11 maggio a Trieste.</p>
<figure id="attachment_64340" aria-describedby="caption-attachment-64340" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-64340" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/sev1.jpeg" alt="sev1" width="1000" height="679" title="Trieste torna capitale dell’editoria scientifica 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/sev1.jpeg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/sev1-300x204.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/sev1-768x521.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-64340" class="wp-caption-text">Andrea Romanino, primo seduto da sinistra</figcaption></figure>
<p>A presentare il festival, oltre ai due direttori artistici e scientifici, Giordano e Pitrelli, è intervenuto all’Antico Caffè San Marco anche <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://imagazine.it/home_desk/andrea-romanino-il-fuoco-del-sapere/">il direttore della SISSA,<strong> Andrea Romanino</strong></a></span>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.scienzaevirgola.it/programma-2025/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per il programma dettagliato del festival</a></span></p>
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		<title>Andrea Romanino: il fuoco del sapere</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/andrea-romanino-il-fuoco-del-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Doncovio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 10:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato protagonista a Ginevra, Chicago, Oxford. «Grazie alla sua qualità della vita ho deciso di fermarmi a Trieste». Dopo anni di ricerca e insegnamento, dal novembre 2021 dirige la SISSA</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/open2.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/andrea-romanino-il-fuoco-del-sapere/">Andrea Romanino: il fuoco del sapere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Andrea Romanino, direttore della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati</em></span></p>
<p>TRIESTE &#8211; Nonostante la voce calma e pacata, <strong>Andrea Romanino </strong>riesce a trasmettere competenza e passione.</p>
<p>Doti fondamentali per chi è chiamato a dirigere un’eccellenza italiana della ricerca e della formazione. Una realtà divenuta punto di riferimento internazionale in ambito scientifico, capace di attrarre sempre più “cervelli” da ogni parte del mondo.</p>
<p>Mantenendo un legame indissolubile con il territorio di riferimento. E offrendo nuove prospettive e visioni a un futuro incerto e, per questo, ancora più stimolante.</p>
<p><strong>Direttore Romanino, cosa significa dirigere la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati?</strong></p>
<p>«Può sembrare paradossale, ma è un lavoro relativamente facile. Parliamo infatti di una realtà speciale fatta di persone con un forte senso di appartenenza. E per quanto si tratti di un’istituzione universitaria, composta da professori universitari che hanno le loro esigenze e i loro progetti di ricerca, quando si tratta di promuoverne l’interesse e il bene comune sono tutti pronti a fare un passo avanti per collaborare. Esempio di un’istituzione che, utilizzando il buonsenso, riesce a ottenere risultati importanti. Docenti, ricercatori e studenti sono bravissimi: ottengono risultati scientifici straordinari e finanziamenti generosi da parte della Unione Europea e di altre realtà pubbliche e private. Per questo dirigere la SISSA, oltre che essere un compito stimolante, è anche un onore».</p>
<figure id="attachment_64221" aria-describedby="caption-attachment-64221" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-64221" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220616_SISSA_giorno1_105_LV.jpg" alt="20220616 SISSA giorno1 105 LV" width="1000" height="667" title="Andrea Romanino: il fuoco del sapere 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220616_SISSA_giorno1_105_LV.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220616_SISSA_giorno1_105_LV-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220616_SISSA_giorno1_105_LV-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220616_SISSA_giorno1_105_LV-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220616_SISSA_giorno1_105_LV-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-64221" class="wp-caption-text">Vista su Trieste dalla sede della SISSA</figcaption></figure>
<p><strong>Lei è direttore dal 2021, ma il mondo della SISSA lo conosce da oltre 20 anni. In questo arco temporale, quel mondo come si è evoluto?</strong></p>
<p>«Sono cambiate tante cose. Avevamo alcune sedi sparpagliate per Trieste mentre ora siamo tutti insieme in questa bellissima sede di via Bonomea, che offre una vista magnifica sulla città. Siamo cresciuti come numero di iniziative e di progetti scientifici che portiamo avanti. Ma siamo cresciuti anche nel numero di collaborazioni lungo i nostri assi prioritari: territorio, altre scuole a ordinamento speciale (facciamo parte sia del sistema universitario regionale con le Università di Udine e di Trieste sia delle Scuole Superiori a ordinamento speciale) e rapporti internazionali. Negli ultimi cinque anni, 4 professori su 5 reclutati dalla SISSA provengono dall’estero. Alcuni sono italiani rientrati nel nostro Paese, molti altri sono ricercatori stranieri che hanno deciso di mettere radici alla SISSA, divenendo valore aggiunto per l’intero territorio. Dimostriamo che il nostro Paese può essere attrattivo per i migliori talenti provenienti dall’estero».</p>
<p><strong>Quali sono a suo avviso i punti di forza delle SISSA?</strong></p>
<p>«Qualità della ricerca, del corpo docente e delle pubblicazioni. Inoltre la SISSA vanta una serie di primati che sembra quasi antipatico citare.  L’Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) ci colloca al vertice delle valutazioni tra le Università Ita liane; i progetti di ricerca della SISSA sono di gran lunga quelli con la più alta percentuale di conseguimento di finanziamenti europei; secondo una recente ricerca americana la SISSA ha il più alto numero di “<em>top scientists</em>” in Italia… Senza dimenticare il forte senso di comunità. Seppur cresciuti negli ultimi anni, infatti, operiamo in una dimensione tale per cui è ancora possibile conoscersi e mantenere collaborazioni forti».</p>
<p><strong>E i punti da migliorare?</strong></p>
<p>«Nonostante gli ottimi risultati conseguiti, purtroppo la SISSA è ancora poco conosciuta a livello nazionale. I nostri docenti e i nostri ricercatori puntano più alla sostanza che alla forma: si focalizzano sullo scrivere articoli scientifici di qualità e ottenere risultati che possono davvero contribuire all’avanzamento della conoscenza a livello internazionale. Però è anche vero che la visibilità è un fattore importante perché ci consente di attrarre alla SISSA i migliori studenti. Se da un lato quindi la visibilità scientifica internazionale della SISSA è molto alta, sulla visibilità verso il grande pubblico dobbiamo ancora lavorare».</p>
<figure id="attachment_64222" aria-describedby="caption-attachment-64222" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-64222" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220616_SISSA_giorno1_125_LV.jpg" alt="20220616 SISSA giorno1 125 LV" width="1000" height="667" title="Andrea Romanino: il fuoco del sapere 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220616_SISSA_giorno1_125_LV.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220616_SISSA_giorno1_125_LV-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220616_SISSA_giorno1_125_LV-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220616_SISSA_giorno1_125_LV-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220616_SISSA_giorno1_125_LV-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-64222" class="wp-caption-text">La sede della SISSA</figcaption></figure>
<p><strong>La SISSA è strettamente correlata alla città di Trieste: come si è potenziato nel tempo questo legame?</strong></p>
<p>«Si sono sviluppati legami scientifici importanti con gli altri enti che formano il sistema dell’innovazione e della scienza della città di Trieste e del Friuli Venezia Giulia. Trieste ha la fortuna di avere un ecosistema speciale, basato sulla coesione. Un altro punto di forza è il supporto delle istituzioni regionali e cittadine. Senza scordare il rapporto con il tessuto imprenditoriale: aspetto che ha avuto l’evoluzione maggiore.  Appena nata, la SISSA faceva ricerca di base puramente teorica. Col tempo invece si sono sviluppate attività applicative. Oggi collaboriamo con molte imprese della regione, generando un numero significativo di <em>startup</em>, alcune di successo».</p>
<p><strong>Andrea Romanino quando ha compreso che avrebbe dedicato la sua vita allo studio, alla ricerca e all’insegnamento?</strong></p>
<p>«La vocazione a occuparmi di scienza, a fare la fisica teorica, è nata quando ero molto giovane. Il poeta irlandese William B. Yeats scrisse “<em>Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco</em>”. Da giovane ero affascinato dai divulgatori scientifici come Piero Angela, c’erano le trasmissioni alla tv, la famiglia stessa era contesto di stimolo. Lì si accese il mio fuoco. Stimolare i giovani e far emergere la loro vocazione alla ricerca, allo studio, alla scienza è indispensabile. In quest’ottica sono fondamentali le attività che la SISSA svolge con le scuole e gli studenti del territorio, facendo toccare con mano esperimenti e ricercatori. Fin dalle elementari. Così coltiviamo i rapporti con il territorio e speriamo di contribuire a mantenere acceso quel fuoco. Io fin da piccolo sapevo che avrei fatto lo scienziato: mi reputo fortunato per essere riuscito a trasformare la mia passione nel mio lavoro».</p>
<p><strong>Che cos’è la fisica per lei?</strong></p>
<p>«È la possibilità di comprendere la natura nel suo livello più profondo, dando un senso a quello che ci circonda. Nel mio caso quelle leggi fondamentali che stanno alla base di tutti i fenomeni che conosciamo: dalla nascita dell’universo alle interazioni subatomiche, a tutto il resto. Il mio amore per la fisica nasce dal desiderio di comprendere il mondo».</p>
<figure id="attachment_64223" aria-describedby="caption-attachment-64223" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-64223" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220622_SISSA_giorno3_081_LV.jpg" alt="20220622 SISSA giorno3 081 LV" width="1000" height="667" title="Andrea Romanino: il fuoco del sapere 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220622_SISSA_giorno3_081_LV.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220622_SISSA_giorno3_081_LV-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220622_SISSA_giorno3_081_LV-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220622_SISSA_giorno3_081_LV-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/20220622_SISSA_giorno3_081_LV-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-64223" class="wp-caption-text">Una lezione alla SISSA</figcaption></figure>
<p><strong>Lei è originario di Imperia. Abbiamo parlato del rapporto tra la SISSA e Trieste: com’è invece quello tra la città e Andrea Romanino?</strong></p>
<p>«La ragione per cui mi sono fermato alla SISSA è duplice. La prima è essermi accorto di trovarmi in un contesto in cui eravamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda. L’altro aspetto è stato proprio la città di Trieste. In precedenza ero stato a Ginevra, Chicago, Oxford: tutti posti prestigiosi in giro per il mondo. Ma una volta giunto a Trieste, grazie alla sua qualità della vita, ho compreso che questa sarebbe stata la città in cui fermarmi».</p>
<p><strong>Lei è stato protagonista al CERN, al Fermilab negli USA, all’Università di Oxford e alla Scuola Normale Superiore di Pisa: la SISSA cosa offre di diverso rispetto a queste eccellenze?</strong></p>
<p>«Ci sono delle similitudini nelle diversità. Come le logiche di funzionamento anglosassoni, sebbene la normativa italiana sia diversa e talvolta costituisca un piccolo freno. Ma è simile anche la maniera di condurre la ricerca e di gestire l’istituzione nella mentalità internazionale. La SISSA offre sicuramente un ambiente molto agile e questo può avere ripercussioni positive sia sulle modalità di ricerca sia sulle scelte accademiche».</p>
<p><strong>In un’era di instabilità geopolitica globale e di crisi industriale, quale sarà il ruolo dei centri della conoscenza come la SISSA?</strong></p>
<p>«Mai come ora sono fondamentali la conoscenza tecnologico-scientifica e la capacità di innovare. È importante non solo avere competenze avanzate, ma anche acquisire la capacità di risolvere problemi, in particolare quelli che ancora nessuno ha risolto. Questo significa fare innovazione. Perché le competenze evolvono sempre più rapidamente. La scienza, inoltre, è sempre stata un canale di pace, un ponte tra culture diverse grazie al suo linguaggio universale. La scienza è democratica perché raggiunge il consenso attraverso il dialogo e lo scambio di idee».</p>
<p><strong>Tra gli attuali progetti di ricerca seguiti dalla SISSA quali sono quelli più promettenti?</strong></p>
<p>«Impossibile stabilirlo a priori. La ricerca trova le sue leggi strada facendo e per questo è sempre difficile prevedere quali saranno i risultati. Caratteristica dell’innovazione radicale è quella di essere poco prevedibile. Ci sono tuttavia campi che per esposizione mediatica e rilevanza scientifica e tecnologica hanno in questo momento i riflettori puntati, come la scienza dei dati e l’intelligenza artificiale, a cui la SISSA già dal 2018 dedica un dottorato ormai consolidato, ricevendo diversi riconoscimenti. SISSA è inoltre la prima istituzione in Italia a essere entrata nella “<em>AI Alliance</em>” lanciata da IBM e META per promuovere competitività e sicurezza nell’intelligenza artificiale. Un nostro giovane docente ha recentemente ricevuto circa un milione di euro di finanziamenti europei per un progetto su IA».</p>
<p><strong>La SISSA è composta innanzitutto di persone. Chi è chiamato a dirigerla come riesce a mettere docenti e ricercatori nelle condizioni ideali affinché possano esprimersi al meglio?</strong></p>
<p>«Mantenere il giusto equilibrio tra ciò che spendiamo per i docenti e per la ricerca è un compito fondamentale del direttore. Dobbiamo mettere i ricercatori nelle condizioni non solo di avere uno stipendio, ma di avere risorse per la ricerca e di operare in un ambiente che possa valorizzare il loro talento. Perché la cultura scientifica, l’ambiente e la mentalità fanno la differenza. Il nostro budget, inoltre, deve poter finanziare le infrastrutture della ricerca: laboratori, strumentazioni, gruppi con cui avviare proficue collaborazioni. Il mio compito è tenere la barra dritta e fare in modo che la SISSA resti un luogo in cui il talento delle persone possa continuare a svilupparsi».</p>
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